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I Am the Messenger

By

Publisher: Knopf Books for Young Readers

4.0
(1053)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Portuguese , Chi traditional , Chi simplified , German , Spanish , Dutch , Catalan , Italian

Isbn-10: 0375830995 | Isbn-13: 9780375830990 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Library Binding , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Meet Ed Kennedy—underage cabdriver, pathetic cardplayer, and useless at romance. He lives in a shack with his coffee-addicted dog, the Doorman, and he’s hopelessly in love with his best friend, Audrey. His life is one of peaceful routine and incompetence, until he inadvertently stops a bank robbery. That’s when the first Ace arrives. That’s when Ed becomes the messenger. . . .

Chosen to care, he makes his way through town helping and hurting (when necessary), until only one question remains: Who’s behind Ed’s mission?

Winner of the 2003 Children’s Book Council Book of the Year Award in Australia, I Am the Messenger is a cryptic journey filled with laughter, fists, and love.
Sorting by
  • 3

    A volte, le persone sono belle. Non per l'aspetto. Non per quello che dicono. Semplicemente, per quello che sono.

    Il surreale dramma della vita ci offre sempre rarissimi momenti di grande intensità e innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, tuttavia, non conoscendo eccezioni, finisce col vivere solo di intervalli. Considerando la felicità come qualcosa di effimero, non avendo ciò che effettiv ...continue

    Il surreale dramma della vita ci offre sempre rarissimi momenti di grande intensità e innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, tuttavia, non conoscendo eccezioni, finisce col vivere solo di intervalli. Considerando la felicità come qualcosa di effimero, non avendo ciò che effettivamente desiderano.
    Personalmente, ho sempre vissuto la vita come una lunga preparazione a qualcosa d'inaspettato. Un giocattolo che da piccoli avevamo abbandonato in soffitta e che si ritrova per caso in un vecchio scatolone. Se chiudo gli occhi per un momento, mentre il vocio in sottofondo di un vecchio televisore rimane sospeso nell'aria stagnante della mia camera, la mia memoria ripercorre brevemente alcune tappe che avevo perduto nel corso della mia vita. Gli anni appena trascorsi, le persone morte e mai più riviste, le emozioni che non posso più rivivere, delusioni che aprono gli occhi e chiudono il cuore.
    Anche adesso che ho ventidue anni, riesco ancora a ricordare chiaramente il bruciore di una promessa mancata. Aspettative che hanno suggestionato il mio modo di fare. Promesse a un'idea mancata di felicità, nata dal desiderio di un anima sognatrice e romantica costruita su vane speranze. Naturalmente con il tempo sono riuscita a liberarmene di qualcuna. Ma prima riesco a riconoscerne i dettagli: il cuore che emette un battito a seconda di quello che sentiva, o provava; una finestrella aperta sul mondo che prometteva lo sfavillante spettacolo di altrettanti mondi inesplorati; la voce che a volte tremava per qualche ragione. E solo se metto insieme queste immagini, lentamente, l'oggetto di delusione riappare, in un soffio.
    L'ultima volta accadde qualche giorno fa, in una serata di fine gennaio, in cui mi accorsi che la melodia sprigionata dalle parole di una storia sfogliata a libro aperto davanti agli occhi del mondo, canzoni scritte semplicemente per farle sentire a qualcuno, non colpirono dolcemente con forza chi "ascolta".
    Leggendo Io sono il messaggero a qualche mese di distanza dall'entusiasmante lettura di Storia di una ladra di libri, ho capito - seppur nello specifico - la ragione per cui Zusak, celebrato per la potenza delle sue parole, questa volta non avesse conquistato il mio cuore. La percezione delle parole del mondo come complesso di sensazioni di appartenenza sono così belle e perfette che sorge quasi spontaneo considerarle come una dolce dipendenza che il tempo avrebbe ricordato in qualsiasi momento. Un ragazzo che si considera una mezza sega, un sognatore ancora intrappolato nel tratto evolutivo dell'adolescenza scrisse canzoni che spinsero ad abbagliare l'anima di chiunque con estrema cura, componendo la musica mediante parole sublimi, indimenticabili e solenni, insensibili all'occhio umano, e beneficio per molti spettri. Appaiono nel nulla come fiati di vapore dispersi nella volta celeste e, solo alla fine, danno un effetto devastante. Muoiono. Rinascono. Scolorite nel momento in cui tutto volse al termine: quando le pagine smisero di pulsare, si chiusero con un fruscio.
    Seduta alla scrivania in attesa di trovare l'ispirazione, ricordo il mio entusiasmo, qualche mese fa, di quando avevo aperto una finestra che aveva fatto luce su un mondo che mi aveva procurato una fame intensa: quella delle parole, dei libri. Parte integranti dell'anima di una ragazzina che non ha mai saputo cosa voglia dire vivere, così dolci che una violenza insensata ha reciso bruscamente.
    Repentinamente, un brusco salto nel vuoto mi fa tornare alla realtà e mi fa prendere consapevolezza che Io sono il messaggero non è esattamente il romanzo che mi aspettavo. Con un debole fruscio, confidando che le sue pagine bianche mi avrebbero catapultato in un avventura senza tempo. Immagini ed emozioni sono così vivide che si staccano dallo sfondo come miraggi su carta, ma non possiedono quell' armoniosa bellezza con il quale il lettore purifica con delicatezza la sua mente.
    In questa sua ennesima storia ho riscontrato uno Zusak più giovane e inesperto, che ho letto con lentezza nel giro di qualche giorno, con un carosello di episodi, personaggi facilmente dimenticabili. Un romanzo privo di indizi, discontinuo che, nonostante nulla faccia prevedere qualche mossa, nella sua armoniosità rivela un certo fascino. Ci sono scene d'amore prive di volgarità, poiché descritte con sensualità e sentimento, e una serie di situazioni divertenti che sono pieni di libertà e spensieratezza racchiusi nei confini adolescenziali del protagonista Ed, nelle quali è possibile scorgere molta più vitalità della piccola Liesle che girava per le strade di una Germania nazista.
    E' un opera che evoca una certa luce. Un altra epoca, un altra dimensione, in cui non ho potuto tuttavia perdermi completamente. Come il Robin Hood delle fiabe, ci parla di un ragazzo che, quando si guarda allo specchio, fissa un volto malconcio e tetro. Una figura simile a un seme di fiori, un messaggero che difende gli oppressi e che, seguendo un percorso che qualcun altro ha tracciato per lui, non dissipando l'oscura confusione che è ancora presente nel suo animo, continua costantemente a svolgere questo compito. Un bambino rompipalle troppo cresciuto che, solo e insoddisfatto, è convinto di non esser capace di amare.
    Io sono il messaggero è un avvincente romanzo per ragazzi che non entusiasma completamente, ma si espande oltre le pagine verso la realtà, trasformandola, fondendosi in un unica entità. Una trama scarna dipanata con frettolosità nell'alternasi dei capitoli, che svolgono la storia seguendo il protagonista e facendo vedere poco per volta le ragioni che lo spingono ad assumere certi comportamenti. Meno accurata nei dettagli e povera nella sostanza, e una fantasia costruttrice che non vince sulla profondità del tema trattato.
    Imbarcandomi in un avventura semplice e avvincente, ho seguito attentamente il percorso evolutivo del giovane Ed che, arriverà a un punto in cui non sa più cosa è giusto o sbagliato, si perderà nel labirinto del tempo di cui è prigioniero. Vagando come un anima in pena, svelando quell'arcano che nessuno ha mai saputo decifrare.

    said on 

  • 5

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot.it/2015/01/io-son…

    Il mio 2015 di letture è ormai ufficialmente iniziato anche se devo ammettere che procede con molta lentezza. Ho scelto di cambiare atteggiamento. Quest'anno voglio provare nuovi g ...continue

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot.it/2015/01/io-sono-il-messaggero-markus-zusak.html

    Il mio 2015 di letture è ormai ufficialmente iniziato anche se devo ammettere che procede con molta lentezza. Ho scelto di cambiare atteggiamento. Quest'anno voglio provare nuovi generi di libri e dare una svolta alla mia carriera di lettrice. Quando ho saputo della pubblicazione de Io sono il messaggero, ho pensato che questo libro potesse rappresentare una grande sfida. Insomma, chi segue da tempo Stories forse ricorderà che la mia recensione di Storia di una ladra di libri non si poteva definire esattamente entusiasta. Dopo quella parziale delusione, potevo (o dovevo) dare a Markus Zusak un'altra occasione?

    Beh, alla fine ho riposto fiducia in lui e mi sono avventurata tra le pagine di questo romanzo originariamente pubblicato prima di The Book Thief, titolo che ha conquistato le librerie di tutto il mondo nel 2014 appena concluso - grazie anche all'omonimo adattamento cinematografico. Riuscirà il messaggero a vincere questa sfida.

    Guardando Ed Kennedy, ordinario quanto insignificante giovane protagonista di Io sono il messaggero, non si direbbe mai che possa vincere la concorrenza casalinga della piccola Liesel. A suo sfavore vi è anche uno scenario moderno e meno drammatico di quello della bambina tedesca. Zusak, con questa storia, non può più affidarsi al contesto storico ed alle emozioni 'scontate'.
    E proprio in questo modo, in condizioni normalmente avverse, riesce a dare il meglio di sè con uno stile genuino e spontaneo capace di rapire il lettore dalla prima all'ultima pagina.

    Ed, nonostante abbia un cognome di una certa importanza, non ha raggiunto obiettivi nella sua vita. In realtà non ne ha mai fissati e la sua esistenza è totalmente priva di ambizioni e di aspirazioni. Molti potrebbero chiamarlo perdente, inetto, sfigato. Non sembra esattamente il tipo di persona destinato ad aver successo e non sembra nemmeno quel genere di individuo capace di cambiare rotta. Nessuno scommetterebbe su di lui. Insomma non siamo in uno degli scenari più ottimisti.

    Tuttavia, un giorno, una grande occasione gli si presenta. Dopo aver sventato una rapina piuttosto strampalata, Ed riceve un asso di quadri con un indirizzo, il primo di una serie. Il destino sta giocando con lui? È un azzardo o qualcosa di più serio? Il ragazzo non comprende subito che quello è il momento che, forse, aspettava da una vita: il momento di giocare le proprie carte senza esitare, senza arrendersi.

    Inizia così una bellissima favola moderna che intreccia diverse tematiche: familiari, spirituali e moltre altre. In questo percorso di cambiamento, il protagonista dovrà aiutare delle persone, spesso degli sconosciuti. Si tratta solo di questo? In realtà no poichè ogni 'aiutato' sarà complice di un disegno più grande, più articolato, che farà ad Ed il regalo più bello ed inaspettato di sempre con un semplice poker d'assi. Semplice o fortunato? Sta a voi stabilirlo.

    Sarò banale ma ammetto che esiste un unico aggettivo - che ultimamente ha perso molto del suo significato - per questa lettura: bellissima. Capitolo dopo capitolo, vivrete gli attimi della storia, proverete le emozioni di ogni personaggio e capirete molto anche su di voi.

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    0

    Un libro in cui si intrecciano realtà e immaginazione, pensieri e parole, persone e personaggi, in cui i confini vengono ridisegnati completamente, e insieme spariscono e si fissano...un po' in stile "Il mondo di Sofia", si guardano allo specchio lettori e personaggi, scrittore e lettore, lo scri ...continue

    Un libro in cui si intrecciano realtà e immaginazione, pensieri e parole, persone e personaggi, in cui i confini vengono ridisegnati completamente, e insieme spariscono e si fissano...un po' in stile "Il mondo di Sofia", si guardano allo specchio lettori e personaggi, scrittore e lettore, lo scrittore e i suoi personaggi, e il libro diventa un gioco, diventa un dialogo con mille altre persone e con se stessi. Un libro spettacolare.

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  • 3

    IO SONO IL MESSAGGERO

    Markus Zusak, pluripremiato scrittore australiano, nato a Sidney nel 1975, dopo il grande successo di “La bambina che salvava i libri”, ribattezzato “Storia di una ladra di libri” in concomitanza con l’uscita del film nelle sale cinematografiche nel 2013 (in Italia il film è stato distribuito a M ...continue

    Markus Zusak, pluripremiato scrittore australiano, nato a Sidney nel 1975, dopo il grande successo di “La bambina che salvava i libri”, ribattezzato “Storia di una ladra di libri” in concomitanza con l’uscita del film nelle sale cinematografiche nel 2013 (in Italia il film è stato distribuito a Marzo del 2014), pubblica un suo romanzo scritto precedentemente a questo suo più famoso che ha venduto oltre otto milioni di copie. “La quinta carta”, edito in Italia nel 2006 da Mondadori e attualmente fuori catalogo, esce nel 2015 per Frassinelli con un nuovo titolo: “Io sono il messaggero”.
    E’ la storia di Ed Kennedy, raccontata in prima persona, una storia molto particolare, intrisa di vibrante ironia ma anche di malinconia. Ed è un diciannovenne dalla vita solitaria e confusa. Vive solo in una baracca, in compagnia del suo vecchissimo cane, il Portinaio, un animale a cui manca la parola, che puzza anche quando è pulito e che ama molto bere caffè, alla faccia dei suoi diciassette anni d’età. Orfano di padre, Ed non ha un buon rapporto con la madre che gli ha sempre preferito i fratelli e le sorelle. Mentendo sull’età riesce ad avere una licenza di tassista ed esercita abusivamente il mestiere. Ha tre amici: Marv, Ritchie e Audrey, con i quali si incontra spesso per giocare a carte un gioco chiamato Noia e il cui nome la dice lunga sul tipo di vita condotto dal nostro protagonista. Lui ama Audrey da sempre, ma lei gli dice in faccia chiaro e tondo una frase che nessun innamorato vorrebbe mai sentire “Tu sei il mio migliore amico”. Ed non è mai stato bravo a scuola ma ama leggere ed è sveglio e intelligente, ha un’autostima sotto zero, trascina la sua vita quotidianamente sentendosi una vera nullità. Un giorno, mentre si trova in banca con i suoi amici, fortuitamente riesce a sventare una rapina e diventa un eroe per caso, balzando agli onori della cronaca. Da quel momento la sua vita cambia: incomincia a ricevere degli stranissimi messaggi scritti su delle carte da gioco (tutti assi, uno per ogni seme) e risolvendo certi enigmi in esse contenuti capisce che qualcuno gli sta chiedendo di intervenire a risolvere diverse situazioni che riguardano altre persone per aiutarle, nel bene e nel male. E’ un gioco difficile quello che lui intraprende, un compito da portare a termine a tutti i costi anche perché è perennemente osservato e spronato a seguire le indicazioni contenute nelle carte da individui misteriosi che possono anche essere violenti. Ed accetta di farlo e diventa “Il messaggero”, colui che scontrandosi con tante realtà, prima lontane e poi sempre più vicine ai suoi affetti, riesce a fare cose “impossibili” mantenendo viva una speranza generazionale nel futuro e nella capacità di cambiare la propria vita e quella degli altri con vero e sincero impegno. Il suo percorso esteriore viene profondamente interiorizzato fino a trasformarlo in una persona migliore, lasciando cadere i pesi dell’ignavia e dell’apatia lungo una strada lastricata di emozioni a dimostrazione che forse tutti possono vivere al di là delle proprie capacità e scrivere le pagine importanti della loro esistenza senza mai dimenticare la sensibilità nei confronti di chi ci sta accanto.
    Lo stile è semplice, diretto, poetico e ironico, a tratti l’interesse è altalenante ma alla fine ti trascina inesorabilmente in un’aura magica da squarciare a tutti i costi e che, nonostante alcune ingenuità e qualche pecca interpretativa, non delude del tutto.

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    4

    ...Il mezzo è il messaggio...

    Quando interveniamo, spesso maldestramente, sulle vite degli altri, nel tentativo di produrre un po' di bene, si crea sempre una misteriosa alchimia per la quale, l'unico miglioramento certo avviene dentro di noi. È indubbio che il sentimento positivo produca un'inevitabile onda d'urto che travol ...continue

    Quando interveniamo, spesso maldestramente, sulle vite degli altri, nel tentativo di produrre un po' di bene, si crea sempre una misteriosa alchimia per la quale, l'unico miglioramento certo avviene dentro di noi. È indubbio che il sentimento positivo produca un'inevitabile onda d'urto che travolge chi ne viene coinvolto, ma l'epicentro ha sede sempre in una buona volontà che trasforma chi la accoglie.
    Ed Kennedy, il protagonista di questa storia, è un involontario e, per buona parte del libro, inconsapevole, messaggero del bene. Un individuo abituato a vivere al ribasso, in perfetto equilibrio fra crisi di autostima e acquiescenza al tutto. Tuttavia ha in sé un'istintiva sapienza che lo porta a intuire il reale peso specifico delle vite che incontra sul proprio cammino, un peso specifico legato ai dettagli e non alle grandi scelte.
    La sua sensibilità, prigioniera di un'esistenza chiusa intorno a poche e povere cose, diventa la chiave per interpretare segni e offrire aiuto a vite irrisolte o mortificate da quell'infelicità che le scelte sbagliate si portano dietro come un nero strascico.
    E, alla fine, la gioia e la dignità ritrovata degli altri diventa la consapevolezza del proprio valore e della forza del proprio sentire, rivelando la verità profonda di ogni esistenza e quanto l'autenticità della vita dipenda dal coraggio di amare e dall'energia di una fede ben riposta.

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  • 3

    Inizialmente il libro mi è piaciuto molto, a partire dalla scena della rapina maldestra che mi ha fatta ridere, poi ad un certo punto l'ho apprezzato poco e poi l'ho finito ancora prima di rendermene conto e devo ammettere che mi ha lasciata con sensazioni contrastanti. Prima fra tutte che, contr ...continue

    Inizialmente il libro mi è piaciuto molto, a partire dalla scena della rapina maldestra che mi ha fatta ridere, poi ad un certo punto l'ho apprezzato poco e poi l'ho finito ancora prima di rendermene conto e devo ammettere che mi ha lasciata con sensazioni contrastanti. Prima fra tutte che, contrariamente a quanto di solito mi succede, il protagonista mi è piaciuto. Ed è un ragazzo sveglio senza essere insensibile, tutt'altro che perfetto e tutt'altro che vincente. Umano, insomma. Il modo di scrivere, a parte alcune parti in cui ho trovato esagerato l'utilizzo dei punti (detesto le frasi troppo corte e secche), l'ho apprezzato. Bello senza perdersi in fronzoli, anche se alcuni concetti mi sono risultati melensi perché tendo a non apprezzare più la "poeticità" di certi passaggi (ma sono gusti strettamente personali). La storia è bella, avvincente al punto giusto, con ottimi personaggi anche di contorno e abbastanza curati nella psicologia. Non sono una che apprezza quello che sembra del buonismo spicciolo, dove tutti ti sono grati per piccoli - ma significativi e importantissimi - gesti o quando si apprezza ogni singola persona che ci si para davanti. Avrei preferito anche dell'ingratitudine nuda e cruda, ma ho apprezzato la scelta dell'autore di portare alla luce ciò che di bello e semplice può esserci al mondo, scegliendo di dipingere solo questa versione dei fatti. Non mi è dispiaciuto affatto leggerlo e forse lo rifarei anche. In fondo, adesso sono curiosa di leggerne ancora.
    Consigliato.

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  • 4

    Cartas cruzadas es una novela que la cogí sin saber nada de ella y ha conseguido sorprenderme para bien. Contiene un gran mensaje entre sus páginas, una historia peculiar y divertida, y unos personajes con los que es fácil congeniar. Sin duda, Markus Zusak tiene un lugar de honor en mi estantería ...continue

    Cartas cruzadas es una novela que la cogí sin saber nada de ella y ha conseguido sorprenderme para bien. Contiene un gran mensaje entre sus páginas, una historia peculiar y divertida, y unos personajes con los que es fácil congeniar. Sin duda, Markus Zusak tiene un lugar de honor en mi estantería.

    http://lavidasecretadeloslibros.blogspot.com.es/2014/12/resena-cartas-cruzadas-de-markus-zusak.html

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    5

    因為偷書賊而找到傳信人,看完這本書的當下只覺得what??幕後操手就是馬格斯‧朱薩克??也太弱了吧!!過一會回想起這整個故事也覺得挺有道理的,本來就是作者在操控主角的,只是沒想到他會大方跟主角招認。我好喜歡他的小幽默,看門狗的os常常惹我發笑,「我想,現在不方便來杯咖啡吧?」


    艾德最後不再是傳信人,而是信息,一個普通的計程車司機也能幫助別人,只要有心大大小小的任務都可以完成,關心並且付出行動沒有想像中困難,小小的貼心舉動就可以讓人獲得溫暖,何樂而不為呢?不要只活在自己的世界滑手機,多接觸多關心多觀察,世界會更美好。


    p278.要像這樣恨你,需要很深的愛。 ...continue

    因為偷書賊而找到傳信人,看完這本書的當下只覺得what??幕後操手就是馬格斯‧朱薩克??也太弱了吧!!過一會回想起這整個故事也覺得挺有道理的,本來就是作者在操控主角的,只是沒想到他會大方跟主角招認。我好喜歡他的小幽默,看門狗的os常常惹我發笑,「我想,現在不方便來杯咖啡吧?」

    艾德最後不再是傳信人,而是信息,一個普通的計程車司機也能幫助別人,只要有心大大小小的任務都可以完成,關心並且付出行動沒有想像中困難,小小的貼心舉動就可以讓人獲得溫暖,何樂而不為呢?不要只活在自己的世界滑手機,多接觸多關心多觀察,世界會更美好。

    p278.要像這樣恨你,需要很深的愛。
    我同意這句話,我記得愛的反面不是恨,是冷漠。所以恨是伴随著愛的,千萬要記住當你討厭一個人時不要恨他,你可不想要同時愛著他對吧?

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  • 5

    "Mientras bebe el café que le he preparado, contemplo sus labios rojos y pienso que me gustaría levantarme, acercarme y besarlos. Quiero sentir su carnosidad, su suavidad contra los míos. Quiero respirar en ella y con ella. Quiero posar mis dientes en su cuello y acariciarle la espalda con los de ...continue

    "Mientras bebe el café que le he preparado, contemplo sus labios rojos y pienso que me gustaría levantarme, acercarme y besarlos. Quiero sentir su carnosidad, su suavidad contra los míos. Quiero respirar en ella y con ella. Quiero posar mis dientes en su cuello y acariciarle la espalda con los dedos y pasarlos luego por sus encantadores cabellos rubios.
    Así, tal cual.
    No sé qué me pasa esta mañana."

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    4

    一名生活平凡亦無大志以計程車為生的主角, 在一次遭遇銀行搶案誤打誤撞協助逮到嫌犯後隨即自己的人生也出現了轉戾點.


    首先是在信箱中發現了一張寫著三個陌生地址的方塊A撲克牌,依循找到了三處地點的人家,暨而了解三處人家皆有各自的難處,而自己的的使命就是要幫助這些人解決一個生活上的困擾,那怕僅是遞上一根甜筒換來當事者的心理微甜也是傳達了身為傳信者的使命.


    在陸續解決了梅花A,黑陶A及紅心A共12道任務後,最後在信箱收到一張鬼牌,而此次的對象即是自己,真相即為無論再平凡的人,只要能幫助他人並帶予世界正面的希望,那麼為事者必為不凡.書中末頁,主角如是說:"現在我了解到, ...continue

    一名生活平凡亦無大志以計程車為生的主角, 在一次遭遇銀行搶案誤打誤撞協助逮到嫌犯後隨即自己的人生也出現了轉戾點.

    首先是在信箱中發現了一張寫著三個陌生地址的方塊A撲克牌,依循找到了三處地點的人家,暨而了解三處人家皆有各自的難處,而自己的的使命就是要幫助這些人解決一個生活上的困擾,那怕僅是遞上一根甜筒換來當事者的心理微甜也是傳達了身為傳信者的使命.

    在陸續解決了梅花A,黑陶A及紅心A共12道任務後,最後在信箱收到一張鬼牌,而此次的對象即是自己,真相即為無論再平凡的人,只要能幫助他人並帶予世界正面的希望,那麼為事者必為不凡.書中末頁,主角如是說:"現在我了解到, 我不是傳信者, 我就是信息."
    作者藉以此總結希望所有讀者都能領會,在這世上最重要的是一生中你能給別人多少快樂.

    全文立意清楚主旨分明,人物間對話亦詼諧有趣,然結尾的篇幅過短造成發信者身分交代不清且動機未具說服力,因此在 邏輯架構/章節排版/生動性/啟發性/再閱性5項中我給予後4項各一星合計總4星評分.

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