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Hotel omicidi

Di

Editore: Polillo (I Mastini n. 8)

3.2
(13)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881543931 | Isbn-13: 9788881543939 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Viganò

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Descrizione del libro
Grande albergo: gente che va, gente che viene. Ed è così anche all’Hotel Tilden di Washington, 340 stanze, quasi una città nella città. Pete Novak, all’apparenza un tipo cinico e duro, è il detective privato incaricato della sicurezza dell’albergo. È a lui che vengono demandate le piccole e grandi grane che quotidianamente si presentano. Liti, furti, tradimenti coniugali, il solito repertorio, insomma. E così Novak non si scompone più di tanto quando una cliente, Julia Boyd, denuncia la scomparsa dei suoi gioielli. Il marito Chalmers, però, si affretta a sconfessarla dichiarandosi certo che questi si trovano al sicuro nella cassaforte del suo ufficio, nell’Illinois. Ma se la vicenda dei gioielli sembra risolta, subito dopo accadono due fatti ben più gravi: un’ospite appena arrivata, la bellissima Paula Norton, viene picchiata a sangue nella sua stanza, e in quella stessa notte viene commesso un brutale delitto. Novak indaga e ben presto scopre che tutto quanto è collegato. Un grande romanzo, scritto nel 1961, degno di essere annoverato tra i migliori esempi del giallo all’americana. Una storia di amore, morte e malavita con un protagonista, Pete Novak, che rimarrà a lungo nella memoria dei lettori.
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  • 2

    Va bene, è stato scritto nel 1961... Ma la pochezza di stile letterario (a meno che sia tutta colpa della traduzione, ma dubito) e i clichè quasi caricaturali che riguardano la descrizione di tutti i personaggi ne fanno poco più di una buona sceneggiatura per un filmetto giallo di poche pretese ( ...continua

    Va bene, è stato scritto nel 1961... Ma la pochezza di stile letterario (a meno che sia tutta colpa della traduzione, ma dubito) e i clichè quasi caricaturali che riguardano la descrizione di tutti i personaggi ne fanno poco più di una buona sceneggiatura per un filmetto giallo di poche pretese (sempre ricordando che nel 1961 non esistevano le teniche di CSI).
    Davvero mediocre.

    ha scritto il 

  • 4

    ma che bella l'atmosfera dei Mastini!
    Siamo a Washington, in hotel lussuoso da più di 300 stanze. Un detective privato, addetto alla sicurezza ne che rispecchia in pieno lo stereotipo. Belloccio, duro, fuma e beve wisky liscio. Inizia tutto con un furto di gioielli e con il coinvolgimento d ...continua

    ma che bella l'atmosfera dei Mastini!
    Siamo a Washington, in hotel lussuoso da più di 300 stanze. Un detective privato, addetto alla sicurezza ne che rispecchia in pieno lo stereotipo. Belloccio, duro, fuma e beve wisky liscio. Inizia tutto con un furto di gioielli e con il coinvolgimento della classica bellona: bionda, gambe lunghissime, trucco e soldi. I dialoghi sono impeccabili ed è tutto un "ehi dolcezza, ehi tesoro, ehi pupa" con un tono da duro ed è facile trovarsi a respirare le arie fumose del periodo.
    Se dopo il furto di gioielli si aggiunge un omicidio, una moglie non troppo affranta, un medico curante che tanto medico non è, la belloccia ex moglie di un gangster, si agita il tutto e ne esce un poliziesco vecchio stampo che tiene incollati alle pagine!
    A me personalmente ha fatto anche venire voglia di riguardare Casablanca e di sognare un uomo come Bogart, sigaretta fumosa, bicchiere in mano e borsalino sulla testa... quelli erano uomini! *_*

    ha scritto il 

  • 3

    Un noir in un grande albergo

    Un noir molto classico nella struttura e nei personaggi.
    Bella l'ambientazione di base - un grande albergo nel centro di Washington - che contribuisce al fascino del racconto.
    Non imperdibile, ma molto gradevole per gli amanti del genere.

    ha scritto il