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How Fiction Works

By

Publisher: Farrar Straus Giroux

4.0
(16)

Language:English | Number of Pages: 265 | Format: Hardcover

Isbn-10: 0374173400 | Isbn-13: 9780374173401 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback , eBook

Category: Foreign Language Study

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Book Description
Sorting by
  • 4

    Un buona lezione di letteratura, come quelle che si facevano una volta, all'università.Se io fossi un professore universitario mi ci inventerei un corso partendo da questo libro.

    said on 

  • 2

    se ne poteva fare a meno

    Non ci sono frasi memorabili scritte dall'autore, Woods, quello che cura, mi pare, l'opera di Bellow negli stati uniti. Ce ne sono molte, invece, di frasi memorabili utilizzate come citazioni: da ...continue

    Non ci sono frasi memorabili scritte dall'autore, Woods, quello che cura, mi pare, l'opera di Bellow negli stati uniti. Ce ne sono molte, invece, di frasi memorabili utilizzate come citazioni: da tolstoij a roth, da bellow a david wallace. Fa venire in mente, l'autore, un tizio che si è imbucato ad una festa convinto, sbagliandosi, di avere gli argomenti per intrattenere ospiti e padroni di casa. Dice delle cose intelligenti, ma mediamente, decostruisce le frasi di alcuni scrittori in modo intelligente, sempre mediamente; se uno che ha passato la vita a studiare non riesce a dire delle cose mediamente intelligenti allora ci sarebbe davvero qualcosa che non da chiedersi cosa non va. L’autore è, mi fa un po' ridere utilizzare questa espressione, un borghese fino al midollo. Voglio dire: si sente che rimpiange l'empireo dei romanzieri dell'ottoccento e le persone, soprattutto quelle, che tra un concerto di musica da camera, una lectio magistralis, passano la serata a parlare nel salotto di scrittori, romanzi, arte, ecc. Simpatica una cosa che ho notato; per spiegare un effetto della fiction (non ricordo neppure quale) attinge alla sua vita personale e racconta che una sera con sua moglie mentre assistevano ad un concerto di una violinista cinese hanno entrambi interpretato una vistosa espressione assunta dal viso dell'artista in modi completamente opposti. Pensavo al quadretto della sua vita che ci ha offerto: una coppia di accademici, marito e moglie che parlano tornando a casa di un dettaglio raccolto durante un concerto. Questo dettaglio da romanzo borghese è incastonato in spiegazioni di citazioni presi da romanzi letti sì da borghesi, forse anche scritti da borghesi ma che raccontano storie in cui la vita non sa di sedili lucidati, odorosi di ebano e pelle, di auditorio, di luci vaniglia sciolta e nemmeno di vestiti di seta di una violinista cinese; la vita dei romanzi di cui tenta di spiegare i secreti sa di biancheria sporca, di eczemi, di rimbambimento da dolore talmente intenso da puzzare, come una gangrena dell'anima. Avrei apprezzato se per spiegare i segreti del romanzo anche lui avesse avuto il coraggio di raccontare una episodio della sua vita in linea coi romanzi che illusttra e che ama tanto; che avesse speso una mezza paginetta a interpretare lo sguardo di sua moglie una sera che lui non è riuscito ad avere un'erezione e paragonarlo casomai a quando, dopo aver conosciuto vronskij anna k. nota per la prima volta che suo marito ha le orecchie a sventola.

    said on