Hyperion

Di

Editore: Interno Giallo (IperFICTION)

4.2
(179)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 422 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Russo , Chi tradizionale , Francese , Olandese , Tedesco , Ungherese , Ceco , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8835600545 | Isbn-13: 9788835600541 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaetano L. Staffilano ; Illustrazione di copertina: Gary Ruddell

Disponibile anche come: eBook , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Gran bel romanzo... Il primo di una saga..

    Eccezionale romanzo che coniuga elementi cristologica ad altri più strettamente fantascientifici e che inanella una serie di storie che all'inizio sembrano più siete fra loro di quanto più si rivelera ...continua

    Eccezionale romanzo che coniuga elementi cristologica ad altri più strettamente fantascientifici e che inanella una serie di storie che all'inizio sembrano più siete fra loro di quanto più si riveleranno in seguito.... Gli elementi per definirlo un capolavoro ci sono tutti.... Le basi del mito anche e lo shrike è un gran bel villain.... Adesso sono ansioso di leggere i seguiti....

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia complessa, che richiede impegno, concentrazione e costanza per essere seguita e apprezzata. Non è un libro da ombrellone, non è fantascienza mordi e fuggi. Bene, perché la fantascienza ha u ...continua

    Una storia complessa, che richiede impegno, concentrazione e costanza per essere seguita e apprezzata. Non è un libro da ombrellone, non è fantascienza mordi e fuggi. Bene, perché la fantascienza ha un disperato bisogno di universi nuovi e complessi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Bisogna fare distinzioni...

    Bisogna fare distinzione , perchè a me il libro è risultato sufficente se letto come un libro a se stante, perchè alla fine è la storia di questi pellegrini che raccontano la loro storia e poi ci si c ...continua

    Bisogna fare distinzione , perchè a me il libro è risultato sufficente se letto come un libro a se stante, perchè alla fine è la storia di questi pellegrini che raccontano la loro storia e poi ci si chiede che fine faranno ? - Continuando la quartologia e quindi la Caduta di Hyperion allora si capisce il senso del libro che vuole essere soltanto una INTRODUZIONE a quella che sarà poi tutto il libro . L'autore ha esplicimente detto che il libro è stato creato dopo e non c'era l'idea di fare tutto questo , ma secondo me Simons ci aveva pensato . Quindi consiglio questo libro a chi vuole incamminare nel leggere tutta la storia del suo mondo, leggerlo come libro a sè la recensione sarà sufficente. ps : l ho giudicato per il libro in se - stà a chi legge poi cercare di capire il resto.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo! Magistrale!

    Ci ho messo molto a leggerlo, l'ho lasciato decantare sul comodino, l'ho portato a vuoto nella borsa, ma ad un certo punto l'ho ripreso e non mi sono più fermata.
    Simmons scrive come un poeta, come un ...continua

    Ci ho messo molto a leggerlo, l'ho lasciato decantare sul comodino, l'ho portato a vuoto nella borsa, ma ad un certo punto l'ho ripreso e non mi sono più fermata.
    Simmons scrive come un poeta, come uno scienziato, come un sceneggiatore di film d'azione e ti porta in mondi lontani, governate da leggi fisiche e umane inimmaginabili.
    La storia, o meglio, le storie, sono perle di commozione e suspance.
    Leggerò i seguiti sicuramente.

    ha scritto il 

  • 2

    Anticlimax

    Sarò la voce fuori dal coro ma ho trovato questo romanzo, se così si può definire, veramente anticlimatico: partito bene, è peggiorato sempre di più. Il romanzo vero e proprio è anche interessante ma ...continua

    Sarò la voce fuori dal coro ma ho trovato questo romanzo, se così si può definire, veramente anticlimatico: partito bene, è peggiorato sempre di più. Il romanzo vero e proprio è anche interessante ma in questo primo capitolo resta solo una cornice senza un vero e proprio sviluppo. In realtà era stato proprio questo, il suo essere una sorta di racconti di Canterbury spaziali, ad attrarmi. L’idea è bella, il problema è che la qualità dei racconti è altalenante.

    Racconto del prete: molto bello. Tra Bikura, alberi elettrici e crucimorfi è inquietante quanto serve. È di sicuro il racconto che mi è piaciuto di più. Simmons ha sparato la sua cartuccia migliore all’inizio, ha alzato e mie aspettative facendomi credere che tutti i racconti fossero circa a questo livello.

    Racconto del soldato: niente di che. Sul momento ho pensato sarebbe stato il racconto più debole, poi non è stato così. Almeno fa capire qualche cosa sull’ambientazione. Per il resto solito mix azione e sesso, se non fosse per una cosa.

    Racconto del poeta: Martin Sileno è adorabile. Qualsiasi cosa raccontata da Martin Sileno è adorabile. Ovviamente il mio adorabile potrebbe non coincidere con il vostro, almeno, se non vi piacciono i poeti cinici, volgari, ubriaconi e geniali.

    Racconto dello studioso: tirato troppo per le lunghe e sapeva di già visto. Mescoliamo Il curioso caso di Benjamin Button e Memento – 50 volte il primo bacio se volete qualcosa di più leggero, in ogni caso sempre di Amnesia anterograda si tratta-, un po’ di salsa biblica di accompagnamento, infine aggiungiamo un pizzico di Fiori per Algernon e il racconto è fatto*. Il tema è in parte comune con il racconto di Keyes ma il paragone è impietoso: Fiori per Algernon è un libro bellissimo e commovente mentre in questo racconto il mio interesse e la mia partecipazione emotiva è stata pari a zero.

    Racconto dell’investigatrice: per favore, non stuprate così il povero John Keats! Ha già avuto una vita abbastanza sfortunata, non si merita di finire in un simil-harmony pieno di cliché con quella simpaticona di Brawne Lamia (Brawne, come Fanny Brawne. Mi cadono le braccia). Simmons davvero l’hai scritto tu? Perché siamo a livello fanfiction.

    Racconto del console: arrivata a questo punto volevo solo finire il più presto possibile. Non mi è piaciuto ma non voglio neanche cercare di capire il perché. Voglio solo passare a qualcos’altro.

    Inutile dire che autoconclusivo o no- e no, non lo è- non leggerò i seguiti.

    *Già visto rispetto a ciò che IO ho già visto. So che Memento (2000) e 50 volte il primo bacio (2004) sono successivi rispetto a Hyperion (1989), anche se l’anestesia anterograda è conosciuta dalla fine dell’ottocento. Il curioso caso di Benjamin Button (1922) e Fiori per Algernon (1959) sono invece precedenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo è solo il prologo?

    dopo 400 pagine scopro che l'autore mi lascia qui a chiedermi cosa succederà ai sei pellegrini che le hanno riempite con le loro storie, tutte legate al pianeta Hyperion. A parte che mi son persa si ...continua

    dopo 400 pagine scopro che l'autore mi lascia qui a chiedermi cosa succederà ai sei pellegrini che le hanno riempite con le loro storie, tutte legate al pianeta Hyperion. A parte che mi son persa sicuramente tanti significati, ignorando del tutto Keats e i suoi poemi, mi stupisce che uno scrittore così immaginifico sulla tecnologia, che inventa mondi diversi e relativi abitanti, proponga relazioni tra umani (e non umani) uguali all'oggi: guerra, bombardamenti, risse, invasione, oppressione, sfruttamento, persino mondi fotocopia dei paesi attuali, come Israele e Palestina. Nessuna evoluzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Un mondo, o meglio, un insieme di mondi plausibile, studiato nei dettagli, e tutto sommato raccontato con sobrietà (fatta eccezione per qualche momento lirico del genere "ho visto cose che voi umani.. ...continua

    Un mondo, o meglio, un insieme di mondi plausibile, studiato nei dettagli, e tutto sommato raccontato con sobrietà (fatta eccezione per qualche momento lirico del genere "ho visto cose che voi umani...").
    Come saprete già se avete dato un occhio ad altre recensioni, Hyperion è costruito secondo il modello del "racconto nel racconto": ecco, forse è proprio la cornice la parte debole del libro. Davvero al centro di tutto (non svelo nulla che non si possa leggere nelle primissime pagine) c'è un mostro leggendario, lo Shrike, che appende esseri umani a un albero di spine metalliche? Questo aspetto mi lascia ancora un po' perplesso.
    Per il resto, le lunghe storie raccontate dai protagonisti sono avvincenti e vengono sapientemente interrotte sul più bello.
    Un'ultima domanda, che immagino sia destinata a cadere nel vuoto: possibile che si debba spalmare le proprie invenzioni su 4 libri invece che condensarle tutte in un unico volume, magari tagliando qua e là?

    ha scritto il 

  • 4

    Grande davvero... sei storie inserite in un affresco epico verso un lontanissimo futuro dove la tecnologia permette tutto (o quasi). Obbligo procedere con la seconda parte a cui seguirà una terza ed ...continua

    Grande davvero... sei storie inserite in un affresco epico verso un lontanissimo futuro dove la tecnologia permette tutto (o quasi). Obbligo procedere con la seconda parte a cui seguirà una terza ed una quarta.. e questo è l'unico neo che oggi mi impedisce di considerarlo un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 1

    Dopo

    Un mese ho letto appena il 15% del libro. Non fa per me sebbene sia un appassionato di fantascienza, ma la mia passione è iniziata da Asimov e dopo non ho più trovato alcun autore che gli si avvicinar ...continua

    Un mese ho letto appena il 15% del libro. Non fa per me sebbene sia un appassionato di fantascienza, ma la mia passione è iniziata da Asimov e dopo non ho più trovato alcun autore che gli si avvicinarsi. In questo caso la storia è di una lentezza esasperante e senza alcun riferimento scientifico, non c'è l'ho fatta ed ho interrotto la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    È un romanzo dove la fantascienza incontra la poesia, quindi non poteva non piacermi.
    Nonostante tutte le difficoltà stilistiche, per quello che racchiude è sicuramente uno dei libri più belli letti q ...continua

    È un romanzo dove la fantascienza incontra la poesia, quindi non poteva non piacermi.
    Nonostante tutte le difficoltà stilistiche, per quello che racchiude è sicuramente uno dei libri più belli letti quest’anno.
    Se cercate un romanzo di fantascienza diverso dal solito, informale, che vi faccia ridere e piangere, questo fa per voi.
    Recensione approfondita qui: http://www.landeincantate.it/recensione-hyperion-dan-simmons/

    ha scritto il 

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