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INFANCIA

By J. M. Coetzee

(4)

| Others | 9788439722496

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Book Description

J. M. Coetzee vuelca todas sus dotes de narrador sobrio, mesurado y elegante en este relato lleno de fuerza, en el que evoca su infancia a comienzos de los años cincuenta. Tiene diez años. Vive en Worcester, una pequeña loc Continue

J. M. Coetzee vuelca todas sus dotes de narrador sobrio, mesurado y elegante en este relato lleno de fuerza, en el que evoca su infancia a comienzos de los años cincuenta. Tiene diez años. Vive en Worcester, una pequeña localidad al norte de Ciudad del Cabo, con una madre a la que adora y detesta a la vez, un hermano menor y un padre por quien no siente respeto alguno. Lleva una doble vida: en el colegio es el alumno modélico, el primero de la clase; en casa, un pequeño déspota. Los secretos, los engaños y los miedos le atormentan; el amor por la granja familiar y por el Veld, las desnudas mesetas sudafricanas, le arraigan a la tierra. J. M. Coetzee vuelca todas sus dotes de narrador sobrio, mesurado y elegante en este relato lleno de fuerza, en el que evoca su infancia a comienzos de los años cincuenta; escenas de una vida de provincias donde la inocencia en su estado más puro y la violencia soterrada forman parte, tanto de la propia historia como de la de Sudáfrica.

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    "Sua madre soffre, se ne rende conto, al pensiero che lui si allontani sempre più. Nonostante questo, lui non si lascia commuovere, non cede. La sua unica scusa è che è spietato anche nei propri confronti. Mente ma non mente a se stesso.
    -Quando mori ...(continue)

    "Sua madre soffre, se ne rende conto, al pensiero che lui si allontani sempre più. Nonostante questo, lui non si lascia commuovere, non cede. La sua unica scusa è che è spietato anche nei propri confronti. Mente ma non mente a se stesso.
    -Quando morirai? - le chiede un giorno con tono di sfida, meravigliato dalla sua stessa audacia.
    -Non morirò, - risponde lei."

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    sergio said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L’infanzia di J.M.

    Prima parte dell’autobiografia dell’autore premio Nobel J.M.Coetzee, “Infanzia” risente molto della particolarità del contesto etnico e sociale sudafricano nel quale un lettore europeo fatica ad orientarsi.

    Inglesi, afrikaans, boeri, meticci, nativi ...(continue)

    Prima parte dell’autobiografia dell’autore premio Nobel J.M.Coetzee, “Infanzia” risente molto della particolarità del contesto etnico e sociale sudafricano nel quale un lettore europeo fatica ad orientarsi.

    Inglesi, afrikaans, boeri, meticci, nativi sono gruppi a sé stanti, ognuno con proprie regole, caratteristiche e credo religioso, che evitano per quanto possibile di fondersi e, per un bambino qual è il narratore Coetzee (in terza persona, però) queste laceranti difficoltà di interrelazione vanno ad aggiungersi alle problematiche della crescita, maturazione ed accettazione da parte del mondo degli adulti, ostacolando la realizzazione di un’identità precisa in cui potersi riconoscere.

    Un ulteriore elemento di profondo disagio è all’interno stesso della famiglia, con una madre troppo amata e un padre dapprima sfuggente poi disprezzato nel suo fallimento economico sociale e nella conseguente caduta nell’alcoolismo.

    Tutti questi passaggi, anche i più drammatici sono tuttavia presentati con insolita freddezza, tramite una prosa scarna e disadorna accentuata dal rifiuto della narrazione in prima persona che ne rafforza il distacco ed impedisce la sotterranea partecipazione che solitamente accompagna la lettura di un racconto di formazione e ne costituisce un ingrediente fondamentale. Di questo si sente alquanto la mancanza.

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    Ubik said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'infanzia di Coetzee

    Libro spiazzante quello di Coetzee nel senso che a fine lettura non sai se ti piace o meno.
    Sono diversi i momenti durante la lettura in cui sei convinto che il libro sia davvero ben fatto e riuscito. Alla fine però c'è qualcosa che non convince, che ...(continue)

    Libro spiazzante quello di Coetzee nel senso che a fine lettura non sai se ti piace o meno.
    Sono diversi i momenti durante la lettura in cui sei convinto che il libro sia davvero ben fatto e riuscito. Alla fine però c'è qualcosa che non convince, che lascia a mezz'aria tutte le considerazioni fatte. In questo molto gioca il Sudafrica in quanto paese e società, un paese strano, che mischia Africa ed Europa prendendone, spesso a voler credere a Coetzee, il peggio delle due culture.
    La sensazione finale è quella di un bambino di sicuro molto sensibile e adulto (mai sottovalutare i bambini, sono più arguti di quanto non si immagini), che cerca di trovare uno spazio in un mondo diviso in compartimenti in cui tutti remano contro di lui. Che cerca di trovare una via per non attirarsi addosso il peggio di quello che gli sta intorno e capire e difendersi dalla sua famiglia, elemento dicotomico della sua vita. Coetzee ci regala uno spaccato emotivamente crudo della vita sudafricana e delle sue dinamiche, fatte di tradizioni scolpite nel marmo e che se ti colpiscono fanno altrettanto male che essere stati colpiti da un sasso vero e proprio. Un mondo a parte, nato dall'unione di due modi di vivere di cui ancora non si è capito come far nascere un buon compromesso.

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    Speedyalex said on Jan 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bastante bueno, de lectura fácil, tiene algunos errores del traductor...
    Como para leerlo en un viaje largo en bondi, de ida y de vuelta.

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    Javier Mario said on Nov 26, 2013 | Add your feedback

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    Las calles e la urbanización tienen nombres de árboles, aunque todavía no hay árboles"

    El logro de Coetzee no es el haber conseguido una autobiografía de fácil y agradable lectura, ni siquiera el haberlo hecho a través de un tono que abandona cualquier atisbo de autocompasión, sino el desmontar sin esfuerzo esa manida teoría, instalada ...(continue)

    El logro de Coetzee no es el haber conseguido una autobiografía de fácil y agradable lectura, ni siquiera el haberlo hecho a través de un tono que abandona cualquier atisbo de autocompasión, sino el desmontar sin esfuerzo esa manida teoría, instalada en el acervo popular, de que todo niño es inocente y bondadoso por naturaleza.

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    Juanfra Gallego said on Oct 7, 2013 | Add your feedback

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