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I Am a Strange Loop

By

Publisher: Basic Books Inc.,U.S.

3.9
(226)

Language:English | Number of Pages: 436 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0465030793 | Isbn-13: 9780465030798 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Non-fiction , Philosophy , Science & Nature

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Book Description
Douglas R Hofstadter's long-awaited return to the themes of Godel, Escher, Bach - an original and controversial view of the nature of consciousness and identity.Can thought arise out of matter? Can self, a soul, a consciousness, an 'I' arise out of mere matter? If it cannot, then how can you or I be here?"I Am a Strange Loop" argues that the key to understanding selves and consciousness is the 'strange loop' - a special kind of abstract feedback loop inhabiting our brains. The most central and complex symbol in your brain or mine is the one called 'I'. The 'I' is the nexus in our brain, one of many symbols seeming to have free will and to have gained the paradoxical ability to push particles around, rather than the reverse.How can a mysterious abstraction be real - or is our 'I' merely a convenient fiction? Does an 'I' exert genuine power over the particles in our brain, or is it helplessly pushed around by the laws of physics?These are the mysteries tackled in "I Am a Strange Loop", Douglas R. Hofstadter's first book-length journey into philosophy since Godel, Escher, Bach.
Compulsively readable and endlessly thought-provoking, this is the book Hofstadter's many readers have been waiting for.
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  • 2

    Sull'argomento intelligenza umana, mi sono dedicato anche alla lettura di Anelli nell'io, per scoprire cosa c'è al cuore della coscienza secondo Douglas Hofstadter, autore di cui otto anni fa avevo estremamente apprezzato il bel volume in cui intrecciava in una eterna ghirlanda brillante i fili d ...continue

    Sull'argomento intelligenza umana, mi sono dedicato anche alla lettura di Anelli nell'io, per scoprire cosa c'è al cuore della coscienza secondo Douglas Hofstadter, autore di cui otto anni fa avevo estremamente apprezzato il bel volume in cui intrecciava in una eterna ghirlanda brillante i fili della logica contemporanea e dell'intelligenza artificiale (Gödel), della musica (Bach), dell'arte bizzarra (Escher). Il risultato è stato deludente, forse anche per le alte aspettative, non so. Ma il saggio mi è sembrato ridondante, eccessivamente prolisso (per quanto la scrittura possa non essere di fredda saggistica, ma avere uno stile più letterario, comunque Hofstadter non scrive da romanziere e dopo un po' i suoi lunghi elenchi e i suoi racconti mi risultano pesanti) a livello formale, e, forse peggio, a livello contenutistico forzoso, con un argomentazione che procede per analogie capziose e non sempre stringenti. Davvero un peccato.

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  • 4

    Dov'è l'anima? Da cosa è composta? e l'io? Con la morte è tutto finito oppure possiamo "sperare" in qualcosa di più? - ancora???????.


    Questi ed altri quesiti che hanno appassionato e appassionano ancor oggi filosofi e scienziati moderni sono il fulcro del lavoro di Douglas Hofstadter - si ...continue

    Dov'è l'anima? Da cosa è composta? e l'io? Con la morte è tutto finito oppure possiamo "sperare" in qualcosa di più? - ancora???????.

    Questi ed altri quesiti che hanno appassionato e appassionano ancor oggi filosofi e scienziati moderni sono il fulcro del lavoro di Douglas Hofstadter - si potrebbe dire in un certo senso che il cuore del libro è proprio la ricerca dell'essenza o della consapevolezza di noi stessi e dell'intero universo -, già autore di "Godel, Escher, Bach, un'eterna ghirlanda brillante".

    said on 

  • 5

    Non sei la biglia!

    Se prendi in mano 100 buste da lettera e le tieni per il centro, hai la sensazione di sentire una biglia, ma cercare di stanarla dentro e fuori le buste non servirà a trovarla. La biglia non c'è, è un'illusione.
    Idem l'Io tra i neuroni del tuo cervello. Ebbene sì! Quella parte di te che sem ...continue

    Se prendi in mano 100 buste da lettera e le tieni per il centro, hai la sensazione di sentire una biglia, ma cercare di stanarla dentro e fuori le buste non servirà a trovarla. La biglia non c'è, è un'illusione.
    Idem l'Io tra i neuroni del tuo cervello. Ebbene sì! Quella parte di te che sembra vivere veramente ed esistere certamente... La senti, ma non c'è. E' una biglia tra le buste.
    Ma la cosa veramente strabiliante che Hofstadter ti sta dicendo è che tu sei le 100 buste, e sei la mano che le tiene.

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  • 4

    Filosofia della coscienza

    Filosofia, ma anche matematica, che cerca di spiegare cos’è l’anima, cos’è la coscienza. Scritto in maniera molto chiara con molte metafore.
    La lettura si è rivelata stimolante, ha reso le mie sinapsi più attive e mi ha creato un senso di benessere. Ma, nonostante questo, non è stato facile ...continue

    Filosofia, ma anche matematica, che cerca di spiegare cos’è l’anima, cos’è la coscienza. Scritto in maniera molto chiara con molte metafore.
    La lettura si è rivelata stimolante, ha reso le mie sinapsi più attive e mi ha creato un senso di benessere. Ma, nonostante questo, non è stato facile e non sono riuscita ad afferrare bene il concetto. Probabilmente va letto e riletto e bisogna rifletterci su.
    Mi è piaciuto molto il quadro del ragazzino (Doug bambino) che si pone domande sull’anima, sull’io.
    Avevo letto, ormai molto tempo fa, Gödel, Escher e Bach e mi piacque molto: mi è venuta voglia di rileggerlo.
    Questo è un link con un filmato di Hofstadter che balla la salsa: mi sembra paradigmatico.
    http://www.youtube.com/watch?v=oeB-wu7aV0w

    said on 

  • 4

    Filosofia della coscienza

    Un buon lavoro quello di Hofstadter. Non poteva essere dello stesso calibro di GEB (Godel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante), che negli anni '70 aveva segnato la storia della letteratura divulgativa sull'intelligenza artificiale; in questo caso ci sono meno stravaganze e trovate genial ...continue

    Un buon lavoro quello di Hofstadter. Non poteva essere dello stesso calibro di GEB (Godel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante), che negli anni '70 aveva segnato la storia della letteratura divulgativa sull'intelligenza artificiale; in questo caso ci sono meno stravaganze e trovate geniali, pur non mancando qua e là qualche spunto scoppiettante. E tuttavia a mio avviso è un trattato che ha un approccio originale e interessante al problema della coscienza. Questo fenomeno, così difficile da studiare, in quanto fortemente vincolato alla soggettività, lascia da tempo i ricercatori titubanti di fronte all'impresa di affrontarne una sistematica analisi e definizione. Qualcuno afferma che non siamo ancora pronti "ad affrontare l'io".
    Gli studiosi del sentire e dell'io possono essere ripartiti in molti modi, tra cui i filosofi e i neurologi. Hofstadter rientra nella prima categoria. L'approccio ha perciò una valenza prevalentemente concettuale, e forse un po' meno biologica. Trovo sicuramente interessante questo punto di vista, perchè, come rimarca anche l'autore, a volte i neurologi sono troppo presi dai fenomeni a basso livello di cui si occupano, legati a specifici sottosistemi cerebrali, e perdono di vista le funzionalità emergenti indotte da questi ultimi; in particolare le perdono di vista come funzionalità possibili a priori, anche con altri tipi di sistema biologico o tecnologico. Forse il limite di questo approccio è che non scende poi nei dettagli: ma non intendo dire che la trattazione salta la microstruttura biologica che contribuisce a realizzare il fenomeno della coscienza; piuttosto, i particolari che vengono omessi sono di natura concettuale: gli importanti principi e concetti generali che colgono la formazione del sè cosciente non sono poi accompagnati da ulteriori precisazioni, pure se concettuali, che potrebbero chiarire meglio tanti piccoli aspetti del problema. Chi volesse farsi un automa cosciente in casa - quindi non biologico, ma elettronico-informatico - non può essere completamente appagato da questa lettura, che in effetti si potrebbe considerare come una buona introduzione al tema in generale.

    said on 

  • 4

    L'intenzione del libro è riprendere estendere superare i temi affrontati in GEB, e nel complesso l'opera risulta interessante avvincente incompleta disomogenea ridondante piacevole.
    Sicuramente è interessante e piacevole, per adesso tutti i libri di Hofstadter che ho letto mi hanno lasciato ...continue

    L'intenzione del libro è riprendere estendere superare i temi affrontati in GEB, e nel complesso l'opera risulta interessante avvincente incompleta disomogenea ridondante piacevole.
    Sicuramente è interessante e piacevole, per adesso tutti i libri di Hofstadter che ho letto mi hanno lasciato qualcosa.
    Ma la composizione complessiva avrebbe richiesto alcune limature in più, perché sono stati integrati scritti differenti e ne risulta uno stile non omogeneo. Inoltre mentre ad alcuni temi è stato dato ampio spazio, altri sono stati liquidati in una riga (un esempio per tutti, la metafisica è stata definita non scientifica e quindi non degna di considerazione) e - a parer mio - c'è un po' di confusione sulla definizione di anima.
    Ben curata invece è la parte legata a Gödel.
    In conclusione, non so se rileggerò questo testo, che comunque è stato per un po' di tempo una piacevole compagnia.

    said on 

  • 2

    Lo strano anello mancante

    Caro Douglas,


    il tema dell'intelligenza artificiale (ed annessi e connessi quali la "coscienza artificiale") appassiona grandi e piccoli cervelli ormai da un tempo che si misura in secoli. Non nascondo che con il tuo "Godel, Escher, Bach" contribuisti a suo tempo ad appassionare il sottosc ...continue

    Caro Douglas,

    il tema dell'intelligenza artificiale (ed annessi e connessi quali la "coscienza artificiale") appassiona grandi e piccoli cervelli ormai da un tempo che si misura in secoli. Non nascondo che con il tuo "Godel, Escher, Bach" contribuisti a suo tempo ad appassionare il sottoscritto a questo tema. Sebbene il nucleo di quell'opera fosse a mio giudizio un po' fuori fuoco - ma l'intento non era scrivere un articolo scientifico, perciò al tempo ti perdonai - il libro portava una miriade incredibile di immagini e approfondimenti di carattere matematico-scientifico, ogni capitolo aveva qualcosa di veramente sostanziale da dire, e non c'era dubbio sulla tua abilità di portare il lettore alla scoperta di dimensioni di ragionamento inimmaginabili; e, non da ultimo, facevi tutto questo in modo creativo, assolutamente atipico, e senza un briciolo di supponenza o vis polemica. Te lo dico perché ti voglio bene, Douglas: GEB è uno dei miei libri preferiti.
    Qualche anno fa (2007) ci hai riprovato con questo "Anelli nell'io". Il titolo originale è "I am a strange loop", giusto per rimarcare la tua principale occupazione (diamole pure il nome che merita: ossessione) filosofico-scientifica, ovvero gli "strani anelli" che già in GEB erano il tema centrale. Non mi è ben chiara la ragione per la quale ti sia messo, a quasi trent'anni di distanza, a scrivere un libro che fondamentalmente tratta delle stesse cose; in ogni caso, se ti fossi dato all'ippica sarebbe stato molto meglio per tutti.
    Non capisco, innanzitutto, a chi tu ti rivolga. Talvolta sembri dare per scontato che il lettore abbia letto GEB (cosa sono questi "strani anelli" altrimenti?). Bene. Speravo quindi in qualche approfondimento; invece trovo in molti punti la stessa identica zuppa, allungata con industriali dosi di acqua calda. Procedi in maniera assurdamente lenta, con infiniti ed inutili riferimenti alle tue vicende personali; speri, suppongo, di essere stimolante, originale, divertente, ma accidenti, non lo sei per niente. Piuttosto, fai addormentare. Utilizzi continuamente lo strumento dell'analogia, ma spesso manchi completamente il bersaglio perché inventi situazioni talmente astruse che anziché semplificare la vita al lettore, la complicano (e lo riconosci pure: "sembra una metafora bizzarra ma...", e trovo questo particolarmente irritante). Ripeti di continuo gli stessi concetti milioni di volte, con nuove analogie e nuovi, spossanti elenchi, precisazioni, storielle per esemplificare, sminuzzare, sviscerare ciò che il lettore ha già (mal-)digerito da un pezzo. I punti salienti, quelli che avrebbero fatto il vero succo del discorso, sono invece buttati lì, in qualche modo, senza approfondimento. Tanto per fare un esempio: mai che tu definisca cos'è un "pattern", eppure è un concetto centrale del tuo libro. Per non parlare della stessa tesi di fondo - o ipotesi? non è chiaro - dell'opera: cosa veramente ti porta ad essere così sicuro, caro Douglas, che la mente sia uno stramaledetto "strano anello"? La mancanza di una risposta in trent'anni di ricerca e in un libro di più di 400 pagine fa temere che non ve ne possa essere una.
    C'è poi un altro elemento, assente in GEB, che mi ha non poco irritato: la confusione totale tra i piani della logica e dell'etica. Questa confusione si manifesta fin dalle prime pagine, e questo non ha contribuito a rendere sereno il resto della lettura. Abbozzi, in modo completamente arbitrario un definizione di quella che per te è l'anima, ovvero la coscienza, ovvero la mente, ovvero l'io (tutti sinonimi intercambiabili; che affilatezza filosofica!), pretendendo pure di poterne misurare le dimensioni, e (già qui il salto concettuale è vertiginoso) asserendo che più è grande un'anima, meno è etico ucciderla. Parli di presenza dell'"io" negli animali (ma, attenzione, non nel feto, eh? Vorrai mica passare per un pro-life), e ti dichiari vegetariano per questo. Tutto questo così, a sensazione; non un dato scientifico, dico uno, a supporto. Questo pastrocchio, corredato da un certo prurito polemico verso una manciata di rispettabili studiosi accusati - non è una battuta - di essere poco chiari, è enunciato nella prima parte del libro. Con una faccia tosta degna del miglior Totò, quel che resta è teso a dimostrare che l'anima, quella cosa che è amorale sopprimere, quella cosa che gli animali superiori hanno più grande di quelli inferiori, quella cosa che per te, chiaro come un'illustrazione di Escher, è uno strano anello... non esiste. Non e-si-ste. E' un'auto-illusione, è una cosa che non ha alcuna realtà.
    Mio caro, pedantissimo, aggrovigliatissimo Douglas, lo capisci da solo che hai rivolto verso te stesso l'arma dialettica con cui volevi controbattere ai tuoi avversari? Questo sì, finalmente, è uno strano anello!

    Un tuo (un po' meno) affezionato lettore

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  • 5

    Il libro seguito a Godel Escher Bach che spiega con più chiarezza (e più, uhm, prosa) l'idea di coscienza e dell'"io" di Hofstadter. Una pietra miliare, anche questo.

    said on 

  • 2

    Non ho letto il precedente libro, ma posso dire che la testi di Hofstadler è interessante e condivisibile. Il punto e che poteva essere spiegata molto più semplicemente in 30 pagine. Ma probabilmente vi basterà leggere i primi capitoli per afferrare il concetto, e abbandonare del tutto la superfl ...continue

    Non ho letto il precedente libro, ma posso dire che la testi di Hofstadler è interessante e condivisibile. Il punto e che poteva essere spiegata molto più semplicemente in 30 pagine. Ma probabilmente vi basterà leggere i primi capitoli per afferrare il concetto, e abbandonare del tutto la superflua lettura.
    Alcune parti scadono davvero nel patetico, per quello che dovrebbe essere una trattazione scientifica.

    said on 

  • 2

    Un malinconico addio

    L'intero libro sembra più il frutto di un percorso di autoanalisi junghiana per il superamento della prematura perdita della moglie. L'autore stesso sembra esserne consapevole e in più punti chiede clemenza al lettore provato.


    Il caro Hofstadter deve accettare di essere vittima di sé stess ...continue

    L'intero libro sembra più il frutto di un percorso di autoanalisi junghiana per il superamento della prematura perdita della moglie. L'autore stesso sembra esserne consapevole e in più punti chiede clemenza al lettore provato.

    Il caro Hofstadter deve accettare di essere vittima di sé stesso: EGB

    said on 

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