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How Proust Can Change Your Life

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Publisher: CSA WORD

3.6
(376)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio Cassette | In other languages: (other languages) Portuguese , French , German , Italian , Spanish , Slovenian

Isbn-10: 1901768341 | Isbn-13: 9781901768343 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Audio CD , eBook , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Everything you always wanted to know about Marcel Proust but were afraid to ask. A witty biography of Proust which combines as a 'self-help' book with advice on How to Love Life, How to be a Good Friend, How to be Happy in Love at the same time giving the listener a strong insight into the life of Proust.
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  • 4

    Alain vs. Andrea - 31 mag 15

    Magistrale. Ed anche se non è un romanzo non posso che tenerlo qui, tra i romanzi ed in compagnia con l’altro libro dello svizzero di scrittura inglese. Perché pur non essendo un romanzo si parla di r ...continue

    Magistrale. Ed anche se non è un romanzo non posso che tenerlo qui, tra i romanzi ed in compagnia con l’altro libro dello svizzero di scrittura inglese. Perché pur non essendo un romanzo si parla di romanzi e di scrittori, o meglio (per la maggior parte) di un romanzo e di uno scrittore. Inizio quindi con una domanda, sottesa al testo di de Botton, ma mai esplicitata: “Chi ha letto Alla ricerca del tempo perduto?” o meglio “Chi ha letto almeno uno dei sette volumi del lavoro di Proust?”. Io, confesso, pur ritenendomi un degno lettore, non ho letto il librone, ne ho solo letto il primo libro trasformato in un egregio fumetto intitolato “All'ombra delle giovani fanciulle in fiore” disegnato da Stèphane Heuet ed uscito in Italia per le edizioni “Il Grifo”. Fatta questa digressione torniamo a questo libro, che oltre a svolgere il dettato del testo, è comunque un grande atto d’amore verso l’autore francese. Amore nel senso che, per chi come me l’ha solo incrociato in tutti questi anni, ne rivela aspetti, modi e tanto altro che non mi aspettavo. Intanto la famiglia, che noi si è sempre pensato solo alla madre, oppressiva ma molto amata. C’è anche un padre, grande medico della fine dell’Ottocento, che scrisse ottimi trattati per l’Igiene e per l’Esercizio fisico. E c’è un fratello minore, chirurgo specializzato in interventi di prostata (tanto che si parlava all’epoca di “proustectomie”), dotato di una salute di ferro, e che, alla morte di Marcel, curerà l’uscita dei volumi della Recherche non ancora pubblicati. E poi c’è Marcel! Che esce fuori da queste pagine come un essere discretamente strambo. Malato o ipocondriaco? Sicuramente omosessuale, ma senza morbosità. Letterato, pignolo, amicone, gaudente (ma con particolarità tutte personali). Lettore attento di tutto (anche di giornali). Per fare esempi di queste sue “stranezze” diciamo che amava ricevere gente, ma odiava farlo in casa sua, per cui invitava tutti al Ritz, dove offriva cene e chiacchierate. Legge un fatto di cronaca di 10 righe, e scrive su questo un “racconto” di pagine e pagine, per dimostrare come interpretare l’uccisione della madre da parte di un soggetto disturbato, tirando in ballo modelli classici greci e molto altro. Benché cagionevole, lo portavano (e si divertiva) ai balli (tant’è che proprio alla fine di uno di questi, tornando sotto la pioggia, si prende la polmonite che lo porterà alla tomba). Una sera si trova a teatro con Joyce, e l’unico scambio che hanno i due è “Hai letto il mio libro (Ulysse dice Joyce, Swann dice Proust)” ed entrambi rispondono “No” e si salutano. Ma questa non è una biografia per quadri, non è un pastiche che usa personaggi storici per farne ironia, o rifarne il verso. È realmente un atto d’amore e di conoscenza, che impiega questi, ed altre modalità proustiane, per dare “consigli di vita”. Che, a leggere bene la vita e l’opera di Marcel, molto possiamo trarne per riflettere sulla nostra vita e sui nostri comportamenti. Tra i tanti possibili spunti (che comunque lascio a voi lettori, ingiungendovi di leggere assolutamente questo libro), ne commento due che mi sembrano emergere con forza dalle mille proposte di de Botton. La prima riguarda l’atteggiamento verso la vita. La seconda l’atteggiamento verso i libri e gli scrittori. Un suo giovane amico si lamentava della miseria della propria vita, e, per tirarsi su, andava al Louvre a vedere i maestosi palazzi del Veronese o le scene principesche di Van Dyck. A lui suggerisce allora di fare due passi in più nel museo ed andare a vedere le scene di vita quotidiana di Chardin. Avrebbe così apprezzato il pane sulla tavola, ed altre quotidianerie ben dipinte. Non è vedendo belle cose, ci dice Proust, che apprezziamo la vita (anche se possono aiutare), ma vedendole con occhi nostri. Come non è che andando a vedere i luoghi proustiani che ci sentiamo più vicini a lui. Ma sempre imparando a vedere. La Recherche non ci serve come “mappa” per seguire i luoghi e i personaggi che rappresenta, ma per capire, leggendone, come guardare le cose che ci stanno intorno, le cose che viviamo. Non è che, poiché Proust non ha mai descritto una pompa di benzina, che non ne possiamo apprezzare le linee e le forme che si stagliano nella campagna provenzale. Il secondo elemento, che a me poi tocca da vicino, è il libro. Il libro invece deve essere letto, ma non deve divenire un feticcio. Ed il suo autore non è “intoccabile”. Può saper molto, ma non tutto. Il libro serve da spunto, per partire da lì per superarlo. Un inciso, prima di finire. A partire dalla Recherche sono stati scritti molti libri con le ricette dei cibi descritti. Potremmo fare cene con “La cucina ritrovata” (così come ho fatto in gioventù con Maigret e Nero Wolfe), ma la sua “madeleine” non sarà mai la nostra, come il “mio” cioccolato sarà sempre e solo mio. Alain de Botton è maestro nel condurci pe mano, attraverso scritti e vicissitudini di Proust, per farci appunto concludere arrivando a capire come Proust affrontava la vita. E, non per affrontarla come Proust, ma per affrontarla avendo appreso la lezione di Proust. Insomma, un pastiche ben scritto, con molti spunti di pensiero e qualche ironia che non guasta (e tanta, tanta conoscenza che fa piacere condividere).
    “Ogni lettore, quando legge, è il lettore di se stesso. L’opera è solo uno strumento ottico che lo scrittore offre al lettore per consentirgli di scoprire ciò che forse, senza il libro, non avrebbe visto in se stesso.” (30)
    “Potrebbe essere un motto proustiano: Non andate troppo in fretta, … [così] che il mondo diventi più interessante nel raccontarlo.” (52)
    “C’è qualcosa la cui capacità di esasperarci non sarà mai uguagliata da nessun essere umano: ed è un pianoforte [e chi vi si esercita].” (67)
    “Certe piccole bugie servono solo a confermare il nostro affetto nei confronti di qualcuno che forse ne avrebbe dubitato.” (127)
    “L’amore? Lo faccio spesso, ma non ne parlo mai.” (170)
    “Per rendere omaggio a Proust dobbiamo cominciare a guardare il nostro mondo attraverso i suoi occhi, e non guardare il suo mondo attraverso i nostri occhi.” (193)

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  • 0

    Divertente e utile saggio sul Proust de La Recherche e sulla sua visione della vita, della letteratura, dell’arte, dell’amore ed altro ancora.
    A cominciare dall’affermazione del fratello di Marcel, Ro ...continue

    Divertente e utile saggio sul Proust de La Recherche e sulla sua visione della vita, della letteratura, dell’arte, dell’amore ed altro ancora.
    A cominciare dall’affermazione del fratello di Marcel, Robert, che sostiene “che le persone devono essere molto malate o devono essersi rotte una gamba per avere la possibilità di leggere la Recherche”.
    De Botton ci accompagna un po’ per paradossi per farci capire come l’attenzione di Proust per i dettagli, per i particolari, richiede una capacità di “guardare il nostro mondo attraverso i suoi occhi, e non guardare il suo mondo attraverso i nostri occhi”.
    Ci racconta della sua infanzia, delle sue malattie (vere) e ossessioni quasi morbose (la mamma). Delle frequentazioni intellettuali e delle passioni
    Ci invita a non eleggere il grande intellettuale francese come un mito, perché lui non lo vorrebbe perché “anche i libri più belli maritano di essere messi da parte”.
    Consiglio di leggerle dopo la Recherche o (come ho fatto io arrivato a poche pagine dal traguardo).

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  • 3

    "L'infelicità è fra le cose cui il genere umano si applica con più impegno e dedizione. Se fossimo stati posti sulla terra da un malvagio creatore al solo scopo di soffrire potremmo senz'altro congrat ...continue

    "L'infelicità è fra le cose cui il genere umano si applica con più impegno e dedizione. Se fossimo stati posti sulla terra da un malvagio creatore al solo scopo di soffrire potremmo senz'altro congratularci con noi stessi per l'entusiasmo col quale assolviamo un simile incarico."

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  • 3

    Lettura da ombrellone (fuori stagione);pensieri ben confezionati che hanno attraversato la mia testa depositando ben poco.
    Se doveva servire da stimolo per leggere Proust devo confessare che non ha ra ...continue

    Lettura da ombrellone (fuori stagione);pensieri ben confezionati che hanno attraversato la mia testa depositando ben poco.
    Se doveva servire da stimolo per leggere Proust devo confessare che non ha raggiunto l'obiettivo.

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  • 5

    Este libro es sorprendentemente bueno. El título no tiene nada que ver con el contenido: no nos ayudará lo más mínimo a cambiar nuestra vida. Pero sí nos ayudará a entender mejor la figura de Proust y ...continue

    Este libro es sorprendentemente bueno. El título no tiene nada que ver con el contenido: no nos ayudará lo más mínimo a cambiar nuestra vida. Pero sí nos ayudará a entender mejor la figura de Proust y su obra.
    Es corto, se lee muy fácil y es muy divertido. Totalmente recomendable como prólogo a En busca del tiempo perdido.

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  • 5

    Difficile staccarsene, é un libro che rileggerei, lascia il segno e senza dubbio lascia la curiosità di leggere il prossimo libro di De Botton. Apprezzo la modalità con cui l'autore commenta Proust so ...continue

    Difficile staccarsene, é un libro che rileggerei, lascia il segno e senza dubbio lascia la curiosità di leggere il prossimo libro di De Botton. Apprezzo la modalità con cui l'autore commenta Proust sotto tutti i punti di vista... il bambino, il figlio, l'uomo e l'autore e da tutto questo voglia farcelo apprezzare appieno. Capire prima l'uomo per apprezzare meglio l'autore, per capire l'uomo in genere, fare di Proust un mezzo con il quale capire l'agire umano. Attraverso l'analisi di un uomo e del suo pensiero vengono toccate le più disparate tematiche umane, l'amore, la sofferenza, l'amicizia, l'arte e la lettura. Tali argomenti vengono sviluppati con singolare e profonda umanità da De Botton per infine suggerire al lettore di fare della lettura un punto d'inizio per personali divagazioni e non una punto d'arrivo.

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  • 5

    Proust can change your life and de Botton does a nice job getting you started. This book may serve as an introduction to Proust' life or to his great work "In Search of Lost Time". Publishing that mu ...continue

    Proust can change your life and de Botton does a nice job getting you started. This book may serve as an introduction to Proust' life or to his great work "In Search of Lost Time". Publishing that must have been a real nightmare, since Proust's edits seem endless. The chapters in de Botton's book are named in a "On How to live life today, How to suffer successfully and on How to be a good friend" fashion and all very readworthy.

    De Bottom even touches on topics like "A cure for loneliness" and "The Benefits of Reading"
    and "Mistaking Writers for Oracles". It also includes details like how Proust met with Joyce at the Ritz and Virginia Woolf's reaction to Proust' writing (e.g. "well, what remains to be written after that"...).

    Reading this book was a long overdue and it was a pleasure indeed. I should have written this review in a Proustian style, but that would be rather unworthy of the master himself, or even De Botton's work. I look forward to a reread, and to the masterwork itself.

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