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Hyperion

Di

Editore: Interno Giallo (IperFICTION)

4.2
(134)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 422 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Russo , Chi tradizionale , Francese , Olandese , Tedesco , Ungherese , Ceco , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8835600545 | Isbn-13: 9788835600541 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaetano L. Staffilano ; Illustrazione di copertina: Gary Ruddell

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    vite di pellegrini in un futuro remoto raccontate, ognuna nel suo stile, alla maniera del decamerone (o meglio, di canterbury tales), che vanno a costituire il prologo di un'oscura resa dei conti.

    ha scritto il 

  • 4

    Hyperion è un romanzo di fantascienza di Dan Simmons pubblicato da Mondadori nel 1993 nella traduzione di G.L. Staffilano, primo dei due romanzi che fanno parte del Ciclo di Hyperion.


    700 anni dopo il XXI secolo l’umanità si è sparsa nella galassia dopo la distruzione della Terra avvenuta ...continua

    Hyperion è un romanzo di fantascienza di Dan Simmons pubblicato da Mondadori nel 1993 nella traduzione di G.L. Staffilano, primo dei due romanzi che fanno parte del Ciclo di Hyperion.

    700 anni dopo il XXI secolo l’umanità si è sparsa nella galassia dopo la distruzione della Terra avvenuta a causa di un errore nella sperimentazione di piccoli buchi neri per viaggiare nello spazio in maniera simultanea. 250 miliardi di esseri umani sono sparsi su vari pianeti collegati nella Rete e sotto il governo dell’Egemonia.

    Fuori dalla Rete, ma prossimo ad entrarci, c’è il pianeta Hyperion (così chiamato da un poema incompiuto del poeta inglese John Keats), uno pianeta ricco di anomalie fisiche, magnetiche e temporali, sul quale un demone/mostro, lo Shrike, sembra uscire dalle Tombe del Tempo per uccidere i viandanti che vi si dirigono.

    Mentre l’Egemonia è sull’orlo di una guerra con gli Ouster, esseri umani evolutisi a gravità zero e fuori dalla rete, sette pellegrini vagano verso Hyperion alla ricerca dello Shrike, per motivi personali ma anche per scongiurare la guerra.

    Il romanzo è strutturato come i Racconti di Canterbury, con un racconto per ogni pellegrino che cerca di fare chiarezza su una trama misteriosa e appassionante.

    Hyperion si divide in:

    Prologo
    Il racconto del prete: l’uomo che si lamentò di Dio
    Il racconto del soldato: gli amanti di guerra
    Il racconto del poeta: canti di Hyperion
    Il racconto dello studioso: il fiume Lete sa di amaro
    Il racconto dell’investigatrice: il lungo addio
    Il racconto del console: ricordando Siri
    Epilogo

    Un libro appassionante e ottimamente scritto, che fa riflettere sulla religione, sulla società, sulla politica… E soprattutto, in un mondo in cui stiamo diventando dipendenti da internet e dalle macchine, un importante spunto di riflessione sul rapporto dell’uomo con la tecnologia. Non resta che leggerselo di un fiato e poi cominciare la Caduta di Hyperion.

    ha scritto il 

  • 5

    Coscienza: -- E quindi tu hai messo cinque stelle a questo romanzetto di fantascienza, e quattro stelle - dico quattro - a A farewell to arms, che è di Hemingway - ripeto - Hemingway.
    NEINmaster: -- Sì.
    Coscienza: -- E non ti vergogni.
    NEINmaster ...continua

    Coscienza: -- E quindi tu hai messo cinque stelle a questo romanzetto di fantascienza, e quattro stelle - dico quattro - a A farewell to arms, che è di Hemingway - ripeto - Hemingway.
    NEINmaster: -- Sì.
    Coscienza: -- E non ti vergogni.
    NEINmaster: -- Un po'. Ma sai, aspettavo da tanto un libro di fantascienza così, con queste idee, con la tecnologia fica e il teletrasporto e le Intelligenze Artificiali cattive e tutto il resto!
    Coscienza: -- Sì ma dico, Hemingway.
    NEINmaster: -- No, hai ragione, certo, ma per le stellette bisogna saper contestualizzare. Mica è una scala assoluta.
    Coscienza: -- Sarà. Ma alla fine ti sei letto tutti e quattro i libri della tetralogia di Hyperion. Avresti potuto leggerti Guerra e pace.
    NEINmaster: -- Già fatto grazie. Non lo rifarei nemmeno morto.
    Coscienza: -- Bella merda che sei.
    NEINmaster: -- Ma vaffanculo.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/07/impressioni-h…

    ===

    Dopo La scomparsa dell'Erebus, ero curioso di leggere l'opera per cui Dan Simmons è ricordato principalmente, Hyperion.
    Senza dover andare a cer ...continua

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/07/impressioni-hyperion-di-dan-simmons.html

    ===

    Dopo La scomparsa dell'Erebus, ero curioso di leggere l'opera per cui Dan Simmons è ricordato principalmente, Hyperion.
    Senza dover andare a cercare su Wikipedia, ecco il romanzo in poche parole: è strutturato in sei racconti appartenenti ai sei personaggi protagonisti, la cornice narrativa principale è quella che vede il gruppo nel pellegrinaggio verso le Tombe del Tempo, sul pianeta Hyperion, luogo misterioso dominato da campi antientropici che portano il luogo indietro nel tempo. Lo Shrike è una sorta di divinità omicida che occupa le Tombe, e complessivamente la storia di ogni personaggio è connessa con le Tombe.
    Ora parliamo (ok, parlo) di alcuni aspetti del romanzo.
    Aspetti positivi: le idee sono buone e numerose. Non essendo un cultore di fantascienza, immagino che non tutto sia necessariamente innovativo o eccezionale. Ma tant'è, io ho apprezzato.
    Il background è ampio e strutturato, ricco di particolari.
    Tutto questo calderone dovrebbe dar luogo a un'opera eccezionale, eppure Simmons gestisce il tutto in maniera approssimativa e non sfrutta il potenziale di tutto il lavoro fatto di worldbuilding (oserei dire universe-building, a questo punto).
    L'infodump regna sovrano. Non sarebbe così grave, di per sé: il retroscena è interessante, e conoscere tecnologie, sviluppi "storici" e via discorrendo potrebbe ripagare la scelta stilistica infelice.
    Ma l'infodump più gretto, con una digressione sugli eventi passati e spiegazioni palesi dei nessi tra un concetto e l'altro, viene affiancato da elementi dell'ambientazione gettati così, senza spiegazione. Com'è fatto un VEM? Boh! E un comlog? Boh!
    Peccato: laddove lo stile è carente, una ricchezza di spunti e di background riequilibrerebbe il tutto.
    Le descrizioni talvolta sono approssimative anche per quanto riguarda i luoghi: fatta eccezione per alcuni, è impossibile avere una chiara idea di cosa ci stia presentando il narratore. A volte le descrizioni sono solo in "scrittorese", buttate così senza mostrare veramente qualcosa (come per il Castel Crono, che è un ammasso di scalini e sale buie ecc.,), altre volte invece semplicemente il narratore non ti dice le cose come stanno. Il mare d'erba è fatto di acqua o di erba? L'imbarcazione che lo solca galleggia o ha le ruote? Può suonare stupido, ma io non l'ho mica capito, fino alla fine.
    Il punto forte, per così dire, del romanzo sono le ministorie che lo compongono. Io sono stato più attratto dalla narrazione principale piuttosto che dai flashback: si tratta di riassunti o dell'intera vita di un personaggio o di un momento particolare, condensati ciascuno in alcune decine di pagine con tanto infodump e melodramma.
    Mettendo a confronto i racconti di Cavie (Haunted) di Palahniuk, che ha analogamente una struttura "decameronesca", e quelli di Hyperion, è evidente quanto un grosso brufolo che i personaggi di Dan Simmons non riescono ad avere spessore e a suscitare l'interesse dei personaggi di Cavie.
    Ho preso come metro di paragone Palahniuk perché in Cavie la storia di ogni personaggio occupa lo stesso spazio narrativo dei personaggi di Hyperion, e in entrambe le opere i temi di fondo non sono semplici conflitti ma veri e propri drammi.
    Ho apprezzato la storia del prete, principalmente per la forma diaristica. Però la storia migliore, a mio avviso, è quella di Sileno, principalmente per lo stile che ricalca perfettamente la personalità del personaggio (ha carattere, ha un buon "impatto" comunicativo ed emotivo).
    Le altre le ho trovate appena sufficienti o patetiche (Brawne Lamia, il frutto dei più banali cliché sui detective, o la storia del Console, con la doppia cornice narrativa che, in aggiunta alla principale, dà luogo a tre tempi, crea confusione ma soprattutto noia).
    Per finire, il gran finale, finalone infodumposo in cui il narratore sputtana tutto il significato dell'opera sembra un vizio che Simmons non ha voluto togliersi nemmeno nella Scomparsa dell'Erebus. Il Console, alla fine del romanzo, scioglie tutti i nodi della trama e fornisce i plot twist. Così come nella Scomparsa dell'Erebus Simmons spiega, ponendosi fuori dal tempo narrativo, gli aspetti magici e misteriosi che permeavano la storia.
    Ho letto sul web che il romanzo può essere considerato autoconclusivo. Non vedo come si possa dire una cosa simile: è palesemente un finale aperto.
    Al momento, non credo che continuerò a leggere altro di Dan Simmons. Se all'inizio Hyperion mi è sembrato soddisfacente - più per i contenuti che per la forma -, verso la fine ho capito di essere troppo insofferente verso lo stile.
    Non escludo che qualcuno possa trovarlo un romanzo bellissimo: gli appassionati di fantascienza pura probabilmente possono focalizzarsi più sugli aspetti contenutistici che su quelli narrativi, ma non si può dire che sia un romanzo scritto bene. Per poterlo leggere e apprezzare, è necessario mettere in conto una certa dose di noia e ritmi lenti.
    Volendo fare un paragone con Asimov, oserei dire che sebbene abbia uno stile peggiore, riesce a offrire una storia più forte, trame meno patetiche e plot twist credibili insieme alle idee interessanti. Insomma, preferirei Asimov a Dan Simmons.
    Consiglierei Hyperion agli appassionati di Sci-fi in quanto ulteriore spunto di idee, ma difficilmente lo consiglierei al lettore medio "casuale".

    ha scritto il 

  • 3

    Dan Simmons

    Hyperion di Dan Simmons si propone al lettore come un decamerone interstellare suddiviso in cinque diversi racconti, ovvero le storie che i pellegrini protagonisti della saga si raccontano lungo il loro viaggio verso le Tombe del Tempo dell’infernale pianeta Hyperion. Antologia dei diversi ...continua

    Hyperion di Dan Simmons si propone al lettore come un decamerone interstellare suddiviso in cinque diversi racconti, ovvero le storie che i pellegrini protagonisti della saga si raccontano lungo il loro viaggio verso le Tombe del Tempo dell’infernale pianeta Hyperion. Antologia dei diversi sotto-generi fantascientifici, il libro spazia tra azione, satira, planetary romance, noir e cyber-punk. Troviamo massicce e precise rappresentazioni ante litteram di quella rete che diventerà un giorno il web (Simmons scrive l’opera nel 1989). La vicenda del racconto di Sol Weintraub ricorda gli struggimenti di Algernon, mentre l’orrorifica figura dello Shrike richiama certe deragliate visioni dickiane; ma tutto sommato lo stile di Simmons non si leva mai al di sopra della medietà sterile da letteratura di consumo, rendendo la lettura meno gradevole rispetto al buon potenziale garantito da una trama complessa e dotata di interessanti sfaccettatature mistiche. Prima di raggiungere lo scioglimento dei misteri, qui soltanto introdotti, il lettore dovrà affrontare i successivi tre volumi della serie Canti di Hyperion.

    ha scritto il 

  • 0

    Nessuno sapeva cosa volesse dire nerd nel paesino montano in quella terra di mezzo che sta tra l’inizio della fine degli anni ’80 e la fine dell’inizio degli anni ’90 in cui sono cresciuta. Nessuno conosceva neppure il termine nerd – ricordo brevemente, per chi se lo fosse dimenticato, che intern ...continua

    Nessuno sapeva cosa volesse dire nerd nel paesino montano in quella terra di mezzo che sta tra l’inizio della fine degli anni ’80 e la fine dell’inizio degli anni ’90 in cui sono cresciuta. Nessuno conosceva neppure il termine nerd – ricordo brevemente, per chi se lo fosse dimenticato, che internet allora non esisteva o era come se non esistesse.

    http://labrocheuse.wordpress.com/2012/06/14/fantascienza-per-non-iniziati-hyperion/

    ha scritto il 

  • 5

    Devo dire che e' stato uno dei libri che mi ha colpito di piu' degli ultimi tempi, sia nel bene che nel male (si', ho trovato anche degli aspetti negativi).
    Non entro nella trama, fatemi dire pero':
    - che sono rimasto interdetto e perplesso per la conclusione scelta dall'autore;
    ...continua

    Devo dire che e' stato uno dei libri che mi ha colpito di piu' degli ultimi tempi, sia nel bene che nel male (si', ho trovato anche degli aspetti negativi).
    Non entro nella trama, fatemi dire pero':
    - che sono rimasto interdetto e perplesso per la conclusione scelta dall'autore;
    - che ho trovato fenomenali (non e' l'aggettivo giusto) i racconti del prete, del console e dello studioso (quest'ultimo molto struggente);
    - che i racconti dell'investigatrice e del console sono forse i piu' importanti nell'economia del romanzo e andrebbero letti con molta attenzione.
    Talvolta Simmons eccede in particolari fantascientifici poco visibili poi nel contesto generale, grande merito pero' per l'architettura che mette in piedi e per (non credo di esagerare) delle narrazioni memorabili (Sol Weintraub lo studioso e il Console per me su tutti), estremamente coinvolgenti.

    Alla fine giudizio pienamente positivo, comunque, come sono solito non leggero' immediatamente "La caduta di Hyperion", secondo romanzo dei "Canti di Hyperion" di Simmons, ma mi prendero' una piccola pausa...

    ha scritto il 

  • 5

    And the winner is......Crucimorfo!!!!!

    La Fantascienza. Con la F maiuscola.
    L'inizio, a dir la verità, è un po' ostico. Simmons non si perde in spiegoni, ci catapulta direttamente nel mondo che ha creato, come se ne facessimo parte anche noi e ne conoscessimo la storia, la geografia, la politica e la tecnologia. Poi però arriva ...continua

    La Fantascienza. Con la F maiuscola.
    L'inizio, a dir la verità, è un po' ostico. Simmons non si perde in spiegoni, ci catapulta direttamente nel mondo che ha creato, come se ne facessimo parte anche noi e ne conoscessimo la storia, la geografia, la politica e la tecnologia. Poi però arriva il perfetto espediente narrativo: i racconti nel racconto. Ogni personaggio viene chiamato a spiegare la propria vita, nel tentativo di capire il legame col pianeta Hyperion ed il motivo che lo ha chiamato a compiere quel pellegrinaggio forzato e proprio nel raccontare ci fa scoprire di questo meraviglioso universo che lo scrittore ha creato e in cui anche noi ci troviamo, ne illustra i vari mondi e modi di vivere, la tecnologia, l'organizzazione sociale e politica, le religioni e le rivoluzioni. Ogni personaggio è tratteggiato in maniera profonda e a tutto tondo ed ogni storia è avvincente e memorabile.
    Purtroppo questo volume non ha una vera e propria fine, è come se fosse una grande introduzione a quello che verrà. Per scoprire la "trama orizzontale", per sapere dello Shrike e del perchè i pellegrini si trovano tutti su Hyperion bisogna leggere, forzatamente, il secondo volume dei canti. Devo dire la verità, non sono una grande amante delle saghe, delle trilogie e di quelle sfilze di libri che oggi va di moda pubblicare per raccontare una storia, ma se tutti i volumi dei canti sono all'altezza di questo "Hyperion", beh, spero di non finire tanto presto la lettura!

    ha scritto il 

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