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I, Robot

By Isaac Asimov

(16)

| Paperback | 9780194226851

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Book Description

"Oxford Bookworms" offer students at all levels the opportunity to extend their reading and appreciation of English. There are six stages, taking students from elementary to advanced level. At the lower stages, many of the texts have been specially w Continue

"Oxford Bookworms" offer students at all levels the opportunity to extend their reading and appreciation of English. There are six stages, taking students from elementary to advanced level. At the lower stages, many of the texts have been specially written for the series, to provide elementary and lower-intermediate students with an introduction to real reading in English. At the higher stages, most of the books have been adapted from works originally published for native speakers. The language controls used in "Oxford Bookworms" are based on a syllabus specially created for the series by Tricia Hedge. This takes account of the more traditional approaches to grading and recent research into the nature of reading difficulty. The approximate vocabulary count for each stage is: Stage 1 - 400 words; Stage 2 - 700 words; Stage 3 - 1000 words; Stage 4 - 1400 words; Stage 5 - 1800 words; Stage 6 - 2500 words. All stages have exercises for classroom or private use, plus a supporting glossary to help students with vocabulary. Illustrations are used, especially at the lower stages, to help comprehension.

384 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Racconti con cui Asimov gioca con le 3 leggi della robotica.

    Le mie storie preferite sono quelle con il duo Donovan-Powell, interpellati dalla US Robots solo per eseguire le operazioni più complicate, coi robot più fuori di testa (positronica), ragi ...(continue)

    Racconti con cui Asimov gioca con le 3 leggi della robotica.

    Le mie storie preferite sono quelle con il duo Donovan-Powell, interpellati dalla US Robots solo per eseguire le operazioni più complicate, coi robot più fuori di testa (positronica), ragion per cui rischiano sempre di rimanerci secchi...in realtà una volta muoiono davvero...transitoriamente. xD Se non altro quando resuscitano scoprono di essere i primi uomini ad essere usciti dalla nostra galassia...e dopo muoiono di nuovo per tornare sulla Terra. xD

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    L said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    deus ex machina

    Che cos'è bene per noi?
    Non lo sappiamo. Perché in quanto esseri umani siamo costantemente esposti al rischio di distruggere e autodistruggerci; perfino (e soprattutto) quando abbiamo come obiettivo il bene (non è forse l'inferno lastricato di buone ...(continue)

    Che cos'è bene per noi?
    Non lo sappiamo. Perché in quanto esseri umani siamo costantemente esposti al rischio di distruggere e autodistruggerci; perfino (e soprattutto) quando abbiamo come obiettivo il bene (non è forse l'inferno lastricato di buone intenzioni?). Gli esseri umani sono mine vaganti, destinate prima o poi ad esplodere (e implodere).
    E quindi?
    Quindi soltanto i robot, obbedienti per definizione alle tre leggi fondamentali la cui sintesi essenziale è: "non danneggerai in alcun modo l'essere umano", solo loro possono operare il nostro bene.
    E infatti, come afferma la dottoressa Susan Calvin, prima e massima esperta di robopsicologia:
    "Come facciamo a sapere quale sia il bene supremo dell'umanità? [...] Non lo sappiamo. Solo le Macchine lo sanno, e perseguendo tale obiettivo, ci conducono verso di esso".
    Insomma: siccome l'uomo non ce la fa (e Dio è latitante) costruisce un dio buono (la Macchina) che gli impedisca in tutti i modi di distruggere (il pianeta e se stesso). E siccome lui non è in grado di distinguere MAI il bene dal male ha immesso nella macchina un solo principio, quello del bene (dimostrando in ciò una certa sagacia, bisogna ammetterlo) a salvaguardia della propria incolumità per i secoli a venire.
    Conclusione: "...d'ora in poi tutti i conflitti saranno evitabili. Solo le Macchine saranno inevitabili".
    Stupefacente.
    Geniale.

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    Gabril said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    stile semplice e conciso sebbene sia di fantascienza c'e' molta ironia e sarcasmo nei racconti e ovviamente questa ironia e' rivolta tutta verso gli uomini anche se non siet amanti del genere solo per qst caratteristica qst libro andrebbe letto.

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    araba fenice said on Aug 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un pò deluso

    Sono innamorato del film "Io robot" ma a parte il primo episodio che trovo sia meraviglioso gli altri mi hanno deluso e non riesco a proseguire nella lettura.
    Forse perché io ero innamorato del film e questo libro è completamente diverso ne sono rima ...(continue)

    Sono innamorato del film "Io robot" ma a parte il primo episodio che trovo sia meraviglioso gli altri mi hanno deluso e non riesco a proseguire nella lettura.
    Forse perché io ero innamorato del film e questo libro è completamente diverso ne sono rimasto in parte deluso.

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    Mauro said on Jul 9, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non ho mai letto tanti testi di fantascienza ed ho deciso di avvicinarmi al genere leggendo "Io, Robot" che a detta della copertina è "il testo fondamentale della fantascienza" scritto da Asimov, uno dei maggiori, se non il maggiore, nel genere. Il t ...(continue)

    Non ho mai letto tanti testi di fantascienza ed ho deciso di avvicinarmi al genere leggendo "Io, Robot" che a detta della copertina è "il testo fondamentale della fantascienza" scritto da Asimov, uno dei maggiori, se non il maggiore, nel genere. Il testo è caratterizzato da racconti che sfruttano come linea conduttrice la Dottoressa Calvin, robopsicologa di fama mondiale, che prossima alla pensione si trova a raccontare degli episodi della storia della robotica, tramite le sue esperienze e quelle fatte da altri suoi colleghi. I racconti girano sempre sulle famose 3 Leggi della Robotica, su cui si basano i cervelli positronici dei Robot, sia "più antichi" che "moderni". In ogni racconto si sottolinea l'importanza delle 3 Leggi, i risultati di una loro seppur minima modifica, e in generale dell'etica nell'ambito di un'argomento che presto diventerà d'interesse comune. I racconti sono molto interessanti, mai prolissi, nonostante la ricercatezza nell'ambito tecnico, e offrono spunti di riflessione sull'Umanità in generale ma anche sullo sviluppo delle tecnologie. Essendo questo uno dei primi libri del genere che leggo, mi ha soltanto convinto a voler approfondire il genere! Consigliato.

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    Michele Visciano said on Mar 12, 2014 | Add your feedback

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