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House of Leaves

By

Publisher: Random House USA Inc

4.1
(497)

Language:English | Number of Pages: 709 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Spanish , Dutch

Isbn-10: 0375703764 | Isbn-13: 9780375703768 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Years ago, when House of Leaves was first being passed around, it was nothing more than a badly bundled heap of paper, parts of which would occasionally surface on the Internet. No one could have anticipated the small but devoted following this terrifying story would soon command. Starting with an odd assortment of marginalized youth -- musicians, tattoo artists, programmers, strippers, environmentalists, and adrenaline junkies -- the book eventually made its way into the hands of older generations, who not only found themselves in those strangely arranged pages but also discovered a way back into the lives of their estranged children.

Now, for the first time, this astonishing novel is made available in book form, complete with the original colored words, vertical footnotes, and newly added second and third appendices.

The story remains unchanged, focusing on a young family that moves into a small home on Ash Tree Lane where they discover something is terribly wrong: their house is bigger on the inside than it is on the outside.

Of course, neither Pulitzer Prize-winning photojournalist Will Navidson nor his companion Karen Green was prepared to face the consequences of that impossibility, until the day their two little children wandered off and their voices eerily began to return another story -- of creature darkness, of an ever-growing abyss behind a closet door, and of that unholy growl which soon enough would tear through their walls and consume all their dreams.
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  • 4

    un libro particolarissimo, in parte geniale, in parte noioso. due storie parallele, entrambe composte da momenti estremamente drammatici e inquietanti, ma anche da parti di cui si farebbe volentieri a ...continue

    un libro particolarissimo, in parte geniale, in parte noioso. due storie parallele, entrambe composte da momenti estremamente drammatici e inquietanti, ma anche da parti di cui si farebbe volentieri a meno. nel complesso lo ritengo un gran libro, anche se non me la sentirei di consigliarlo a qualcuno, è abbastanza impegnativo e la struttura potrebbe facilmente scoraggiare moltissimi lettori

    said on 

  • 5

    Ho impiegato quattro anni e mezzo a finire questo libro, perché mi faceva fare gli incubi e mi metteva ansia.
    E' un libro folle e sorprendente, terrificante e geniale.

    said on 

  • 5

    I've read a book today, oh boy...

    A book which contains comments on another book based on a film which maybe doesn't even exist, with an almost completely fictional (and nonetheless very detailed) bibliography and a compelling graphic ...continue

    A book which contains comments on another book based on a film which maybe doesn't even exist, with an almost completely fictional (and nonetheless very detailed) bibliography and a compelling graphical layout.
    Well, I live for these things =)

    said on 

  • 3

    Finito con una fatica enorme. Due storie, assolutamente affascinanti, un modo di concepire il libro come se fosse vivo, nessuna voglia di mollarlo, ma proprio la fatica di seguirlo. Troppi richiami, t ...continue

    Finito con una fatica enorme. Due storie, assolutamente affascinanti, un modo di concepire il libro come se fosse vivo, nessuna voglia di mollarlo, ma proprio la fatica di seguirlo. Troppi richiami, troppe note spesso del tutto inutili (a mio parere, tutte le citazioni a richiami di altri libri, ma chi le guarda?), troppa confusione che ti porta a non riuscire più a seguire il vero senso del libro.
    E poi, questo finale, che forse per tutto quanto sopra non ho ben capito / apprezzato. Non so. Felice di averlo finito, ma anche felice di averlo proprio "finito". E passare ad altro.

    said on 

  • 1

    Amo i barocchismi, le trame "a orologeria", gli incastri, gli esercizi di stile, gli universi a matrioska. Ma questo è libro barocco nel senso più deleterio della parola: pesante, tronfio, saturo di o ...continue

    Amo i barocchismi, le trame "a orologeria", gli incastri, gli esercizi di stile, gli universi a matrioska. Ma questo è libro barocco nel senso più deleterio della parola: pesante, tronfio, saturo di orpelli dalla valenza strutturale nulla. Noioso.

    Lode a Danielewski che è riuscito a creare tutta la confusione e la sovrabbondanza di un mondo (anzi, di più d'uno) e metterla in un libro. Ma non avevo bisogno di queste seicento pagine per sapere che il mondo non ha senso.
    Mi aspettavo un libro complesso; ne ho invece trovato soltanto uno complicato. Esasperatamente articolato, senza che però questa articolazione fosse funzionale a qualcosa. Nemmeno, forse, all'articolazione stessa. Per tutto il libro ho atteso che i diversi piani narrativi trovassero un punto di contatto, di fusione o - ciò che più mi auguravo all'inizio - di annodamento autoreferenziale. Invece nada, solo uno sbaffetto nell'angolo in basso a destra di una pagina a suggerire non si sa cosa e un giochino per altro non del tutto chiaro sul titolo.

    Non che l'idea che è al cuore della trama sia male. C'era tutto il materiale necessario per un ottimo racconto. Sfrondata di un mezzo quintale di baggianate pseudo-critico-letterarie (che fanno ridere - anzi sorridere - per un paio di pagine, poi basta), dell'inutile vicenda del "Big Lebovsky" (troppo bravo a scrivere per essere credibile, fralaltro) che fa da cornice narrativa alla cornice narrativa, e di un buon 80% dei futurismi gratuiti che appesantiscono la lettura del libro, la Casa sarebbe stata davvero un bell'espediente - in una versione imbellita di "The Blair Witch Project", un simbolo capace di rimanere.

    Ciò che invece mi rimane ora sono alcune battute carine che il fratello Tom racconta alla telecamera (roba da "libro delle barzellette", ma riconosco che un libro di barzellette non l'avrei letto), l'idea del Dio narcisista che salta fuori da qualche parte, quei due-tre-passaggi davvero avvincenti nella loro semplicità (la lettera di Navidson alla moglie e i suoi due sogni riportati).

    Ah, e una voglia fottuta di giocare a Minecraft.

    ps. Lo scrivo viste le molte richieste in tal senso: no, NON sono intenzionato a vendere, prestare, scambiare o cedere in alcun modo il libro. Peraltro, su amazon.it è ancora perfettamente reperibile, a un costo del tutto accettabile.

    said on 

  • 2

    Ero così eccitato dall'idea di poter mettere finalmente gli occhi su questo libro che mi sono divorato le prime 500 pagine, poi ho dovuto affrontare la triste realtà: "Casa di Foglie" non è un bel lib ...continue

    Ero così eccitato dall'idea di poter mettere finalmente gli occhi su questo libro che mi sono divorato le prime 500 pagine, poi ho dovuto affrontare la triste realtà: "Casa di Foglie" non è un bel libro.
    E' sicuramente un prodotto originale e sulle prime mi sono detto: "Matheson, Jackson, James, Lovecraft e Poe sono stati spodestati. Signori fate largo al non plus ultra delle case infestate."
    In realtà no, nonostante le prime pagine siano coinvolgenti e la sua originalità abbia (forse indirettamente) influenzato parte del cinema horror del nuovo millennio, non raggiunge minimamente il livello di "Casa d'inferno" e de "L'incubo di Hill House". Perché? L'intero libro non è niente di più di un atto masturbatorio dello scrittore: l'unica ossessione che emerge dalle sue pagine è quella dello scrittore per il suo libro. Ogni concetto è stato sviscerato fino alla nausea, fino a perdere ogni significato.
    Potrei dilungarmi per ore a muovere critiche dicendo dove, a parer mio, l'autore ha sbagliato, ma nel concreto il problema è soltanto uno: Danielewski ha fallito nei suoi barocchismi, preso dalla sua ossessione per questo libro. L'autore non ha tenuto conto della regola "less is more", per lui "more is more", tanto che si lascia andare a divagazioni auliche anche in mezzo a descrizioni bukowskiane.
    Forse sono io che non ho capito, ma non sarebbe giusto dare più di due stelle: una per la soddisfazione di aver letto questo libro e l'altra per il rispetto nei confronti dell'enorme lavoro dell'autore.
    Però sconsiglio a tutti di leggerlo e, per chi lo sta cercando disperatamente: non vi affannate troppo, non ne vale la pena; con il tempo riuscirete a leggerlo pure voi e, probabilmente, rimarrete delusi quanto me.

    said on 

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