I Am a Cat

Three Volumes in One

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Publisher: Tuttle Publishing

3.5
(1510)

Language: English | Number of Pages: 656 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Portuguese , Japanese , French

Isbn-10: 080483265X | Isbn-13: 9780804832656 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: Aiko Ito , Graeme Wilson

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Pets , Philosophy

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Book Description
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  • 5

    La Traduzione

    Purtroppo, molti capolavori giapponesi, ad esempio -il sole si spegne - di Dazai Osamu, sono frutto di una traduzione dall'inglese. Ne consegue che, una lingua come il giapponese, fatta di molteplici ...continue

    Purtroppo, molti capolavori giapponesi, ad esempio -il sole si spegne - di Dazai Osamu, sono frutto di una traduzione dall'inglese. Ne consegue che, una lingua come il giapponese, fatta di molteplici sfumature e svariati registri (più o meno formali, maschili e femminili) perda la sua bellezza e il suo significato. Il titolo originale di questo romanzo è我輩は猫である、wagahai wa neko de aru, il cui pronome e la cui copula si riferiscono ad uno stile ampolloso e vagamente arrogante, indica la sottile ironia dell'autore nel volerci anticipare il caratterino saccente del nostro micio narratore. Antonietta Pastore dopo i primi otto anni di vita in Giappone sapeva parlare perfettamente la lingua ma ancora non si districava nella lettura dei kanji. Si avvicinò alla letteratura giapponese acquistando in libreria i testi tradotti in inglese. Cominciò cosi' ad innamorarsi di questi romanzi che la aiutarono a capire un popolo apparentemente imperturbabile e chiuso. In seguito prese dimestichezza con la lingua scritta diventando la miglior traduttrice italiana di autori come Murakami,Kawakami e Soseki. Consiglio a tutti quelli che vogliono approfondire le proprie conoscenze sul Giappone la lettura di -Leggero il passo sui tatami- , scritto autobiografico della signora Pastore.

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  • 4

    Occorre premettere che l'opera è stata scritta nel 1905, periodo in cui regnava in italia la corrente letteraria del verismo di Verga e Capuana. Sarebbe un confronto interessante Verga vs. Soseki, a s ...continue

    Occorre premettere che l'opera è stata scritta nel 1905, periodo in cui regnava in italia la corrente letteraria del verismo di Verga e Capuana. Sarebbe un confronto interessante Verga vs. Soseki, a saperlo fare. E probabilmente si scoprirebbe che i due hanno davvero ben poco in comune.
    Credo che, sotto il profilo del gradimento del lettore, questo libro sia dicotomico: o piace o non piace, non ci sono vie di mezzo. E' un libro carico di ironia, con un surreale protagonista gatto-filosofo capace di leggere nel pensiero umano e che si lascia andare a riflessioni umoristiche che, però, scandagliano impietosamente l'animo ed il comportamento dell'uomo. C'è anche una schiera di personaggi bizzarri che ruotano attorno alla casa del gatto, primo fra tutti il suo padrone professore di scuola superiore.
    Qualche pagina di troppo, soprattutto nella seconda parte, sottrae una stella al massimo dei voti.

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  • 2

    Libro letto con iniziale curiosità perché la storia è raccontata dal punto di vista di un gatto. Dopo i primi capitoli però la noia ti assale e non ti lascia più fino alla fine. L'idea del gatto che r ...continue

    Libro letto con iniziale curiosità perché la storia è raccontata dal punto di vista di un gatto. Dopo i primi capitoli però la noia ti assale e non ti lascia più fino alla fine. L'idea del gatto che racconta è comunque carina.

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  • 5

    "Quando si batte in fondo al cuore delle persone, anche di quelle che appaiono più spensierate, si sente da qualche parte il suono della sofferenza. Dokusen, che sembra aver raggiunto l’illuminazione, ...continue

    "Quando si batte in fondo al cuore delle persone, anche di quelle che appaiono più spensierate, si sente da qualche parte il suono della sofferenza. Dokusen, che sembra aver raggiunto l’illuminazione, cammina sulla terra come tutti quanti. Il mondo di Meitei sarà forse ameno, ma non è roseo come quello dipinto nei quadri. Kangetsu ha smesso di limare biglie e alla fine si è portato una moglie dal suo paese. È una cosa normale. Ma la normalità, alla lunga, si trasforma sempre in noia. Tofu fra una decina d’anni capirà che non è bene dedicare a chiunque poesie in stile nuovo. Quanto a Sanpei, è difficile giudicare che tipo d’uomo sia. Gli auguro di potersi vantare tutta la vita di offrire champagne ai suoi ospiti. Suzuki Tojuro rotolerà su qualunque pendio lo spingerà il suo interesse. A forza di rotolare si imbratterà di fango. Ma anche sporco di fango avrà più influenza di chi non rotola. Sono già due anni che sono nato gatto e vivo nella società umana. Credevo di essere l’unico della mia specie dotato di tanta intelligenza, ma l’altro giorno sono rimasto di stucco sentendo che un certo Katers Murr, a me sconosciuto, tutt’a un tratto si è messo a parlare a gran voce. Dopo un’indagine più accurata sono venuto a sapere che è morto già da cent’anni, ma si è fatto fantasma spinto dalla curiosità e dal lontano oltretomba è venuto a terrorizzarmi. Si racconta che una volta, mentre andava a trovare sua madre tenendo nella bocca un pesce da portarle in regalo, a metà strada non resistette alla tentazione e se lo mangiò. A tal punto questo gatto mancava di devozione filiale, e anche quanto a talento non era da meno degli uomini, pare che abbia persino composto una poesia suscitando lo stupore del suo padrone. Se un tale genio si è manifestato già un secolo fa, un buono a nulla come me dovrebbe forse chiedere il permesso di ritirarsi e tornare nel mondo del Nulla.
    Il mio padrone prima o poi morirà della sua dispepsia. Il vecchio Kaneda lo si può già considerare defunto a causa della sua avidità. Le foglie degli alberi sono quasi tutte cadute. Se la morte è il destino di ogni cosa, continuare a vivere non serve a granché e sarebbe forse più intelligente sbrigarsi a morire. Secondo la teoria sostenuta da tanti professori il destino umano si riduce al suicidio. Se non stiamo attenti, anche noi gatti finiremo con il nascere in un mondo altrettanto squallido. Che prospettiva terrificante. Mi sento depresso. Per tirarmi su il morale andrò a bere un po’ della birra di Sanpei.
    (..............................................................................................................................)
    Ora basta, vada come vuole. Sono stufo di lottare… Lascio andare zampe anteriori e posteriori, testa e coda dove gli impulsi naturali li portano, senza più fare resistenza.
    A poco a poco mi sento meglio. Non distinguo più la sofferenza dal piacere. Non capisco se mi trovo nell’acqua o sui tatami. Dove sia, cosa stia facendo, mi è del tutto indifferente. So solo che mi sento bene. Anzi, non provo nemmeno più una sensazione di benessere. Spazzo via sole e luna, polverizzo cielo e terra ed entro nel mistero della pace eterna. Sto morendo. E morendo raggiungo la pace. La pace si ottiene soltanto con la morte. Namu Amida Butsu, Namu Amida Butsu. Rendo grazie. Rendo grazie."

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  • 2

    io sono un gatto polemico

    Un gatto un po' troppo saccente e colto per essere un gatto, ascolta i dialoghi tra il suo padrone e quelli che vanno in visita da lui. Tralasciando i discorsi spesso troppo noiosi di queste persone, ...continue

    Un gatto un po' troppo saccente e colto per essere un gatto, ascolta i dialoghi tra il suo padrone e quelli che vanno in visita da lui. Tralasciando i discorsi spesso troppo noiosi di queste persone, perlopiù sul matrimonio o cose poco interessanti, questo gatto protagonista tutto sembra fuorché un gatto. Ci legge il diario del padrone, capisce di storia, filosofia e ha uno spiccato senso critico. Non fa niente di quello che ci si aspetta da un gatto. Tanto valeva far parlare una teiera della casa. Io sono una teiera.

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  • 4

    La storia è vista dagli occhi di un gatto che si fa "adottare" presso la famiglia di un povero professore di inglese.
    Da questa particolare ottica, l'autore si lancia in un'analisi e critica satirica ...continue

    La storia è vista dagli occhi di un gatto che si fa "adottare" presso la famiglia di un povero professore di inglese.
    Da questa particolare ottica, l'autore si lancia in un'analisi e critica satirica e feroce dei costumi e dei modi di fare e di pensare degli uomini.
    L'autore è anche bravissimo a "rappresentare" e raffigurare il comportamento e le abitudini dei gatti.
    Splendido libro.

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  • 3

    La storia ruota attorno al signor Kushami, insegnante di non si sa cosa che trascorre tutto il suo tempo a casa con le mani nel kimono a riflettere e a cercar di fare qualcosa di utile. Vive combatten ...continue

    La storia ruota attorno al signor Kushami, insegnante di non si sa cosa che trascorre tutto il suo tempo a casa con le mani nel kimono a riflettere e a cercar di fare qualcosa di utile. Vive combattendo problemi di stomaco e attacchi collerici, è un po’ lo zimbello del vicinato, una
    persona eccentrica, un artista squattrinato.
    In questa casa s’intrufola il gatto, e per l’indolenza del padrone, ci si stabilisce. È lui il narratore della storia, se ne sta lì sornione ed osserva i padroni di casa e i suoi ospiti; li osserva e li giudica, talvolta li deride e li compatisce. Terrorizzato dalla prospettiva di diventare pelle per shamisen cerca di rendersi indispensabile cacciando i topi, ma la caccia fallisce miseramente e quindi decide di abbandonare definitivamente l’idea. Le giornate dell’insegnante trascorrono pigre e sempre uguali, un po’ come quelle dei gatti, cerca inutilmente di cimentarsi nella pittura e nella poesia, ma abbandona puntualmente ogni nuova attività. Spende soldi acquistando libri che non legge ma che porta inutilmente e regolarmente a letto. Lui non esce quasi mai, tranne che per sgridare i ragazzi della scuola vicina che gli fanno i dispetti o per rincorrere i suoi vicini che lo deridono attraverso gli shoji. La sua dimora è riccamente popolata dalle persone più bizzarre.
    Gli ospiti del professore sono quasi tutti intellettuali e così la maggior parte delle conversazioni ruota intorno alla lettura o alla narrazione di presunte storie-racconti.
    Il tempo passa e le stagioni si susseguono, gatto è sempre lì ad assistere e a vegliare sulla casa annotatore fedele di ogni singolo avvenimento che i suoi occhi vedono fra un pisolino e l’altro.
    Dopo i primi capitoli però non succedeva mai niente e ho spesso avuto la tentazione di socchiudere gli occhi e, come i gatti, lasciar scorrere le pagine nell'indifferenza tipica dei felini

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  • 3

    Molto molto pesante: ho voluto finirlo solo perchè è un'opera letteraria piuttosto famosa...
    Più che un romanzo è una scenografia teatrale: statica e senza trama.
    Si svolge quasi esclusivamente in cas ...continue

    Molto molto pesante: ho voluto finirlo solo perchè è un'opera letteraria piuttosto famosa...
    Più che un romanzo è una scenografia teatrale: statica e senza trama.
    Si svolge quasi esclusivamente in casa di un professore, che studenti e conoscenti vanno a trovare dilungandosi in conversazioni filosofiche fini a se stesse.
    L'originalità sta nella voce narrante che è quella del gatto di casa, ma non apporta molto movimento...
    E' interessante l'ambientazione giapponese con tutte le loro tradizioni.
    Finale pessimo.

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