Hunger Games

Di

Editore: Mondadori

4.3
(14460)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 369 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Tedesco , Chi semplificata , Portoghese , Svedese , Olandese , Basco , Francese , Finlandese , Coreano , Danese , Polacco , Turco , Ceco , Greco , Russo

Isbn-10: 8804594101 | Isbn-13: 9788804594109 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabio Paracchini , Simona Brogli

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta.
Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.
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  • 4

    Una storia crudele e dal ritmo serrato. Questo primo capitolo della ormai famosissima trilogia mi ha convinto soprattutto per la costruzione del terribile mondo in cui vivono i protagonisti del romanz ...continua

    Una storia crudele e dal ritmo serrato. Questo primo capitolo della ormai famosissima trilogia mi ha convinto soprattutto per la costruzione del terribile mondo in cui vivono i protagonisti del romanzo. Originale l'idea del gioco per televisione tutto atto a carpire le menti di milioni di sottoposti che, impossibilitati alla ribellione, assistono sgomenti alle morti dei loro ragazzi. Non troppo originali, invece, le dinamiche dei tre protagonisti che vanno verso l'ormai abusato triangolo sentimentale. Curioso comunque di sapere come continuerà la storia di Panem e dei suoi distretti.

    ha scritto il 

  • 5

    Assolutamente il migliore della saga.

    Il migliore della saga, non affatto per adolescenti come è indicato sui consigli di lettura e quant'altro.
    Angosciante, avvincente.
    Mi è decisamente piaciuto, altrimenti non avrei continuato e letto a ...continua

    Il migliore della saga, non affatto per adolescenti come è indicato sui consigli di lettura e quant'altro.
    Angosciante, avvincente.
    Mi è decisamente piaciuto, altrimenti non avrei continuato e letto anche gli altri due.
    I momenti nell'arena son sicuramente i migliori e il finale era alquanto inaspettato, perchè si aprivano davanti una serie di scenari diversi e diversi ending possibili, tra i quali quello scelto non era affatto banale.

    ha scritto il 

  • 5

    L'idea di fondo del romanzo l'ho trovata strepitosa.
    Una sorta di "Grande fratello" in cui i partecipanti devono eliminarsi reciprocamente.
    Visionario, allucinante, crudele.
    Assolutamente da leggere. ...continua

    L'idea di fondo del romanzo l'ho trovata strepitosa.
    Una sorta di "Grande fratello" in cui i partecipanti devono eliminarsi reciprocamente.
    Visionario, allucinante, crudele.
    Assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando la malinconia ti assale e riparti da capo.

    La prima volta che ho letto questo libro avevo 15 anni e avevo visto il film al cinema con una mia amica. Era agosto 2012, appena dopo il terremoto in Emilia. Tenevo la mia copia in borsa infatti è un ...continua

    La prima volta che ho letto questo libro avevo 15 anni e avevo visto il film al cinema con una mia amica. Era agosto 2012, appena dopo il terremoto in Emilia. Tenevo la mia copia in borsa infatti è uno dei libri più rovinati che possieda e non è solo perchè l'hanno letto due persone per un totale di tre volte. E' stata la mia prima saga a tutti gli effetti perchè HP non mi aveva attratta e non leggevo fantasy, eccetto La Storia Infinita. Ma ho visto il film perchè Taylor Swift aveva inciso due canzoni per la colonna sonora e io la adoravo. L'ho amato. Leggere il libro, pur sapendo come sarebbe finito, è stato anche meglio perchè nel film sono state cambiate tante cose: come Katniss ottiene la spilla, le interviste finali...Molte sono state omesse come i flashback di Katniss o le sue riflessioni ironiche, che compongono la maggior parte del libro. E' scritto in prima persona, questa ragazza di appena 16 anni parla dal suo punto di vista di ragazza estremamente povera, emotiva ma soprattutto impulsiva. E' ironica e schietta. Peeta è il suo opposto. E' dolce, tranquillo e ingenuo. La storia è una di quelle che da il via alla nuova generazione di fantasy, in cui i protagonisti (ma soprattutto le protagoniste come Katniss e Tris) devono affrontare gli imprevisti che la società crea e dovranno ribellarsi ad essa.
    Quindi, tra un reality e una guerra, la Collins ha saputo rappresentare in una sorta di allegoria fantastica, la vita di molti.

    recensione totale qui: http://lamenteaffilata.blogspot.com/2016/01/recensione-hunger-games-s-collins.html

    ha scritto il 

  • 5

    MAGNIFICO

    Quando leggo questo genere di libri, mi viene difficile trattenere le lacrime. Questo si può definire uno di quei libri di cui ti innamori, pagina dopo pagina, sempre di più. Perché? Bè, perché ti stu ...continua

    Quando leggo questo genere di libri, mi viene difficile trattenere le lacrime. Questo si può definire uno di quei libri di cui ti innamori, pagina dopo pagina, sempre di più. Perché? Bè, perché ti stupisci del coraggio che una persona può avere, dell'amore che una ragazza può dare. Ti stupisci nel vedere la vita nel distretto 12. In poche parole ti stupisci di Katniss, o come la chiama Gale, Catnip. La parte che mi ha emozionata di più è stata sicuramente quando Katniss si è offerta volontaria come tributo. Una scena di coraggio e amore. Un libro fantastico, emozionante ed avvincente che consiglio agli amanti del fantasy e dei libri strappalacrime.
    Giulia

    ha scritto il 

  • 5

    Solidarietà, umanità, empatia, amicizia in una parola: amore, possono vincere contro la brutalità. Non lasciamoci trascinare dall'idea imperante del 'così fan tutti' ma cerchiamo, sull'esempio di Peet ...continua

    Solidarietà, umanità, empatia, amicizia in una parola: amore, possono vincere contro la brutalità. Non lasciamoci trascinare dall'idea imperante del 'così fan tutti' ma cerchiamo, sull'esempio di Peeta, di non diventare pedine dell'ideologia dominante, ma cerchiamo il Bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho cominciato la lettura della serie di Suzanne Collins solo al termine del 4°film sugli Hunger Games, perché l’ho trovato (il film) così noioso che ho voluto indagare se fosse colpa del regista o se ...continua

    Ho cominciato la lettura della serie di Suzanne Collins solo al termine del 4°film sugli Hunger Games, perché l’ho trovato (il film) così noioso che ho voluto indagare se fosse colpa del regista o se questa lentezza intrinseca provenisse proprio dai libri… il risultato è 50-50 (sul perché, sarò più preciso nelle altre recensioni).
    Questo primo volume mi è piaciuto molto, è scritto bene, si legge velocemente e agilmente (ci ho messo 3 giorni) e fa quello che deve fare: tenere incollato alla pagine il lettore con un mix di suspense, azione e relazioni amorose, ponendo le basi per un film che, con una facile trasposizione (le due trame sono pressoché identiche) ha portato al successo la saga. La suddivisione in 3 “atti” da 9 capitoli ognuno non solo tradisce il passato da sceneggiatrice della Collins, ma forse denota anche una volontà ben precisa durante la stesura… Se così fosse, la scelta si è rivelata fortunata.
    Il punto di vista in prima persona è la scelta ottimale, per una storia incentrata sulla sopravvivenza personale, perché permette una maggiore immedesimazione nel personaggio, nelle sue paure, nei suoi dubbi, ma soprattutto nelle sue azioni nei confronti dei pericoli da affrontare.
    Il worldbuilding è appena accennato, come da manuale, ma l’autrice ha già in mente di sopperire alla cosa nei due volumi successivi. Certo, può peccare di poca originalità e fantasia, ma per questo specifico primo volume quello che ci viene detto è più che sufficiente.
    I personaggi (che sono 4 in tutto) mi sono piaciuti e sono caratterizzati bene. Katniss è la povera sfigata del distretto povero (si, d’accordo, è una chiara Mary Sue, però, dai, scendiamo un po’ a compromessi con noi stessi, sennò dovremmo smettere di leggere libri), che pur diventando eroina per caso, ha avuto un background “bellico” di tutto rispetto per facilitare il proseguo della storia. Peeta mi è piaciuto ancora di più, soprattutto per il suo ruolo “politico” nel salvare entrambi dalla morte: il suo modo di sapersi vendere e di capire immediatamente quello che vogliono le persone davanti a lui è una qualità eccezionale. Gale è il terzo vertice del triangolo amoroso: notare che l’autrice ci mostra fin da subito la sua rabbia verso il mondo e il suo senso di ribellione, aspetti che diventeranno molto importanti nel resto della saga (ne riparliamo nella recensione del terzo libro). Infine Haymitch, il mentore, l’uomo del passato che dimentica la sua vita in una bottiglia, che al momento giusto diventa fondamentale per la sopravvivenza dei due ragazzi (e non solo in questo primo capitolo).
    Insomma 4 solide stelle per un romanzo che, pur non navigando nell’originalità (sì, ho capito, basta ripetermi Battle Royale!) si è conquistato meritatamente il suo posto al mondo.

    ha scritto il 

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