Horcynus Orca

Di

Editore: Rizzoli

4.5
(183)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1095 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817872288 | Isbn-13: 9788817872287 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
"'Horcynus Orca' è un mitico e epico poema della metamorfosi. La concezione del mondo come metamorfosi affonda le sue radici nella religiosità mediterranea... Per questo D'Arrigo ha potuto creare un epos moderno, riprendendo, come Joyce nell'Ulisse, un tema mitico: perché in un'età in cui il mito dominante è quello di dissolvere i miti arcaici, solo la tragedia incommensurabile della loro perdita può essere il tema della tragedia." (Giuseppe Pontiggia)
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Difficile e ostico libro in cui si celebra la storia di Ndrja che, scampato alla guerra, ritorna all’isola in cui è nato, la Sicilia, per ritrovare la propria comunità di pescatori e la propria vita d ...continua

    Difficile e ostico libro in cui si celebra la storia di Ndrja che, scampato alla guerra, ritorna all’isola in cui è nato, la Sicilia, per ritrovare la propria comunità di pescatori e la propria vita di sempre. Si tratta di un testo in cui il realismo si mescola alla poesia più alta, rischiando a volte di essere prolisso, restituisce un affresco dell'italia durante la Seconda Guerra Mondiale secondo colori e tonalità scelti dagli stessi protagonisti: Ndrja, i pellisquadre, le femminote, le fere. E' anche il romanzo della ricerca: del senso degli eventi, della propria identità. Il protagonista Ndrja rappresenta il nuovo antieroe che non torna trionfante nei luoghi natii, perchè dalla guerra non si può che tornare cambiati, diffidenti, perdenti. La ricerca meticolosa della lingua più adatta ad esprimere la carnalità, il legame profondo col mare, il senso di malonconica lotta per la vita, porta a dei risultati stupefacenti. E' anche la storia di un viaggio dove mito e metamorfosi s'incontrano mescolandosi; per tutti, nella prima parte, vi sono animali quali la fera che è un animale malvagio nel mondo dei pescatori siciliani, e solo loro ne conoscono la vera natura, mentre per il mondo di fuori, ignaro, è un delfino, simpatico ed elegante. Una ambiguità non molto dissimile la si ritrova nella rappresentazione dell’orca. E' un viaggio fatto per amore a cui fa da sottointeso la morte. Per Ndria tornare in Sicilia vuol dire scoprire, durante il viaggio, che la guerra ha lasciato le sue tracce ovunque; vuol dire conoscere alcune "Femminote" - così vengono chiamate le abitanti dell’isola delle Femmine - che risalgono la costa calabrese in cerca di un marinaio che possa “guarire” una misteriosa e affascinante giovane, Cata, dalla perdita dell’amato. Vuol dire incontrare un povero ex pellisquadra che, costretto a scendere dalla barca, passa la propria vita a cavallo e vestito con tre uniformi diverse, nella speranza di esser seppellito con onore dalla Guardia di Finanza qualora morisse, sa ancora sognare su cose mai fatte e dolci singulti d’amore. Significa scoprire di poter amare una donna con un nome evocatorio, come quello di Ciccina Circè, anche solo per averla conosciuta il tempo di un traghettamento; e stupirsi di come riesca ad ammansire le fere con uno strano campanellino legato ad una treccia, nella speranza che tenga lontani dalla sua barchetta i cadaveri dei giovani soldati morti in guerra… perché il mare è scuro, ma la morte è sempre all’erta. Significa scoprire che nelle povere case della gente sono rimaste più foto che uomini in carne e ossa e che la sofferenza di una madre, come quella di una donna, può diventare crudeltà e rabbia. E' anche il romanzo della ricerca: del senso degli eventi, della propria identità. 'Ndrja rappresenta il nuovo antieroe che non torna trionfante, perchè dalla guerra non si può che tornare cambiati, diffidenti, perdenti. La ricerca meticolosa della lingua più adatta ad esprimere la carnalità, il legame profondo col mare, il senso di malonconica lotta per la vita, porta a dei risultati stupefacenti. D'Arrigo recupera il senso profondo delle parole con minuziosi studi etimologici che accompagnati alla grande vena creativa, danno vita ad un nuovo modo di esprimere l'esistenza. Difficile e vano spiegare la sensazione che si prova quando finalmente si penetra dentro D’Arrigo. La sua prosa è fondata dal principio della metamorfosi, di cui la metafora è uno dei principi operativi, assieme a quello più peculiare dello scrittore della sovrapposizione/dissolvenza, ma è anche fatta da contrastanti elementi primordiali quali il mare e la terra, la realtà e la finzione, il presente e il passato in un'epicità nel quale lo zenit è orientato verso la tragicità della morte.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è un pre, null'altro, di un libro metamorfico e festante (perché leggerlo "è una festa" come acutamente scrive l'amica @Orne).
    Al pari di tutti i capolavori, la grandezza si intuisce sin dalle ...continua

    Questo è un pre, null'altro, di un libro metamorfico e festante (perché leggerlo "è una festa" come acutamente scrive l'amica @Orne).
    Al pari di tutti i capolavori, la grandezza si intuisce sin dalle prime battute per chi sa divisarla, sempre, è misconosciuto ai coevi.
    Meglio così. L'eccelso non è per tutti, non può essere intuito da tutti, richiede una capienza fuori del comune.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro sconosciuto

    "Nulla è più frustrante, per un lettore appassionato, di trovare un libro che per lui è travolgente, un capolavoro, e scoprire che quasi nessuno lo conosce e che non è facile persuadere gli altri a co ...continua

    "Nulla è più frustrante, per un lettore appassionato, di trovare un libro che per lui è travolgente, un capolavoro, e scoprire che quasi nessuno lo conosce e che non è facile persuadere gli altri a condividere il piacere che gli dà. Come può essere che un libro che lo colpisce profondamente, che trasforma il suo panorama interiore, rimanga oscuro e, in larga misura, non letto?" Ecco, solo con queste parole di G. Steiner riesco a manifestare il mio pensiero su questo grandissimo libro. Certo, 1257 pagine non sono proprio invitanti, ma chi avesse l'ardire di superare l'ostacolo della mole, sarebbe, sin dalle prime pagine, appagato e totalmente catturato da una lingua e uno stile unici che di per sè costituiscono parte fondante della narrazione. Leggendolo non si può non pensare a Moby Dick, a Joyce, a Omero, a Dante. E' difficile, difficilissimo farne una sintesi perchè significherebbe sminuirne la grandezza e in realtà non ritengo di esserne all'altezza, come tantissimi sarebbero i brani da citare. Per sopperire a questa mia mancanza, ecco il link che riporta al citato articolo di Steiner pubblicato in occasione della ristampa del 2003 della Rizzoli: http://archiviostorico.corriere.it/2003/novembre/04/mistero_dell_Orca_Moby_Dick_co_0_031104066.shtml
    E per chi volesse un assaggio della lingua eccezionale ecco un brano https://www.youtube.com/watch?v=G4nTYzWlWqQ:
    Consigliatissimo a chi ama la lingua e la letteratura. Nota di servizio: si trova solo usato, ma chissà che non venga ristampato dopo che a febbraio 2015 uscirà la prima traduzione tedesca del libro di D'Arrigo.

    ha scritto il 

  • 5

    Fatemi un favore

    6 novembre 2013:
    Il più gradito, il più sorprendente dei regali.
    Aspetto le vacanze di Natale per tuffarmi !
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    28 dicembre 2014:
    Fatemi un favore personale: leggetelo.
    Fatelo per me, non ...continua

    6 novembre 2013:
    Il più gradito, il più sorprendente dei regali.
    Aspetto le vacanze di Natale per tuffarmi !
    ---------------
    28 dicembre 2014:
    Fatemi un favore personale: leggetelo.
    Fatelo per me, non vi ho mai chiesto niente, accontentatemi questa volta. Poi magari qualcuno in cuor suo mi manderà a quel paese, alcuni troppo nordici non ci capiranno nulla, altri si annoieranno a morte e lo abbandoneranno dopo poche pagine; me lo posso aspettare, ho già provato a catechizzare i familiari e lo stavano buttando alle ortiche. Ma se ci sarà anche solo uno di voi che lo apprezzerà, per me sarà un amico per sempre: chi si porterà dentro questa meraviglia proprio come me, non potrà che essere un gemello.

    Di che parla? Di niente forse; o forse di mare, di guerra, di amore, di padri e madri, di fere (animali marini feroci), di pescatori, di odori, di emozioni e sensi, di vita e di morte.
    Romanzo di nostalgia, di spaesamento per un mondo che perde pezzi: è finita la guerra e c’è solo miseria, le menti più lucide sono invecchiate e i grandi saggi tornano bambini, l’orgoglio di una comunità si va facendo merce scambiabile.
    Romanzo di grande sicilianità, con quel tipico gusto di affabulare e girare in tondo, le grandi metafore, i racconti corali, quella passione che non si spegne di fronte a nulla.

    In parte anche un trattato di cetologia, come in parte lo è anche Moby Dick; ma qui l’approccio è più sanguigno, e al tempo stesso fiabesco e ancestrale, per finire quasi al religioso (l’orca è il leviatano simbolo del male assoluto con cui si deve scendere a patti).

    Chi è il protagonista? Boh, non saprei, c’è un ragazzo che torna dalla guerra,però ci sono dentro tantissime storie e i protagonisti sono tutti.

    È avvincente? Ne leggi 10 pagine e ti restano in testa tutto il giorno, più di 20 di seguito non è possibile, diventa troppo, ti soffoca.

    Ma come è scritto ? In una lingua di parole inventate, stupefacenti e sconvolgenti, composte, fuse, pittoriche, sensuali, urgenti; linguaggio funambolico , idioma che è sale e mare, alghe e odori, puzze; frasi lunghe in cui non c’è un dettaglio che passi inosservato; un certo autocompiacimento; un gusto musicale ed elegante, ma con le mani affondate nella materia.

    E si capisce una scrittura così? Certamente, la si capisce o con l’intuizione (il famoso “lasciarsi trasportare dal flusso della lettura”), oppure con il ragionamento, perché ogni parola ha una logica e quel linguaggio è il trionfo dell’etimologia.

    Qualche esempio? Certo: millunanotte, immignonarsi, sbarcombarco, fallattutti, nuvoliare/nuovolare/voliare/svoliare, flaccommodo, vistocogliocchi/sentitodire, pellisquadre, cangiant’ondoso, arcalamecca, misdea, fammiridere, baraondoso, appruarsi, saltomortalare, dolidoli, roncisvallare, ferrarrugginito, oreocchio…
    Potrei continuare a lungo, ma è meglio che ciascuno si trovi le “proprie” parole in base al suo vissuto e alla sua sensibilità.

    Quanto ci vuole a leggerlo? Bisogna prendersi tutto il tempo necessario, un anno, o forse più, e poi tornarci sopra ogni tanto.

    Si può riassumere? No.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto
    Sicuramente tra i più bei libri ch'io abbia mai letto, e non sono uno che ha letto 5 o 6 libri in tutto.
    Ho fatto fatica, ho impiegato 6 mesi per finirlo, ma è stato come centellin ...continua

    Capolavoro assoluto
    Sicuramente tra i più bei libri ch'io abbia mai letto, e non sono uno che ha letto 5 o 6 libri in tutto.
    Ho fatto fatica, ho impiegato 6 mesi per finirlo, ma è stato come centellinare questo capolavoro, assimilarlo lentamente cercando di cogliere le infinite sfumature che le pagine offrivano alla lettura.
    Poema epico, indubbio, un'Odissea, dalla trama estremamente semplice: un giovane siciliano, nell'ottobre del '43, pensando finita la guerra, ritorna al suo paesello in Sicilia, ritrova il padre, la sua gente, ma il suo lavoro, la pesca, è impedito dalla guerra e dalla presenza nel mare antistante di un'orca. tutto qui. La bellezza dell'opera è data dal linguaggio del tutto particolare che permette ed anzi spinge ad una lettura su più piani, dal più materiale a quello più elevato e filosofico.
    I personaggi sono persone semplici, pescatori analfabeti o quasi, ma dalla saggezza profonda, dalla cultura, quella pratica e non dotta, infinita. L'autore tratta quella cultura con un rispetto ed una ammirazione veramente specchiata, come un Manzoni che mette in testa a Lucia l'addio monti sorgenti dalle acque...
    Fere e feroni, così sono chiamati i delfini e le orche in questo libro, sono il simbolo di volta in volta di ogni sorta di cose: dello Stato(nazione), della vita, della morte, del destino, dell'amore.
    Lettura non facile, libro di ampio respiro certamente molto impegnativo
    Ma anche capolavoro assoluto, di bellezza soverchiante.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Monumentale. Grandioso e vasto come il mare. Intraducibile in un'altra lingua perché perderebbe completamente. Doveva esserci la possibilità di dare sei stelle.

    ha scritto il 

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