I Cariolanti

Di

Editore: Elliot

4.1
(190)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861921051 | Isbn-13: 9788861921054 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Horror , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
1918, campagna toscana. Per non partire soldato nella Prima guerra mondiale, un uomo nasconde suo figlio di nove anni e sua moglie in un buco scavato nel bosco. Lì dentro la famiglia passa quasi tutto il tempo, il padre esce solo per prendere l’acqua e per cacciare, ma a volte il cibo non si trova e allora bisogna affondare le dita nella terra umida per vedere se salta fuori un baco o una radice da masticare, oppure rassegnarsi a mangiare carne umana. Inizia così l’avventura di Bastiano, che cerca di riscattare la sua vita solitaria e animalesca innamorandosi di Sara, la figlia del padrone per cui va a lavorare come aiutante stalliere. Ma il fango quasi mai incontra la luce, e allora finirà per sporcarsi totalmente, uccidere colpevoli e innocenti, scappare, trasformarsi in un animale da preda, perdersi, per poi ritornare alle origini, alle sue vere radici, da cui non può fuggire. I Cariolanti è un romanzo di deformazione, selvatico e rabbioso, dove il vero protagonista è la bestialità, non la bestialità malvagia e gratuita, ma quella istintiva e viscerale di chi uccide per sopravvivere. Una favola nera in tredici istantanee dove si respirano atmosfere che vanno da Truffaut a Stephen King, alle Fiabe italiane di Calvino.
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  • 3

    I CARIOLANTI di Sacha Naspini

    Il romanzo suddiviso in tredici capitoli, in cui viene narrata la vita di Bastiano, ha la particolarità che all’apertura del primo e alla chiusura dell’ultimo ci troviamo a condividere la stessa ambie ...continua

    Il romanzo suddiviso in tredici capitoli, in cui viene narrata la vita di Bastiano, ha la particolarità che all’apertura del primo e alla chiusura dell’ultimo ci troviamo a condividere la stessa ambientazione: una buca scavata nel terreno. La partenza e l’arrivo di questa narrazione finiscono quindi per combaciare.

    Sottoterra, nel buco, Bastiano c’è stato portato a 5 anni, assieme alla madre e al padre disertore che li ha nascosti per sfuggire ad un plotone d’esecuzione in quanto disertore.

    La mamma durante questa reclusione gli narra di queste figure tremende, i cariolanti, che rapiscono i bambini per poterseli mangiare – se questi non sono obbedienti ai genitori - caricandoli su una carriola.

    Da inquietanti protagonisti di racconti che spaventano il protagonista i Cariolanti, diventeranno il cognome scelto dalla famiglia quando si tratterà di uscire dalla clandestinità.

    Campagna toscana, 1918. In questo buco la famiglia passa tutto il suo tempo; il padre esce solo per prendere l'acqua e per cacciare. Quando non ne trova bisogna affondare le dita nella terra umida per tirarne fuori un verme o una radice….o rassegnarsi a mangiare carne umana.

    Bastiano strappato dalla propria famiglia al contesto societario comune si trasformerà, o per meglio dire regredirà, lungo la sua esperienza di vita, in un animale. La sua esistenza – adeguandosi alle aspre leggi della natura che gli permetteranno di sopportare maltrattamenti, stenti e privazioni- sarà l’emblema di come il succedersi delle disgrazie ti può trasformare in un animale selvatico, primitivo. Animale che imparerà a muoversi con furbizia, guidato dagli istinti, incapace di gestire le più elementari emozioni.

    L’autore ricorre a tutta la durezza espressiva possibile per descrivere la brutalità di questo “mostro”, diventato tale per esigenza, per sopravvivenza, e non per scelta.

    Con abilità riesce a bilanciare in modo eccellente la sgradevolezza della trama, degli episodi cupi e violenti attraverso il continuo parlare del protagonista. Bastiano narra, con un flusso continuo, fin nei dettagli, tutti gli eventi che si susseguono nella sua esperienza e lo fa attraverso un linguaggio povero, impreciso, imperfetto, mescolando ingenuità e ferocia, stupore e rabbia di fronte a ciò che gli capita. Ne consegue che – sotto questa luce - non riesce a sembrarci cattivo. Mai il male che causa negli altri sembra essere frutto di cattiveria gratuita, ma diventa l’istintiva e a volte impulsiva conseguenza ai soprusi ricevuti. Il suo continuo narrare alternato alla sua volontaria scelta di non comunicare (mutismo) che ce lo fa caratterizzare come uno strano, come lo scemo del villaggio; e come tale è sospettoso, schivo.

    In tutto questo percorso è sempre accompagnato da una feroce compagna: la fame, quella che è talmente pressante che a tutti i costi ti impone di mangiare (per primo) per non soccombere e essere mangiato. E’ la legge della giungla dove non esiste morale ma solo bisogno.

    In questo romanzo Bastiano – a differenza di buona parte della letteratura - compie un viaggio a ritroso, di involuzione, tornando come ultima fase della propria esistenza dentro il ventre della terra (da dove tutto era iniziato) e dove ritrova il padre. Il genitore però è già cadavere; gli rimane solo la consolazione di riconoscerlo come colui il quale ha fatto tutte quelle scelte scellerate con il solo scopo di proteggerlo, lui e tutta la sua famiglia, come poteva.

    Palese in questo ultimo capitolo il richiamo a Carlo Collodi e al suo Pinocchio, nel momento narrativo in cui il burattino – dopo mille peripezie ritrova nella pancia del pescecane il povero babbo. Sottile anche il richiamo alla fame presente nei due testi, lì dove Geppetto esorta il figlio capriccioso a cambiare atteggiamento – ad essere meno schizzinoso - perché la fame può arrivare da un momento all’altro.

    In questo percorso di trasformazione, apparentemente comune tra le due opere, però abbiamo che mentre in Pinocchio la rinascita è un miglioramento, per Bastiano la rinascita si presenta come la conferma del proprio regredire alla propria indole animale dalla quale non riesce a riscattarsi nonostante le intenzioni.

    Ritorna quindi a galla la grande questione, tanto in voga durante il periodo dell’Illuminismo sulla natura dell’essere umano. Ecco perché ritengo che in questo percorso narrativo evolutivo il personaggio di Sasha Naspini possa farsi accompagnare, senza nulla togliere, dai personaggi di opere come “Il signore delle Mosche” di William Golding o “Niente” di Teller Janne, per fare solo alcuni nomi.

    ha scritto il 

  • 4

    AVVISO: non a adatto a stomaci sensibili!
    Che botta! Comincia con un aggrovigliamento di intestini, così continua e così finisce. A confronto Trilogia della città di K è delicato. Però se lo inizi no ...continua

    AVVISO: non a adatto a stomaci sensibili!
    Che botta! Comincia con un aggrovigliamento di intestini, così continua e così finisce. A confronto Trilogia della città di K è delicato. Però se lo inizi non riesci a staccarti.

    ha scritto il 

  • 5

    Autore non molto conosciuto ma di innegabile talento. Questo è forse il suo libro migliore, un romanzo composto da più racconti feroci e affascinanti che vanno a comporre un ritratto umano tanto dispe ...continua

    Autore non molto conosciuto ma di innegabile talento. Questo è forse il suo libro migliore, un romanzo composto da più racconti feroci e affascinanti che vanno a comporre un ritratto umano tanto disperato quanto crudamente reale.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che inseguo da tempo, dopo aver letto commenti entusiastici. Ne sono uscita non convinta. Lasciamo stare che la storia è veramente raggelante, di certo fuori dalle mie corde, ma credo di aver ...continua

    Un libro che inseguo da tempo, dopo aver letto commenti entusiastici. Ne sono uscita non convinta. Lasciamo stare che la storia è veramente raggelante, di certo fuori dalle mie corde, ma credo di avere una buona resistenza ormai.
    Mi è piaciuta la costruzione a scene e indubbiamente l'autore sa scrivere. La prima parte, è davvero bella, quasi lirica.
    Quello che secondo me non ha indovinato è il linguaggio di Bastiano. Durante la prima guerra mondiale aveva 9 anni, quindi è un uomo dell'altro secolo, molto dell'altro secolo. Però parla come un ragazzino di adesso, continua a ripetere "tipo questo e tipo quello". Mi ha disturbata per tutta la lettura.
    Insomma, un libro riuscito solo in parte.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è uno di quei libri che non vorresti mai aver letto ma per il modo in cui è scritto gli do cinque stelline.
    E’ un racconto che va dritto al cuore,come un martello pneumatico quando buca il ceme ...continua

    Questo è uno di quei libri che non vorresti mai aver letto ma per il modo in cui è scritto gli do cinque stelline.
    E’ un racconto che va dritto al cuore,come un martello pneumatico quando buca il cemento.
    Narra il male in tutte le sue forme,il male istintivo di chi uccide per sopravvivere.
    Ricco di scene molto forti,che mai avrei pensato di riuscire a leggere,è una favola nera che più nera penso non possa esistere.
    E’ la storia di Bastiano,raccontata in tredici episodi che scandiscono la sua esistenza,come la goccia che pian piano erode tutto ciò che bagna.
    Si parte dall’età di nove anni in cui si nasconde con la sua famiglia in un buco sottoterra per sfuggire alla chiamata al fronte del padre; si arriva all’età di oltre cinquant’anni,passando attraverso la fame più nera,la brutalità della guerra e il dopo guerra di una persona analfabeta che vive la vita in modi inimmaginabili per qualsiasi essere umano.
    La bestialità è descritta con particolare cruenti,per cui sconsiglio la lettura a persone sensibili.
    Che altro dire se non che è un libro terribile ma allo stesso tempo,a mio parere,sublime.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro duro, durissimo, feroce a tratti disturbante ,scritto narrando fatti atroci, ma senza nessun compiacimento o indugio sui particolari macabri. Una scrittura asciutta, secca ,per narrare una st ...continua

    Un libro duro, durissimo, feroce a tratti disturbante ,scritto narrando fatti atroci, ma senza nessun compiacimento o indugio sui particolari macabri. Una scrittura asciutta, secca ,per narrare una storia di un orrore senza fine.
    La storia di una vita segnata dalla fame, dalla miseria, dalla solitudine e dalla disperazione .
    1918, per sfuggire all’arruolamento un padre si nasconde con la famiglia in un buco sotto terra. Qui il piccolo Bastiano cresce patendo la fame ,subendo le più atroci privazioni, che non sono solo la fame ma anche e soprattutto la mancanza di affetto, di contatto con altri esseri umani e la consapevolezza che solo il predatore riesce a sopravvivere. Cresce sviluppando solo gli istinti di sopravvivenza più primordiali, che lo fanno sentire più vicino agli animali che agli uomini e più a suo agio tra i boschi che in una casa. Diventato adulto , cercherà anche ,a suo modo, di inserirsi nella vita del paese,ma il suo carattere ed i suoi istinti lo porteranno sempre a reagire con violenza, spinto da impulsi “animaleschi “ che non sa frenare, perché solo quello ha imparato dalla vita. Una vita che, iniziata in miseria, non riuscirà mai ad avere una svolta, la galera e la guerra lo metteranno di fronte ad altra miseria, ma in quelle situazioni riuscirà a sopravvivere proprio grazie a quegli istinti che ha sviluppato . Anche nelle rare occasioni nelle quali incontra persone animate da buoni sentimenti, le sue azioni hanno sempre risvolti tragici. Non riesce a distinguere il bene dal male, perché nella sua vita bene non ne ha mai avuto. E’ una storia tragica, senza possibilità di riscatto alcuno, perché Bastiano è nato “ di traverso” e non ha speranze di una vita migliore : è destinato ad una vita di violenza, orrore e miseria, le sole cose che conosce e sa combattere ad armi pari. Resta solo un quesito alla fine : Bastiano è vittima o carnefice? Forse entrambe le cose perché spesso da una vittima nasce un carnefice.

    ha scritto il 

  • 3

    Evitare la lettura dopo i pasti

    Romanzo disturbante per contenuto e forma. Disturba il contenuto: omicidi, cannibalismo ai danni di neonati e familiari, parenti sepolti vivi, avvelenamenti, necrofilia e altre cose che ci piace rimuo ...continua

    Romanzo disturbante per contenuto e forma. Disturba il contenuto: omicidi, cannibalismo ai danni di neonati e familiari, parenti sepolti vivi, avvelenamenti, necrofilia e altre cose che ci piace rimuovere. Disturba la forma: narrazione in prima persona che ricapitola vita, gesta e pensieri impensabili di un uomo che per sopravvivere al mondo è costretto ad attivare la modalità ferina permanente.
    Meraviglia che sia un romanzo italiano ad essere cosi coraggioso.
    Da leggere solo se avete il palato ruvido e lo stomaco foderato, ma sicuramente da leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    Anche questa scoperta di Anobii l'ho lanciata contro il muro. Un viaggio nel degrado e nella follia e OK, ma manco un raggio di luce, mai?. E io che l'avevo comprato perché la nonna Dina mi cantava la ...continua

    Anche questa scoperta di Anobii l'ho lanciata contro il muro. Un viaggio nel degrado e nella follia e OK, ma manco un raggio di luce, mai?. E io che l'avevo comprato perché la nonna Dina mi cantava la canzone dei Cariolanti...

    ha scritto il 

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