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I'll Steal You Away

By

Publisher: Canongate U.S.

4.0
(11922)

Language:English | Number of Pages: 416 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French , Dutch , German

Isbn-10: 1841959456 | Isbn-13: 9781841959450 | Publish date: 

Translator: Jonathan Hunt

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Italian literary superstar Niccolò Ammaniti’s debut novel, I’m Not Scared, prompted gushing praise, hit international best-seller lists, and was made into a smash indie film. With his highly anticipated follow-up, Ammaniti takes his unparalleled empathy for children, his scythe-sharp observations, and his knack for building tension to a whole new level. In a tiny Italian village, a young boy named Pietro is growing up tormented by bullies and ignored by his parents. When an aging playboy, Graziano Biglia, returns to town, a change is in the air: Pietro decides to take on the bullies, his lonely teacher Flora finds romance with the town’s prodigal son, and the inept janitor at the school proclaims his love for his favorite prostitute. But the village isn’t ready for such change, and when Graziano seduces and forgets Flora, both she and Pietro’s tentative hopes seem crushed forever. With great tenderness, Ammaniti shines light on the heart-wrenching failures and quiet redemptions of ordinary people trying to live extraordinary lives. I’ll Steal You Away is a fresh and classic story of a boy learning to be a man that delivers on the promise of Ammaniti’s acclaimed debut.
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  • 5

    Ammaniti e l'umanità strana

    L'umanità borderline che è descritta in questo libro è meravigliosa, punto. La storia di per se può essere avvincente come no, ma mi è piaciuto moltissimo il modo di giostrare i personaggi, l'habitat in cui vivono, le descrizioni. Bravo Ammaniti, ho mangiato questo libro e non mi hai deluso, anzi ...continue

    L'umanità borderline che è descritta in questo libro è meravigliosa, punto. La storia di per se può essere avvincente come no, ma mi è piaciuto moltissimo il modo di giostrare i personaggi, l'habitat in cui vivono, le descrizioni. Bravo Ammaniti, ho mangiato questo libro e non mi hai deluso, anzi!

    said on 

  • 4

    Dopo Branchie (una delusione) volevo dare una seconda possibilità ad Ammaniti e non mi sono sbagliata questa volta. Libro scorrevole, personaggi interessanti, storia intensa.

    said on 

  • 2

    Secondo libro di Ammaniti che leggo, dopo Io non ho paura che non mi era dispiaciuto ma che comunque non mi aveva entusiasmato.
    Questo romanzo, Ti prendo e ti porto via, è stata una lettura strana, a tratti intrigante ma poi con delle cadute nel limbo del trash, agghiaccianti. In alcuni cap ...continue

    Secondo libro di Ammaniti che leggo, dopo Io non ho paura che non mi era dispiaciuto ma che comunque non mi aveva entusiasmato.
    Questo romanzo, Ti prendo e ti porto via, è stata una lettura strana, a tratti intrigante ma poi con delle cadute nel limbo del trash, agghiaccianti. In alcuni capitoli, mi sembrava di essere in quei film anni '70/'80, commedie sexy all'italiana ahahahahah, mi sono fatto un sacco di risate.
    Nel complesso l'ho trovato mediocre forse un 5 scolastico, ma forse, anzi ne sono sicuro, semplicemente non fa per me :-)
    E poi l'ultimo capitolo? E soprattutto l'ultima frase? :-P

    said on 

  • 3

    Eviterò di ripetere quanto già scritto da altri; mi concentrerò su una questione, come dire, di tipo tecnico.
    Ammaniti dopo aver scritto le prime 360 pagine, relative al primo 30% della scaletta che aveva ideato, deve aver cominciato a ricevere telefonate dall'editore che voleva mettere a f ...continue

    Eviterò di ripetere quanto già scritto da altri; mi concentrerò su una questione, come dire, di tipo tecnico.
    Ammaniti dopo aver scritto le prime 360 pagine, relative al primo 30% della scaletta che aveva ideato, deve aver cominciato a ricevere telefonate dall'editore che voleva mettere a frutto il sostanzioso anticipo elargito all'autore: Ammaniti, che è persona seria, ha così deciso di onorare l'impegno con l'editore e di chiudere rapidamente il romanzo, così nelle successive 70 pagine ha scritto il resto del romanzo relativo al restante 70% della già citata scaletta.
    Passando brevemente alla storia noto che alla stupefacente e terribile trasformazione di Flora sono dedicate un po di paginette, giusto per gradire, e così via per tutti gli altri personaggi: per esempio Biglia che fine fa? qualche parolina non mi avrebbe dato fastidio. Eppoi lo voglio proprio vedere lo sfigatissimo Piero (non è colpa sua e Ammaniti che lo dipinge così) che alla fine si prende e si porta via Gloria.
    Ogni tanto nel leggere le pagine più leggere e frizzanti mi è venuto in mente, non so perché, Benni.

    said on 

  • 4

    Ammaniti è sempre Ammaniti. Ti fa star male. Ormai lo so che quando compro uno dei suo romanzi devo essere preparata a stare male, anche se poi questo è stato più leggero del solito.
    Una volta la mia prof di latino mi disse che aveva paura ad assegnare ai ragazzi libri troppo sconvolgenti. ...continue

    Ammaniti è sempre Ammaniti. Ti fa star male. Ormai lo so che quando compro uno dei suo romanzi devo essere preparata a stare male, anche se poi questo è stato più leggero del solito.
    Una volta la mia prof di latino mi disse che aveva paura ad assegnare ai ragazzi libri troppo sconvolgenti. Io non son d'accordo: dovrebbero forzare gli studenti a leggere libri che segnano, come questo.
    Ammaniti dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole.

    said on 

  • 3

    Letto molto volentieri,mi ha fatto compagnia con leggerezza ma senza frivolezza, personaggi vivi per quanto ben descritti, non mi sono mai annoiata......ho odiato ip finale tantissimo, ecco perché ho tenuto la 4a stella nel cassetto.

    said on 

  • 4

    E'solo il secondo libro di Amanniti che leggo ed è il secondo che mi lascia sempre un po' sgomenta nel finale.
    Un finale che arriva di corsa, all'improvviso, completamente diverso da quello che ti aspetti leggendo il libro e che quindi ti lascia un po' così...a bocca aperta, che devi finire ...continue

    E'solo il secondo libro di Amanniti che leggo ed è il secondo che mi lascia sempre un po' sgomenta nel finale.
    Un finale che arriva di corsa, all'improvviso, completamente diverso da quello che ti aspetti leggendo il libro e che quindi ti lascia un po' così...a bocca aperta, che devi finire di "registrare" nella mente dopo aver finito il libro.
    Mi piace comunque il suo modo di scrivere, rozzo, sporco, divertente direi quasi grottesco.
    Mi fa molto ridere.

    said on 

  • 4

    Un gran bel libro, che definirei (tuttavia) quasi-bellissimo. Numerosi sono i pregi che contraddistinguono questo romanzo: una storia molto ben studiata e organizzata, ricca di spunti di riflessione soprattutto (ma non esclusivamente) a sfondo sociale, intrecciata in maniera accattivante e avvinc ...continue

    Un gran bel libro, che definirei (tuttavia) quasi-bellissimo. Numerosi sono i pregi che contraddistinguono questo romanzo: una storia molto ben studiata e organizzata, ricca di spunti di riflessione soprattutto (ma non esclusivamente) a sfondo sociale, intrecciata in maniera accattivante e avvincente, unita a uno stile semplice ma allo stesso tempo accurato e appropriato, una opportuna caratterizzazione dei personaggi, talmente ben connotati da apparire quasi naturalistica, tanto stretto e forte è il nesso fra biografia e condizioni familiari e sociali del personaggio stesso, da una parte, e azioni agite nella vicenda narrata, dall'altra. Ma proprio da qua, purtroppo, prende le mosse l'unica criticità del romanzo: le numerose digressioni di cui l'autore si serve, per raccontare man mano che la narrazione lo rende necessario, l'intera biografia di ognuno dei personaggi principali, finisce inevitabilmente col rendere eccessivamente frammentaria una narrazione che già strutturalmente, essendo concepita come l'intreccio a montaggio parallelo di più storie indipendenti, fa della frammentarietà una delle sue caratteristiche principali. La conseguenza, purtroppo, è la perdita di quel senso di unità globale che, se fosse stato invece conseguito, avrebbe reso l'opera davvero, a mio parere, praticamente perfetta. Fortunatamente, devo comunque dire, si tratta di un particolare che non guasta eccessivamente la fruibilità del testo, e non lo rende meno degno di una lettura attenta quanto interessante.

    said on 

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