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Hornet Flight

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Publisher: Pan Macmillan

3.7
(1686)

Language:English | Number of Pages: 300 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese

Isbn-10: 0330490680 | Isbn-13: 9780330490689 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
This title is from the master storyteller, a startling new thriller set amidst the Danish Resistance. It is June 1941 and Denmark is under German occupation. On the rocky coast of Denmark, two brothers, Harald and Arne Olufsen are straining against the rigid confines imposed by their elderly parents. Meanwhile, a network of MI6 spies is attempting to decipher an encrypted Luftwaffe radio signal which mentions the new Freya-Ger't - a rudimentary form of German radar equipment. Arne's relationship with Hermia Mount, an MI6 analyst draws him into underground politics, putting him under surveillance by the Danish security forces - and by one man in particular who has a personal motive to see Arne fall. It is only a matter of time before the brothers' paths converge in a united effortto overcome the Nazis. A disused Hornet Moth biplane is their only means of getting a vital message to the British ...
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  • 0

    Ken Follett e la Resistenza Danese

    L’autore gallese Ken Follett è certamente una delle figure letterarie che vanno per la maggiore. Nel corso degli anni ha deliziato una realtà di lettori sempre più numerosa verso grandi epopee, avvici ...continue

    L’autore gallese Ken Follett è certamente una delle figure letterarie che vanno per la maggiore. Nel corso degli anni ha deliziato una realtà di lettori sempre più numerosa verso grandi epopee, avvicinando persone che con una generica riluttanza approcciavano romanzi storici dei grandi scrittori del passato.

    Il segreto di Follett sta in una combinazione di elementi. Innanzitutto c’è una propensione per la struttura classica per la narrazione, poi vi è anche una grande articolazione nei dettagli, con la coscienza che un romanzo è ambientazione. Se si costruisce bene il ‘territorio’ i personaggi si muoveranno, prenderanno vita in quel contesto. In questo senso Follett edifica con precisione le circostanze sociali dei protagonisti, non tanto sotto l’aspetto della coerenza con i fatti storicamente avvenuti – del resto un romanzo ha bisogno di reinventare la realtà, di ‘falsificarla’ in nome di una verità più pregnante -, quanto nella riproduzione della vita e della quotidianità di una determinata epoca. C’è un altro ingrediente, ovvero Hollywood. Il tipo di approccio dello scrittore di Cardiff sta nella capacità di offrire ai lettori un gusto cinematografico, talvolta quasi spielberghiano della narrazione, o comunque cinematografico, e in questo c’è tutta la differenza con i romanzieri del XIX e XX secolo, senza vedere in ciò un elemento di degrado dell’arte dello scrivere, ma una caratteristica come un’altra. Può darsi che sia una cosa voluta o in qualche modo inconscia. Leggendo i capolavori dei secoli scorsi quando si parla dell’epoca napoleonica, della rivoluzione industriale, delle guerre mondiali, si ha la percezione chiara di un gusto, di un’aderenza del vissuto a quell’immaginario sociale e culturale. Victor Hugo per esempio ci restituisce un’esperienza diretta o indiretta attraverso i propri romanzi. Follett si mette al servizio della storia, delle possibilità di documentazione che abbiamo oggi, e in questo c’è un rigore, una grande ricchezza ma anche un’intima umiltà – quella dei grandi – che sicuramente gli appartiene. In lui si avverte la ricerca, la visione a distanza, la possibilità di svolgere un percorso a ritroso con i pregi e i limiti di questa condizione.

    Si ascrive a queste linee tendenziali Il volo del calabrone (2003) di Ken Follett, romanzo immerso nello scenario della seconda guerra mondiale in Danimarca – con diverse ambientazioni anche in Inghilterra e in Svezia -, dove vengono narrate le vicende che attraverso i protagonisti porteranno a scoprire perché la Luftwaffe, la divisione aerei nazisti, riesca così facilmente a intercettare e abbattere i velivoli della Raf, l’aeronautica militare inglese. Si intrecciano le vicende di due famiglie danesi, tra loro contrapposte, e il coraggio dei protagonisti, anche molto giovani, che organizzano la Resistenza e soprattutto una certa missione, in un contesto molto particolare come quello danese, dove l”invasione dolce’ dei nazisti inizialmente portò ad accettare e assecondare questa drammatica circostanza, ma che invece successivamente provocò un movimento di opposizione destinato ad essere straordinariamente strategico nel quadro della Liberazione. Follett tesse con maestria, reinventandola, una storia non troppo conosciuta, densa di legami con gli usi, i costumi e la tecnologia del periodo. Ammirabili le descrizioni degli Hornet Moth, biposti con elica del periodo, alquanto pionieristici (esistono anche modelli recenti), che nei ringraziamenti l’autore ci dice di averne pilotato uno in competente compagnia, sebbene senza particolare bravura, dimostrando in questa come in altre innumerevoli circostanze una immersione tipicamente americana nel proprio lavoro, nei processi creativi e di comprensione ad esso inerenti.

    Riguardo a Follett devo aggiungere che di mio gusto tendo a leggere gli autori che scrivono di cose del contesto epocale in cui vivono o sono vissuti, con le numerose eccezioni del caso soprattutto relative ai decenni post bellici, ma non c’è dubbio che egli offra un approccio entusiasmante per chi desideri entrare attraverso le prerogative della narrativa nel passato, soprattutto nella prima metà del novecento. Lui sa bene che la storia contribuisce bene a spiegare il presente e un po’ anche il futuro.

    Prendendo lo spunto sui rapporti fra narrativa e storia, andando molto a ritroso si può affermare che il primo medioevo è un contesto particolarissimo, in quanto si configura come epoca misteriosa e poco conosciuta, inesplorata e ancora sondabile, non raccontata in quei secoli in forma romanzesca o teatrale – dato che queste forme si sostanziano nei secoli successivi -, per cui I pilastri della terra, ritenuto il capolavoro di Follett, rappresenta uno dei grandi testi di narrativa per immergersi in quella straordinaria genesi che fu il medioevo. Epoca oscura soprattutto in quanto suscita in noi il sentimento dello sconosciuto, contrapposta alla fioritura del Rinascimento, dove pur non manca tanto da comprendere, da rivivere, come del resto in ogni secolo. La letteratura di epoche remote ha adempiuto a trasmissioni di sapere spesso diversi da grandi e silenziosi avvenimenti, se non per l’idealità dei cavalieri, dell’immaginario religioso, per determinate gesta e per la traduzione delle grandi opere del passato. Si formavano le lingue e con essa la coscienza della narrazione.

    Questo ed altri articoli, recensioni, interviste, speciali e traduzioni sono leggibili sul portale di letteratura Patria Letteratura http://www.patrialetteratura.com

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    Link articolo:
    http://www.patrialetteratura.com/il-volo-del-calabrone-di-ken-follett/

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  • 3

    È un tre stelle senza infamia e senza lode. Non ho mai letto altro di Follett se non i suoi romanzi medievali, e questo si è rivelato una lettura piacevole, l'ho finito in pochi giorni e l'ho trovato ...continue

    È un tre stelle senza infamia e senza lode. Non ho mai letto altro di Follett se non i suoi romanzi medievali, e questo si è rivelato una lettura piacevole, l'ho finito in pochi giorni e l'ho trovato gradevole. Ho apprezzato soprattutto l'ambientazione, perché non avevo mai letto nulla ambientato in Danimarca durante la WWII. Non è stato certo il paese focale del conflitto, è probabilmente spesso ci si dimentica che anche se con un ruolo di minore importanza nel quadro generale è stato coinvolto. La vicenda alla base di questo romanzo, due giovani danesi che attraversano tutto il Mare del Nord su un aereo malandato per portare in Inghilterra delle informazioni cruciali sui radar sviluppati dai nazisti è reale e mi ha sorpreso, perché non ne avevo mai sentito parlare. Follett ovviamente l'ha romanzata molto, ma ho trovato le modifiche molto intriganti, specie nel coinvolgimento di una giovane ballerina (la danza è uno dei miei grandi amori e tornare a leggerne, anche se en passant, mi fa sempre piacere), e ben studiate. Il problema è che forse ci sono troppi personaggi in scena come voci narranti, per questo romanzo, per due motivi: innanzitutto, hanno tutti lo stesso piano, il che penalizza Arne, fratello del protagonista. Sono riuscita ad apprezzarlo davvero solo quando ormai era uscito di scena, e più per la reazione delle persone che gli volevano bene che per la sua caratterizzazione, il che è un peccato; in secondo luogo, dal momento in cui il "calabrone" prende il volo perdiamo del tutto notizie di altri personaggi che per buona parte del romanzo sono seguiti da vicino. Per quanto Peter sia un individuo per certi versi orribile, le sue questioni personali erano comunque toccanti, e mi è spiaciuto che non ci fosse neanche un accenno verso la fine. Anche se non si apprezzano le scelte di un personaggio, mi piace conoscere il suo destino se per metà di un libro è lui che mi ha portato in giro.
    Essendo un romanzo ispirato a fatti reali, inoltre, avrei gradito molto una nota in aggiunta che spiegasse quanto sia storia romanzata e quanto inventiva, cosa per cui invece mi sono documentata in rete dopo aver finito la lettura. Una lettura molto gradevole in ogni caso, di cui ho apprezzato molto la documentazione (completa e puntuale ma senza diventare troppo prolissa né noiosa), adatta per l'estate.

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  • 4

    fa ammazzare il tempo come un film americano d'azione.
    lascia poco o niente, le pagine volano, credo che il lettore abbia la stessa espressione di una mucca al pascolo e mastica l'erba :) (ebete nda) ...continue

    fa ammazzare il tempo come un film americano d'azione.
    lascia poco o niente, le pagine volano, credo che il lettore abbia la stessa espressione di una mucca al pascolo e mastica l'erba :) (ebete nda)

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  • 4

    La guerra vista dalla Danimarca.

    Con Follett sto "apprezzando" la guerra vedendola da vari punti. Per La cruna dell'ago fu la volta della Germania , dall'Egitto in Codice Rebecca e Francia nelle Gazze ladre. Questa volta tocca alla D ...continue

    Con Follett sto "apprezzando" la guerra vedendola da vari punti. Per La cruna dell'ago fu la volta della Germania , dall'Egitto in Codice Rebecca e Francia nelle Gazze ladre. Questa volta tocca alla Danimarca. Elemento ricorrente , oltre allo spionaggio, sono le donne che hanno dato davvero un grande contributo alla vittoria degli alleati.
    Il romanzo ha una trama veloce , si legge con ritmo e le cose di susseguono con velocità e questo aiuta e rende molto gradevole la lettura. Un bel libro con cui passare del tempo. Coinvolgente !

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  • 4

    come sempre ken follet non tradisce...romanzo storico, ambientato durante la seconda guerra mondiale in Danimarca. Racconta di un lato della guerra di cui non si sente parlare mai, la resistenza danes ...continue

    come sempre ken follet non tradisce...romanzo storico, ambientato durante la seconda guerra mondiale in Danimarca. Racconta di un lato della guerra di cui non si sente parlare mai, la resistenza danese. Condito con storie di pura fantasia fa rivivere uno dei momenti più bui del secolo scorso attraverso gli occhi di giovani ragazzi danesi pronti a sacrificare la vita per la libertà.

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  • 4

    L'ho inziato pensando che il tema non era nelle mie corde... Sbagliato!!!! Un libro non lo fa la tematica, ma l'autore! E Follet è senza dubbio nelle mie corde! Ne voglio subito un'altro!

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