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I Balcani 1878-2001

Di

Editore: Carocci

3.5
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri

Isbn-10: 884302003X | Isbn-13: 9788843020034 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Guido Franzinetti

Genere: History

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Descrizione del libro
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    LA BALCANIZZAZIONE

    È un termine che indica la riduzione di uno stato a disordine politico perpetuo. Questo testo cerca di andare oltre la visione schiacciata sull’immagine che considera i Balcani focolaio di odi ancestrali di diversi gruppi etnici.


    Le diversità storiche si traducevano in sei zone doganali ...continua

    È un termine che indica la riduzione di uno stato a disordine politico perpetuo. Questo testo cerca di andare oltre la visione schiacciata sull’immagine che considera i Balcani focolaio di odi ancestrali di diversi gruppi etnici.

    Le diversità storiche si traducevano in sei zone doganali, cinque valute e quattro reti ferroviarie. Il problema di integrazione che lo stato jugoslavo si trovava ad affrontare era per certi versi comparabile a quello dello stato italiano al momento dell’unificazione, e la Jugoslavia partiva con un ritardo di settantasette anni.

    Guido Franzinetti riesce a condensare in poco più di cento pagine in modo chiaro e accurato, una enorme massa di informazioni su quello che è stato il processo storico dei Balcani (Grecia e Bulgaria incluse ovviamente) da poco dopo la metà dell’Ottocento ai giorni nostri.

    Non è una lettura piacevolissima proprio per la grande sintesi che lo rende più libro da consultazione e rapido ripasso, che approfondimento. In realtà, tra l’altro, era la nuova edizione che avrei voluto leggere, quella che arriva a oggi e non si ferma al 2001. Purtroppo, non sono riuscito a trovarla.

    Comunque, anche così, ci sono spunti interessanti e, per certi versi, fuori dal coro (ma sempre supportati da fonti e altri studi): gli anni Ottanta, dopo la morte di Tito, non sono l’anticamera della guerra che scoppierà in Jugoslavia nel 1991; Franzinetti contesta questa interpretazione teleologica, partendo dal fatto che lo “jugoslavismo” esisteva prima dell’avvento di Tito, e sarebbe potuto anche sopravvivere alla dissoluzione del comunismo se ci fosse stata la volontà politica di mantenere in vita la Jugoslavia. E parla di abdicazione del comunismo, e non di crollo, almeno per l’area balcanica (ma non solo, Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia, Romania incluse), dove il processo era in atto da tempo. Afferma, inoltre, che l’espressione “pulizia etnica” fu usata dall’informazione-spettacolo con gran disinvoltura per indicare fenomeni molto diversi fra loro.

    ha scritto il