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I Buddenbrook

Decadenza di una famiglia

Di

Editore: A. Mondadori (Tutte le opere di Thomas Mann, 3)

4.3
(3662)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 997 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Spagnolo , Svedese , Catalano , Rumeno

Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Ervino Pocar ; Curatore: Lavinia Mazzucchetti

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Cofanetto , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    La fine di quattro intere generazioni

    Premetto che il libro mi ha colpito molto, si lascia leggere, è pieno e curioso di dettagli e di descrizioni che mettono in risalto i singoli personaggi. Ti affezioni e magari ti riconosci, nel corso ...continua

    Premetto che il libro mi ha colpito molto, si lascia leggere, è pieno e curioso di dettagli e di descrizioni che mettono in risalto i singoli personaggi. Ti affezioni e magari ti riconosci, nel corso della lettura, ad alcuni, come Tony, e poi scopri che vanno avanti fino alla fine...mentre negli undici capitoli precedenti, ma in ciascuno di tutti, prima o poi dovrai abbandonarne uno per volta. Il tema principale credo proprio che sia la morte, bellissime le riflessioni in riva al mare di Thomas Buddenbrook a sua sorella Tony; simpatici alcuni personaggi come Christian.

    ha scritto il 

  • 5

    Una meravigliosa saga familiare

    Letto durante il liceo, è un libro che ho amato molto, un po' per il mio amore per la letteratura ottocentesca (I Buddenbrook è stato pubblicato nel 1901), un po' per il fatto che le saghe familiari m ...continua

    Letto durante il liceo, è un libro che ho amato molto, un po' per il mio amore per la letteratura ottocentesca (I Buddenbrook è stato pubblicato nel 1901), un po' per il fatto che le saghe familiari mi appassionano da sempre.
    Una lettura davvero imprescindibile che mi auguro di riaffrontare presto.

    ha scritto il 

  • 4

    “Cos’è il successo? Una forza segreta e indescrivibile, intuizione, prontezza… La consapevolezza di esercitare, con il solo fatto di esistere, una pressione sull’andamento della vita che mi circonda…L ...continua

    “Cos’è il successo? Una forza segreta e indescrivibile, intuizione, prontezza… La consapevolezza di esercitare, con il solo fatto di esistere, una pressione sull’andamento della vita che mi circonda…La fede nell’arrendevolezza della vita in mio favore… Fortuna e successo sono in noi. Dobbiamo tenerli: con forza, intimamente. Appena qui dentro qualcosa comincia ad allentarsi, a rilassarsi, a stancarsi, subito tutto quel che è intorno a noi si svincola, reagisce ostile, si ribella, si sottrae al nostro influsso…Allora un colpo segue l’altro, sconfitta su sconfitta, e si è finiti”
    La parabola dei Buddenbrook, facoltosi commercianti nel campo delle granaglie, nell’industriosa Lubecca del XIX secolo, sta tutta in questo sfogo del senatore Tom, il suo più travagliato esponente.
    Il fatto è che, via via che i tempi cambiano e le generazioni si passano la staffetta, la dialettica dei “capifamiglia” con ognuno dei tre termini della triade di valori portanti, ovvero Dio , Denaro, Famiglia si fa più complicata.
    Il vecchio Johannes, bonario e paffuto, è pur sempre quello che nel 1813, con un tiro a quattro aveva percorso in lungo e in largo la Germania meridionale, per rifornire di grano l’esercito prussiano; il suo animo e…il suo abbigliarsi mostrano ancora i riverberi del secolo dei lumi, perciò si fa beffe del catechismo e porta Jabot di pizzo, perciò il suo atteggiamento mentale verso il proprio "habitat" è fiducioso, positivo e propositivo.
    Nel figlio omonimo – il Console - la corrispondenza fra i tre valori portanti diventa stringente e quasi triunivoca: al centro c’è la famiglia, e ogni suo esponente è come l’anello di una catena con la missione di contribuire con affari redditizi e matrimoni oculati all’incremento del patrimonio famigliare, solo così avrà dalla sua parte anche la maestà divina, che quindi va venerata con la massima devozione. Naturaliter i membri della famiglia che tralignano e remano contro vanno espunti giocoforza con decisione ferrea ma non priva di lacrimosa ipocrisia.Come non ricordare le comiche manovre del console nel diseredare il fratellastro o nel fare e disfare matrimoni, sempre con comodi alibi e faccia contrita da presentare al Padreterno?
    E torniamo a Tom: l’antica borghesia affaristica della città viene soppiantata vieppiù da nuovi ceti emergenti di ex-semplici bottegai, lui dapprima, ossequiente alla tradizione della schiatta, si getta con entusiasmo e brillantezza nell’agone imprenditoriale, poi subentra in lui una progressiva inarrestabile depressione. Non vede più obiettivi per cui lottare: il dubbio esistenziale si impossessa di lui. Cerca una via d’uscita nella filosofia, poi la rigetta per mantenersi saldo alla tradizione. La cura maniacale che pone nella cura del corpo, è una maschera sul suo io sofferente e diviso.
    Il piccolo Hanno, l’ultimo della stirpe, mostra il disfacimento compiuto della ferrea etica famigliare: è solo un ragazzo sognante e insicuro, un artista in erba che rigetta con terrore ogni costrizione, e lo farebbe a prezzo della vita.
    Ma il personaggio che campeggia e che con ogni suo atto cerca di puntellare i declinanti onori della famiglia è la bella Tony, fedele adepta del padre console, infantile nei suoi convincimenti, risoluta nella difesa dei suoi privilegi, a lei si debbono le scenate più plateali, i pianti più dirotti, in contrasto con la gelida amica e cognata Gerda che di fronte al marito morente avrà un unico commento “In che stato era quando l’hanno portato! In tutta la sua vita non gli si era mai visto un granello di polvere addosso…è uno scherno e un’infamia che la fine debba venire così"
    ad un primo assaggio, il romanzo potrebbe risultare indigesto per la fitta descrizione di ambienti, arredi, ninnoli, utensili, vestimenti, caratteristiche fisiche, mimiche, caratteriali dei personaggi principali e accessori; particolarità questa, evidente già dalle primissime battute. In realtà se ci allontaniamo dal “cosa” e consideriamo il “come” questa descrittività si realizzi, non possiamo non ammirare , proprio nella reiterazione delle caratteristiche espressive e posturali dei personaggi così come dei loro tipici intercalari, li si trasformi in creature vere che balzano - come suol dirsi - fuori dalla pagina, pur assumendo, di contro, sia in virtù di questa tipizzazione che dell’ironia ben dosata dispensata dalla penna dell’autore, le caratteristiche di personaggi da fumetto. Grande poi è l’adesione dello scrittore allo spirito dei tempi rappresentati; il mondo di questi commercianti alto-borghesi della Lubecca ottocentesca, ci diventa presente e vivo, pare che il giovane autore, ci abbia pagato un bel viaggio con la macchina del tempo. E se vogliamo trovare una morale in questa storia, è solo quella universale dichiarata già con il sottotitolo: la vicenda particolare e circoscritta dei Buddenbrook è il processo di ascesa, decadenza e caduta così inerente a tutto ciò che è di questo mondo, merito dell'autore è averlo reso così graduale e insensibile da renderlo plausibile e al passo con i ritmi inesorabili della grande Storia.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia finita?

    Delicatissimo, molto ironico, quasi al limite del grottesco. Non me l'aspettavo.
    La storia dei Buddenbrook si snoda non soltanto fra le vicende familiari, ma anche attraverso lo sviluppo industriale e ...continua

    Delicatissimo, molto ironico, quasi al limite del grottesco. Non me l'aspettavo.
    La storia dei Buddenbrook si snoda non soltanto fra le vicende familiari, ma anche attraverso lo sviluppo industriale e tecnologico: Mann non teme, a ragion veduta, che le realtà possa distogliere l'attenzione dalle vicende casalinghe.
    I personaggi femminili narrati (difficilmente sembrano creati!) sembrano essere le nostre zie, cugine, nonne e anche quando toccano punte parossistiche - ma forse proprio per questo - diventano sempre più reali e affascinanti; inducono tenerezza.
    C'è tutto in questo grande capolavoro: l'eroe in tensione, la colpa, l'espiazione, la sconfitta; sembra mancare la vittoria, ma c'è anche quella... nel sorriso di Hanno nell'ascoltare per l'ultima volta la voce del suo conte.
    Sembra quasi che la decadenza riesca a coinvolgere tutto e che si proponga come stato definitivo, ma a ben guardare con altre messe a fuoco ci si convince che fa tutto parte della ciclicità della storia. Una decadenza serve ad un'altra ascesa: non esistono equilibri immobili in natura ma soltanto equilibri oscillanti attorno ad opportune condizioni.
    Inutile cercare di non fare confronti con gli altri romanzi di Mann: c'è l'insoddisfazione veneziana, c'è l'ammirazione di Tonio, c'è la poesia della montagna. Qui si aggiunge la voglia di ridere, di creare delle macchiette sulle quali insistere con delicate allitterazioni, che quando non ci sono ti mancano.
    Questo libro è una generalizzazione, una splendida generalizzazione della vita e del pensiero dello scrittore, che sembra snodarsi fra un coacervo di diversità che riescono a coesistere.
    Questo pensiero è stato istintivo, volendo cogliere analogie...
    Rodja : Hans = Karamazov : Buddenbrook

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura lunga 2 mesi!

    Ho dedicato più di due mesi alla lettura di questo romanzo. Quando un'opera contiene così tanto, il minimo per renderle giustizia, è dedicarle tutto il tempo, l'attenzione e la dedizione necessaria. D ...continua

    Ho dedicato più di due mesi alla lettura di questo romanzo. Quando un'opera contiene così tanto, il minimo per renderle giustizia, è dedicarle tutto il tempo, l'attenzione e la dedizione necessaria. Darei 5 stelle allo stile, assolutamente magnetico, e 3 stelle alla storia in sé: 4 stelle in media. La valutazione quantitativa però dice molto poco di questa storia che è una di quelle che ti regala personaggi indelebili che impari a conoscere e con cui cresci man mano che la lettura va avanti. Era da un bel po' che non mi dilettavo in letteratura di questo calibro. Consigliato ai pochi eletti che non cercano solo immediato intrattenimento nella lettura, ma un investimento e una mutua crescita.

    ha scritto il 

  • 4

    La decadenza finanziaria e morale di una famiglia commerciale di Lubecca attraverso quattro generazioni.

    Personaggi molto ben delineati e uno spaccato d'epoca dettagliato sotto ogni aspetto. La scritt ...continua

    La decadenza finanziaria e morale di una famiglia commerciale di Lubecca attraverso quattro generazioni.

    Personaggi molto ben delineati e uno spaccato d'epoca dettagliato sotto ogni aspetto. La scrittura è superba, ma le descrizioni continue appesantiscono la lettura. Non mi ha lasciato molto, romanzo che non mi ha coinvolto particolarmente, forse troppo datato. Vale comunque la pena leggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, veramente bello.
    Nonostante il contesto e la trama non particolarmente semplici, non c'è stata una parte del libro che risultasse noiosa.
    Interessanti i personaggi e le loro storie, il contesto ...continua

    Bello, veramente bello.
    Nonostante il contesto e la trama non particolarmente semplici, non c'è stata una parte del libro che risultasse noiosa.
    Interessanti i personaggi e le loro storie, il contesto storico in cui si svolge la trama, e ovviamente ottima la scrittura.
    Insomma, veramente bello!

    ha scritto il 

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