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Human Capital

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.7
(194)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0141018291 | Isbn-13: 9780141018294 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
It's the spring of 2001, and Drew Hagel has spent the last decade watching things slip away--his first marriage, his real estate brokerage, his beloved daughter, Shannon, now a distant and mysterious high school senior. He is in danger of losing his place in the affluent suburb that his father once ruled. And then an unexpected friendship with Quint Manning, the manager of a secretive hedge fund, opens to Drew the prospect of vast, frictionless wealth. What Drew doesn't know is that Manning has problems of his own--his Midas touch is abandoning him; his restless wife, Carrie, is growing disillusioned with all that new money; and his hard-drinking son, Jamie, Shannon's classmate, is careering out of control.
As the fortunes of the two families become perilously interwoven, a terrible accident involving Shannon and Jamie gives Drew the leverage he needs to stay in the game. But his decision to speculate with human lives instead of money has unforeseen consequences and brings the novel to a devastating climax.
Human Capital is the highest achievement to date of a "powerful and perceptive" novelist (The Washington Post) and a realist for our times.
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  • 4

    Lezione numero 1: mai leggere un libro dopo avere visto il film da cui è ricavato. Lezione numero 2: Virzì ha fatto un ottimo film, ha adattato perfettamente la trama di Amidon alla situazione economica italiana.

    said on 

  • 4

    L'autore è riuscito a creare una bella profilazione psicologica dei personaggi, raccontando con abilità una storia che sarebbe potuta essere senza spessore e senza fascino e dandogli invece una giusta consistenza attraverso il peso e la credibilità di cui ha dotato i suoi personaggi. Mi è piaciut ...continue

    L'autore è riuscito a creare una bella profilazione psicologica dei personaggi, raccontando con abilità una storia che sarebbe potuta essere senza spessore e senza fascino e dandogli invece una giusta consistenza attraverso il peso e la credibilità di cui ha dotato i suoi personaggi. Mi è piaciuto leggerlo, un libro senza rammarico a posteriori per l'acquisto a scatola chiusa.

    said on 

  • 5

    Film vs libro : apriamo un dibattito ?

    Sfida agli amici di Anobii: in quali casi il film è migliore del libro ? Inizio provocando con il Bertolucci de" Il conformista" per me superiore al testo di Moravia ........
    In questo caso vince il libro, anche se Virzi' ed il suo team hanno fatto davvero un ottimo lavoro, trasportando il Connec ...continue

    Sfida agli amici di Anobii: in quali casi il film è migliore del libro ? Inizio provocando con il Bertolucci de" Il conformista" per me superiore al testo di Moravia ........ In questo caso vince il libro, anche se Virzi' ed il suo team hanno fatto davvero un ottimo lavoro, trasportando il Connectictut 2000 di Amidon alla Brianza 2013. Bello il montaggio alla "Arriaga" ed il fatto che la vittima dell'incidente avesse un legame , seppur incidentale con i protagonisti. Il libro pero' prevale per il finale e per lo spessore tragico dei personaggi alcuni dei quali solo accennati nel film (zio David o l' avvocato Godeep )con l' eccezione di Carrie \ Carla grazie anche alla bravissima Valeria BC.

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  • 5

    Sull’onda del film di Virzì ho voluto leggere questo romanzo pubblicato da Mondadori anni fa.
    Conoscevo quindi la trama, adattata alla realtà italiana, allora mi sono concentrata sullo stile, la narrazione, la realtà del Connecticut. Un’America che mi piace leggere.
    Il desiderio di fare i soldi ...continue

    Sull’onda del film di Virzì ho voluto leggere questo romanzo pubblicato da Mondadori anni fa. Conoscevo quindi la trama, adattata alla realtà italiana, allora mi sono concentrata sullo stile, la narrazione, la realtà del Connecticut. Un’America che mi piace leggere. Il desiderio di fare i soldi e avvicinare i ricchi grazie agli amici della figlia; divario tra ricchi super e benestanti che vogliono elevarsi; signora ricca infelice che cerca di avere un motivo per svegliarsi la mattina: il capriccio di un cinema da salvare dall’abuso edilizio ,ma la crisi incombe e i soldi finiscono. E nel frattempo la figlia del benestante lascia il ragazzo super ricco e si innamora di uno psicopatico in analisi dalla sua matrigna (forse la figura più positiva del romanzo) incinta e vulnerabile. E poi l’incidente, la ricerca del colpevole, il voler coprire a tutti i costi l’amore. Ma cos’è il capitale finanziario di fornte al capitale umano? Dipende chi sei, che speranza di vita hai, da dove vieni. Romanzo amaro sulla società di oggi, basata appunto sul “capitale”. Intenso, scritto bene, ottimo sotto tutti i punti di vista.

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  • 0

    Meno bello di quanto dicono, ho letto cose decisamente superiori nell'ultimo periodo.

    Anche restando alla letteratura in lingua inglese, le ho lette. Diciamo che la cosa veramente ottima di questo romanzo è la storia. Quella è da Nobel. Ci sono delle idee bellissime e delle soluzioni narrative estremamente interessanti. Però tutto questo non è minimamente accompagnato da una poten ...continue

    Anche restando alla letteratura in lingua inglese, le ho lette. Diciamo che la cosa veramente ottima di questo romanzo è la storia. Quella è da Nobel. Ci sono delle idee bellissime e delle soluzioni narrative estremamente interessanti. Però tutto questo non è minimamente accompagnato da una potenza dello stile. Direi che lo stile toglie parecchio alla potenza della storia. Alla fine una bella storia raccontata maluccio. E infatti il romanzo è debole proprio nei momenti in cui lo stile dovrebbe prendere il sopravvento, cioè la parte iniziale e il finale. L'inizio è lento, ti allontana invece di prenderti. Se non ci fosse la curiosità di chi, come me, ha visto il film di Virzì, forse verrebbe anche voglia di mollare. E il finale, che nei romanzi inglesi è sempre fortissimo, tecnicamente perfetto, qui non sfrutta la forza del padre che praticamente si vende la figlia. Oltretutto appesantiscono la narrazione le tante, troppe digressioni che accompagnano una narrazione altrimenti lineare. Naturalmente non si può non dedicare qualche riga al lavoro di adeguamento fatto da Virzì. Un lavoro molto interessante, che a mio avviso rende questa accoppiata romanzo un caso da studiare con la massima attenzione in qualsiasi scuola di cinema. Virzì è bravo a capire che così come è narrata la storia non reggerebbe. Per riportarla dovrebbe ricorrere a troppi flashback. Non sarebbe andata. Allora utilizza una cosa che io definirei a cerchi concentrici. Lo stesso effetto di quando lanci un sasso nell'acqua. Quello ha fa un cerchio che poi si allarga, si allarga. E così è la sceneggiatura. Ci sono dentro tutte le cose del romanzo, almeno fino alle ultime 50 pagine, ma disposte in modo decisamente diverso. Quello invece che Virzì fa di esattamente simile al romanzo, è il brutto finale. Né il romanzo né il film si giocano al meglio questa splendida idea del padre che si vende la figlia senza pensarci su un attimo. Poi, Virzì avendo chiari problemi a gestire una fuga dello zio con il nipote, fuga che fra l'altro si concluderebbe in 10 km avendo ambientato la storia in Brianza, fa avvenire l'arresto in casa e inserisce il tentato suicidio del ragazzo. Ah, sì, naturalmente, grandissima cosa il modo in cui Virzì ha trasposto in Italia i caratteri dei personaggi. Lì ha fatto un altro pezzo di lavoro magistrale.

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  • 4

    Il film mi è piaciuto tantissimo e anche il libro. Ci sono un po' di differenze naturalmente dato che la storia si svolge in America mentre nel film in Brianza. Nel libro è più sentito il bisogno di una alta affermazione personale per rispettare le aspettative famigliari e sociali, nel film è più ...continue

    Il film mi è piaciuto tantissimo e anche il libro. Ci sono un po' di differenze naturalmente dato che la storia si svolge in America mentre nel film in Brianza. Nel libro è più sentito il bisogno di una alta affermazione personale per rispettare le aspettative famigliari e sociali, nel film è più presente la critica agli speculatori che senza rimorso portano alla rovina il Paese e tolgono il futuro ai giovani, ma mantiene comunque la stessa atmosfera: mostrare la propria forza, nascondere le proprie debolezze, usare chi serve e buttarlo via quando diventa scomodo. Italianamente parlando mangiare pane e cipolle per "fare bella figura" e far credere di avere più di quello che si ha in realtà. Ma sempre alla fine i forti e gli opportunisti riescono a cavarsela e i deboli soccombono.

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  • 3

    Scrittura lenta ma intreccio avvincente

    Ho trovato Il capitale umano estremamente lento e noioso e allo stesso tempo avvincente e interessante. Come è possibile una tale ambiguità di giudizio? Me la spiego in considerazione di contrastanti pregi e difetti.


    Da un lato, la scrittura di Amidon, didascalida fino alla follia, ...continue

    Ho trovato Il capitale umano estremamente lento e noioso e allo stesso tempo avvincente e interessante. Come è possibile una tale ambiguità di giudizio? Me la spiego in considerazione di contrastanti pregi e difetti.

    Da un lato, la scrittura di Amidon, didascalida fino alla follia, ha frustrato continuamente il mio interesse a scoprire il proseguimento della storia. La vita di ognuno di noi è piena di dettagli insignificanti che poco interesse danno ad essere raccontati, ma l'autore non si assume la responsabilità di filtrarceli, e ce li propina tutti. Se Carrie rimane sola una sera a casa, Amidon non scrive semplicemente che i familiari erano usciti, ma ci spiega per filo e per segno per ogni membro della famiglia dove era andato, con chi, come e perché. Se Drew fa tardi a lavoro, Amidon deve stare a spiegare che strada particolare ha scelto per rientrare e perché proprio quel lunedì c'era troppo traffico. Arghhh! che frustrazione dover leggere tutte queste inezie! Ciascuno di questi particolari è raccontato in modo piacevole, ma dopo pagine e pagine, viene da domandarsi sulla loro funzione nell'economia della storia, che è alquanto scenica e poco sostanziale.

    D'altra parte, mi è piaciuto molto l'insieme dei protogonisti, l'intreccio delle loro relazioni, e più in generale la vicenda. Amidon delinea dei personaggi molto vicini alla quotidianità approfondendone la psicologia in modo attento, e li alterna abilmente sulla scena. Orchestra i rapporti tra di essi in modo variato, e rende le loro interazioni interessanti. A poco a poco crea un'atmosfera di tensione che spinge il lettore a volerne sapere di più e ad andare avanti (nonostante la lentezza dello svolgimento). Spiace soltanto che il finale arrivi in maniera sbrigativa, e sacrifichi alcune sottotrame (p.e., la trama "finanziaria" finisce in secondo piano rispetto a quella "poliziesca", e poi che ne sarà della Hansel & Son? E che ne è stato del preservativo dimenticato?).

    La lentezza da una parte e l'interesse dall'altra mi hanno a tratti fatto odiare Il capitale umano. A lettura terminata, mi lascia un bel ricordo, anche se ho dovuto "aggredirlo" e divorarlo parecchio per trarne una linfa dissetante, dal retrogusto agrodolce.

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  • 3

    Avvincente e ben costruito, forse merita più di tre stelline, ma ormai fatico a reggere l'ansia prodotta da queste storie che raccontano di problemi economici e di status sociale, con tutto il loro bel corollario di sotterfugi e umiliazioni, famiglie disfunzionali e fiumi di alcool; fatto sta c ...continue

    Avvincente e ben costruito, forse merita più di tre stelline, ma ormai fatico a reggere l'ansia prodotta da queste storie che raccontano di problemi economici e di status sociale, con tutto il loro bel corollario di sotterfugi e umiliazioni, famiglie disfunzionali e fiumi di alcool; fatto sta che mi sono trovata a girare rapidamente le pagine per arrivare alla fine, pregustando l'antidoto che sarebbe seguito (probabilmente i vicari e le zitelle di barbara pym...)

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  • 3

    L'ambiente è quello della provincia borghese americana. La storia viene raccontata dai punti di vista di Drew, un venditore immobiliare che spera nel colpo di fortuna per dare una svolta alla sua attività e alla sua vita entrando in un fondo rischiando tutto il suo capitale; Carrie, moglie di Qui ...continue

    L'ambiente è quello della provincia borghese americana. La storia viene raccontata dai punti di vista di Drew, un venditore immobiliare che spera nel colpo di fortuna per dare una svolta alla sua attività e alla sua vita entrando in un fondo rischiando tutto il suo capitale; Carrie, moglie di Quint (rampante e geniale finanziare) piena di sogni e di paure; Shannon, figlia di Drew, un'adolescente molto matura per la sua età che si ritrova in un grave circolo di emozioni e di problemi, dopo aver aiutato il figlio di Quint e Carrie ubriaco a tornare a casa. La storia in sé mi è piaciuta, ma è lenta e a tratti noiosa con i personaggi poco attraenti, a parte di protagonisti.

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