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Horcynus Orca

Di

Editore: Rizzoli

4.5
(173)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1095 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817872288 | Isbn-13: 9788817872287 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
"'Horcynus Orca' è un mitico e epico poema della metamorfosi. La concezione del mondo come metamorfosi affonda le sue radici nella religiosità mediterranea... Per questo D'Arrigo ha potuto creare un epos moderno, riprendendo, come Joyce nell'Ulisse, un tema mitico: perché in un'età in cui il mito dominante è quello di dissolvere i miti arcaici, solo la tragedia incommensurabile della loro perdita può essere il tema della tragedia." (Giuseppe Pontiggia)
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  • 5

    Capolavoro sconosciuto

    "Nulla è più frustrante, per un lettore appassionato, di trovare un libro che per lui è travolgente, un capolavoro, e scoprire che quasi nessuno lo conosce e che non è facile persuadere gli altri a co ...continua

    "Nulla è più frustrante, per un lettore appassionato, di trovare un libro che per lui è travolgente, un capolavoro, e scoprire che quasi nessuno lo conosce e che non è facile persuadere gli altri a condividere il piacere che gli dà. Come può essere che un libro che lo colpisce profondamente, che trasforma il suo panorama interiore, rimanga oscuro e, in larga misura, non letto?" Ecco, solo con queste parole di G. Steiner riesco a manifestare il mio pensiero su questo grandissimo libro. Certo, 1257 pagine non sono proprio invitanti, ma chi avesse l'ardire di superare l'ostacolo della mole, sarebbe, sin dalle prime pagine, appagato e totalmente catturato da una lingua e uno stile unici che di per sè costituiscono parte fondante della narrazione. Leggendolo non si può non pensare a Moby Dick, a Joyce, a Omero, a Dante. E' difficile, difficilissimo farne una sintesi perchè significherebbe sminuirne la grandezza e in realtà non ritengo di esserne all'altezza, come tantissimi sarebbero i brani da citare. Per sopperire a questa mia mancanza, ecco il link che riporta al citato articolo di Steiner pubblicato in occasione della ristampa del 2003 della Rizzoli: http://archiviostorico.corriere.it/2003/novembre/04/mistero_dell_Orca_Moby_Dick_co_0_031104066.shtml
    E per chi volesse un assaggio della lingua eccezionale ecco un brano https://www.youtube.com/watch?v=G4nTYzWlWqQ:
    Consigliatissimo a chi ama la lingua e la letteratura. Nota di servizio: si trova solo usato, ma chissà che non venga ristampato dopo che a febbraio 2015 uscirà la prima traduzione tedesca del libro di D'Arrigo.

    ha scritto il 

  • 5

    Fatemi un favore

    6 novembre 2013:
    Il più gradito, il più sorprendente dei regali.
    Aspetto le vacanze di Natale per tuffarmi !
    ---------------
    28 dicembre 2014:
    Fatemi un favore personale: leggetelo.
    Fatelo per me, non ...continua

    6 novembre 2013:
    Il più gradito, il più sorprendente dei regali.
    Aspetto le vacanze di Natale per tuffarmi !
    ---------------
    28 dicembre 2014:
    Fatemi un favore personale: leggetelo.
    Fatelo per me, non vi ho mai chiesto niente, accontentatemi questa volta. Poi magari qualcuno in cuor suo mi manderà a quel paese, alcuni troppo nordici non ci capiranno nulla, altri si annoieranno a morte e lo abbandoneranno dopo poche pagine; me lo posso aspettare, ho già provato a catechizzare i familiari e lo stavano buttando alle ortiche. Ma se ci sarà anche solo uno di voi che lo apprezzerà, per me sarà un amico per sempre: chi si porterà dentro questa meraviglia proprio come me, non potrà che essere un gemello.

    Di che parla? Di niente forse; o forse di mare, di guerra, di amore, di padri e madri, di fere (animali marini feroci), di pescatori, di odori, di emozioni e sensi, di vita e di morte.
    Romanzo di nostalgia, di spaesamento per un mondo che perde pezzi: è finita la guerra e c’è solo miseria, le menti più lucide sono invecchiate e i grandi saggi tornano bambini, l’orgoglio di una comunità si va facendo merce scambiabile.
    Romanzo di grande sicilianità, con quel tipico gusto di affabulare e girare in tondo, le grandi metafore, i racconti corali, quella passione che non si spegne di fronte a nulla.

    In parte anche un trattato di cetologia, come in parte lo è anche Moby Dick; ma qui l’approccio è più sanguigno, e al tempo stesso fiabesco e ancestrale, per finire quasi al religioso (l’orca è il leviatano simbolo del male assoluto con cui si deve scendere a patti).

    Chi è il protagonista? Boh, non saprei, c’è un ragazzo che torna dalla guerra,però ci sono dentro tantissime storie e i protagonisti sono tutti.

    È avvincente? Ne leggi 10 pagine e ti restano in testa tutto il giorno, più di 20 di seguito non è possibile, diventa troppo, ti soffoca.

    Ma come è scritto ? In una lingua di parole inventate, stupefacenti e sconvolgenti, composte, fuse, pittoriche, sensuali, urgenti; linguaggio funambolico , idioma che è sale e mare, alghe e odori, puzze; frasi lunghe in cui non c’è un dettaglio che passi inosservato; un certo autocompiacimento; un gusto musicale ed elegante, ma con le mani affondate nella materia.

    E si capisce una scrittura così? Certamente, la si capisce o con l’intuizione (il famoso “lasciarsi trasportare dal flusso della lettura”), oppure con il ragionamento, perché ogni parola ha una logica e quel linguaggio è il trionfo dell’etimologia.

    Qualche esempio? Certo: millunanotte, immignonarsi, sbarcombarco, fallattutti, nuvoliare/nuovolare/voliare/svoliare, flaccommodo, vistocogliocchi/sentitodire, pellisquadre, cangiant’ondoso, arcalamecca, misdea, fammiridere, baraondoso, appruarsi, saltomortalare, dolidoli, roncisvallare, ferrarrugginito, oreocchio…
    Potrei continuare a lungo, ma è meglio che ciascuno si trovi le “proprie” parole in base al suo vissuto e alla sua sensibilità.

    Quanto ci vuole a leggerlo? Bisogna prendersi tutto il tempo necessario, un anno, o forse più, e poi tornarci sopra ogni tanto.

    Si può riassumere? No.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto
    Sicuramente tra i più bei libri ch'io abbia mai letto, e non sono uno che ha letto 5 o 6 libri in tutto.
    Ho fatto fatica, ho impiegato 6 mesi per finirlo, ma è stato come centellin ...continua

    Capolavoro assoluto
    Sicuramente tra i più bei libri ch'io abbia mai letto, e non sono uno che ha letto 5 o 6 libri in tutto.
    Ho fatto fatica, ho impiegato 6 mesi per finirlo, ma è stato come centellinare questo capolavoro, assimilarlo lentamente cercando di cogliere le infinite sfumature che le pagine offrivano alla lettura.
    Poema epico, indubbio, un'Odissea, dalla trama estremamente semplice: un giovane siciliano, nell'ottobre del '43, pensando finita la guerra, ritorna al suo paesello in Sicilia, ritrova il padre, la sua gente, ma il suo lavoro, la pesca, è impedito dalla guerra e dalla presenza nel mare antistante di un'orca. tutto qui. La bellezza dell'opera è data dal linguaggio del tutto particolare che permette ed anzi spinge ad una lettura su più piani, dal più materiale a quello più elevato e filosofico.
    I personaggi sono persone semplici, pescatori analfabeti o quasi, ma dalla saggezza profonda, dalla cultura, quella pratica e non dotta, infinita. L'autore tratta quella cultura con un rispetto ed una ammirazione veramente specchiata, come un Manzoni che mette in testa a Lucia l'addio monti sorgenti dalle acque...
    Fere e feroni, così sono chiamati i delfini e le orche in questo libro, sono il simbolo di volta in volta di ogni sorta di cose: dello Stato(nazione), della vita, della morte, del destino, dell'amore.
    Lettura non facile, libro di ampio respiro certamente molto impegnativo
    Ma anche capolavoro assoluto, di bellezza soverchiante.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Monumentale. Grandioso e vasto come il mare. Intraducibile in un'altra lingua perché perderebbe completamente. Doveva esserci la possibilità di dare sei stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libro che necessita di un poco di tempo per iniziarti a piacere, devi aspettare di abituarti allo stile narrativo e gli alleggerimenti narrativi con le molte digressioni nel passato.
    Qualche vol ...continua

    E' un libro che necessita di un poco di tempo per iniziarti a piacere, devi aspettare di abituarti allo stile narrativo e gli alleggerimenti narrativi con le molte digressioni nel passato.
    Qualche volta è l'autore stesso che ti aiuta a capire i neologismi, ma qualche altra volta sarebbero necessarie delle note per chi non ha conoscenza del dialetto Messinese e/o calabrese.
    Poi ci sono alcune centinaia di pagine molto stancanti dove lo scrittore procede fotogramma per fotogramma in un estenuante andamento al rallentatore.
    Finalmente nelle ultime 100 pagine il racconto inizia a scorrere, anzi a correre fino a un finale breve e improvviso.
    P.S. evitare di leggere l'introduzione di Walter Pedullà prima di aver finito il libro

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Giulia1970:

    E' un romanzo sperimentale che racconta il passaggio dello Stretto di Messina per ritornare a casa da parte di un marinaio dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.
    La vicenda è raccontata in maniera m ...continua

    E' un romanzo sperimentale che racconta il passaggio dello Stretto di Messina per ritornare a casa da parte di un marinaio dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.
    La vicenda è raccontata in maniera molto singolare, ricorrendo a invenzioni linguistiche su diversi registri (il dialetto siciliano, l'italiano aulico, le parole costruite dall'autore) con numerose digressioni e "flussi di coscienza". Sono evidenti gli accenni alle vicende dell'Odissea. E' interessantissimo.
    Io veramente mi chiedo perché non se ne parli mai.

    ha scritto il 

  • 5

    Nostos

    Se il mare potesse parlare di sè, scriverebbe questo libro.
    E lo farebbe, come fa D'Arrigo, narrando di amori e di morti, di nostalgici commiati e di epici ritorni.
    Il mare come culla e bara dell'uman ...continua

    Se il mare potesse parlare di sè, scriverebbe questo libro.
    E lo farebbe, come fa D'Arrigo, narrando di amori e di morti, di nostalgici commiati e di epici ritorni.
    Il mare come culla e bara dell'umanità, da cui tutto parte e a cui tutto sembra destinarsi, testimone più che consapevole non solo della finitezza dell'uomo, ma della decadenza della sua stessa umanità.
    Come le molteplici correnti tra Scilla e Cariddi, s'incrociano la sperimentazione stilistica di Joyce, l'epica omerica e l'atavica lotta melvilliana tra uomo e Natura.
    Letteratura purissima.

    ha scritto il 

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