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Hyperion

Di

Editore: Fanucci (TIF Extra)

4.2
(139)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 455 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Russo , Chi tradizionale , Francese , Olandese , Tedesco , Ungherese , Ceco , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8834718151 | Isbn-13: 9788834718155 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: G. L. Staffilano ; Illustrazione di copertina: Natalia Rashevskaya

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Primo volume del ciclo I Canti di Hyperion

Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell'uomo nello spazio, dando vita così a una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l'Egemonia dell'Uomo. Alla vigilia dell'Armageddon, sette pellegrini affrontano un ultimo viaggio verso Hyperion, in cerca delle risposte agli enigmi della loro vita. Ognuno di loro deve raccontare agli altri la propria storia, per farsi conoscere e dimostrare di non essere una spia. I racconti dei sette ruotano intorno ai mondi e alle difficoltà che circondano lo spazio: dalla minaccia degli Ouster, discendenti dei primi coloni che fanno a meno della tecnologia, al ruolo della Chiesa Shrike, temuta da tutti. E in questi racconti, di una bellezza sfolgorante, sta la chiave che permetterebbe loro di salvare l'umanità.
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  • 4

    Per scrivere bene ci vogliono talento e fantasia. Un mondo che corrisponde a Hyperion

    Sono a metà del libro ma ho tutte le sensazioni che amo avere quando sto leggendo qualcosa che mi piace da impazzire. Quando cerchi ogni momento buono per aprire il libro, quando, nei momenti in cui n ...continua

    Sono a metà del libro ma ho tutte le sensazioni che amo avere quando sto leggendo qualcosa che mi piace da impazzire. Quando cerchi ogni momento buono per aprire il libro, quando, nei momenti in cui non lo leggi, pensi a cosa accadrà, e ti senti continuamente catapultato al suo interno. Un libro all'inizio un po' ostico ma che brilla subito di una luce tutta sua. Una trama narrata sapientemente e piena di curiosità che vi farà andare avanti divorando ogni pagina. Mi riservo il giudizio finale a fine lettura ma per ora... wow!

    ha scritto il 

  • 5

    La trama è appassionante e narrata in modo eccezionale!!

    Ho messo un po' a capirlo a pieno. Lo prendevo, leggevo qualche pagina e lo abbandonavo. Questo fino alla centesima pagina, più o meno. Quando ho ripreso la lettura alcuni giorni fa, ho finalmente cap ...continua

    Ho messo un po' a capirlo a pieno. Lo prendevo, leggevo qualche pagina e lo abbandonavo. Questo fino alla centesima pagina, più o meno. Quando ho ripreso la lettura alcuni giorni fa, ho finalmente capito il perché questo libro, primo de "Il ciclo dei canti di Hyperion" e vincitore anche di diversi premi, è ritenuto così importante per questo genere letterario. Dan Simmons, senza ombra di dubbio, è un grande scrittore. Non so il perché, è solo una sensazione, ma sono sicuro che gli altri capitoli non mi deluderanno in alcun modo, anzi... Penso che più andrà avanti e più mi piacerà. Non vedo l'ora di iniziare "La caduta di Hyperion", il secondo capitolo. Una valutazione completa della saga, però, potrò farla solo a lettura completata.

    ha scritto il 

  • 4

    Sull'intera Quadrilogia dei Canti di Hyperion

    Ottimi i due volumi iniziali, davvero una grande storia e raccontata da diversi punti di vista in maniera coinvolgente... resto però sconcertato dai successivi romanzi dedicati a Raul Endymion: se il ...continua

    Ottimi i due volumi iniziali, davvero una grande storia e raccontata da diversi punti di vista in maniera coinvolgente... resto però sconcertato dai successivi romanzi dedicati a Raul Endymion: se il primo è un passabile susseguirsi di avventure da film d'azione sullo sfondo di un comunque credibile intrigo planetario, il successivo parte con lo stesso passo, ma a metà impazzisce completamente e diventa un assurdo elenco di nomi e luoghi volti a giustificare una fiabetta new age intrisa di filosofie orientali for dummies e del solito amore che vince su tutto. Non capisco cosa sia successo all'autore, sembra che abbia battuto la testa a metà dell'ultimo romanzo e che il finale sia stato scritto dal suo gemello cattivo.

    ha scritto il 

  • 5

    vite di pellegrini in un futuro remoto raccontate, ognuna nel suo stile, alla maniera del decamerone (o meglio, di canterbury tales), che vanno a costituire il prologo di un'oscura resa dei conti. ...continua

    vite di pellegrini in un futuro remoto raccontate, ognuna nel suo stile, alla maniera del decamerone (o meglio, di canterbury tales), che vanno a costituire il prologo di un'oscura resa dei conti.

    ha scritto il 

  • 4

    Hyperion è un romanzo di fantascienza di Dan Simmons pubblicato da Mondadori nel 1993 nella traduzione di G.L. Staffilano, primo dei due romanzi che fanno parte del Ciclo di Hyperion.

    700 anni dopo il ...continua

    Hyperion è un romanzo di fantascienza di Dan Simmons pubblicato da Mondadori nel 1993 nella traduzione di G.L. Staffilano, primo dei due romanzi che fanno parte del Ciclo di Hyperion.

    700 anni dopo il XXI secolo l’umanità si è sparsa nella galassia dopo la distruzione della Terra avvenuta a causa di un errore nella sperimentazione di piccoli buchi neri per viaggiare nello spazio in maniera simultanea. 250 miliardi di esseri umani sono sparsi su vari pianeti collegati nella Rete e sotto il governo dell’Egemonia.

    Fuori dalla Rete, ma prossimo ad entrarci, c’è il pianeta Hyperion (così chiamato da un poema incompiuto del poeta inglese John Keats), uno pianeta ricco di anomalie fisiche, magnetiche e temporali, sul quale un demone/mostro, lo Shrike, sembra uscire dalle Tombe del Tempo per uccidere i viandanti che vi si dirigono.

    Mentre l’Egemonia è sull’orlo di una guerra con gli Ouster, esseri umani evolutisi a gravità zero e fuori dalla rete, sette pellegrini vagano verso Hyperion alla ricerca dello Shrike, per motivi personali ma anche per scongiurare la guerra.

    Il romanzo è strutturato come i Racconti di Canterbury, con un racconto per ogni pellegrino che cerca di fare chiarezza su una trama misteriosa e appassionante.

    Hyperion si divide in:

    Prologo
    Il racconto del prete: l’uomo che si lamentò di Dio
    Il racconto del soldato: gli amanti di guerra
    Il racconto del poeta: canti di Hyperion
    Il racconto dello studioso: il fiume Lete sa di amaro
    Il racconto dell’investigatrice: il lungo addio
    Il racconto del console: ricordando Siri
    Epilogo

    Un libro appassionante e ottimamente scritto, che fa riflettere sulla religione, sulla società, sulla politica… E soprattutto, in un mondo in cui stiamo diventando dipendenti da internet e dalle macchine, un importante spunto di riflessione sul rapporto dell’uomo con la tecnologia. Non resta che leggerselo di un fiato e poi cominciare la Caduta di Hyperion.

    ha scritto il 

  • 5

    Coscienza: -- E quindi tu hai messo cinque stelle a questo romanzetto di fantascienza, e quattro stelle - dico quattro - a A farewell to arms, che è di Hemingway - ripeto - Hemingway.
    NEINmaster: -- S ...continua

    Coscienza: -- E quindi tu hai messo cinque stelle a questo romanzetto di fantascienza, e quattro stelle - dico quattro - a A farewell to arms, che è di Hemingway - ripeto - Hemingway.
    NEINmaster: -- Sì.
    Coscienza: -- E non ti vergogni.
    NEINmaster: -- Un po'. Ma sai, aspettavo da tanto un libro di fantascienza così, con queste idee, con la tecnologia fica e il teletrasporto e le Intelligenze Artificiali cattive e tutto il resto!
    Coscienza: -- Sì ma dico, Hemingway.
    NEINmaster: -- No, hai ragione, certo, ma per le stellette bisogna saper contestualizzare. Mica è una scala assoluta.
    Coscienza: -- Sarà. Ma alla fine ti sei letto tutti e quattro i libri della tetralogia di Hyperion. Avresti potuto leggerti Guerra e pace.
    NEINmaster: -- Già fatto grazie. Non lo rifarei nemmeno morto.
    Coscienza: -- Bella merda che sei.
    NEINmaster: -- Ma vaffanculo.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/07/impressioni-hyperion-di-dan-simmons.html

    ===

    Dopo La scomparsa dell'Erebus, ero curioso di leggere l'opera per c ...continua

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/07/impressioni-hyperion-di-dan-simmons.html

    ===

    Dopo La scomparsa dell'Erebus, ero curioso di leggere l'opera per cui Dan Simmons è ricordato principalmente, Hyperion.
    Senza dover andare a cercare su Wikipedia, ecco il romanzo in poche parole: è strutturato in sei racconti appartenenti ai sei personaggi protagonisti, la cornice narrativa principale è quella che vede il gruppo nel pellegrinaggio verso le Tombe del Tempo, sul pianeta Hyperion, luogo misterioso dominato da campi antientropici che portano il luogo indietro nel tempo. Lo Shrike è una sorta di divinità omicida che occupa le Tombe, e complessivamente la storia di ogni personaggio è connessa con le Tombe.
    Ora parliamo (ok, parlo) di alcuni aspetti del romanzo.
    Aspetti positivi: le idee sono buone e numerose. Non essendo un cultore di fantascienza, immagino che non tutto sia necessariamente innovativo o eccezionale. Ma tant'è, io ho apprezzato.
    Il background è ampio e strutturato, ricco di particolari.
    Tutto questo calderone dovrebbe dar luogo a un'opera eccezionale, eppure Simmons gestisce il tutto in maniera approssimativa e non sfrutta il potenziale di tutto il lavoro fatto di worldbuilding (oserei dire universe-building, a questo punto).
    L'infodump regna sovrano. Non sarebbe così grave, di per sé: il retroscena è interessante, e conoscere tecnologie, sviluppi "storici" e via discorrendo potrebbe ripagare la scelta stilistica infelice.
    Ma l'infodump più gretto, con una digressione sugli eventi passati e spiegazioni palesi dei nessi tra un concetto e l'altro, viene affiancato da elementi dell'ambientazione gettati così, senza spiegazione. Com'è fatto un VEM? Boh! E un comlog? Boh!
    Peccato: laddove lo stile è carente, una ricchezza di spunti e di background riequilibrerebbe il tutto.
    Le descrizioni talvolta sono approssimative anche per quanto riguarda i luoghi: fatta eccezione per alcuni, è impossibile avere una chiara idea di cosa ci stia presentando il narratore. A volte le descrizioni sono solo in "scrittorese", buttate così senza mostrare veramente qualcosa (come per il Castel Crono, che è un ammasso di scalini e sale buie ecc.,), altre volte invece semplicemente il narratore non ti dice le cose come stanno. Il mare d'erba è fatto di acqua o di erba? L'imbarcazione che lo solca galleggia o ha le ruote? Può suonare stupido, ma io non l'ho mica capito, fino alla fine.
    Il punto forte, per così dire, del romanzo sono le ministorie che lo compongono. Io sono stato più attratto dalla narrazione principale piuttosto che dai flashback: si tratta di riassunti o dell'intera vita di un personaggio o di un momento particolare, condensati ciascuno in alcune decine di pagine con tanto infodump e melodramma.
    Mettendo a confronto i racconti di Cavie (Haunted) di Palahniuk, che ha analogamente una struttura "decameronesca", e quelli di Hyperion, è evidente quanto un grosso brufolo che i personaggi di Dan Simmons non riescono ad avere spessore e a suscitare l'interesse dei personaggi di Cavie.
    Ho preso come metro di paragone Palahniuk perché in Cavie la storia di ogni personaggio occupa lo stesso spazio narrativo dei personaggi di Hyperion, e in entrambe le opere i temi di fondo non sono semplici conflitti ma veri e propri drammi.
    Ho apprezzato la storia del prete, principalmente per la forma diaristica. Però la storia migliore, a mio avviso, è quella di Sileno, principalmente per lo stile che ricalca perfettamente la personalità del personaggio (ha carattere, ha un buon "impatto" comunicativo ed emotivo).
    Le altre le ho trovate appena sufficienti o patetiche (Brawne Lamia, il frutto dei più banali cliché sui detective, o la storia del Console, con la doppia cornice narrativa che, in aggiunta alla principale, dà luogo a tre tempi, crea confusione ma soprattutto noia).
    Per finire, il gran finale, finalone infodumposo in cui il narratore sputtana tutto il significato dell'opera sembra un vizio che Simmons non ha voluto togliersi nemmeno nella Scomparsa dell'Erebus. Il Console, alla fine del romanzo, scioglie tutti i nodi della trama e fornisce i plot twist. Così come nella Scomparsa dell'Erebus Simmons spiega, ponendosi fuori dal tempo narrativo, gli aspetti magici e misteriosi che permeavano la storia.
    Ho letto sul web che il romanzo può essere considerato autoconclusivo. Non vedo come si possa dire una cosa simile: è palesemente un finale aperto.
    Al momento, non credo che continuerò a leggere altro di Dan Simmons. Se all'inizio Hyperion mi è sembrato soddisfacente - più per i contenuti che per la forma -, verso la fine ho capito di essere troppo insofferente verso lo stile.
    Non escludo che qualcuno possa trovarlo un romanzo bellissimo: gli appassionati di fantascienza pura probabilmente possono focalizzarsi più sugli aspetti contenutistici che su quelli narrativi, ma non si può dire che sia un romanzo scritto bene. Per poterlo leggere e apprezzare, è necessario mettere in conto una certa dose di noia e ritmi lenti.
    Volendo fare un paragone con Asimov, oserei dire che sebbene abbia uno stile peggiore, riesce a offrire una storia più forte, trame meno patetiche e plot twist credibili insieme alle idee interessanti. Insomma, preferirei Asimov a Dan Simmons.
    Consiglierei Hyperion agli appassionati di Sci-fi in quanto ulteriore spunto di idee, ma difficilmente lo consiglierei al lettore medio "casuale".

    ha scritto il 

  • 3

    Dan Simmons

    Hyperion di Dan Simmons si propone al lettore come un decamerone interstellare suddiviso in cinque diversi racconti, ovvero le storie che i pellegrini protagonisti della saga si raccontano lungo il lo ...continua

    Hyperion di Dan Simmons si propone al lettore come un decamerone interstellare suddiviso in cinque diversi racconti, ovvero le storie che i pellegrini protagonisti della saga si raccontano lungo il loro viaggio verso le Tombe del Tempo dell’infernale pianeta Hyperion. Antologia dei diversi sotto-generi fantascientifici, il libro spazia tra azione, satira, planetary romance, noir e cyber-punk. Troviamo massicce e precise rappresentazioni ante litteram di quella rete che diventerà un giorno il web (Simmons scrive l’opera nel 1989). La vicenda del racconto di Sol Weintraub ricorda gli struggimenti di Algernon, mentre l’orrorifica figura dello Shrike richiama certe deragliate visioni dickiane; ma tutto sommato lo stile di Simmons non si leva mai al di sopra della medietà sterile da letteratura di consumo, rendendo la lettura meno gradevole rispetto al buon potenziale garantito da una trama complessa e dotata di interessanti sfaccettatature mistiche. Prima di raggiungere lo scioglimento dei misteri, qui soltanto introdotti, il lettore dovrà affrontare i successivi tre volumi della serie Canti di Hyperion.

    ha scritto il 

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