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I'm Not Scared

By

Publisher: Harper Collins Canada

4.0
(12910)

Language:English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , French , Finnish , Portuguese , Greek , Czech , Dutch

Isbn-10: 0006392520 | Isbn-13: 9780006392521 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Audio CD

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
The hottest summer of the twentieth century. A tiny community of five houses in the middle of rural Italy. When the adults are sheltering indoors, six children venture out on their bikes across the scorched, deserted countryside. While exploring a dilapidated and uninhabited farmhouse, nine-year-old Michele Amitrano discovers a secret so momentous, so terrible, that he dare not tell anyone about it. To come to terms with what he has found, Michele has to draw strength from his own sense of humanity. The reader witnesses a dual story: the one that is seen through Michele's eyes, and the tragedy involving the adults of this isolated hamlet. In this unforgiving landscape, dominated by the contrast between dazzling sunlight and the blackness of night, Ammaniti skillfully blends comedy, the world of children and their language, the strength of friendship, and the drama of betrayal. The result is an immensely lyrical and deftly narrated novel, a compelling portrait of losing one's innocence and a powerful reflection on the complexities and compromises inherent in growing up. I'm Not Scared is the winnter of the 2001 Viareggio-Repaci Prize for Fiction and has already been sold in twenty languages.
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  • 4

    Lettura consigliata

    E' la storia di Michele, un bambino che scopre la crudeltà delle persone negli occhi e nel corpo di un altro bambino, Filippo. Michele e Filippo diventeranno amici, ma purtroppo accadranno cose che ...continue

    E' la storia di Michele, un bambino che scopre la crudeltà delle persone negli occhi e nel corpo di un altro bambino, Filippo. Michele e Filippo diventeranno amici, ma purtroppo accadranno cose che metteranno alla prova il giovane protagonista. Libro triste ma bello.

    said on 

  • 5

    Nel silenzio della campagna pugliese, in un'estate caldissima, un gruppo di bambini gioca in mezzo ai campi di grano. E uno di loro, Michele, scopre che il male esiste, che è terribilmente reale e ...continue

    Nel silenzio della campagna pugliese, in un'estate caldissima, un gruppo di bambini gioca in mezzo ai campi di grano. E uno di loro, Michele, scopre che il male esiste, che è terribilmente reale e ha una faccia peggiore dell'incubo più brutto che un bambino possa immaginare.

    said on 

  • 5

    Essenziale, cattivo e realistico quanto basta. Affronta un tema importante in modo non moralistico o didascalico. Uno dei migliori romanzi italiani degli ultimi vent'anni.

    said on 

  • 3

    Si fa leggere, fila via veloce, scritto in modo fluido (anche se i congiuntivi volutamente sbagliati messi in bocca a Michele, il protagonista, a un certo punto danno fastidio) eppure tutto sembra ...continue

    Si fa leggere, fila via veloce, scritto in modo fluido (anche se i congiuntivi volutamente sbagliati messi in bocca a Michele, il protagonista, a un certo punto danno fastidio) eppure tutto sembra rimanere troppo in superficie. E' un romanzo discreto, una buona lettura estiva, comunque niente che giustifichi il successo che ha avuto.

    said on 

  • 4

    brutto ma bello!

    Un tema penoso, difficile, affrontato con tutta la leggerezza di cui Ammaniti è maestro. La storia seppur raccapricciante assume tutta un'altra connotazione se raccontata dal punto di vista di un ...continue

    Un tema penoso, difficile, affrontato con tutta la leggerezza di cui Ammaniti è maestro. La storia seppur raccapricciante assume tutta un'altra connotazione se raccontata dal punto di vista di un ragazzino, coetaneo della vittima, vissuto sempre in povertà nell'estrema periferia a sud dell'Italia, ma coraggioso e intrepido come un eroe dei fumetti. Come altri libri di questo autore, i sentimenti più contrapposti si sono scatenati durante la lettura che, nonostante l'amarezza, è scivolata via veloce, verso un finale estremamente drammatico ma che lascia uno spiraglio di luce appena accennato.

    said on 

  • 4

    Per quanto riguarda me, questo è uno di quei rari casi di "ho preferito il film". Sarà per la stupenda colonna sonora, sarà per la bella fotografia, sarà per il finale meno "monco", ma il film mi ...continue

    Per quanto riguarda me, questo è uno di quei rari casi di "ho preferito il film". Sarà per la stupenda colonna sonora, sarà per la bella fotografia, sarà per il finale meno "monco", ma il film mi dà una sensazione di maggiore compiutezza. (Tra parentesi, niente di personale contro Ammaniti ma sono anche convinta che questo libro, se lui non avesse il padre che ha, avrebbe giaciuto in un cassetto per molto più tempo.) Venendo a noi, la vicenda è semplice: in un paesello del meridione, quattro case in mezzo ai campi di grano, un gruppo di adulti ha l'idea di arricchirsi nel modo peggiore possibile. Ossia, rapendo un bambino di famiglia benestante e chiedendo un riscatto. Michele, un bimbo del paese, durante un gioco troverà per sbaglio il nascondiglio del bambino e verrà, pian piano, a conoscenza di tutto il piano. Deciderà dunque di aiutare il bambino sequestrato. La vicenda è narrata in prima persona, dallo stesso Michele ormai cresciuto (lo si capisce dal fatto che, a un certo punto, parla di una vacanza che ha fatto dieci anni dopo l'estate in cui la vicenda si svolge). Appurato questo, si può perdonare tranquillamente il fatto che alcuni dei pensieri del protagonista non sembrino proprio plausibili in testa a un bambino di nove anni. Un po' meno perdonabili i mancati congiuntivi, che ci sarebbero stati se l'io narrante fosse stato appunto quello del bambino di nove anni; dato che così non è, a un certo punto iniziano a pesare un po' dando allo stile un senso troppo palese di "artefatto". A parte ciò, il romanzo scorre benissimo e si legge davvero in poco tempo. Lo stile si rifà, ho trovato, parecchio alla letteratura americana da Hemingway in su. (Non credo sia casuale la citazione da "On the road" a inizio libro.) Non ha magari lo stesso vigore, ma l'esperimento è interessante e funzionale all'ambientazione in cui la storia si svolge. Ambientazione resa, tra parentesi, in modo ottimo e grande punto di forza del romanzo. Altro punto di forza è la costruzione del rapporto fra i due bambini, Michele e Filippo. Da un lato Michele è un ragazzo semplice e generoso, cresciuto nelle campagne, di carnagione scura e capelli scuri; dall'altro, Filippo è un bimbo di buona famiglia, delicato e biondo, figlio di un imprenditore. Il rapporto fra i due si sviluppa in modo straordinariamente naturale, sia pure nelle strane circostanze in cui entrano in contatto, perché l'immaginazione dei bambini ha il potere di contrastare qualunque ostacolo. Il gruppo di adulti, coi loro litigi e col lato oscuro del mondo, rimane sullo sfondo. Anche il possibile vero motivo del rapimento proprio di Filippo, buttato lì a mezza bocca dal vecchio Sergio insieme al volto di una madre disperata al telegiornale, rimane lì, non confermato né disconfermato ma semplice pulce nell'orecchio del lettore. Proprio nel nome dell'affetto di quella madre, però, Michele decide di aiutare Filippo. Si porta nel cuore tutta la delusione e la disillusione nello scoprire che un padre per lui eroe e modello è in realtà implicato nel sequestro, è "l'uomo nero che porta via i bambini". E così tutti gli adulti della piccola comunità di Acqua Traverse. E in questo senso è un libro che "sa" davvero di infanzia, ma di quell'infanzia in bilico, che è sul punto di diventare adolescenza, che già inizia ad accorgersi che nel mondo ci sono cose che non vanno ma che ancora non riesce a spiegarsele. Ottima dunque la caratterizzazione del gruppo di bambini, in contrapposizione col mondo "dei grandi" che appena sono in grado di intravedere. "Cresci e vattene da qui" è quello che Michele si sente dire. E il desiderio di diventare adulti, col conseguente tentativo di "fare i grandi", si ritrova spesso all'interno del romanzo. Acqua Traverse è, come già detto, una frazioncina di quattro case in mezzo alle campagne. Agli occhi dei bambini perfino il vicino paese di Lucignano è distante al punto da sembrare quasi irraggiungibile. Il loro mondo è tutto fra i campi di grano, le stesse nuvole temporalesche sembrano quasi un fenomeno dimenticato, proveniente da un altro universo; così come gli elicotteri dei Carabinieri, che hanno ai loro sguardi l'effetto che avrebbero animali preistorici, viventi e mai visti. L'alta collina in cui è prigioniero Filippo sembra addirittura una montagna mai scalata, solo arrivandoci ci si accorge che al di là la campagna continua come prima. Il "Nord" è solo il nome di un luogo sconosciuto, neppure geografico ma quasi sognato, che forse neppure esiste. Dopo le nubi temporalesche, però, l'aria si fa limpida. Il protagonista riesce per la prima volta a vedere il mare. E così, dopo quella vicenda, in qualche modo crescerà: imparerà che gli adulti non sono eroi senza macchia, che i mostri non esistono ma che il mostro peggiore è quello che risiede dentro ognuno di noi. Quali che siano le vicende di Michele dopo la brutta, bruttissima avventura, non ci è dato saperlo a causa di quel finale un po' troppo "monco". Nel complesso comunque un buon romanzo, forse un po' sopravvalutato. Anche se, ripeto, per quanto mi riguarda il film è meglio.

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  • 3

    Interessante, ottime le descrizioni dei luoghi e particolare il modo di descrivere, e di conseguenza far "sentire" al lettore, il tempo meteorologico. Interessante anche il modo in cui viene vista e ...continue

    Interessante, ottime le descrizioni dei luoghi e particolare il modo di descrivere, e di conseguenza far "sentire" al lettore, il tempo meteorologico. Interessante anche il modo in cui viene vista e vissuta la vicenda prettamente dal punto di vista del bambino, cosa non facile per un adulto esprimersi come un bambino. Nell'insieme però il libro credo sia sopravalutato, a tratti è lento e non ti fa venir voglia di dire: E dopo!?!?! Comunque sono tutti pensieri soggettivi, ognuno è libero di pensare quello che vuole.

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  • 5

    E' un libro fantastico. La trama è originale ma verosimile, si sviluppa linearmente, semplicemente, ma lascia anche spazio al detto e non detto, alla fantasia del singolo lettore, soprattutto nel ...continue

    E' un libro fantastico. La trama è originale ma verosimile, si sviluppa linearmente, semplicemente, ma lascia anche spazio al detto e non detto, alla fantasia del singolo lettore, soprattutto nel finale. Lo stile è davvero impressionante. Schietto, veloce, a volte crudo ma mai inopportuno. Quando un linguaggio troppo terra terra è inserito in un libro c'è sempre il rischio di suonare provocatori o volgari; questo non è proprio il caso, tutto scorre in modo tremendamente reale, coinvolgendo il lettore senza metterlo in imbarazzo. Forse è proprio una sorta di realismo moderno, privato delle lunghe descrizioni verghiane che tanto ci hanno annoiato alle scuole superiori e con un linguaggio che effettivamente rispecchia il parlato di tutti i giorni (pur non perdendo la poesia di un romanzo). E poi ai piccoli personaggi è impossibile non affezionarsi. Sarà scritto da un grande, ma ti proietta proprio nel mondo di un bambino, della sua ingenuità e del suo coraggio.

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