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Hyperion

Di

Editore: Interno Giallo (IperFICTION)

4.2
(146)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 422 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Russo , Chi tradizionale , Francese , Olandese , Tedesco , Ungherese , Ceco , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8835600545 | Isbn-13: 9788835600541 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaetano L. Staffilano ; Illustrazione di copertina: Gary Ruddell

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un grandioso affresco

    Quando ci capita tra le mani un romanzo come questo c’è solo una cosa da fare: leggerlo con attenzione, studiarne ogni minima parte, assaporare sfumature e accenti, stupirsi di quanto sia bello (e rar ...continua

    Quando ci capita tra le mani un romanzo come questo c’è solo una cosa da fare: leggerlo con attenzione, studiarne ogni minima parte, assaporare sfumature e accenti, stupirsi di quanto sia bello (e raro) poter dedicare alcune ore del proprio tempo a un’opera come questa.
    Dan Simmons con Hyperion (1989), il primo capitolo della sua tetralogia ‘I Canti di Hyperion’, confeziona un complesso romanzo all’interno del quale già troviamo alcuni semi letterari che sbocceranno solo molti anni dopo.
    Riassumere la trama del romanzo non è facile perché già dalle prime pagine Simmons decide di immergerci nel suo universo e lo fa senza indugiare troppo su spiegazioni lunghe e stucchevoli. Termini come ‘debito temporale’, ‘Teleporter’, ‘Ouster’, ‘Egemonia’ e ‘FORCE:spazio’ ci risultano subito famigliari anche se il reale significato di queste parole diventerà del tutto chiaro solo in seguito.
    La narrazione procede su due binari differenti. Da un lato il presente, con l’incombente minaccia Ouster su Hyperion, pianeta periferico e poco evoluto che però a causa delle Tombe del Tempo e della misteriosa minaccia nota come ‘Shrike’ si trova al centro di un possibile conflitto intergalattico. Dall’altro il passato, con le storie dei sette pellegrini diretti su Hyperion nel tentativo di scongiurare l’avvento dello Shrike. Saranno i racconti dei sette a dipingere con solide pennellate il maestoso affresco intergalattico immaginato da Simmons.
    Prima cosa: come scrittore sono rimasto impressionato dal grado di dettaglio messo in campo da Simmons per la sua ambientazione. L’Egemonia, il Nucleo delle intelligenze artificiali, il concetto di debito temporale. Molti degli spunti da lui impiegati li ritroveremo sotto altre forme nei decenni successivi (per esempio le macchine di Matrix con il loro tentativo di indipendenza richiamano molto il Nucleo delle IA di Simmons) a testimoniare quanto l’universo di Hyperion sia dettagliato e preciso. In una sola parola, impressionante. Impressionante la capacità dell’autore di condensare in un unico romanzo l’evoluzione umana da oggi a 700 anni nel futuro.
    Seconda cosa: le storie dei pellegrini. Sono molto diverse da loro e qui l’arsenale letterario di Simmons viene impiegato al suo meglio. Anche quando non succede nulla di eclatante, anche quando la narrazione è preparatoria a ciò che verrà, le pagine scivolano una sull’altra. Personalmente, la mia storia preferita è quella di Sol Weintraub.
    Terza cosa: l’etica e le riflessioni socio-filosofiche. Agli sventurati che considerano la fantascienza una ‘cosa di astronavi’ l’autore risponde per le rime. L’espansione dell’Egemonia, la costruzione di un Teleporter su un sistema prima raggiungibile solo grazie ai viaggi spaziali, l’evoluzione umana negli Ouster. Sono tutti temi molto importanti e molto attuali, soprattutto in questo presente così tribolato. La storia di Patto-Maui e della sua estreme resistenza contro la rete dei mondi, al netto dei giudizi politici, non può non ricorda la Grecia dei giorni nostri.
    Quarta cosa: l’amore per il passato. Simmons ha dimostrato e sta dimostrando di avere un grandioso talento anche per quanto riguarda i romanzi ad ambientazione vittoriana. Il suo ‘Drood‘ (2009) e il recente ‘The Fifth Heart’ (2015) hanno per protagonisti personaggi ottocenteschi (Charles Dickens, Wilkie Collins e poi Henry James e Sherlock Holmes). L’importanza che il poeta ottocentesco John Keats ha nell’economia complessiva di ‘Hyperion’ è una chiaro indizio di questa sua passione e l’accuratezza con la quale disseziona la vita di Keats per metterla al servizio della sua storia è notevole.
    Concludendo ‘Hyperion’ è un libro forse unico nel suo genere. E’ complesso ma mai pedante e se anche non arriva a una conclusione definitiva della storia compone un mosaico che, per gli amanti della lettura e della scrittura, funge da vero e proprio manuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo capitolo della saga di Hyperion mi ha lasciato ampiamente soddisfatto: personaggi approfonditi e sapientemente tratteggiati, tematiche profonde (religione, scienza, destino dell'umanità, poli ...continua

    Il primo capitolo della saga di Hyperion mi ha lasciato ampiamente soddisfatto: personaggi approfonditi e sapientemente tratteggiati, tematiche profonde (religione, scienza, destino dell'umanità, politica) ottimamente inserite nel contesto narrativo, un romanzo di viaggio con intreccio riuscitissimo grazie alle storie-flashback dei personaggi. Unico neo dell'opera il ritmo narrativo, basandosi sulle narrazioni dei personaggi e poco su accadimenti durante lo svolgersi della trama, risulta pesante e poco digeribile per lettori poco pazienti. Consigliatissimo a tutti gli amanti della fantascienza con riserva verso quelli che preferiscono cadenze più sincopate con azione, "effetti speciali" e soluzioni meno introspettive

    ha scritto il 

  • 4

    Decisamente uno dei migliori libri di fantascienza che abbia mai letto. Ho apprezzato soprattutto il mix di temi religiosi, filosofici e politici. L'universo immaginato da Dan Simmons attraverso le na ...continua

    Decisamente uno dei migliori libri di fantascienza che abbia mai letto. Ho apprezzato soprattutto il mix di temi religiosi, filosofici e politici. L'universo immaginato da Dan Simmons attraverso le narrazioni dei pellegrini è distopico, ma credibile, e affascinante. Leggerò sicuramente il secondo capitolo della saga.

    ha scritto il 

  • 5

    Come mi ha testè scritto un altro utente anobino, i libri sanno come cercarci, e in effetti questo libro, straconsigliatomi tanto tempo fa, mi ha guardato a lungo dalla libreria, senza che avessi mai ...continua

    Come mi ha testè scritto un altro utente anobino, i libri sanno come cercarci, e in effetti questo libro, straconsigliatomi tanto tempo fa, mi ha guardato a lungo dalla libreria, senza che avessi mai voglia di leggerlo. L'ho iniziato prima delle vacanze, apparentemente perchè non volevo ancora intaccare uno dei romanzi che mi ero accuratamente scelta per queste, pensando che in questo periodo l'avrei velocemente finito, pur non essendone molto convinta.
    Morale: le vacanze sono state troppo faticose e non ho letto nient'altro, ma evidentemente era arrivato il momento giusto e la casualità per cui l'ho preso forse è stata davvero destino e, come sempre accade, sono lieta di essermi sbagliata nelle aspettative.
    Gran bel libro di fantascenza, eccellente, con tutti gli ingredienti necessari, ma con grandissima ricchezza e altissima qualità: sarà che è più recente di tanti classici del genere, ma non vi ho trovato ingenuità o debolezze. All'inizio mi sembrava un po' difficile entrare nella narrazione che inseriva troppi concetti e tecnologie inventate senza introdurle, ma già poco dopo tutto funzionava benissimo: l'impianto narrativo, di solida struttura classica e bella prosa, scorrevole se pur dettagliatissimo; ma anche l'universo tecnologico, per non parlare di quello concettuale, che man mano emerge, fantastico! Nulla si può dire su questa storia, senza correre il rischio di spoilerarne qualcosa, ma la trama si costruisce crescendo in modo veramente sorprendente, infittendosi, no, che dico, ingigantendosi di rivelazioni.
    Finale cinematografico bellissimo, anche se troppo aperto: è ovvio che bisogna procurarsi il seguito.
    Estate scarsissima, ma sono davvero molto soddisfatta.
    I libri ti cercano e ti donano anche moltissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho cominciato molto lentamente, leggendo poche pagine per volta...poi non ho potuto più smettere...il modo in cui vengono narrate le storie dei singoli pellegrini..i frammenti di un puzzle che andav ...continua

    L'ho cominciato molto lentamente, leggendo poche pagine per volta...poi non ho potuto più smettere...il modo in cui vengono narrate le storie dei singoli pellegrini..i frammenti di un puzzle che andava piano piano formandosi..mi hanno letteralmente rapito! È spettacolare!! Ho già cominciato il secondo e non vedo l'ora di finirlo!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Impressione mista

    Voglio cominciare questa recensione da una considerazione: ho letto Hyperion in traduzione italiana, quindi non posso dire nulla riguardo la capacità espressiva in inglese di Dan Simmons, ma posso dir ...continua

    Voglio cominciare questa recensione da una considerazione: ho letto Hyperion in traduzione italiana, quindi non posso dire nulla riguardo la capacità espressiva in inglese di Dan Simmons, ma posso dire che le immagini, le situazioni, i panorami che descrive sono ben vividi in Hyperion, sa tratteggiare bene le sue storie e riempirle di molti particolari, alle volte perfino troppi.
    In effetti il problema di Hyperion a mio avviso è che è troppo elaborato per dove lo fa arrivare alla fine. Qui costruisce un intero universo di pianeti dettagliatissimo, con particolari talvolta neanche spiegati al lettore che viene lasciato con un senso di mancanza. Più e più volte mi sono chiesto cos'era la tecnologia di cui parlava, accennata solo di nome, e perché certi personaggi ben caratterizzati fossero lasciati lì, esistenti sullo sfondo. Trame spiegate fino ad un certo punto e poi abbandonate ad un punto cruciale, tutte a fare da contorno ad una narrazione più ampia che però non ha una fine.
    Presi singolarmente i sei racconti di Hyperion sono anche carini, nulla di eccessivamente originale per la fantascienza degli ultimi 50 anni, ma sembrano uniti intorno alla storia dello Shrike un po' forzatamente.
    Lo Shrike e le tombe del tempo sono una bella trovata ma non lo è il modo in cui sviluppa la trama fino all'arrivo dei protagonisti alle tombe, lasciando poi tutto in sospeso e nelle ultime righe ammazzando completamente il pathos costruito fino a quel momento. E' come se ci fosse un'infinito climax che sul più bello viene interrotto (la metafora sessuale qui sarebbe sprecata) e non è il modo corretto di trattare un lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Per scrivere bene ci vogliono talento e fantasia. Un mondo che corrisponde a Hyperion

    Sono a metà del libro ma ho tutte le sensazioni che amo avere quando sto leggendo qualcosa che mi piace da impazzire. Quando cerchi ogni momento buono per aprire il libro, quando, nei momenti in cui n ...continua

    Sono a metà del libro ma ho tutte le sensazioni che amo avere quando sto leggendo qualcosa che mi piace da impazzire. Quando cerchi ogni momento buono per aprire il libro, quando, nei momenti in cui non lo leggi, pensi a cosa accadrà, e ti senti continuamente catapultato al suo interno. Un libro all'inizio un po' ostico ma che brilla subito di una luce tutta sua. Una trama narrata sapientemente e piena di curiosità che vi farà andare avanti divorando ogni pagina. Mi riservo il giudizio finale a fine lettura ma per ora... wow!

    ha scritto il 

  • 5

    La trama è appassionante e narrata in modo eccezionale!!

    Ho messo un po' a capirlo a pieno. Lo prendevo, leggevo qualche pagina e lo abbandonavo. Questo fino alla centesima pagina, più o meno. Quando ho ripreso la lettura alcuni giorni fa, ho finalmente cap ...continua

    Ho messo un po' a capirlo a pieno. Lo prendevo, leggevo qualche pagina e lo abbandonavo. Questo fino alla centesima pagina, più o meno. Quando ho ripreso la lettura alcuni giorni fa, ho finalmente capito il perché questo libro, primo de "Il ciclo dei canti di Hyperion" e vincitore anche di diversi premi, è ritenuto così importante per questo genere letterario. Dan Simmons, senza ombra di dubbio, è un grande scrittore. Non so il perché, è solo una sensazione, ma sono sicuro che gli altri capitoli non mi deluderanno in alcun modo, anzi... Penso che più andrà avanti e più mi piacerà. Non vedo l'ora di iniziare "La caduta di Hyperion", il secondo capitolo. Una valutazione completa della saga, però, potrò farla solo a lettura completata.

    ha scritto il 

  • 4

    Sull'intera Quadrilogia dei Canti di Hyperion

    Ottimi i due volumi iniziali, davvero una grande storia e raccontata da diversi punti di vista in maniera coinvolgente... resto però sconcertato dai successivi romanzi dedicati a Raul Endymion: se il ...continua

    Ottimi i due volumi iniziali, davvero una grande storia e raccontata da diversi punti di vista in maniera coinvolgente... resto però sconcertato dai successivi romanzi dedicati a Raul Endymion: se il primo è un passabile susseguirsi di avventure da film d'azione sullo sfondo di un comunque credibile intrigo planetario, il successivo parte con lo stesso passo, ma a metà impazzisce completamente e diventa un assurdo elenco di nomi e luoghi volti a giustificare una fiabetta new age intrisa di filosofie orientali for dummies e del solito amore che vince su tutto. Non capisco cosa sia successo all'autore, sembra che abbia battuto la testa a metà dell'ultimo romanzo e che il finale sia stato scritto dal suo gemello cattivo.

    ha scritto il 

  • 5

    vite di pellegrini in un futuro remoto raccontate, ognuna nel suo stile, alla maniera del decamerone (o meglio, di canterbury tales), che vanno a costituire il prologo di un'oscura resa dei conti. ...continua

    vite di pellegrini in un futuro remoto raccontate, ognuna nel suo stile, alla maniera del decamerone (o meglio, di canterbury tales), che vanno a costituire il prologo di un'oscura resa dei conti.

    ha scritto il 

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