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Homo interneticus

Restare umani nell'era dell'ossessione di Internet

By Lee Siegel

(46)

| Paperback | 9788896665312

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Book Description

"Homo interneticus" prova a mettere in discussione il mezzo tecnologico più esaltato e venduto degli ultimi dieci anni: Internet. La retorica di democrazia e libertà che circonda la rete viene sfidata nelle sue questioni fondamentali: che tipo di int Continue

"Homo interneticus" prova a mettere in discussione il mezzo tecnologico più esaltato e venduto degli ultimi dieci anni: Internet. La retorica di democrazia e libertà che circonda la rete viene sfidata nelle sue questioni fondamentali: che tipo di interessi nasconde la rete? Come e quanto sta influenzando la cultura e la vita sociale? Come stiamo imparando a relazionarci agli altri on line? Qual è il costo psicologico, emotivo e sociale della nostra affollata solitudine high-tech? "Homo interneticus" non è un manifesto contro Internet, ma un'analisi tagliente su come la quotidianità della rete ha cambiato il ritmo delle nostre vite e il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri. Siegel prova a centrare l'attenzione sui reali interessi che circondano l'enorme massa di nuovi clienti da informare, consigliare e a cui vendere oggetti o stili di vita.

4 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    A tratti un po' troppo accusatorio verso i webottimist ma è sicuramente una lettura stimolante per alcune riflessioni sulla facilità del raggiungimento della facilità di farsi leggere e il corrispettivo aumento spropositato dell'ego individual ...(continue)

    A tratti un po' troppo accusatorio verso i webottimist ma è sicuramente una lettura stimolante per alcune riflessioni sulla facilità del raggiungimento della facilità di farsi leggere e il corrispettivo aumento spropositato dell'ego individuale.

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    eNIgmIsta said on Oct 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gli altri che incontriamo on line non sono percepiti come parte di un mistero

    Ho finito il libro ancora un mese fa. Mi sono ripromessa di scrivere su aNobii qualche nota su questa lettura, prima di tutto per me, per chiarirmi un poco le idee. Mi soffermo in questo momento con queste righe, su una questione affrontata dall'auto ...(continue)

    Ho finito il libro ancora un mese fa. Mi sono ripromessa di scrivere su aNobii qualche nota su questa lettura, prima di tutto per me, per chiarirmi un poco le idee. Mi soffermo in questo momento con queste righe, su una questione affrontata dall'autore in modo esplicito nelle ultime pagine del libro. Si tratta del rischio che corriamo in internet più che negli incontri in carne ed ossa con le persone, di non riuscire a percepire l'altro come un fine piuttosto che come un mezzo. Gli altri che incontriamo on line non sono percepiti come parte di un mistero da rispettare, ma come strumenti al nostro servizio. Forse, la mancanza dell'esperienza dei sensi ci rende molto difficile l'incontro e lo scambio. E' un grosso limite nella qualità delle nostre relazioni di cui dobbiamo essere consapevoli.

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    Maria Rita Biagini said on Oct 7, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Resteremo umani

    C'è una frase nell'epilogo di questo libro che mi ha colpito: "Se non sei chi sei, puoi essere chi vuoi". Vorrebbe significare che in Rete possiamo essere tutto o il contrario di tutto. Non è poi una grande scoperta. Nel game della vita ognuno di noi ...(continue)

    C'è una frase nell'epilogo di questo libro che mi ha colpito: "Se non sei chi sei, puoi essere chi vuoi". Vorrebbe significare che in Rete possiamo essere tutto o il contrario di tutto. Non è poi una grande scoperta. Nel game della vita ognuno di noi gioca la sua partita a modo suo. Tutti giochiamo con/contro tutti, partite singole, doppie o multiple. Quella più importante e forse decisiva è quella che giochiamo con noi stessi. L'autore di questo libro, che in fondo mi ha piuttosto deluso, non sembra avere molta fiducia in quella che lui chiama "ossessione", vale a dite la realtà digitale. Non ho ben capito se il suo "homo interneticus" deve resistere oppure no alla nuova era che stiamo vivendo. Dopo tutto, anche se volesse opporsi, sarebbe opposizione vana. Non siamo noi che dobbiamo cambiare il mondo. Sono gli uomini destinati ad essere cambiati dal mondo.

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    Antonio Gallo said on Sep 23, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Una visione a tratti inquietante

    Ho acquistato questo libro alla ricerca di una risposta ad un quesito che, in modo praticamente naturale, mi sono posto dopo aver letto della teoria di Anders [ http://www.anobii.com/books/La_teoria_dei_media_nel_pensiero_di_Anders/9788874186167/01f8 ...(continue)

    Ho acquistato questo libro alla ricerca di una risposta ad un quesito che, in modo praticamente naturale, mi sono posto dopo aver letto della teoria di Anders [ http://www.anobii.com/books/La_teoria_dei_media_nel_pen… ] e "il Mezzo e' il Massaggio" di McLuhan [ http://www.anobii.com/books/Il_medium_%C3%A8_il_massagg… ]: se il Messaggio della TV e' "Comprare!", quale sara' quello di Internet?

    Siegel si avvicina e parla della Rete con molta diffidenza. Ne riconosce i meriti ma mette in guardia dal suo lato oscuro costituito dalla WebCultura [piu' o meno strisciante]. La WebCultura e' distante anni luce - dice l'autore - dalla cultura popolare ed e' invece vicinissima [anzi: sovrapponibile] alla cultura commerciale.

    Siegel cita piu' volte il futurologo Toffler [ http://it.wikipedia.org/wiki/Alvin_Toffler ] e la sua visione di "vendita del proprio tempo libero", vendita di se' che ha in Internet la sua declinazione perfetta: si torna cosi' ad essere prosumer come lo erano i primitivi.

    Per rispondere alla domanda che mi ero posto azzardo una sintesi [che personalmente mi soddisfa]: McLuhan diceva che il "Mezzo e' il Messaggio [e Massaggio]" e la valenza di questa massima e' vera ed attuale anche con la Rete. E se per la TV il messaggio era/e' "Comprate!" (eravamo/siamo Consumatori con la TV), per la Rete il messaggio si completa e diventa anche "Guadagnate!" (ed ecco che diventiamo anche Produttori e in grado - almeno questo e' quello che ci fanno credere - di vendere il nostro prodotto).

    Siegel ce l'ha con i tecnoentusiasti [numerosi sono le citazioni riportate nel testo di quelli che Siegel stesso, ironicamente, definisce "Guru della Rete"] perche' con i loro pezzi, articoli, pensieri, non vogliono altro che vendere l'ambiente senza il quale essi stessi non avrebbero vita.

    Siegel dedica molto spazio anche al giornalismo e ad esprimere un pensiero secondo cui assisteremo [io dico che, in effetti, gia' stiamo assistendo a questo] ad una deriva demagogica all'insegna della WebCultura che premia soltanto la popolarita' e, purtroppo, nega il ragionamento [ormai non c'e' piu' conoscenza - dice - ma solo informazione con un flusso che distrae dalla contestualizzazione dei e dalla riflessione sui fatti]. Trovo qui espressi concetti gia' letti nel saggio "Democrazia. Cosa puo' fare uno scrittore" [ http://www.anobii.com/books/Democrazia:_cosa_pu%C3%B2_f… ]: occorre allontanarsi dai messaggi tranquillizzanti e popolari e avvicinarsi ad una conoscenza; stare alla larga da Wikipedia [Conoscenza che diventa Informazione] e privilegiare il Giornalismo che fa critica. Concetti che, evidentemente, sono del tutto trasversali al mezzo in cui il contenuto e' veicolato.

    In alcuni casi credo che le sue visioni siano eccessivamente catastrofiche dando pochissimo credito ai Navigatori. Ad esempio la sua argomentazione che nega la Serendipity [Online andiamo soltanto perche' sappiamo cosa cercare in un fare totalmente differente da quello che abbiamo passeggiando o curiosando in una biblioteca/libreria] la trovo assolutamente falsa.

    Credo sia inquitante anche la riflessione finale: la partenza e' condivisibile [dobbiamo smettere di pensare agli altri come a dei mezzi e rivalutarli come un fine; il rischio e' perdere la liberta' di sentirsi qualcosa di diverso dal mezzo che noi stessi siamo per gli altri]; ma non si puo' poi dire che non avremo piu' bisogno del contatto con altri; non si puo' dire che, per tale ragione, arriveremo a desiderare nuovi beni e servizi per non sentirci soli. A mio avviso rimane valido quello che Bauman sostiene: la Rete e' il miglior compromesso tra distacco totale dagli altri e necessita' di rinegoziare dalle fondamenta le modalita' di comunicazione dissolte nel passaggio dalla societa' solida a quella liquida.

    Il voto e' alto perche' ho ripercorso alcune letture [quelle segnalate in questa recensione ed anche altre] in modo critico e perche' il saggio e' stato una inesauribile miniera di riflessioni.

    Questo un post in cui ne ho parlato sul mio blog http://mdplab.blogspot.com/2011/10/guadagnate-gente-gua…

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    Marco Dal Pozzo said on Aug 29, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Paperback 192 Pages
  • ISBN-10: 8896665310
  • ISBN-13: 9788896665312
  • Publisher: Piano B
  • Publish date: 2011-01-01
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