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Honolulu e altri racconti

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi)

4.2
(117)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845925226 | Isbn-13: 9788845925221 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vanni Bianconi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
È impossibile, leggendo i 'racconti orientali' qui raccolti, non finire irretiti negli scabri avamposti di un Impero britannico ormai presago della fine. Un mondo nostalgico e artificiale, in perenne contrappunto con una giungla evocata da rapidi tocchi eppure incombente e foriera di sciagura; un mondo che penetriamo con l'occhio disincantato ma insaziabilmente curioso di Maugham, sospinti ogni volta verso un inesorabile finale - spesso tragico, ma quasi mai catartico. E nel frattempo avremo visto andare in pezzi le identità apparenti dei protagonisti, intrappolati in lividi e rovinosi rapporti gerarchici, furenti ricatti incrociati, colpevoli idilli lavati col sangue. Ancora una volta i sapienti congegni narrativi di Maugham, qui celati nell'evocativo scenario della Malesia, del Borneo o delle Hawaii, compongono intrecci perfetti e storie crudeli - che ci consentono di attraversare, rimanendo indenni, le passioni umane più fosche.
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  • 4

    - Mackintosh (●●●●●)
    - Impronte nella giungla (●●●●)
    - Il signor Sa-tutto-lui (●●●)
    - Relitti (●●●●)
    - Honolulu (●●●●)
    - I quattro olandesi (●●●)
    - La sacca dei libri (●●●●)
    - La fine della fuga (●●●)
    - L'avamposto (●●●●)

    ha scritto il 

  • 5

    Mi hanno dato la sensazione di essere racconti vissuti, per quanto della atmosfera dei luoghi e della personalità dei protagonisti passa attraverso le pagine.
    Ho finito il libro con l'impressione di essere stato li, a sentire e guardare, che è precisamente quel che fa Maugham, senza mai far ...continua

    Mi hanno dato la sensazione di essere racconti vissuti, per quanto della atmosfera dei luoghi e della personalità dei protagonisti passa attraverso le pagine.
    Ho finito il libro con l'impressione di essere stato li, a sentire e guardare, che è precisamente quel che fa Maugham, senza mai farsi prendere dalla tentazione di pontificare e giudicare.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendidi.Decisamente tra le cose migliori di Maugham. Se dovessi proprio dire quali sono i miei preferiti, sceglierei "Mackintosh" e"L'avamposto", che non a caso io credo sono stati posti il primo in apertura ed il secondo in chiusura del volume.
    Più leggo il Maugham "orientale" (soprattut ...continua

    Splendidi.Decisamente tra le cose migliori di Maugham. Se dovessi proprio dire quali sono i miei preferiti, sceglierei "Mackintosh" e"L'avamposto", che non a caso io credo sono stati posti il primo in apertura ed il secondo in chiusura del volume.
    Più leggo il Maugham "orientale" (soprattutto quello dei racconti) e più mi accorgo delle tante analogie che ci sono tra lui e Conrad. Chissà se sono analogie consapevoli e volute...

    E aggiungo: trovo anche molte affinità con Simenon per quel che riguarda gli aspetti psicologici delle loro storie: entrambi (Simenon e Maugham) non smettono un attimo di dirci: "Non giudicare ma, narrando, cercar di comprendere ".

    ha scritto il 

  • 5

    Maugham ascolta. E questo libro è il risultato del suo ascolto attento e preciso. Le storie maledette di questi personaggi colpiscono direttamente al cuore. Sono colpi sparati con una precisione impressionante e anche quando sono divertenti si trascinano nella mente come a voler puntualizzare que ...continua

    Maugham ascolta. E questo libro è il risultato del suo ascolto attento e preciso. Le storie maledette di questi personaggi colpiscono direttamente al cuore. Sono colpi sparati con una precisione impressionante e anche quando sono divertenti si trascinano nella mente come a voler puntualizzare quello che sulla pagina non è scritto. Sono belli e vivi questi personaggi immersi in una natura che li sovrasta e che in un qualche modo esce sempre vincitrice.

    ha scritto il 

  • 4

    "C'é chi legge per istruirsi, ed é cosa encomiabile, e chi per diletto, ed é cosa innocua; ma altri, e non sono pochi, leggono perché non possono farne a meno, e direi che ciò non é né innocuo né encomiabile. Io faccio parte di questa deplorevole compagnia. Dopo un po' le conversazioni mi annoian ...continua

    "C'é chi legge per istruirsi, ed é cosa encomiabile, e chi per diletto, ed é cosa innocua; ma altri, e non sono pochi, leggono perché non possono farne a meno, e direi che ciò non é né innocuo né encomiabile. Io faccio parte di questa deplorevole compagnia. Dopo un po' le conversazioni mi annoiano, le partite mi stancano, e i pensieri, spesso decantati come l'inesauribile risorsa della persona assennata, tendono ad inaridirsi. Allora mi lancio sui libri come l'oppiomane sulla pipa....Suvvia, ammettiamolo, per noi leggere é soltanto una droga: chi, in questa cricca, non conosce l'inquietudine che ci assale, se siamo stati troppo a lungo senza leggere, l'ansia, l'irritabilità, e il sospiro di sollievo alla vista di una pagina stampata? Perciò evitiamo di essere più boriosi di quei poveracci che sono schiavi di una siringa o della bottiglia."

    Per un tossico, sempre in cerca di spacciatori di "viaggi", i racconti orientali di Maugham (li stanno ripubblicando a raffica, in vari volumi), in una notte d'estate sono la soluzione più veloce ed economica per spostarsi da una terrazza in collina sull'Adriatico, ad una veranda sulla giungla del Borneo. E in ottima compagnia.
    Uno più bello dell'altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Ciò che appare davvero straordinario sono la bellezza cristallina e l'eleganza dello stile - terso, lieve, ironico e sempre efficace. Laddove Maugham perde un punto (almeno in questa raccolta) è nella ripetitività di alcuni stilemi narrativi, che rendono un paio di racconti del tutto prevedibili. ...continua

    Ciò che appare davvero straordinario sono la bellezza cristallina e l'eleganza dello stile - terso, lieve, ironico e sempre efficace. Laddove Maugham perde un punto (almeno in questa raccolta) è nella ripetitività di alcuni stilemi narrativi, che rendono un paio di racconti del tutto prevedibili.

    ha scritto il 

  • 4

    l'importante è sapere con chi hai a che fare

    Anche in Il filo del rasoio e Storie ciniche si poteva ben sovrapporre narratore e autore. E lo stesso vale per questa raccolta, assemblata così dall'Adelphi (e a questo proposito mi chiedo come mai Il signor Sa-tutto-lui o meglio Mr Know-All sia stato inserito qui, s ...continua

    Anche in Il filo del rasoio e Storie ciniche si poteva ben sovrapporre narratore e autore. E lo stesso vale per questa raccolta, assemblata così dall'Adelphi (e a questo proposito mi chiedo come mai Il signor Sa-tutto-lui o meglio Mr Know-All sia stato inserito qui, si sarebbe senz'altro trovato più a suo agio tra le pagine di Storie ciniche, manca in esso l'elemento dal quale tutti gli altri racconti sono qui accomunati).
    Il fatto che tutti i racconti sembrino essere stati riferiti direttamente all'autore e che l'autore semplicemente li abbia riportati su carta (e per qualcuno sarà anche andata così), conferisce autorità e credibilità agli eventi narrati. Maugham è un maestro nel rendere l'atmosfera di quei luoghi sia nella loro collocazione geografica che nelle sensazioni che quei luoghi portano a vivere, è palpabile la netta separazione tra i coloni e gli indigeni, si sente la giungla che non è mai in silenzio, si sente quasi la cappa di umidità che avvolge tutto e che dopo la giornata di lavoro non consente altro se non un riposo forzato, o qualche incontro tra membri della società bianca solo per sentirsi uomini (il problema del razzismo non si pone proprio), qualche partita a carte, a biliardo, qualche cena durante le quali questi uomini bianchi, desiderosi di aprirsi ad un loro consimile di nuova venuta, aprono le porte al racconto che spesso è riferito non alle proprie esperienze ma a quelle degli altri. E ai loro segreti, che sono tanti. Maugham racconta di assassini, di istigatori all'omicidio, di suicidi, senza voler condannare o assolvere, senza voler trovare un'attenuante o un'aggravante, ma rendendo solo un po' più comprensibili i meccanismi della mente e del cuore dell'essere umano che è di per sè non prevedibile in ogni sua azione e per tutto il corso della sua vita. Così scrive in "Impronte nella giungla" dove è avvenuto molti anni prima un fatto grave sul quale non si è mai fatta luce, ma il poliziotto che parla sa come sono andate le cose e si riferisce qui ai colpevoli: "E' qui che sbaglia. Sono delle bravissime persone, senz'altro le persone più piacevoli qui in giro... Prevenire il crimine e arrestare i colpevoli è il mio lavoro, ma ho incontrato troppi criminali in vita mia per poter pensare che siano peggiori di noi. Le circostanze possono portare una persona più che rispettabile a commettere un crimine, e se viene scoperta, viene punita... Per fortuna il poliziotto non deve occuparsi dei pensieri, ma solo delle azioni; altrimenti sarebbe tutta un'altra storia, e assai più complessa... Le dirò una cosa, c'è un lavoro che davvero non vorrei mai fare... quello di Dio nel giorno del giudizio".
    Ecco cosa fa Maugham, espone consapevolmente i fatti e si astiene dal giudicare

    ha scritto il 

  • 3

    Non fate caso al voto

    Ho comprato questo libro per la foto sulla copertina.
    Avevo letto dell'autore "il mago" (libro mediocre, a mio avviso).
    Dicevo, la foto sulla copertina promette e mantiene l'essenza di questa raccolta di racconti.
    Storie, ma più che altro spunti, a volte brillanti a volte un po' ...continua

    Ho comprato questo libro per la foto sulla copertina.
    Avevo letto dell'autore "il mago" (libro mediocre, a mio avviso).
    Dicevo, la foto sulla copertina promette e mantiene l'essenza di questa raccolta di racconti.
    Storie, ma più che altro spunti, a volte brillanti a volte un po' meno, comunque sempre piacevoli nella lettura.
    Ma ciò che merita davvero, non sono sle storie, bensì l'atmosfera che questi racconti riescono a creare. La stessa atmosfera, le stesse sensazioni che ho provato quando ho viso la foto: SINGAPORE, 1965, Harbor del fotografo Burt Glinn.
    Per cui dare un voto a questo volume - affare sempre odioso e stupido - è davvero riduttivo.
    Posso dire di aver incontrato il libro adatto al momento giusto.

    ha scritto il 

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