I.G.H.

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3.7
(2148)

Language: Français | Number of pages: 232 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Polish

Isbn-10: 2702100961 | Isbn-13: 9782702100967 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Description du livre
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    Che vincano gli psicotici

    "In futuro, la violenza sarebbe certo divenuta un valido collante sociale."

    Un micro mondo perfetto e minuziosamente controllato di persone ricche ed eleganti, nominate quasi sempre attraverso la prof ...continuer

    "In futuro, la violenza sarebbe certo divenuta un valido collante sociale."

    Un micro mondo perfetto e minuziosamente controllato di persone ricche ed eleganti, nominate quasi sempre attraverso la professione invece che il nome, improvvisamente impazzisce.
    Da piccoli segnali e minuscole crepe, queste persone di colpo perdono qualsiasi freno inibitore, abbandonandosi a una sorta di follia collettiva, di vuoto della moralità.
    Il piacere di una trasgressione masochistica, di chi si è sempre controllato fino all’ossessione, di chi odia ma si compone, di chi vive in “una centrale di rancori” e di colpo si lascia andare a una barbarie liberatoria, in una perversione concepita come sana, perché finalmente dà sfogo all’odio da troppo tempo contenuto e nascosto in sontuosi party e grandi bevute.

    “Il grattacielo era il perfetto modello di tutto ciò che la tecnologia aveva fatto per rendere possibile l’espressione di una psicopatologia autenticamente libera.”

    dit le 

  • 3

    ""Al sicuro nella conchiglia del grattacielo, ...,erano liberi di comportarsi in qualsiasi modo volessero, di esplorare le pieghe più oscure della propria personalità. Per molti versi il grattacielo e ...continuer

    ""Al sicuro nella conchiglia del grattacielo, ...,erano liberi di comportarsi in qualsiasi modo volessero, di esplorare le pieghe più oscure della propria personalità. Per molti versi il grattacielo era il perfetto modello di tutto ciò che la tecnologia aveva fatto per rendere possibile l'espressione di una psicopatologia autenticamente < libera>."

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

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    Un condominio di quaranta piani e mille appartamenti, avveniristico negli anni settanta (epoca in cui è stato scritto il romanzo), con appartamenti confortevoli e pieno di comodità: il centro commerci ...continuer

    Un condominio di quaranta piani e mille appartamenti, avveniristico negli anni settanta (epoca in cui è stato scritto il romanzo), con appartamenti confortevoli e pieno di comodità: il centro commerciale interno, piscine coperte, il ristorante, il coiffeur, l'asilo. Un posto che ti invoglia a tornare a casa e a restarci, un posto per gente giovane e di successo, con la scala sociale che si identifica con i piani: ai piani più bassi i ceti più bassi, ai piani intermedi la middle class, ai piani alti i ricchi. Ogni fascia sociale è impersonata da uno dei tre protagonisti del romanzo: rispettivamente, il regista Wilder,il dr. Laing, professore universitario,e l'architetto Royal, uno dei progettisti del condominio.
    Quando gli appartamenti sono tutti occupati cominciano i primi contrasti tra i condomini per l'uso dei servizi comuni, la concorrenza tra le famiglie con bambini, perlopiù abitanti ai piani inferiori, e quelle senza. Gli screzi per i parcheggi, per l'uso degli ascensori: niente di strano per chi abita in un condominio, ancorché piccolo. Ben presto, però, la situazione degenera, e in una metaforica e cruenta lotta di classe interna vengono fuori gli istinti più bassi e più abietti che caratterizzano la natura umana.
    È difficile collocare in un genere preciso questo romanzo, che a me è piaciuto moltissimo. Fantascienza? Romanzo distopico? Fiction? Poco importa: per me è uno dei romanzi più belli e intensi che abbia mai letto, è rimasto a girarmi in testa per giorni e giorni. Mi viene voglia di leggere altri lavori di Ballard.

    dit le 

  • 4

    Per essere stato edito nel '75 è un libro che non soffre dello scorrere del tempo. Mi ha ricordato un signore delle mosche con gli adulti al posto dei bambini.
    Certo ne esce una visione dell'essere um ...continuer

    Per essere stato edito nel '75 è un libro che non soffre dello scorrere del tempo. Mi ha ricordato un signore delle mosche con gli adulti al posto dei bambini.
    Certo ne esce una visione dell'essere umano devastato, al limite della follia, eppure la situazione che si sviluppa nella trama non è poi così impossibile da realizzarsi.
    In alcuni passaggi mi veniva da leggere con un occhio chiuso e non per la paura, ma per la crudeltà gratuita di certi gesti. Che poi, paradossalmente, sembrano perfettamente consequenziali nel contesto, necessari, e in questo Ballard è geniale: trasforma lo sguardo del lettore, lo stringe in una logica tale per cui non è previsto un altrimenti.

    Bel libro, e la durezza secondo me arriva dopo, dopo la parola "fine".

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Tutto il romanzo è incentrato sugli uomini e i loro sempre più animaleschi bisogni, ma alla fine sono le donne a prendere il sopravvento e a stabilire un crudele ordine. (Italian Book Challenge) ...continuer

    Tutto il romanzo è incentrato sugli uomini e i loro sempre più animaleschi bisogni, ma alla fine sono le donne a prendere il sopravvento e a stabilire un crudele ordine. (Italian Book Challenge)

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  • 4

    “Anche il disfacimento del grattacielo era un modello del mondo in cui sarebbero vissuti in futuro. Era uno scenario post-tecnologico, dove ogni cosa o era in abbandono o più ambiguamente rivista secondo modalità inaspettate e più significative.”

    “Il condominio” è un pugno in pieno volto, sferrato quando meno lo si aspetta, ma nello stesso tempo è anche un’analisi accurata e, oserei dire, quasi scientifica della depravazione della coscienza um ...continuer

    “Il condominio” è un pugno in pieno volto, sferrato quando meno lo si aspetta, ma nello stesso tempo è anche un’analisi accurata e, oserei dire, quasi scientifica della depravazione della coscienza umana e degli angoli bui e poco rassicuranti nascosti nel più profondo del nostro io. Un’opera poco facile da digerire, che rimane sullo stomaco, in attesa di essere metabolizzata e, forse, compresa.
    Una metafora, quanto mai attuale, dell’alienazione in cui è piombata l’esistenza umana, in cui le relazioni autentiche sono state spazzate via da una tecnologia sempre più invadente e resa purtroppo necessaria per la sopravvivenza dell’uomo. Un monito che Ballard ha lanciato alle generazioni future, consapevole di quanto l’animo umano possa sprofondare senza ritorno nel proprio io, diventando indifferente a quanto lo circonda e relegandolo in un angosciante isolamento, in cui il ritorno agli istinti primordiali sembra l’unica soluzione.

    Qui trovate la recensione completa:
    https://ilblogconvista.wordpress.com/2016/09/26/james-graham-ballard-il-condominio/

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  • 3

    Come tanta (e forse solo la migliore) fantascienza speculativa, trova la sua forza non tanto nel futuro che prefigura, ma nell'epoca storica che finisce per rappresentare.

    Forte e crudo, misantropo n ...continuer

    Come tanta (e forse solo la migliore) fantascienza speculativa, trova la sua forza non tanto nel futuro che prefigura, ma nell'epoca storica che finisce per rappresentare.

    Forte e crudo, misantropo nel modo giusto. Se uno riesce a chiudere gli occhi di fronte a un certo trattamento pecorino dei personaggi femminili (sole povere agnelli indifesi, bisognose di un leader, capaci solo di muoversi se in gruppo), rimane una lettura ideale per quei momenti in cui verso l'umanità e i suoi istinti si vuole provare disprezzo, un sentimento che Ballard rende splendidamente nella sua scrittura.

    Bello sì, importante sì, ma secondo me gli anni che porta pesano un po' troppo per essere una pietra miliare.

    dit le 

  • 3

    Questo libro è un viaggio allucinante. Si assiste al lento e assurdo sgretolarsi della società, di qualsiasi parvenza di regola del vivere comune e familiare. Il condominio sembra un mostro che mangia ...continuer

    Questo libro è un viaggio allucinante. Si assiste al lento e assurdo sgretolarsi della società, di qualsiasi parvenza di regola del vivere comune e familiare. Il condominio sembra un mostro che mangia tutto, pronto a contagiare con la sua fame gli altri. Consigliato a chi è curioso e riesce a mantenere un certo distacco, ripetendosi che tanto è solo una storia. Naturalmente è meglio che chi ha lo stomaco debole lo eviti.

    dit le 

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