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Hunger Games

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Editeur: Pocket Jeunesse

4.3
(14058)

Language:Français | Number of pages: 398 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Catalan , Chi traditional , Italian , German , Chi simplified , Portuguese , Swedish , Dutch , Basque , Finnish , Korean , Danish , Polish , Turkish , Czech , Greek , Russian

Isbn-10: 2266182692 | Isbn-13: 9782266182690 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Description du livre
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  • 5

    Libro leggero e scorrevole. Un po'diverso da quelli letti in precedenza da me e l'idea mi è sembrata innovativa. Buon inizio per una trilogia che mira a grandi aspettative.

    dit le 

  • 3

    Hunger Games: lettura leggera, senza pretese, ma non male.

    Interessante inizio della trilogia di Hunger Games. Lo stile non è eccelso e per chi è abituato a leggere "seriamente", risulterà assai leggero. Sono presenti degli ottimi spaccati psicologici, ma un ...continuer

    Interessante inizio della trilogia di Hunger Games. Lo stile non è eccelso e per chi è abituato a leggere "seriamente", risulterà assai leggero. Sono presenti degli ottimi spaccati psicologici, ma un lettore troppo giovane potrebbe non coglierli del tutto (Haymitch Abernathy è un personaggio fantastico, ma senza un po' di 'esperienza personale', risulta semplicemente antipatico e perde quella finezza che contraddistingue la sua caratterizzazione), di contro, le elucubrazioni confuse di Katniss sul genere maschile sono tipicamente adolescenziali (comunque non sono fuori luogo dal momento che la protagonista ha 16 anni e vive in un mondo senza grandi aspettative per il futuro) ma potrebbero risultare noiose per un adulto.
    Hunger Games è una trilogia che poteva osare molto di più, ma ha voluto rinunciarvi per potere abbracciare una maggiore fetta di pubblico. Con questa premessa, lo consiglio come lettura leggera, che lancia delle ottime idee e che si distingue comunque qualitativamente rispetto agli altri corrispettivi casi editoriali sul mercato. Consiglio anche di vedere i film: anche se non fedelissimi, non sono affatto male.
    Solo un ultimo appunto: nei vari titoloni che accompagnano il volume, uno in particolare recita che possiede la ricchezza di dettagli di Harry Potter. Questa, mi dispiace, è una bestemmia. Per quanto il mondo di Hunger Games possa essere abbastanza nitido, non possiede neanche un baleno della vividezza dell'universo di Harry Potter.

    dit le 

  • 4

    Un distopico avvincente

    Sì, si capisce che il tema della distopia sia sicuramente nelle mie corde, ma, è difficile che un romanzo, o una saga, di questo genere mi sorprenda e mi smorzi il fiato. Insomma, riesco a prevedere l ...continuer

    Sì, si capisce che il tema della distopia sia sicuramente nelle mie corde, ma, è difficile che un romanzo, o una saga, di questo genere mi sorprenda e mi smorzi il fiato. Insomma, riesco a prevedere lo svolgimento, il susseguirsi di vicende e la trama per me non è che un puzzle per bambini.
    Diverso questo discorso per Hunger Games. Certo, non è tutto imprevedibile o accurato, alcune pagine appaiono buttate lì senza sviluppo e accorgimenti, ma nel complesso risulta avvincente, a tratti anche emozionante. Il lavoro dell’autrice esiste, si nota nei colpi di scena, nella creazione di alcuni (pochi devo dire) profili psicologici spessi, vedi Katniss, Peeta, Haymitch. Il suo stile ci accompagna intrigando i nostri occhi, attraverso colpi di scena e romanticherie, non da quattro soldi, in un ambient distopico, quasi steampunk.
    Consiglio la lettura, veloce e avvincente.

    dit le 

  • 1

    Cronache di povertà letteraria.

    L'idea è buona, anzi, poteva essere grandiosa (non originalissima, ma ottima se fosse stata sviluppata in un certo modo), ma la semplicità della scrittura, di una povertà stilistica e letteraria depri ...continuer

    L'idea è buona, anzi, poteva essere grandiosa (non originalissima, ma ottima se fosse stata sviluppata in un certo modo), ma la semplicità della scrittura, di una povertà stilistica e letteraria deprimente, quasi fa vedere scrittori di Young Adult come la Meyer, migliori.
    La cosa che più ho trovato deludente è che in un contesto che invita all'azione, all'avventura, ci si concentra sulle scene statiche, c'è immobilità quasi, quanto il conflitto più grande sembra essere quello sentimentale. Inoltre, comprendo che il titolo voglia dare importanza alla tematica della fame, ma ci sono pagine su pagine di pagine sul cibo, e poi in una o due pagine vengono narrate scene d'azione che avrebbero meritato approfondimento.
    Devo dire che inizialmente ero curiosa, storcevo tantissimo il naso per lo stile, ma la preparazione ai giochi, la lentezza a cui ci si avvicinava alla competizione facendo risaltare le frivolezze dello show, era davvero affascinante, creava un'atmosfera invitante e che suggeriva grandi aspettative e... proprio per questo il gioco in se ne esce svilente, noioso, deludente.
    So che la mia è un'opinione impopolare, tuttavia la parte letteraria è qui morta, seppellita dalla banalità; è concatenamento di fatti, una cronaca povera che non può avere la giustificazione del "è uno young adult" e per questo non mi ha trasmesso nulla, se non delusione.

    dit le 

  • 4

    Coinvolgente!

    Cat deve cacciare per sopravvivere. Deve mantenere la sua famiglia perché il padre è morto.
    E come se non bastasse la caccia a minacciare la sua vita ogni giorno, arriveranno gli Hunger Games.
    Ogni an ...continuer

    Cat deve cacciare per sopravvivere. Deve mantenere la sua famiglia perché il padre è morto.
    E come se non bastasse la caccia a minacciare la sua vita ogni giorno, arriveranno gli Hunger Games.
    Ogni anno due ragazzi di ogni distretto vengono selezionati e successivamente portati a Capitol City dove dovranno lottare per la sopravvivenza.
    Prim è la sorella minore di Cat e viene casualmente estratta.
    Ovviamente non può sopportare di vedere sua sorella uccisa in che modo barbaro, così Cat si offrirà volontaria per partecipare al suo posto e dovrà uccidere per tornare a casa e dare una vita decente a sua madre e alla sorella.

    Letto in due giorni. Anzi, bevuto. Sono stata sveglia per sapere come finiva il primo libro e non essendoci riuscita l'ho finito questa mattina cominciando subito il secondo.
    Assurdo.
    Questo è quello che chiamo un libro che ti prende e ti trasporta altrove. QUESTO!
    Altro che Half Bad o altre cavolate simili.
    Non avevo aspettative... Sarà forse per questo?
    Avevo un vago ricordo che coloro intorno a me che lo avevano letto, avessero detto che faceva letteralmente schifo. Sarà stato forse questo?
    Non ne ho la più pallida idea.
    Mi ha ricordato 1984 di Orwell e anche Il signore delle mosche.
    Ovviamente non è stato scritto con la stessa maestria perché oltre ad avere uno stile semplice e scorrevole non è auto conclusivo come gli altri.
    Al giorno d'oggi nessuno è in grado di dire ciò che deve dire con un solo libro.
    Comunque i temi trattati danno fastidio ed è un libro distopico a tutti gli effetti.
    Sta notte l'ho sognato e mi sono svegliata con il male alle cervicali ad indicare che una reazione nell'inconscio me l'ha creata.
    Possibile che va sempre a finire che siamo noi i cretini? Mai una volta che ne usciamo vincitori.
    Ma vincitori sul serio.
    Che inquietante.
    In effetti mi ricorda molto i telegiornali. Fanno notizia solo quelle cose in cui scappa il morto, lo stupro o il suicidio.
    Guardiamo queste cose dalla nostra cucina mentre mangiamo un pasto caldo, convinti che anche per quel giorno abbiamo avuto salva la vita. Che è successo ad altri e noi possiamo dormire notti tranquille. O quasi.
    Non vedo l'ora di vedere come finirà. sperando vivamente che il secondo libro non sia annacquato.

    Rebecca

    dit le 

  • 3

    Un libro per adolescenti

    E' una storia per ragazzini/e però è scritta bene ed è molto coinvolgente. Quel tipico libro che non tratta niente di particolarmente originale ma che non riesci a smettere di leggere.

    dit le 

  • 2

    Occasione sprecata.

    Storia ed ambientazione interessante e, purtroppo, la festa finisce qui. Tutto il resto mi è sembrato un esercizio di stile piuttosto pigro ed a larghi tratti banale e piuttosto melenso.
    La maggior pa ...continuer

    Storia ed ambientazione interessante e, purtroppo, la festa finisce qui. Tutto il resto mi è sembrato un esercizio di stile piuttosto pigro ed a larghi tratti banale e piuttosto melenso.
    La maggior parte dei personaggi viene semplicemente presentata e mai approfondita e da metà libro in poi le continue paranoie amorose della protagonista sono perlopiù stucchevoli e banali.

    dit le 

  • 4

    Poteva fermarsi qui

    Adoro l'idea e l'ambientazione, anche se non completamente originale (cosa lo è?), io ai romanzi distopici non so resistere! Però i personaggi sono così così e lo sviluppo della storia diventa sempre ...continuer

    Adoro l'idea e l'ambientazione, anche se non completamente originale (cosa lo è?), io ai romanzi distopici non so resistere! Però i personaggi sono così così e lo sviluppo della storia diventa sempre più banale.
    Ciò nonostante vedrò tutti i commercialissimi film e leggerò tutti i commercialissimi libri, perché ad un po' di fascino fantasy non si rinuncia.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    2

    Dove osa la Suspension of disbelief

    Qualcuno dovrebbe far notare a quelli della Mondadori che il trattino "-" inficia la leggibilità del testo, non si riesce a capire dove finisca il parlato e dove inizi la frase successiva. C'è un moti ...continuer

    Qualcuno dovrebbe far notare a quelli della Mondadori che il trattino "-" inficia la leggibilità del testo, non si riesce a capire dove finisca il parlato e dove inizi la frase successiva. C'è un motivo se esistono i caporali "« »", no?
    Non riesco a comprendere il grande successo di questa miniserie di romanzi, molto semplici per altro, nati da una idea durante lo zapping alla tv.
    In primo luogo, lo stile, fin troppo semplice. L'io narrante spostato in prima persona semplifica ancora di più le cose.
    La storia di per sé mi affascina, perché è il tema dell'eroe che deve abbattere il gigante. E questo è il motivo principale per il quale ho sopportato le banalità del pensiero di Katniss, dall'inizio alla fine.
    La visione fantascientifica della Collins per altro ha un che di razzista, con i "negri" del distretto 11 che fanno i coltivatori. Chissà se raccolgono anche il cotone?
    Nel complesso trovo davvero poco verosimile la Panem latineggiante nei nomi e nei costumi, con una tecnologia al limite dell'inverosimile (vedi la trovata finale dei "Tributi" trasformati in animali), che schiavizza qualunque altro essere umano a suo uso e consumo per mantenere una società sostanzialmente statica.
    Trovo ancora più inverosimile la forzatura dell'arena, degli Hunger Games, perché sì, perché servono a dividere con la brutalità, a mostrare che i figli dei vari distretti di schiavi possono essere sodomizzati dall'onnipotente Panem come e quando pare alle signorie loro.
    In particolare, visto che ci si rifà al gioco gladiatorio, è ancora più inverosimile che dei ragazzini possano essere addestrati in qualche settimana (tranne quelli che lo fanno di mestiere nei distretti più "favoriti", che invece nascono per combattere negli Hunger Games) e portati non soltanto al desiderio di carneficina, ma anche a fornire un qualche genere di spettacolo di intrattenimento che assomigli anche solo lontanamente al gioco gladiatorio romano (che come dovrebbe essere ben noto, era molto meno un bagno di sangue di quanto lo si dipinge in realtà, perché sì, i veri gladiatori sono preziosi e hanno bisogno di anni di addestramento).
    Dunque, in mezzo a una costruzione di termini come "Tributo", "Favorito", "Distretto", eccetera, in mezzo a hovercraft volanti (hovercraft volanti?!?!) e tecnologie da fantascienza, si costruisce la solita storiella di una lei scontrosa e un lui idiota. C'è qualcosa dietro la strategia di Haymitch (ho visto due film nel frattempo e già so dove si va a parare), ovviamente, e il tutto viene portato avanti da una banalità senza eguali nella storia della letteratura: prima è Peeta che sa tutto e lei non capisce, poi lei capisce, l'altro si innamora, ma ehi c'è di mezzo Gale, allora alla fine no è tutta una messinscena, ma io non ti amo Peeta, cioè non lo so, forse sì, ma anche forse no boh es ist kompliziert, sono gli Strateghi che potrebbero essere frustati col gatto a nove code e noi buttati in pasto agli ipnorospi.

    In conclusione, è appena sopra la decenza e per bontà del Tao, non ci sono i vampiri con la pelle di diamante.

    dit le 

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