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Howards End

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.8
(1493)

Language:English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , French , Spanish , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 014118213X | Isbn-13: 9780141182131 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Audio Cassette , Library Binding , Audio CD , Leather Bound , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
A meticulously-observed drama of class warfare, E.M. Forster's "Howards End" explores the conflict inherent within English society, unveiling the character of a nation as never before. This "Penguin Classics" edition includes an introduction and notes by David Lodge. 'Only connect...' A chance acquaintance brings together the preposterous bourgeois Wilcox family and the clever, cultured and idealistic Schlegel sisters. As clear-eyed Margaret develops a friendship with Mrs Wilcox, the impetuous Helen brings into their midst a young bank clerk named Leonard Bast, who lives at the edge of poverty and ruin. When Mrs Wilcox dies, her family discovers that she wants to leave her country home, Howards End, to Margaret. Thus as Forster sets in motion a chain of events that will entangle three different families, he brilliantly portrays their aspirations to personal and social harmony. David Lodge's introduction provides an absorbing and eloquent overture to the 1910 novel that established Forster's reputation as an important writer, and that he himself later referred to as 'my best novel'.
This edition also contains a note on the text, suggestions for further reading, and explanatory notes. E. M. Forster (1879-1970) was a noted English author and critic and a member of the Bloomsbury group. His first novel, "Where Angels Fear To Tread" appeared in 1905. "The Longest Journey" appeared in 1907, followed by "A Room With A View" (1908), based partly on the material from extended holidays in Italy with his mother. "Howards End" (1910) was a story that centered on an English country house and dealt with the clash between two families, one interested in art and literature, the other only in business. "Maurice" was revised several times during his life, and finally published posthumously in 1971. If you enjoyed "Howard's End", you might like Forster's "A Room with a View", also available in "Penguin Classics".
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Margaret ed Helen Schlegel sono due sorelle londinesi di origine tedesca che fanno parte di quel ceto superiore che vive sulle proprie rassicuranti "isole di denaro", ben al di sopra di un'umanità povera e spesso derelitta la cui preoccupazione principale è la sopravvivenza.
    Le Schlegel son ...continue

    Margaret ed Helen Schlegel sono due sorelle londinesi di origine tedesca che fanno parte di quel ceto superiore che vive sulle proprie rassicuranti "isole di denaro", ben al di sopra di un'umanità povera e spesso derelitta la cui preoccupazione principale è la sopravvivenza.
    Le Schlegel sono ben consapevoli della propria fortuna, e del fatto che grazie ad essa possano occuparsi delle problematiche e dell'approfondimento della conoscenza della vita interiore. Alle due si contrappongono i Wilcox, numerosi membri di una famiglia benestante, ma dalla mentalità ottusa e dall'indole ipocrita.
    L'incontro tra le due famiglie, tra due facce così diverse della stessa medaglia, cambierà inesorabilmente la vita di Helen e Margaret: la prima, vivacissima e solare, sarà per sempre colpita dal panico e dal vuoto che vede una mattina negli occhi di uno dei Wilcox, la seconda, meno attraente e più riflessiva, vi troverà invece l'amore, e con esso i compromessi per raggiungere la felicità.
    Helen rappresenta quindi la frattura insanabile, il rifiuto verso qualcosa di inaccettabile e non condivisibile, e a lei è sovrapponibile quella Londra delle grandi case patronali che non può far altro che soccombere all'avanzata del progresso ed ai palazzoni condominiali che prendono il posto delle case unifamiliari; Margaret è invece l'accettazione fiduciosa del cambiamento -pur se non sempre positivo-, che comunque non le fa perdere mai davvero se stessa, come la capitale britannica, che, se dal un lato si piega al grigiore e a quelle che possono essere le brutture portate dal progresso, non perde mai davvero la sua anima.
    Aleggia su tutti il personaggio della signora Wilcox, che forse si tende a sottovalutare, ma che in realtà riesce, sola, a comprendere cosa alberghi nel cuore di coloro che la circondano, e che sceglie -e la vita, con i suoi strani ed imprevedibili rivolgimenti le darà ragione-, come erede della sua amata casa Howard, l'unica persona che saprà amarla altrettanto e riporre in essa la propria anima.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    said on 

  • 5

    Se non è arte questa...

    Immanente e senza tempo, sublime e subliminale.
    Forster riesce non solo a descrivere i flussi di coscienza dei suoi personaggi dall'esterno, ma anche le connessioni che si creano quando questi attraversano altre persone, luoghi o cose. Se non è arte questa...

    said on 

  • 2

    dal blog Giramenti

    Chi mi conosce non si stupirà di sapere che a pagina 67 ho urlato “Basta!”, ho anche aggiunto eccheccazzo ma non sta bene dirlo qui.
    Anzi, chi mi conosce sarà piuttosto stupito di sapere che ho tentato di leggere Casa Howard, io che mi sono sempre rifiutata di vedere il film. Nonostante la ...continue

    Chi mi conosce non si stupirà di sapere che a pagina 67 ho urlato “Basta!”, ho anche aggiunto eccheccazzo ma non sta bene dirlo qui.
    Anzi, chi mi conosce sarà piuttosto stupito di sapere che ho tentato di leggere Casa Howard, io che mi sono sempre rifiutata di vedere il film. Nonostante la pellicola sia piena di grandi nomi, nomi che gradisco moltissimo, attori che sicuramente mi avrebbero messa prudentemente in guardia: questo film non fa per te… figuriamoci il libro.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/01/29/casa-howard-di-edward-morgan-forster/

    said on 

  • 4

    "Sono quelli che non sono in grado di connettere che scagliano la prima pietra"
    Con Casa Howard, dopo Monteriano e Camera con vista, chiudo in bellezza l' approccio a Forster.
    Il libro mi è piaciuto molto,la psicologia dei personaggi è analizzata a fondo, i luoghi descritti nei ...continue

    "Sono quelli che non sono in grado di connettere che scagliano la prima pietra"
    Con Casa Howard, dopo Monteriano e Camera con vista, chiudo in bellezza l' approccio a Forster.
    Il libro mi è piaciuto molto,la psicologia dei personaggi è analizzata a fondo, i luoghi descritti nei dettagli. Il romanzo non è di quelli che si leggono tutto d' un fiato; ha una scrittura densa, complessa che "costringe" il lettore ad andare oltre la superficie,a ricercare le vie nascoste districandoci nella ragnatela del linguaggio simbolico.
    Casa Howard, presenza costante dall' inizio alla fine, non è la semplice dimora di campagna; rappresenta le radici profonde, la tradizione da custodire e amare; è "uno spirito" destinato ad "un erede spirituale".
    Casa Howard è un crocevia di stili di vita, di mentalità in contrasto, di mondi in opposizione, secondo la tecnica collaudata da Forster. Qui l' idealità della cultura, l' anticonformismo rappresentati dai fratelli Schlegel si scontra con la borghesia affaristica, con l' esigenza economica del progresso che ha l' emblema nei Wilcox, Herry in testa.
    Forster tenta la mediazione, scioglie il nodo affidando il compito a Margaret, la più concreta degli Schlegel. A lei tocca sistemare i tasselli, creare una connessione tra gli opposti perché l' uno non abbia il sopravvento sull' altro, sperare in una civiltà, ancora bambina, capace di "cogliere le grandi possibilità di bellezza e avventura che il mondo offre"; sperare in "una vita, oscura, tuttavia dorata di tranquillità."

    said on 

  • 4

    Credo di essere arrivata ad uno stadio di apprezzamento per Forster che si può già definire "affetto" in qualche modo, o forse sarebbe più esatto dire una partecipazione molto piacevole ai suoi romanzi e all'idea di leggere i rimanenti mai affrontati (tranne "Passaggio in India", che proprio no, ...continue

    Credo di essere arrivata ad uno stadio di apprezzamento per Forster che si può già definire "affetto" in qualche modo, o forse sarebbe più esatto dire una partecipazione molto piacevole ai suoi romanzi e all'idea di leggere i rimanenti mai affrontati (tranne "Passaggio in India", che proprio no, mi respinge). Adoro l'atmosfera che si crea tra me e un suo libro durante la lettura: sento una pacata affezione da parte sua per i personaggi che popolano lo scenario e la trasmette a me proprio per quel tocco che percepisco, condito da occasionali accenni ironici che potrebbe fare un genitore per il figlio riguardo a dei particolari difetti.
    Mi fa pensare ad un tranquillo pomeriggio appena un po' soleggiato e con la giusta arietta fresca allo stesso tempo, con il categorico thé delle cinque e conversazioni attorno alla società. Adoro la gentilezza con cui, ad esempio in Casa Howard, sono trattati anche i personaggi che in altri autori sarebbero visti quasi come figure ostili da inserire necessariamente in una luce negativa, o perlomeno misera, mediocre. Forse è merito principalmente del punto di vista di personaggi meravigliosi come Margaret Schlegel, mio faro durante la lettura (e motivo principale del piacere nel leggere). Se proprio vogliamo continuare in questa sorta di dedica ad elenco, adoro anche come la scelta dei protagonisti ricada per la seconda volta dopo la lettura di Camera con vista su individui in qualche modo diversi dalla fascia media della loro società, senza che questi siano arroganti, egocentrici, talmente eccentrici da averne fatto uno stile di vita: lo sono con la stessa timidezza o noncuranza delle voci che non urlano per farsi sentire, di quelli che sentono di dissentire ma cercano di inserire la loro voce senza irruzioni ad alto volume, di quelli che in definitiva non hanno un bisogno particolare di dimostrare qualcosa, Margaret come la sorella Helen sono e basta. Se è per questo, mi piace anche vedere l'improvvisa ondata di coraggio che prende loro e che le erge ad individui sempre e comunque autonomi alla fine della corsa, mi piace vedere come abbiano sempre una loro volontà indipendente, che aspetta di uscire o già esce fuori.
    Mi piacerebbe pensare che questa scelta di personaggi che hanno qualcosa di simile tra loro possa suggerire che anche Forster era così: se è vero, mannaia, potevo nascere un po' prima.
    Visto che siamo qua, ne approfitto per aggiungere che adoro l'intelligenza di Meg, adoro il suo acume e la sua sensibilità espressi proprio in un contesto e ambiente narrativo del genere: è proprio bello affiancarla durante la lettura, ci si sente accompagnati da un'aurea piacevole come quella delle compagnie in qualche modo azzeccate.
    Insomma, aggirarsi per i lidi forsteriani è un'esperienza che farei con cadenza fissa e sempre lieta, se non fosse per il fatto che purtroppo seguendo regole del genere, la sua produzione si esaurirebbe nel giro di poco tempo.

    A pensarci, forse questo lido particolare di Casa Howard non ha lo stesso fascino evocativo di Camera con vista: ci si addentra principalmente per gli ambienti chiusi londinesi, se non proprio solo le case di queste tre famiglie che si incontrano e si incrociano durante la storia, non c'è la Toscana, non ci sono le sue colline né quell'aria un po' vagabondeggiante di turisti in mezzo ad una storia in atto, c'è il serpeggiante movimento sociale tipico dei romanzi ambientati in grande città nell'Ottocento. Nonostante questo non posso negare una certa differenza tra i due romanzi, finendo per concepirli come qualcosa di chiaramente distinto, nonostante abbiano temi in comune. Se Camera con vista è un perfetto compagno letterario per un'ipotetica giornata estiva - libro da mare? non so cosa intendete per libro da mare, però ci sta a mio parere, non è una lettura delle più leggere ma mi piace l'accostamento di setting tra realtà e finzione :P - vista la scorrevolezza, l'ambientazione e forse, potrei sbagliarmi, un'attenzione più privilegiata alla successione coinvolgente di accadimenti. Non che Casa Howard non privilegi il dipanarsi della storia in sé, ma ha quell'aria solida e più robusta dei romanzi che vogliono essere tra le tante cose una sorta di parentesi da saggio sociologico, in maniera molto più prorompente rispetto a Camera con vista. Questo è sollecitato dalla natura più filosofica e riflessiva delle sorelle Schlegel, che permettono a Forster stesso di aprire continue riflessioni sulla divisione di classi sociali, su ricchezza e povertà, la felicità in questo contesto sociale etc etc attraverso i punti di vista di più tipi che popolano la società di Forster. Tutto ciò è stato interessante, specialmente nell'individuare tra le righe quale fosse la collocazione dell'autore tra le varie opinioni (ma risulta chiaro). Nulla togliendo alla successione di eventi che non è mai tediosa, anzi, io adoro il Forster narratore: forse non si era capito.

    La misura del mio piacere si può misurare da quante volte ho inserito la parola "adoro" tra i vari elementi di mio gradimento: consideriamolo un uso strategico della ripetizione. Esiste un non gradimento? Faccio fatica a trovarlo, forse in alcuni parti la speculazione ha raggiunto un livello di vaga astrazione con "assoluto", "metafisico" a bomba per cui io stessa mi sono estraniata un attimo, ma considerando l'intera lettura è proprio una minuzia.

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  • 3

    C'è qualcosa nello stile di questo romanzo che mi disturba. Più di una volta ho riletto frasi e dialoghi senza capire di cosa si stava parlando o "chi parlava a chi e di che cosa"... Non l'ho trovato inoltre né scorrevole e né avvincente.
    Interessanti senza ombra di dubbio i personaggi femm ...continue

    C'è qualcosa nello stile di questo romanzo che mi disturba. Più di una volta ho riletto frasi e dialoghi senza capire di cosa si stava parlando o "chi parlava a chi e di che cosa"... Non l'ho trovato inoltre né scorrevole e né avvincente.
    Interessanti senza ombra di dubbio i personaggi femminili, anche quelli secondari. Margaret ed Helen, in particolare, hanno una meravigliosa anima che sente e vede anche ciò che normalmente non si sente e non si vede e il loro rapporto è assolutamente meraviglioso. I personaggi maschili invece sono scialbi, noiosi, ottusi, a volte quasi stupidi... vedono e sentono poco o nulla!!!
    E poi ci sono le case...le case quali luoghi dell'anima, contenitori di vite, ricordi ed emozioni... Sopra tutte Casa Howard; il catalizzatore di tutta la storia, quasi mai luogo delle vicende narrate ma in qualche modo sempre presente...li comincia il romanzo e li finisce!!!

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  • 3

    Era da tempo che volevo leggere questo libro, non tanto perchè conoscessi l'autore, piuttosto perchè ne avevo trovato un riferimento in un altro libro già letto..ebbene non sono pienamente soddisfatta. Nella sua presentazione viene indicata Virginia Woolf come fonte d'ispirazione per una delle du ...continue

    Era da tempo che volevo leggere questo libro, non tanto perchè conoscessi l'autore, piuttosto perchè ne avevo trovato un riferimento in un altro libro già letto..ebbene non sono pienamente soddisfatta. Nella sua presentazione viene indicata Virginia Woolf come fonte d'ispirazione per una delle due protagoniste..questo mi chiarisce in parte il perchè in certi punti mi appaia così difficile da seguire; non che voglia criticare la Woolf (e di conseguenza questo autore che a lei si ispira) ma già leggendo gli anni avevo trovato scoraggiante il procedere nella lettura, troppo disorganico, a tratti delirante. Io penso che prima di tutto sia necessaria una certa linearità nella narrazione, nella quale si possono poi inserire i discorsi filosofici o tutti i punti di vista possibili, ma comunque deve rimanere comprensibile quello che si sta leggendo. In passato ho già letto libri in cui si ritrovavano spunti di analisi sul comportamento umano, sull'aspetto psicologico, sull'etica anche, ma sempre fluidi nello svolgersi della vicenda. Questo libro non sempre è abbastanza chiaro, si trovano spunti di riflessione ma confusi; a tratti si scopre un velo di ironia che fa sorridere ma non basta. Non sono neanche d'accordo sul comportamento della protagonista, sempre così pronta a piegarsi alla volontà del marito,così ottuso, ed accettare qualsiasi cosa; speravo nella parte finale ci fosse una sorta di ribellione, soprattutto visto che Margaret dimostra di essere una persona assennata e in grado di pensare, riesce certamente a vedere con chiarezza ciò che è giusto e ciò che invece è profondamente sbagliato e non può essere tollerato.. eppure rinuncia a lottare,accetta qualsiasi cosa; questo nel romanzo mi ha dato particolarmente fastidio devo dire. Nel complesso forse gli autori inglesi, a parte Maugham che per me è eccezionale, non fanno per me..

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