Hyperion

Di

Editore: Interno Giallo (IperFICTION)

4.2
(161)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 422 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Russo , Chi tradizionale , Francese , Olandese , Tedesco , Ungherese , Ceco , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8835600545 | Isbn-13: 9788835600541 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaetano L. Staffilano ; Illustrazione di copertina: Gary Ruddell

Disponibile anche come: eBook , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Che dire a mio parere il più grande romanzo fantascientifico di sempre. A mio parere Dan Simmons è superiore in quest'opera ad Asimov, poiché fonde in maniera perfetta poesia, thriller,giallo e fantas ...continua

    Che dire a mio parere il più grande romanzo fantascientifico di sempre. A mio parere Dan Simmons è superiore in quest'opera ad Asimov, poiché fonde in maniera perfetta poesia, thriller,giallo e fantascienza con un grande intreccio. Ogni personaggio ha risvolti oscuri e un universo personale eccezionale che via darà l'impressione di leggere 7 romanzi in uno. Consiglio una lettura di piena immersione nella trama e di continuare a leggere anche La caduta di Hyperion. Buona lettura

    ha scritto il 

  • 5

    Portatevi l'asciugamano!

    E niente panico, neanche di fronte alla prospettiva di una guerra interstellare e/o di un attacco da un feroce demone robo-temporale irto di lame e assetato di sangue.
    Certo, ci vorrebbe la guida gala ...continua

    E niente panico, neanche di fronte alla prospettiva di una guerra interstellare e/o di un attacco da un feroce demone robo-temporale irto di lame e assetato di sangue.
    Certo, ci vorrebbe la guida galattica (per autostoppisti, piloti di astronavi o semplici privati teletrasportati) per illuminare il lettore sulla toponomastica zoologica del pianeta Hyperion e sul gergo astronavale simmonsiano costellato di navi-torcia, navi-albero, spin-navi, VEM, skimmer… o per definire l’esatto numero di refusi dell’edizione italiana (credo che la risposta sia maggiore di 42) ma pazienza, il libro è così bello che per una volta si può fare a meno di soffermarsi sui difetti.
    Scherzi a parte, “Hyperion” è veramente un romanzo splendido, una space opera che non fa rimpiangere Asimov e gli altri “classici” della SF, tracciando anzitutto un grandioso e coerente sfondo “galattico” e storico su cui far muovere i personaggi.
    In un futuro lontano, ma non remoto, in cui gli esseri umani sparsi per la galassia ancora ricordano bene la Terra, distrutta per errore (no, non dai Vogon…) e ormai perduta per sempre, sette personaggi diretti sul pianeta Hyperion per un pellegrinaggio al tempio di una sanguinaria divinità raccontano a turno le loro storie e le motivazioni che li spingono al viaggio. Storie drammatiche, commoventi o maledette, tutte in qualche modo connesse col misterioso pianeta, che si rivela essere il punto nevralgico di una contesa che può decidere il destino stesso dell’umanità.
    Ma soprattutto storie folgoranti, ognuna costruita intorno a un’idea geniale, e in cui si sviluppano temi disparati tra cui l’immortalità, l’intelligenza artificiale, l’ecologia, lo sviluppo della civiltà umana nello spazio; e arricchite da citazioni e omaggi al passato, dalla Bibbia alla alla poesia di Keats (uno dei fili conduttori del romanzo), dal ciberpunk di Gibson (con uno dei personaggi minori che è una simpatica citazione del “cowboy” della rete) al “noir” stile Raymond Chandler.
    Dimenticavo, in realtà manca il settimo racconto, perché il libro si interrompe all’arrivo a destinazione dei pellegrini, pronti ormai ad affrontare il loro destino di fronte alla sanguinaria divinità. Questo però non è uno spoiler, al contrario, un invito (e per me un’immediata aggiunta nella wish list) a immergersi nel seguito della storia.

    ha scritto il 

  • 5

    I Canti di Hyperion

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisi ...continua

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisico, filosofico, religioso.

    I primi due libri, ossia "Hyperion" e "La caduta di Hyperion", sono sublimi. Il primo libro è scritto così bene che rende difficile interromperne la lettura; si resta affascinati dai racconti dei protagonisti, ognuno con un proprio spessore e una propria esperienza di vita.

    Gli altri due libri, ossia "Endymion" e "Il risveglio di Endymion", contribuiscono in modo importante alla realizzazione finale della saga, sia da un punto di vista "scenico", portandoci a conoscere fin nei piccoli particolari il meraviglioso universo creato da Dan Simmons e le sue dinamiche politiche e religiose, sia svelando i misteri che erano stati lasciati in sospeso alla fine del secondo libro.

    A coloro che amano la fantascienza consiglio senza alcun dubbio la lettura dell'intera saga, mentre a tutti gli altri (anche e soprattutto a chi vive ancora nei soliti anacronistici pregiudizi sul genere) consiglio di leggere almeno il primo libro, non ve ne pentirete!

    ha scritto il 

  • 4

    Universi Culturali

    Quando leggi Simmons capisci subito che hai di fronte un autore colto, lo senti, una sorta di seminatore, sì, i cui semi piantati qua e là racchiudono in sé piccoli universi dello scibile.
    La fantasci ...continua

    Quando leggi Simmons capisci subito che hai di fronte un autore colto, lo senti, una sorta di seminatore, sì, i cui semi piantati qua e là racchiudono in sé piccoli universi dello scibile.
    La fantascienza di queste pagine ne è la dimostrazione. Oltre agli aspetti tecnologici da space opera, c'è un solido e costante legame con quelli artistici — nello specifico, Keats —, capace di stimolare l'immaginazione e alimentare la meraviglia. E poi c'è abbastanza azione da intrattenere anche i meno pazienti, a patto di non cercare solo quella.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantascienza, filosofia e poesia

    Tutto mi sarei aspettato tranne quello che ho appena finito di leggere.
    Hyperion non è un semplice libro di fantascienza, è, a mio modesto parere, un classico, uno di quei libri che se le nostra scuol ...continua

    Tutto mi sarei aspettato tranne quello che ho appena finito di leggere.
    Hyperion non è un semplice libro di fantascienza, è, a mio modesto parere, un classico, uno di quei libri che se le nostra scuole fossero serie farebbero leggere obbligatoriamente.
    Libro scritto nel 1989 eppure tremendamente attuale
    L’impatto con la storia è disorientate, pronti via dopo aver letto il prologo mi stavo domandando cosa cavolo stavo leggendo. Simmons nelle prime pagine bombarda il lettore con termini e situazioni senza dare alcuna spiegazione. Inutile dire che sono tornato sul prologo almeno una decina di volte e solo alla fine mi è parso chiaro il primissimo capitolo.
    Siamo in futuro lontanissimo, la terra è stata distrutta, ma l’umanità ha praticamente conquistato tutto lo spazio. Tecnologie superavanzate permettono all'uomo non solo di viaggiare a velocità assurde per lo spazio, ma anche di teletrasportarsi tra diversi mondi.
    In questo contesto (che non verrà mai spiegato per filo e segno) un pianeta è il centro di attenzione delle tre forze principali presenti nelle galassie. Gli umani (egemonia), le IA e gli Ouster
    Hyperion appunto, pianeta anomalo, in cui delle forze misteriose operano al di fuori dagli schemi. Le tombe del tempo e lo Shrike. Un entità simildivina su cui è fondato il culto della chiesa dello shrike, un entità capace di apparire e far sprofondare nel caos l’intera esistenza stessa.
    Assistiamo quindi al pellegrinaggio di 7 personaggi sul piante Hyperion. Il Console, il padre cattolico Lenar Hoyt, il colonello della Force Fedmahn Kassad, il poeta Marin Sileno, lo scienziato Sol Weintraub, l’investigarice privata Brawne Lamia e il Templare Het Masteen
    7 uomini/donne apparentemente slegati tra loro che si trovano insieme per affrontare tutti lo stesso destino.
    Così come in una sorta di decamerone moderno tutti i protagonisti si ritrovano a raccontare la loro storia, a mettersi a nudo uno di fronte all’altro, perché per ognuno il pianata Hyperion è un punto di arrivo e non ritorno.
    Il libro di per se di lineare non ha nulla, la storia principale, il viaggio dei pellegrini verso le tombe del tempo non prenderà piu’ di 100 pagine totali, il succo del libro sono le storie dei protagonisti, protagonisti che all’inizio della lettura sono semplici nomi vuoti per prendere forma reale man mano che i loro drammi verran raccontati

    L’uomo che si lamentò di dio
    Gli amanti di guerra
    Canti di Hyperion
    Il fiume Lete sa d’amaro
    Il lungo addio
    Ricordando Siri

    6 racconti, 6 personaggi, 6 drammi scritti con uno stile e una prosa unica.
    Simmons cambia modo di scrittura a seconda del narratore in maniera così esagerata che sembra di non leggere lo stesso autore.6 racconti che dire capolavori non renderebbe l’idea, 6 racconti che vanno a toccare le corde piu’ profonde dell’animo umano, tutte contestualizzate in questo futuro dove l’idea del tempo, della morte si fonde con una teconolgia fuori dal tempo e dalla fantasia
    Qua mi fermo anche perché non saprei piu’ cosa scrivere, nel senso che mi sento così piccolo nei confronti di quello che ha scritto simmons che non saprei piu’ descriverlo o commentarlo.
    Lettura complessa, impegnata e non per tutti
    Ultima nota: il libro non ha una fine. Finisce sul piu’ bello e quindi ora è assolutamente necessario che trovi il secondo volume (la caduta di hyperion)

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico contemporaneo

    Difficile catalogare "Hyperion" se non sotto la voce di "classico" del nostro tempo: un libro che incarna decine di generi stilistici appropriandosi di ognuno senza rinunciare alla creazione di un uni ...continua

    Difficile catalogare "Hyperion" se non sotto la voce di "classico" del nostro tempo: un libro che incarna decine di generi stilistici appropriandosi di ognuno senza rinunciare alla creazione di un universo perfettamente coerente ed in continua espansione. La storia si dipana su diversi piani, attraverso diversi punti di vista, incrociando gli sguardi, ma sempre tenendo uno stato di tensione altissimo ed una capacità di provare empatia verso i protegonisti di questo romanzo senza pari. Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un futuro plausibile

    E’ da qualche mese che sto dedicandomi alla lettura del genere fantascientifico e mi rendo conto, alla fine di ogni romanzo, di aver commesso l’errore per aver trascurato per tantissimi anni tale gene ...continua

    E’ da qualche mese che sto dedicandomi alla lettura del genere fantascientifico e mi rendo conto, alla fine di ogni romanzo, di aver commesso l’errore per aver trascurato per tantissimi anni tale genere a causa di uno stupido pregiudizio (come in genere sono tutti i pregiudizi) dovuto a una superficiale convinzione indirizzata alla mancanza di spessore narrativo e di piacevolezza e riflessione intrinseca alla letteratura in questione. Questo quarto romanzo appena concluso è la conferma del mio errore di valutazione che mi ha “perseguitato” per decenni!

    Il romanzo è ambientato nel ventottesimo secolo; il pianeta Terra non esiste più poiché distrutto da una gigantesca esplosione dovuta a errore umano e, di conseguenza, tutta l’umanità ha dovuto cercare la sopravvivenza colonizzando decine e decine di pianeti, in parte simili alla Terra, governati da un sistema interplanetario chiamato l’Egemonia. Hyperion fa parte di uno di questi pianeti ed è minacciato da entità esterne non meglio identificate che cercano di invaderlo e distruggere le presenti e complesse pseudo-civiltà che abitano il pianeta. Al fine di evitare tale minaccioso disastro, l’Egemonia decide di inviare sette “pellegrini” scelti in maniera molto selettiva che dovranno affrontare situazioni all’apparenza paradossali ed essere pronti a sacrificarsi affinché l’attacco alieno non sortisca gli effetti voluti.

    Ognuno dei sette personaggi-pellegrini, di estrazione totalmente diversa per incarico e caratteristiche comportamentali, dovrà raccontare una propria storia che è propedeutica alla missione che devono svolgere; la narrazione è costantemente intrisa di sconosciute super-tecnologie, civiltà al limite della comprensione umana, ambienti e paesaggi caleidoscopici che, a volte, oltrepassano la pura fantasia.

    Non voglio fare alcuno spoiler e mi soffermo a questo punto; c’è da dire che il futuro ha infinite possibilità di vita secondo canoni non in questo periodo pensabili dove il concetto profondo di sopravvivenza e di credenza in qualcosa di superiore assume poliedriche sfaccettature. Tutto ciò che crediamo necessario, tutti i progetti per una vita migliore, oppure una sopravvivenza, è messa in forte discussione…l’opposto, il contrario potrebbe avere maggior significato!

    ha scritto il 

  • 4

    Trovo sempre incredibilmente affascinante la capacità che alcuni scrittori hanno di costruire un universo a se stante perfettamente congruente, ricco e definito. Dan Simmons ci è riuscito con il primo ...continua

    Trovo sempre incredibilmente affascinante la capacità che alcuni scrittori hanno di costruire un universo a se stante perfettamente congruente, ricco e definito. Dan Simmons ci è riuscito con il primo volume de "I canti di Hyperion", dove i suoi sette pellegrini si muovono tra teleporter, mondi interstellari, animali fantastici e non, miti e storie nuove e antiche. Sicuramente l'ho trovato un inizio accattivante, ora sto aspettando di leggere come continuerà questa storia, e di trovare qualche risposta ai misteri delle tombe del tempo, dello Schrike, del tecnonucleo e sul futuro dell'umanità, che restano alla fine del primo volume ancora in larga parte irrisolti.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grandioso affresco

    Quando ci capita tra le mani un romanzo come questo c’è solo una cosa da fare: leggerlo con attenzione, studiarne ogni minima parte, assaporare sfumature e accenti, stupirsi di quanto sia bello (e rar ...continua

    Quando ci capita tra le mani un romanzo come questo c’è solo una cosa da fare: leggerlo con attenzione, studiarne ogni minima parte, assaporare sfumature e accenti, stupirsi di quanto sia bello (e raro) poter dedicare alcune ore del proprio tempo a un’opera come questa.
    Dan Simmons con Hyperion (1989), il primo capitolo della sua tetralogia ‘I Canti di Hyperion’, confeziona un complesso romanzo all’interno del quale già troviamo alcuni semi letterari che sbocceranno solo molti anni dopo.
    Riassumere la trama del romanzo non è facile perché già dalle prime pagine Simmons decide di immergerci nel suo universo e lo fa senza indugiare troppo su spiegazioni lunghe e stucchevoli. Termini come ‘debito temporale’, ‘Teleporter’, ‘Ouster’, ‘Egemonia’ e ‘FORCE:spazio’ ci risultano subito famigliari anche se il reale significato di queste parole diventerà del tutto chiaro solo in seguito.
    La narrazione procede su due binari differenti. Da un lato il presente, con l’incombente minaccia Ouster su Hyperion, pianeta periferico e poco evoluto che però a causa delle Tombe del Tempo e della misteriosa minaccia nota come ‘Shrike’ si trova al centro di un possibile conflitto intergalattico. Dall’altro il passato, con le storie dei sette pellegrini diretti su Hyperion nel tentativo di scongiurare l’avvento dello Shrike. Saranno i racconti dei sette a dipingere con solide pennellate il maestoso affresco intergalattico immaginato da Simmons.
    Prima cosa: come scrittore sono rimasto impressionato dal grado di dettaglio messo in campo da Simmons per la sua ambientazione. L’Egemonia, il Nucleo delle intelligenze artificiali, il concetto di debito temporale. Molti degli spunti da lui impiegati li ritroveremo sotto altre forme nei decenni successivi (per esempio le macchine di Matrix con il loro tentativo di indipendenza richiamano molto il Nucleo delle IA di Simmons) a testimoniare quanto l’universo di Hyperion sia dettagliato e preciso. In una sola parola, impressionante. Impressionante la capacità dell’autore di condensare in un unico romanzo l’evoluzione umana da oggi a 700 anni nel futuro.
    Seconda cosa: le storie dei pellegrini. Sono molto diverse da loro e qui l’arsenale letterario di Simmons viene impiegato al suo meglio. Anche quando non succede nulla di eclatante, anche quando la narrazione è preparatoria a ciò che verrà, le pagine scivolano una sull’altra. Personalmente, la mia storia preferita è quella di Sol Weintraub.
    Terza cosa: l’etica e le riflessioni socio-filosofiche. Agli sventurati che considerano la fantascienza una ‘cosa di astronavi’ l’autore risponde per le rime. L’espansione dell’Egemonia, la costruzione di un Teleporter su un sistema prima raggiungibile solo grazie ai viaggi spaziali, l’evoluzione umana negli Ouster. Sono tutti temi molto importanti e molto attuali, soprattutto in questo presente così tribolato. La storia di Patto-Maui e della sua estreme resistenza contro la rete dei mondi, al netto dei giudizi politici, non può non ricorda la Grecia dei giorni nostri.
    Quarta cosa: l’amore per il passato. Simmons ha dimostrato e sta dimostrando di avere un grandioso talento anche per quanto riguarda i romanzi ad ambientazione vittoriana. Il suo ‘Drood‘ (2009) e il recente ‘The Fifth Heart’ (2015) hanno per protagonisti personaggi ottocenteschi (Charles Dickens, Wilkie Collins e poi Henry James e Sherlock Holmes). L’importanza che il poeta ottocentesco John Keats ha nell’economia complessiva di ‘Hyperion’ è una chiaro indizio di questa sua passione e l’accuratezza con la quale disseziona la vita di Keats per metterla al servizio della sua storia è notevole.
    Concludendo ‘Hyperion’ è un libro forse unico nel suo genere. E’ complesso ma mai pedante e se anche non arriva a una conclusione definitiva della storia compone un mosaico che, per gli amanti della lettura e della scrittura, funge da vero e proprio manuale.

    ha scritto il 

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