I'll Steal You Away

By

Publisher: Canongate U.S.

4.0
(12357)

Language: English | Number of Pages: 416 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French , Dutch , German

Isbn-10: 1841959456 | Isbn-13: 9781841959450 | Publish date: 

Translator: Jonathan Hunt

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Italian literary superstar Niccolò Ammaniti’s debut novel, I’m Not Scared, prompted gushing praise, hit international best-seller lists, and was made into a smash indie film. With his highly anticipated follow-up, Ammaniti takes his unparalleled empathy for children, his scythe-sharp observations, and his knack for building tension to a whole new level. In a tiny Italian village, a young boy named Pietro is growing up tormented by bullies and ignored by his parents. When an aging playboy, Graziano Biglia, returns to town, a change is in the air: Pietro decides to take on the bullies, his lonely teacher Flora finds romance with the town’s prodigal son, and the inept janitor at the school proclaims his love for his favorite prostitute. But the village isn’t ready for such change, and when Graziano seduces and forgets Flora, both she and Pietro’s tentative hopes seem crushed forever. With great tenderness, Ammaniti shines light on the heart-wrenching failures and quiet redemptions of ordinary people trying to live extraordinary lives. I’ll Steal You Away is a fresh and classic story of a boy learning to be a man that delivers on the promise of Ammaniti’s acclaimed debut.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Molto bello, ma...

    Dico la verità.
    a me questo libro è piaciuto molto per tanti motivi, quindi gli diamo 5 belle stelle e non ne parliamo più.
    Tuttavia ho notato un grossolano errore di sceneggiatura.
    Occhio perchè quel ...continue

    Dico la verità.
    a me questo libro è piaciuto molto per tanti motivi, quindi gli diamo 5 belle stelle e non ne parliamo più.
    Tuttavia ho notato un grossolano errore di sceneggiatura.
    Occhio perchè quello che scrivo qui sotto è a tutti gli effetti uno spoiler.

    Quando Graziano viene mollato per telefono da Erica, deve affrontare anche il problema di avere già organizzato una cena con i suoi amici per presentare loro la sua nuova fidanzata, e, poichè non voleva ritrattare la notizia che si sarebbe sposato, decide di portare alla cena una fidanzata "sostitutiva".
    Bene, dopo aver vagliato varie possibilità, decide di portare alla cena Flora Palmieri....
    Ma non siamo in un paesino dove tutti conoscono tutti?
    Immagino che tutti gli amici di Graziano la conoscessero già... e tra l'altro lo stesso Graziano poche pagine prima diceva che la Palmieri era nota in paese per "portare sfiga" (o qualcosa del genere, non ricordo la frase esatta)..
    senza contare che Graziano aveva già detto agli amici nome e provenienza della fidanzata..
    Ammaniti qui non benissimo....

    said on 

  • 4

    Bello

    Una storia che ti appassiona e riesci a leggere con molta facilità, il finale mi ha lasciato però con un amaro in bocca, ho sperato fino alla fine che finisse in modo diverso. Sigh!!!!

    said on 

  • 5

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cu ...continue

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cui non puoi parlare a nessuno perché se per caso sputi il rospo ti crolla in testa tutto il teatrino del cazzo.

    La loro amicizia si era adattata alla situazione. Assomigliava a un fiume sotterraneo che scorre invisibile e compresso sotto le rocce, ma appena trova uno spiraglio, una crepa, sgorga con tutta la sua impressionante potenza.

    said on 

  • 2

    Ti prendo e ti butto via!

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si ...continue

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si tratta di quel genere di romanzo che per decenni ha determinato, nei confronti della narrativa italiana contemporanea, un disamore presto sfociato in aperto boicottaggio; sciocco atteggiamento che ho dovuto ridimensionare, recuperando diverse opere meritevoli di attenzione e smussando la mia esterofilia.

    Ma in questo caso no.
    Ho trovato il libro di Ammaniti affetto da un’insopportabile provincialismo, che non è naturalmente il fatto di essere ambientato in provincia, ma di una superficialità di approccio a caratteri stereotipati, dialoghi artificiali, situazioni che sono solito assimilare al deteriore cinema dei Vanzina con umorismo becero e presunti drammi esistenziali da bignamino della psicologia. Vi si aggiunge un pizzico di Stephen King (quello non-horror) col dodicenne buono ma debole e i bulletti con la solita gerarchia tribale del leader cattivo-cattivo e dei suoi fragili e tarati spalleggiatori.

    Il destino di un cafone di paese, di una tronista decerebrata, di un padre alcoolizzato da barzelletta e degli altri burattini di questa commediola a tratti volgarissima, a tratti alla stentata ricerca di esprimere una malinconia da vite in tutti i sensi marginali, non mi ha suscitato alcun interesse.

    Perché allora due stelline anziché una, come sono stato a lungo intenzionato ad attribuire? Per il ritmo, direi, l’unica qualità (niente di speciale, per carità, ma in confronto agli altri miseri ingredienti) che l’autore nonostante tutto riesce a infondere a questa operina e che ha permesso anche a un lettore annoiato di arrivare in fondo, evitando di mettere in atto la frase che ho messo come titolo.

    Amen.

    said on 

  • 4

    mi ha preso... e non va via!

    Una, due, più storie che si intrecciano. Storie ordinarie, quasi banali, ma ad un certo punto ti prendono... e devi andare avanti, fino a che non l'hai finito. E dopo, comunque, alcuni personaggi ti ...continue

    Una, due, più storie che si intrecciano. Storie ordinarie, quasi banali, ma ad un certo punto ti prendono... e devi andare avanti, fino a che non l'hai finito. E dopo, comunque, alcuni personaggi ti rimangono addosso, come una pelle. Personaggi un poco sfigati, o sfigati del tutto, che boccheggiano per galleggiare ma sanno già che, in fondo, non hanno speranze. O, forse, una speranza c'è.

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  • 4

    Un libro che ti prende

    Sicuramente è un libro che ti prende.. Non c'è fin da subito una storia travolgente, anzi forse arrivi anche a chiederti "ma che sto leggendo?", ma in compenso i personaggi sono molto ben delineati, o ...continue

    Sicuramente è un libro che ti prende.. Non c'è fin da subito una storia travolgente, anzi forse arrivi anche a chiederti "ma che sto leggendo?", ma in compenso i personaggi sono molto ben delineati, ognuno con una sua storia e un carattere ben definito. Il finale non è per niente scontato.

    said on 

  • 3

    Ironico e doloroso

    Non avevo mai letto nulla di Ammaniti. Il titolo di questo libro mi ricordava un periodo molto piacevole della mia vita, i miei ventisei anni. Quell'estate c'era una canzone di Vasco che aveva fatto d ...continue

    Non avevo mai letto nulla di Ammaniti. Il titolo di questo libro mi ricordava un periodo molto piacevole della mia vita, i miei ventisei anni. Quell'estate c'era una canzone di Vasco che aveva fatto da colonna sonora alle mie vacanze estive, diceva: "Ma dove vai? Ma dove vai?? Tanto ora mai se mia. Faccio così, passo da lì, ti prendo e ti porto via."
    Pensavo di ritrovare in questo libro le emozioni violente di quell'estate. E in effetti oggi ho un gran magone.
    La storia è ambientata in quell'Italia contemporanea tipica di un paesino di provincia, dove forse l'italiano da il peggio di sé. Quella provincia in cui tutti sanno tutto di tutti, in cui ci sono i bulli a scuola e i bravi ragazzi sono costretti a subirli. In cui ci sono anche i bulletti adulti, ultra quarantenni vanitosi e superficiali, sballati e ossigenati. E ci sono anche le brave persone - poche - sfortunate fin dalla nascita ed emarginate. Insomma, è una storia che chi vive quest'Italia senza più bellezza né ideali conosce bene. Ed è un romanzo che fa anche sorridere e ridere, ma lascia l'amaro in bocca.
    E alla fine fa piangere.
    Non l'avrei letto se avessi saputo che mi avrebbe fatto soffrire così. Anche se ripeto spesso alle mie figlie che non esisterebbe la gioia senza la tristezza, be' andare proprio a cercarsela anche no.
    Romanzo sicuramente coinvolgente, Ammaniti è un grande narratore ed è stato un piacere conoscerlo.
    Ma andarsi a cercare la tristezza, anche no.

    said on 

  • 5

    Adoro Ammaniti. Ho sbranato questo libro in due giorni e il finale, come gran parte dei finali in Ammaniti, mi ha lasciata di sasso. Quando ho finito il libro mi è sorta spontanea la domanda "Che facc ...continue

    Adoro Ammaniti. Ho sbranato questo libro in due giorni e il finale, come gran parte dei finali in Ammaniti, mi ha lasciata di sasso. Quando ho finito il libro mi è sorta spontanea la domanda "Che faccio adesso?". Consigliatissimo!!

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  • 4

    Ti prende e ti porta verso il finale. Drastico e pittoresco.

    Storie di vite, professioni, bullismo giovanile e di fragilità. La fragilità di Graziano che non vive mai appieno il presente e la fragilità di Pietro un adolescente con una grande voglia di riscatto ...continue

    Storie di vite, professioni, bullismo giovanile e di fragilità. La fragilità di Graziano che non vive mai appieno il presente e la fragilità di Pietro un adolescente con una grande voglia di riscatto e di emancipazione famigliare. Scrittura potente, testo ben scritto e scorrevole. Fatevi un giro ad Ischiano Scalo. Buona lettura.

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  • 2

    Non mi è piaciuto. Ammaniti scrive bene, ha uno stile che definirei psichedelico, ha ritmo e sa avvincere, ma è eccessivo per i miei gusti. Tutto sembra volutamente caricaturale e sempre in negativo, ...continue

    Non mi è piaciuto. Ammaniti scrive bene, ha uno stile che definirei psichedelico, ha ritmo e sa avvincere, ma è eccessivo per i miei gusti. Tutto sembra volutamente caricaturale e sempre in negativo, a tratti ricorda lo stile di Tarantino, altro artista a cui riconosco l'arte, ma non apprezzo.

    said on 

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