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Howards End

By E.M. Forster

(9)

| Others | 9788429727753

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Book Description

135 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Se non è arte questa...

    Immanente e senza tempo, sublime e subliminale.
    Forster riesce non solo a descrivere i flussi di coscienza dei suoi personaggi dall'esterno, ma anche le connessioni che si creano quando questi attraversano altre persone, luoghi o cose. Se non è arte ...(continue)

    Immanente e senza tempo, sublime e subliminale.
    Forster riesce non solo a descrivere i flussi di coscienza dei suoi personaggi dall'esterno, ma anche le connessioni che si creano quando questi attraversano altre persone, luoghi o cose. Se non è arte questa...

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    Rossoprimo said on Apr 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    dal blog Giramenti

    Chi mi conosce non si stupirà di sapere che a pagina 67 ho urlato “Basta!”, ho anche aggiunto eccheccazzo ma non sta bene dirlo qui.
    Anzi, chi mi conosce sarà piuttosto stupito di sapere che ho tentato di leggere Casa Howard, io che mi sono sempre ri ...(continue)

    Chi mi conosce non si stupirà di sapere che a pagina 67 ho urlato “Basta!”, ho anche aggiunto eccheccazzo ma non sta bene dirlo qui.
    Anzi, chi mi conosce sarà piuttosto stupito di sapere che ho tentato di leggere Casa Howard, io che mi sono sempre rifiutata di vedere il film. Nonostante la pellicola sia piena di grandi nomi, nomi che gradisco moltissimo, attori che sicuramente mi avrebbero messa prudentemente in guardia: questo film non fa per te… figuriamoci il libro.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/01/29/casa-howar…

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    Giramenti said on Jan 29, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Probabilmente non l'ho capito...

    Eppure l'ho trovato piuttosto contorto e complicato.

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    Eu said on Jan 18, 2014 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    "Sono quelli che non sono in grado di connettere che scagliano la prima pietra"
    Con Casa Howard, dopo Monteriano e Camera con vista, chiudo in bellezza l' approccio a Forster.
    Il libro mi è piaciuto molto,la psicologia dei personaggi è analizz ...(continue)

    "Sono quelli che non sono in grado di connettere che scagliano la prima pietra"
    Con Casa Howard, dopo Monteriano e Camera con vista, chiudo in bellezza l' approccio a Forster.
    Il libro mi è piaciuto molto,la psicologia dei personaggi è analizzata a fondo, i luoghi descritti nei dettagli. Il romanzo non è di quelli che si leggono tutto d' un fiato; ha una scrittura densa, complessa che "costringe" il lettore ad andare oltre la superficie,a ricercare le vie nascoste districandoci nella ragnatela del linguaggio simbolico.
    Casa Howard, presenza costante dall' inizio alla fine, non è la semplice dimora di campagna; rappresenta le radici profonde, la tradizione da custodire e amare; è "uno spirito" destinato ad "un erede spirituale".
    Casa Howard è un crocevia di stili di vita, di mentalità in contrasto, di mondi in opposizione, secondo la tecnica collaudata da Forster. Qui l' idealità della cultura, l' anticonformismo rappresentati dai fratelli Schlegel si scontra con la borghesia affaristica, con l' esigenza economica del progresso che ha l' emblema nei Wilcox, Herry in testa.
    Forster tenta la mediazione, scioglie il nodo affidando il compito a Margaret, la più concreta degli Schlegel. A lei tocca sistemare i tasselli, creare una connessione tra gli opposti perché l' uno non abbia il sopravvento sull' altro, sperare in una civiltà, ancora bambina, capace di "cogliere le grandi possibilità di bellezza e avventura che il mondo offre"; sperare in "una vita, oscura, tuttavia dorata di tranquillità."

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    Maria said on Nov 5, 2013 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Finalmente ho capito perché ho fatto di tutto per vivere in campagna.

    Presto scriverò anche una recensione, vera.

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    Micaela Balìce said on Sep 8, 2013 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Credo di essere arrivata ad uno stadio di apprezzamento per Forster che si può già definire "affetto" in qualche modo, o forse sarebbe più esatto dire una partecipazione molto piacevole ai suoi romanzi e all'idea di leggere i rimanenti mai affrontati ...(continue)

    Credo di essere arrivata ad uno stadio di apprezzamento per Forster che si può già definire "affetto" in qualche modo, o forse sarebbe più esatto dire una partecipazione molto piacevole ai suoi romanzi e all'idea di leggere i rimanenti mai affrontati (tranne "Passaggio in India", che proprio no, mi respinge). Adoro l'atmosfera che si crea tra me e un suo libro durante la lettura: sento una pacata affezione da parte sua per i personaggi che popolano lo scenario e la trasmette a me proprio per quel tocco che percepisco, condito da occasionali accenni ironici che potrebbe fare un genitore per il figlio riguardo a dei particolari difetti.
    Mi fa pensare ad un tranquillo pomeriggio appena un po' soleggiato e con la giusta arietta fresca allo stesso tempo, con il categorico thé delle cinque e conversazioni attorno alla società. Adoro la gentilezza con cui, ad esempio in Casa Howard, sono trattati anche i personaggi che in altri autori sarebbero visti quasi come figure ostili da inserire necessariamente in una luce negativa, o perlomeno misera, mediocre. Forse è merito principalmente del punto di vista di personaggi meravigliosi come Margaret Schlegel, mio faro durante la lettura (e motivo principale del piacere nel leggere). Se proprio vogliamo continuare in questa sorta di dedica ad elenco, adoro anche come la scelta dei protagonisti ricada per la seconda volta dopo la lettura di Camera con vista su individui in qualche modo diversi dalla fascia media della loro società, senza che questi siano arroganti, egocentrici, talmente eccentrici da averne fatto uno stile di vita: lo sono con la stessa timidezza o noncuranza delle voci che non urlano per farsi sentire, di quelli che sentono di dissentire ma cercano di inserire la loro voce senza irruzioni ad alto volume, di quelli che in definitiva non hanno un bisogno particolare di dimostrare qualcosa, Margaret come la sorella Helen sono e basta. Se è per questo, mi piace anche vedere l'improvvisa ondata di coraggio che prende loro e che le erge ad individui sempre e comunque autonomi alla fine della corsa, mi piace vedere come abbiano sempre una loro volontà indipendente, che aspetta di uscire o già esce fuori.
    Mi piacerebbe pensare che questa scelta di personaggi che hanno qualcosa di simile tra loro possa suggerire che anche Forster era così: se è vero, mannaia, potevo nascere un po' prima.
    Visto che siamo qua, ne approfitto per aggiungere che adoro l'intelligenza di Meg, adoro il suo acume e la sua sensibilità espressi proprio in un contesto e ambiente narrativo del genere: è proprio bello affiancarla durante la lettura, ci si sente accompagnati da un'aurea piacevole come quella delle compagnie in qualche modo azzeccate.
    Insomma, aggirarsi per i lidi forsteriani è un'esperienza che farei con cadenza fissa e sempre lieta, se non fosse per il fatto che purtroppo seguendo regole del genere, la sua produzione si esaurirebbe nel giro di poco tempo.

    A pensarci, forse questo lido particolare di Casa Howard non ha lo stesso fascino evocativo di Camera con vista: ci si addentra principalmente per gli ambienti chiusi londinesi, se non proprio solo le case di queste tre famiglie che si incontrano e si incrociano durante la storia, non c'è la Toscana, non ci sono le sue colline né quell'aria un po' vagabondeggiante di turisti in mezzo ad una storia in atto, c'è il serpeggiante movimento sociale tipico dei romanzi ambientati in grande città nell'Ottocento. Nonostante questo non posso negare una certa differenza tra i due romanzi, finendo per concepirli come qualcosa di chiaramente distinto, nonostante abbiano temi in comune. Se Camera con vista è un perfetto compagno letterario per un'ipotetica giornata estiva - libro da mare? non so cosa intendete per libro da mare, però ci sta a mio parere, non è una lettura delle più leggere ma mi piace l'accostamento di setting tra realtà e finzione :P - vista la scorrevolezza, l'ambientazione e forse, potrei sbagliarmi, un'attenzione più privilegiata alla successione coinvolgente di accadimenti. Non che Casa Howard non privilegi il dipanarsi della storia in sé, ma ha quell'aria solida e più robusta dei romanzi che vogliono essere tra le tante cose una sorta di parentesi da saggio sociologico, in maniera molto più prorompente rispetto a Camera con vista. Questo è sollecitato dalla natura più filosofica e riflessiva delle sorelle Schlegel, che permettono a Forster stesso di aprire continue riflessioni sulla divisione di classi sociali, su ricchezza e povertà, la felicità in questo contesto sociale etc etc attraverso i punti di vista di più tipi che popolano la società di Forster. Tutto ciò è stato interessante, specialmente nell'individuare tra le righe quale fosse la collocazione dell'autore tra le varie opinioni (ma risulta chiaro). Nulla togliendo alla successione di eventi che non è mai tediosa, anzi, io adoro il Forster narratore: forse non si era capito.

    La misura del mio piacere si può misurare da quante volte ho inserito la parola "adoro" tra i vari elementi di mio gradimento: consideriamolo un uso strategico della ripetizione. Esiste un non gradimento? Faccio fatica a trovarlo, forse in alcuni parti la speculazione ha raggiunto un livello di vaga astrazione con "assoluto", "metafisico" a bomba per cui io stessa mi sono estraniata un attimo, ma considerando l'intera lettura è proprio una minuzia.

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    universe. said on Sep 3, 2013 | 2 feedbacks

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