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I Am a Cat

Three Volumes in One

By

Publisher: Tuttle Publishing

3.6
(1374)

Language:English | Number of Pages: 656 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish , Portuguese , Japanese

Isbn-10: 080483265X | Isbn-13: 9780804832656 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: Aiko Ito , Graeme Wilson

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Pets , Philosophy

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Book Description
Sorting by
  • 3

    tre stelle sono pure troppe...

    per quanto adoro i micini, questo libro per me non ha avuto ne capo nè coda.... senza contare che oltre gli sproloqui di quei quattro perdigiorno, il finale è stato.... ok mi fermo qui...

    said on 

  • 4

    Si disilludano gli amanti dei gatti: il felino senza nome, filosofeggiante e moralista, protagonista e POV di questa storia, non è veramente tale.

    Resta il fascino di qualcosa che, lo capiamo ma solo ...continue

    Si disilludano gli amanti dei gatti: il felino senza nome, filosofeggiante e moralista, protagonista e POV di questa storia, non è veramente tale.

    Resta il fascino di qualcosa che, lo capiamo ma solo di sfuggita, continua sempre a sfuggirci, appunto: una cultura agli antipodi della nostra.

    E resta la descrizione, piena di grazia e di humour sottile, della società giapponese di inizio XX secolo. Prima delle due guerre ma durante quella con la Russia. Prima di Hiroshima e Nagasaki.
    Quando la massima preoccupazione degli intellettuali era l'eccessiva penetrazione nel loro Paese del pensiero e dei costumi occidentali.

    said on 

  • 1

    E' la terza volta che provo a leggerlo....dopo due tentativi falliti mi sono decisa a riniziarlo..e ad abbandonarlo nuovamente. Non riesco proprio ad andare oltre. La storia mi incuriosisce, ma ha uno ...continue

    E' la terza volta che provo a leggerlo....dopo due tentativi falliti mi sono decisa a riniziarlo..e ad abbandonarlo nuovamente. Non riesco proprio ad andare oltre. La storia mi incuriosisce, ma ha uno sviluppo troppo lento. E solo io so quanto mi infastidisce non finire un libro, non lo sopporto!! Eppure lo sto abbandonando di nuovo.....

    said on 

  • 5

    Se questo libro mi fosse stato regalato da una persona che non conosce i miei gusti l'avrei buttato nel cestino solo leggendo il titolo. Le librerie sono piene di libri che raccontano storie di affett ...continue

    Se questo libro mi fosse stato regalato da una persona che non conosce i miei gusti l'avrei buttato nel cestino solo leggendo il titolo. Le librerie sono piene di libri che raccontano storie di affetto tra uomini e cani/gatti, roba che farebbe venire il diabete solo guardando la copertina... L'animale vende e l'autore esalta il suo protagonista (che normalmente ha un pedigree e raramente arriva da un canile/gattile) descrivendolo in modo encomiastico e strappalacrime. Io ho sei gatti e un cane, gestisco una colonia e tutte le domeniche vado in canile per cui i libri che ho appena descritto mi fanno più che schifo (e spero di avere reso l'idea del perché). "Io sono un gatto" non è affatto così, perché in realtà il gatto, pur descritto magnificamente in tutti i suoi pregi/difetti, è solo un espediente di Soseki per mostrare da vicino quello che accade in una piccola casa di Tokio dove un professore vive una vita piatta, scialba, egoista ma divertente (almeno per chi legge). E se all'inizio si rimane un po' spiazzati, al termine della lettura il fatto di non incontrare più il professore e tutti i suoi conoscenti lascia l'amaro in bocca. Si era di casa insomma... Con i suoi romanzi "occidentali" scritti in giapponese Soseki spianerà la strada a tutta quella schiera di scrittori che hanno fatto grande quella letteratura nel resto del mondo.

    said on 

  • 2

    ¡Qué gato más pesado!

    Aunque la idea de partida es original, queda eclipsada por la forma de escribir de Soseki, en la que abundan exageradas descripciones, haikus intragables, ideas sobre la cultura occidental, cuanto men ...continue

    Aunque la idea de partida es original, queda eclipsada por la forma de escribir de Soseki, en la que abundan exageradas descripciones, haikus intragables, ideas sobre la cultura occidental, cuanto menos estúpidas y reflexiones y digresiones filosóficas, que hacen que el libro sea lento y muy pesado.

    Los personajes son espantosamente vacíos e incoherentes. La historia no narra nada en concreto, ya que cada capítulo no tiene que ver con el anterior. Y el gato, un portento de la inteligencia, se dedica a despedazar a su amo (y de paso a la humanidad entera) con unos comentarios tan genéricos e insulsos que te hacen cuestionarte si es un minino tan extrordinario. A parte, de vez en cuando, al gato le da por filosofar, mientras te está contando la historia, y lo curioso es que la mayoría de las veces, las disertaciones que hace no tienen nada que ver con la historia, ni son breves, lo que entorpece el ritmo normal de lectura.

    Resumiendo, lo único que puedo decir de este libro es que es inmensamente aburrido y que leer sus 646 páginas te cuesta a horrores, ya que además, ni siquiera te recompensa con un buen final.

    said on 

  • 3

    Statico ma interessante.

    Quando ho iniziato a leggere "Io sono un gatto" non immaginavo che fosse stato scritto nel 1905; lo stile moderno di questo libro non lascia trapelare che si tratta di un romanzo che ha più di cento a ...continue

    Quando ho iniziato a leggere "Io sono un gatto" non immaginavo che fosse stato scritto nel 1905; lo stile moderno di questo libro non lascia trapelare che si tratta di un romanzo che ha più di cento anni.
    È un romanzo totalmente privo di azione; per questo lo sconsiglio a chi in un libro cerca avventure e storie dinamiche.
    Certo è che, comunque, resta un interessante libro della letteratura giapponese che, nonostante le leggere difficoltà che comporta per noi occidentali, vale la pena leggere.

    said on 

  • 4

    Parola di micio

    Si tratta di un grande libro di letteratura giapponese che venne pubblicato per la prima volta nel 1905.
    L’autore di questo libro ha avuto proprio un’idea innovativa e simpatica, ha lasciato la parola ...continue

    Si tratta di un grande libro di letteratura giapponese che venne pubblicato per la prima volta nel 1905.
    L’autore di questo libro ha avuto proprio un’idea innovativa e simpatica, ha lasciato la parola al gatto, protagonista indiscusso di questo libro, ma non ha mai dato un vero nome a questo povero felino dalla pelliccia nera e gialla.

    Siamo in Giappone agli inizi del Novecento e questo micio vive nella casa di un professore un po’ svogliato ed affetto di dispepsia.
    Il suo padrone si mette sempre a fare imprese un po’ bizzarre crede di essere dotato di rara intelligenza, ma anche quando si cimenta a scrivere della prosa in inglese la rimpinza di una strage di errori.
    Questo professore non è molto considerato né benvoluto dalla famiglia, tanto meno dai sui alunni dai quali molto spesso viene deriso e chiamato con un appellativo poco gentile, “maestro delle latrine”.
    Torniamo al carattere del gatto, la maggior parte di voi penserà che sia solo un animale ed invece si rivela molto scettico, dotato di un raffinato intuito e capace di pensare come un filosofo.

    Non è affatto un libro facile, le descrizioni sono assai minuziose e lunghe, intere pagine si basano su piccoli movimenti o fatti perciò non lo consiglierei a chi non ama i libri troppo descrittivi.
    L’autore ha spaziato il pensiero di questo gatto in moltissimi temi: si parte con quelli scientifici passando per l’impiccagione arrivando fino ai più sciocchi come la grandezza di un naso.
    Molto interesse è stato dato agli usi e costumi della società occidentale e dei cambiamenti che si erano radicati in quegli anni.

    Questo libro è pieno di note, io l’ho letto tramite e-book e fortunatamente erano state inserite nella pagina stessa in cui si trovavano i termini difficili o talvolta incomprensibili.

    Che altro dire?
    Si tratta di un bel romanzo, non credevo mi colpisse così tanto, unica pecca talvolta le descrizioni sono molto lunghe e possono annoiare il lettore.
    Tutto sommato mi sento di consigliarlo perché vi farà passare delle piacevoli ore di lettura!

    Buona lettura a tutti voi!

    said on 

  • 3

    Il maestoso gatto, nostro custode e amico fidato..

    Lettura piacevole e insolita, nel segno del gatto: un esemplare apparentemente insignificante, un gattino nero che però ha il coraggio di infilarsi in casa di uno sconosciuto, affrontare le ingiuste i ...continue

    Lettura piacevole e insolita, nel segno del gatto: un esemplare apparentemente insignificante, un gattino nero che però ha il coraggio di infilarsi in casa di uno sconosciuto, affrontare le ingiuste ire di una domestica un po' troppo zelante, e questo solo per sopravvivere ad un destino avverso che l'avrebbe voluto abbandonato...e deceduto sulla sponda anonima di un fiume...
    La sua intraprendenza verrà premiata perchè il futuro padrone, forse ammirato di tanta tenera audacia l'ospiterà nella sua casa, salvandogli la vita....
    Non è certo un gatto fortunato, perchè non gli verrà messo neanche un nome...
    Ma la storia indefinita di questo padrone, uomo alquanto insignificante e della famiglia, la moglie, le figlie, bambine golose e crudeli, viene narrata dalla viva voce dell'intelligente felino che dimostra assai più umanità di coloro che sono solitamente denominati umani.
    Solerte osservatore e filosofo, egli descrive impietosamente tutte le debolezze umane,
    le inqualificabili crudeltà...dei suoi padroni...e guardando con i suoi occhi splendenti e obliqui anche i pregiudizi di coloro che vorrebbero condannarlo e prenderlo a bastonate, per la morte di una gattina
    di cui egli era innamorato...ma che la sua imprudenza (ohibò, l'ha fatta uscire all'aperto!!) gli viene rimproverata come se fosse una colpa mortale...
    Egli è un trovatello, e vive con un padrone dai modi volgari...perciò è degno di ogni turpe e ingiusto giudizio umano...
    Che dire? Molto educativo questo libro...
    Dall'epoca del magico Egitto in cui i gatti erano protetti come fossero Dei, al tempo dell'oscuro Medioevo in cui venivano considerati come familiars (i custodi delle streghe)...il mistero che racchiude...questo animale, diviene sempre più affascinante..
    Se fosse vero che noi siamo guardati con l'occhio attento ed acuto dei felini, poveri noi...
    Con tutte le nostre pecche caratteriali e l'ingiustizia continua con cui circondiamo i nostri amici animali,
    ne usciremmo piuttosto malconci...
    Il giudizio del gatto di questo libro mi sembra alquanto appropriato: siamo crudeli, ingiusti, golosi e
    perversi....pieni di pregiudizi...
    Occorre ovviamente un urgente cambiamento, poichè nel viaggio dentro noi stessi, nella nostra caparbia e incerta umanità...c'è poco da ridere...C'è da inorridire...
    Se si scandalizza anche un gatto...
    Consigliato e promosso a pieni voti..
    Saluti.
    Ginseng666

    said on 

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