I Buddenbrook

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(3969)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 698 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Spagnolo , Svedese , Catalano , Rumeno

Isbn-10: A000044640 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Solidità e fragilità

    Una piccola città-stato, Lubecca, governata da un gruppo di ricche famiglie di commercianti e armatori. Eleggono consoli e senatori, ricevono, combinano matrimoni tra i figli. Solidità del patrimonio, ...continua

    Una piccola città-stato, Lubecca, governata da un gruppo di ricche famiglie di commercianti e armatori. Eleggono consoli e senatori, ricevono, combinano matrimoni tra i figli. Solidità del patrimonio, parsimonia, etica (protestante) del lavoro, onore, rispettabilità. Dignità, apparenza, senso di responsabilità. Coraggio, energia, decisione. Le persone sono anelli di una catena (la famiglia) e sono responsabili della sua solidità, i desideri individuali sono repressi/ridicolizzati/sacrificati con senso del dovere. Un simbolo: il libro dell'albero genealogico su cui i capifamiglia annotano con orgoglio successi, fidanzamenti, nascite. Qualcosa però si incrina: perdite, divorzi, membri della famiglia rinnegati o espulsi; qualcosa, forse una malattia, un germe, si insinua nelle generazioni dei Buddenbrook e diventa sempre più devastante... La fatica di Thomas nel mantenere a tutti i costi l'apparenza anche fisicamente, con una maschera tutti i giorni da ricostruire, che va dall'espressione forzata del viso alla cura ossessiva per i baffi, i capelli, la biancheria, i vestiti. La casa, le stanze, mobili ninnoli stoffe stoviglie... Intanto il germe corrode da dentro, una sensibilità che diventa sempre più intensa e funesta, bellezza e morte, musica e decadimento. Fino all'ultimo erede, Hanno, tutto sensibilità e terrori, a cui mancano completamente l'energia vitale e la sicurezza, disprezzato dal padre e spaventato da tutto, temperamento artistico che trova l'unico rifugio e la sola comunicazione nella musica. Insomma: la crisi dell'individuo tra Ottocento e Novecento, come titolano i paragrafi delle antologie. Si sa che Thomas Mann è Hanno, i Buddenbrook sono la sua famiglia. La tensione tra valori borghesi e sensibilità artistica si è risolta un secolo dopo nell'individualismo più estremo. Ma la battaglia interiore tra l'essere e il dover essere, la sofferenza delle aspettative mancate e delle scelte individuali, la repressione insita nei ruoli sociali... sono tutti aspetti umani ancora attuali e sono raccontati con grande eleganza e piacevole ironia in questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho sempre creduto un libro pensate, noioso, difficile da digerire...invece che bello.
    E' una appassionante saga familiare: i Buddenbrook vivono a Lubecca e li seguiamo tra il 1835 e il 1877 nella lo ...continua

    L'ho sempre creduto un libro pensate, noioso, difficile da digerire...invece che bello.
    E' una appassionante saga familiare: i Buddenbrook vivono a Lubecca e li seguiamo tra il 1835 e il 1877 nella loro vita sociale, lavorativa e soprattutto privata, aspetto che Mann approfondisce molto bene, presentandoci dei bei ritratti di uomini e donne con i loro caratteri, forze e anche debolezze.
    Ci si lega subito a questa famiglia e non si vede l'ora di sapere cosa succederà.
    C'è tanto in questo libro...i valori della famiglia, del lavoro e della rispettabilità sociale, della religione... il contrasto tra la vita privata e quella pubblica...la differenza tra un lavoro solido e concreto come quello del commerciante, e l'inclinazione alle arti così effimere e incerte ma anche appaganti... Non si può menzionare tutto quello che questo libro contiene.
    Ricordo qui solo due parti, tra quelle che mi hanno colpito. Una è la descrizione delle vacanze estive di Hanno, una bella descrizione di come un bambino vive i mesi lontano dalla scuola e dagli obblighi. L'altra è la malattia della moglie del console, Elisabeth Kröger: mi ha colpito la critica (almeno a me è sembrata tale) di Mann rispetto ai medici che sostengono che il loro dovere sia lasciare in vita il più possibile il malato, lasciarlo il più tempo possibile alla famiglia...anche se in stato di grande sofferenza. Un tema ancora attuale.
    Chi è spaventato da questo libro deve solo iniziare le prime pagine...! E poi non lo lascia fino alla fine, e a malincuore.

    ha scritto il 

  • 5

    “Ed ecco, improvvisamente fu come se le tenebre si lacerassero davanti ai suoi occhi, come se la parete vellutata della notte si squarciasse rivelando un’immensa, sterminata, eterna vastità di luce. “ ...continua

    “Ed ecco, improvvisamente fu come se le tenebre si lacerassero davanti ai suoi occhi, come se la parete vellutata della notte si squarciasse rivelando un’immensa, sterminata, eterna vastità di luce. “Io vivrò.” Disse Thomas Buddenbrook quasi a voce alta. Che cos’era la morte? La risposta non gli fu data con poche e presuntuose parole: egli la sentì, possedendola nel profondo di sé. La morte era una felicità così grande che solo nei momenti di grazia come quello la si poteva misurare. Era il ritorno da uno sviamento indicibilmente penoso, la correzione di un gravissimo errore. Fine, disfacimento? Che cosa si dissolve? Null’altro che questo corpo … questa personalità e individualità, questo goffo, caparbio, grossolano, detestabile impedimento a essere qualcosa di diverso e di migliore." (Thomas Mann)

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo magnifico. Nonostante sembri un mattone, è molto scorrevole ed è una lettura piacevolissima.
    Mann ci mostra il declino di una ricca famiglia borghese motivata più dalle inquietudini dei membri ...continua

    Romanzo magnifico. Nonostante sembri un mattone, è molto scorrevole ed è una lettura piacevolissima.
    Mann ci mostra il declino di una ricca famiglia borghese motivata più dalle inquietudini dei membri che dagli sconvolgimenti storici. Le vicende sono narrate quasi come se la famiglia vivesse in una dimensione separata, la storia è solo una cornice ed è appena accennata, l'autore si concentra nel trattare, con magistrale perizia, la psicologia dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo , corposo, ancorato ai moduli narrativi tipici della prosa ottocentesca , caratterizzato da un registro stilistico elevato, è anche una godibilissima opera da leggere con vivo trasporto. Sc ...continua

    Il romanzo , corposo, ancorato ai moduli narrativi tipici della prosa ottocentesca , caratterizzato da un registro stilistico elevato, è anche una godibilissima opera da leggere con vivo trasporto. Scritto a soli 25 anni diede grande fama all’autore e gli permise di rappresentare, attraverso la decadenza di una dinastia di Lubecca, il conflitto vissuto in prima persona quando ruppe con gli schemi borghesi della sua ricca famiglia di commercianti abbandonando gli studi per dedicarsi esclusivamente all’attività letteraria.
    La narrazione segue le alterne vicende della famiglia Buddenbrook incentrandosi prevalentemente sul destino della piccola Antoine e dei suoi due fratelli Thomas e Christian. Abile l’autore a farci affezionare ai tre, seppur così diversi, a farci vivere il loro modo di leggere la transizione da un’epoca all’altra o l’incapacità di farlo. Suscita immediata tenerezza Tony/ Antoine, costretta alla politica matrimoniale di rango e totalmente asservita ad essa, lei rigidamente impostata sul blasone che non può scolorire, sull’incedere a testa alta per preservare il buon nome della sua famiglia. È ammirevole l’abnegazione di Thomas che si scontra col mutare dei tempi e con i solidi modelli del nonno e del padre ormai poco opportuni. È comprensibile il disorientamento del fragile Christian e la sua naturale dissipatezza.
    I vecchi muoiono, i giovani soccombono. Triste romanzo, lucido, sapientemente descrittivo, anticipatore di temi cari al grande autore tedesco: il crollo del mito borghese, lo scontro fra ideale e reale, i grandi interessi culturali (in questo caso la fa da padrona la musica nella parte finale), l’amore omosessuale, la decadenza, i dilemmi dello spirito. Opera da leggere , ha il pregio di tenere vivo l’interesse del lettore fino all’ultima pagina stampando nella memoria di lettura scenari, ambientazioni, tipi umani difficilmente dimenticabili. Invoglia anche ad una visita alla città di Lubecca, nota per la conservazione del suo centro storico medievale, e alla casa natale dell’autore, aperta al pubblico e ispiratrice delle splendide descrizioni dell’opera.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'opera immensa, sostenuta da una scrittura potente, profonda e bella, dentro un quadro storico e filosofico rigoroso e popolata da personaggi memorabili. Un romanzo che si apre e prende corpo su un ...continua

    Un'opera immensa, sostenuta da una scrittura potente, profonda e bella, dentro un quadro storico e filosofico rigoroso e popolata da personaggi memorabili. Un romanzo che si apre e prende corpo su una trama e una struttura tipicamente ottocentesche e che sul finale s'incunea nel prossimo Novecento, anticipandone il respiro artistico, l'intemperanza stilistica, la furia storica, il nuovo assetto sociale e culturale.
    Un libro imprescindibile.

    ha scritto il 

  • 0

    Finito a fatica in un mese e mezzo.
    Mi sono sentito davvero ignorante di fronte a Thomas Mann: decisamente troppo avanti per le mie capacità.
    Thomas: se puoi, perdonami. Del resto, tu hai scritto ques ...continua

    Finito a fatica in un mese e mezzo.
    Mi sono sentito davvero ignorante di fronte a Thomas Mann: decisamente troppo avanti per le mie capacità.
    Thomas: se puoi, perdonami. Del resto, tu hai scritto questo romanzo a 25 anni mentre io a quell'età sapevo appena appena cosa fare della mia vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Voler bene al mare

    Lo splendore della scrittura è inversamente proporzionale a quello della famiglia negli anni.
    Il romanzo acquista potenza pian piano. E infatti, specialmente all'inizio, ci sono episodi, atteggiamenti ...continua

    Lo splendore della scrittura è inversamente proporzionale a quello della famiglia negli anni.
    Il romanzo acquista potenza pian piano. E infatti, specialmente all'inizio, ci sono episodi, atteggiamenti che vanno dal buffo al grottesco, come se questo giovanissimo scrittore si volesse prendere gioco del lettore e godersi la sua reazione (un sorriso isterico, un checavolostaiscrivendothomas, un "ok, blablabla abbiamo capito, vai oltre")
    (Thomas aveva 26 anni quando il romanzo è stato pubblicato. Ventisei!! -lasciamo perdere quello che combinavo io a 26 anni)
    Più si prosegue con la lettura più il racconto acquista quella bellezza, e tenerezza, e malinconia, e empatia, e umanità (e non solo in senso positivo), ed etc etc etc disarmante -forse anche un po' commovente, specialmente in quelle 3 o 4 volte dove qualcuno "voleva bene" a qualcun altro o qualcos'altro.

    "Onde lunghe...come vengono e si infrangono, l'una dopo l'altra, senza fine, senza scopo, folli e deserte! Eppure hanno un effetto calmante e consolante come le cose semplici e necessarie. Sempre più ho imparato a voler bene al mare... (...) Chi sono quelli che danno la preferenza alla monotonia del mare? Sono quelli, mi sembra, che hanno visto troppo a fondo nelle complicazioni delle cose intime per non dover desiderare in quelle esterne per lo meno una cosa: la semplicità."

    Decadenza di una famiglia
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    ha scritto il 

  • 5

    I monumenti sono fatti anche per essere abbattuti. L'ho sempre pensato. Per qualche tempo, ho praticato l'idea. Leggo questo monumento assoluto e penso che, se anche si decidesse un giorno di abbatter ...continua

    I monumenti sono fatti anche per essere abbattuti. L'ho sempre pensato. Per qualche tempo, ho praticato l'idea. Leggo questo monumento assoluto e penso che, se anche si decidesse un giorno di abbatterlo, questo monumento si ricostituirebbe da sé. Le singole macerie riprenderebbero vita, vibrando sul selciato, e ritrovando, di ognuna, il posto preciso.
    Una lingua limpida ed eterna. La letteratura, se ancora la parola ha un senso. E accidenti se ne ha.

    ha scritto il 

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