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I Figli di Atlantide

Di

Editore: Casini Editore

4.0
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8879051660 | Isbn-13: 9788879051668 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Crime , Entertainment , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Robert Gray, funzionario dell'FBI di New York, indaga su un delitto che sembra senza soluzione. Gli unici indizi sono una stella a sei punte e una carta dei tarocchi. Gli unici punti di contatto tra Ivan, Sarah e Seiji sono invece un medaglione, un'antica civiltà, un'iscrizione arcana. I tre giovani vivono in tre luoghi diversi e lontani e non si sono mai incontrati. Ma le cose sono destinate a cambiare, perché sono stati scelti per sciogliere un enigma antico e sfortunato. Porteranno a termine una missione iniziata tanti, troppi secoli prima, una missione che affonda le sue radici nel pericolo e nell'irrazionale. Che intenzioni hanno i misteriosi adepti della setta Chrysalis? Quali terribili conseguenze porterà l'instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale? Sui governi di tutto il mondo incombe una minaccia terribile. La salvezza del genere umano dipende da Ivan, Sarah e Seiji, sempre che sappiano mettere a frutto il misterioso potere del medaglione e l'ammonimento in esso contenuto: Bene vixit qui bene latuit.
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  • 4

    Bene vixit qui bene latuit

    Dalla lettura di questo romanzo sono rimasta sorpresa per ben due fattori. Il primo, sarà ormai banale dirlo perché in rete è stato già detto più volte, è che l'autore dimostra uno straordinario talento, considerando la sua giovane età (diciassettenne alla data di pubblicazione del libro, è bene ...continua

    Dalla lettura di questo romanzo sono rimasta sorpresa per ben due fattori. Il primo, sarà ormai banale dirlo perché in rete è stato già detto più volte, è che l'autore dimostra uno straordinario talento, considerando la sua giovane età (diciassettenne alla data di pubblicazione del libro, è bene ricordarlo) si è cimentato in un romanzo molto lontano da ciò che ci si potrebbe aspettare, un romanzo molto adulto, come contenuti e come stile di scrittura. Oltre alla perfetta padronanza di linguaggio, oltre alla scelta di termini vari e non ripetitivi, si nota anche un certo lavoro di background, uno studio approfondito della tematica trattata, cosa che nei romanzi contemporanei non è affatto una caratteristica da dare per scontata, non è infatti raro trovare romanzi assolutamente privi di nozioni esaustive e specifiche riguardo ai suoi contenuti, ma non è questo il caso di "I figli di Atlantide". Altro fattore rilevante è l'originalità della storia, che mi ha sorpresa proprio per la sua diversità, per il suo distinguersi dalle altre trame! Come costruzione narrativa il romanzo ha un taglio molto "cinematografico", in terza persona ma con frequenti cambi di "inquadratura" (passatemi il termine) che crea proprio l'idea di visionare un filmato, sensazione amplificata ulteriormente dal genere azione/poliziesco/thriller molto in voga nella produzione cinematografica americana. Sì, nonostante l'autore sia italiano l'ambientazione è del tutto straniera, ma non ne risente in credibilità, se provaste a leggere il libro senza sapere il nome dell'autore sono sicura che non ve ne accorgereste nemmeno!
    L'intreccio della storia è preciso e ben congegnato, ma proprio a causa dei molti intrecci e dei frequenti cambi di POV ho fatto un po' fatica all'inizio ad entrare in sintonia con le sue dinamiche, ma superate circa un centinaio di pagine (dico "circa" perché non vi è la numerazione, come di consueto per questa casa editrice) il problema si è risolto da solo. Come genere narrativo non posso dire che sia tra i miei preferiti, anzi, devo dire che i romanzi action/thriller solitamente non mi attirano proprio, ma, vuoi perché ero curiosissima di leggere qualcosa dell'autore, vuoi perché mi sono ripromessa di dare una possibilità ad ogni genere nessuno escluso, ho deciso di leggere "I figli di Atlantide" e non ne sono rimasta per niente delusa. De Martino è un'autore da tenere d'occhio e spero di leggere presto altri suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel 9.600 a.C. circa, l'isola di Atlantide viene inghiottita dal mare. Soltanto pochi abitanti riescono a salvarsi, assieme alle pietre che avevano fatto di quella di Atlantide una delle più evolute civiltà.
    Nell'estate del 1938, nella Valle di Anahuac, nell'America del Nord, un archeologo, ...continua

    Nel 9.600 a.C. circa, l'isola di Atlantide viene inghiottita dal mare. Soltanto pochi abitanti riescono a salvarsi, assieme alle pietre che avevano fatto di quella di Atlantide una delle più evolute civiltà.
    Nell'estate del 1938, nella Valle di Anahuac, nell'America del Nord, un archeologo, Clinton Covenat, fa una scoperta molto interessante.
    Nel 2011, la vita di tre ragazzi viene sconvolta per sempre. Ivan, Sara e Seiji provengono da tre zone differenti del mondo: Londra, New York e Tokyo. Non si sono mai incontrati, ma sarà il destino ad unirli per sempre. Quando viene recapitato loro un invito a partecipare ad una conferenza sulle civiltà perdute dall'archeologo Matthew Morgan, le loro vite cambieranno per sempre.
    E' lo stesso archeologo che fa in modo che i tre entrino in possesso di un medaglione raffigurante un occhio, chiamato "L'Occhio di Atlantide": un amuleto che permetterà ai giovani di trovare le pietre di Atlantide, ma soltanto se essi lo vorranno veramente.

    Morgan, però, li mette anche in guardia: devono stare attenti, perché qualcun altro li sta cercando per impadronirsi delle pietre. Si tratta di Chrysalis, una setta, un'organizzazione rimasta nascosta per secoli e intenzionata ad instaurare il Nuovo Ordine Mondiale, una socierà ideale fondata sugli ideali del matematico Renato Cartesio. Benché questa setta non possa permettersi di uccidere i Figli di Atlantide, Sarah, Seiji e Ivan devono stare molto attenti a non farsi notare, soprattutto dopo essersi impadroniti della pietra di Anahuac, ovvero una delle pietre di Atlantide. Si trasferiscono anche a Londra, dove la loro ricerca della verità prosege senza tregua, per cercare di scoprire tutti i segreti e i retroscena della vicenda che li ha coinvolti contro la loro volontà. Accanto a quella dei Figli di Atlantide, si snoda la vita di Robert Gray, agente dell'FBI, intento a cercare di venire a capo di una serie di omicidi che si pensa possano essere legati ad un gruppo segreto.
    Riusciranno " i nostri eroi", alla fine, ad impedire che il Nuovo Ordine Mondiale venga instaurato sulle ceneri del vecchio mondo?

    Lavoro decisamente notevole se si considera che è stato realizzato da un ragazzo che all'epoca aveva solo 17 anni, anche se i difetti non mancano.
    Innazitutto, la parte iniziale è piuttosto confusionaria, non si riesce a capire subito di cosa si stia parlando. Così il finale, benché in questo caso la questione sia più chiara anche se è come se qualcosa "non tornasse". Insomma, ciò che accade lascia piuttosto perplessi, o forse sono semplicemente io a non essere riuscita a capirlo appieno.
    Altri ( piccoli) difetti sono questi: i Figli di Atlantide sono tre, ma l'autore sembra concentrarsi molto di più su due di loro, e precisamente Ivan e Sarah, mentre il povero Seiji deve accontentarsi di un ruolo quasi marginale. I pensieri dei personaggi sono un po' ripetitivi, è facile che nel giro di un paio di pagine lo stesso personaggio ripensi alle stesse cose e si ponga le stesse domande... il che, ad essere sinceri, annoia un po'. La storia non è male e l'autore riesce a svolgerne le fila con destrezza, ma alcuni passaggi, benché piuttosto verosimili, sono un po' improbabili e quindi difficilmente credibili. Sembra quasi che tutto venga semplificato, mentre a parer mio qualche volta qualcosa avrebbe anche potuto andare storto, giusto per aumentare un po' la tensione.
    Il libro di Mario De Martino, infatti, è lineare, ma sotto tutti i punti di vista: non mi pare di aver trovato incongruenze, ma nemmeno passaggi particolarmente coinvolgenti, che obbligano il lettore a tenere gli occhi incollati alle pagine e a trattenere il respiro per sapere come andrà a finire. Certo è un libro che prende e spinge ad andare avanti, ma che a mio parere non porta ad immedesimarsi nei personaggi nè ad affezionarsi ad essi, come succede invece con altri libri. Anche i personaggi non sono granché caratterizzati, hanno sì delle differenze che li distinguono gli uni dagli altri, ma manca "quell'analisi psicologica approfondita" che porta a comprendere pienamente i personaggi e tutto ciò che essi fanno.
    Lo stile asciutto ed essenziale, ma non banale, rende semplice e piacevole la lettura, aiutato in questo dallo svolgersi dei vari episodi, che, anche se non entusiasmanti, sono comunque interessanti e talvolta sorprendenti.
    Alla fine dei conti, Mario De Martino ha sicuramente una buona scrittura, ma mi pare esagerato definirlo " a buon titolo l'enfant prodige": non basta scrivere un buon libro a 17 anni per essere degli "dei della scrittura". Ci vuole di più, ma penso che questo giovane autore potrebbe, alla fine dei conti, arrivare là dove molti scrittori agognano di arrivare. Di sicuro, il suo è stato il miglior libro della Casini Editore che abbia letto fino ad adesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Un thriller che emoziona

    La Casini ha nuovamente fatto centro!
    I figli di Atlantide è un emozionante thriller che cattura il lettore già dalle prime pagine. L'azione è divisa in tre filoni: tre ragazzi, i discendenti della mitica Atlantide, e le loro peripezie; un agente dell'FBI che indaga su una setta misteriosa; ...continua

    La Casini ha nuovamente fatto centro!
    I figli di Atlantide è un emozionante thriller che cattura il lettore già dalle prime pagine. L'azione è divisa in tre filoni: tre ragazzi, i discendenti della mitica Atlantide, e le loro peripezie; un agente dell'FBI che indaga su una setta misteriosa; le gesta della misteriosa organizzazione Chrysalis che vuol cambiare in mondo.
    I tre protagonisti sono ben caratterizzati. E' da sottolineare come, durante le varie pagine del libro, la loro psicologia cambia e matura in funzione al susseguirsi degli avvenimenti in cui si trovano invischiati. Una pecca del libro sono le sfumature della caratterizzazione dei tre ragazzi: tutt'e tre sono degli stranieri eppure hanno sprazzi di un carattere ed una cultura tipicamente italiani!
    La storia è avvincente - non mi stancherò mai di ripeterlo - e frenetica, tanto da catturare il lettore e tenerlo sempre col il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
    Il finale... be' non esiste un vero e proprio finale, tanto da lasciar presupporre che probabilmente il libro avrà un seguito ed un vero e proprio peccato: la scelta di un finale autoconclusivo avrebbe fatto prendere al libro sicuramente il massimo voto possibile.
    Non resta che lodare l'autore Mario de Martino che pur essendo giovanissimo, poco più che 17enne, ha scritto un vero capolavoro. Se ci sarà un seguito lo attenderò fervidamente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un bel thriller da un autore giovanissimo

    Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a leggere qualcosa di Mario De Martino, un autore giovanissimo (non ha nemmeno vent'anni) che è già al suo quinto romanzo e ha spaziato dal fantasy, alla letteratura per ragazzi, all'horror e, infine, al thriller.
    Ho sempre letto, nelle varie rece ...continua

    Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a leggere qualcosa di Mario De Martino, un autore giovanissimo (non ha nemmeno vent'anni) che è già al suo quinto romanzo e ha spaziato dal fantasy, alla letteratura per ragazzi, all'horror e, infine, al thriller.
    Ho sempre letto, nelle varie recensioni, che si tratta di un autore molto bravo. In effetti sì, è molto bravo. Ovviamente al di sotto di questo romanzo c'è un'operazione di editing, servita sopratutto, credo, a correggere le imprecisioni che in un testo simile sono inevitabili; ma secondo me gran parte della farina è del sacco dell'autore, per dirla con un proverbio.
    Un thriller, quindi. Non è il mio genere preferito, ne leggo pochi e perciò non sono in grado di giudicare con piena cognizione di causa, ma mi sembra che questo sia ben costruito.
    Sarah, Ivan e Seiji sono tre ragazzi provenienti da diverse parti del mondo che vengono invitati a una conferenza a New York dal misterioso professor Morgan. Non vi dirò altro della trama, se non che c'è un coinvolgimento diretto di Atlantide, aspetto che dona un che di fantastico al romanzo; rimarcato, forse, anche dal fatto che il libro non è autoconclusivo come in genere i thriller, ma lascia portoni spalancati per un seguito, secondo la tradizione del fantasy.
    Lo stile è perefetto, tanto da avere l'impressione che l'autore non sia un giovane italiano, bensì un affermato scrittore americano.
    Molto precisa la ricostruzione dei luoghi, nonostante immagino che in molti di questi Mario non sia mai stato.
    Una cosa carina, forse dovuta all'editore, è che certe parti sono presentate per immagini, come per esempio alcuni degli enigmi che i protagonisti devono risolvere.
    L'unica cosa che mi ha lasciata perplessa è la caratterizzazione dei personaggi, tutti un po' bidimensionali a parte Sarah che può essere considerata la protagonista, nonostante siano presentati i punti di vista anche di molti altri. Forse però dipende dal genere stesso; in fondo in quasi tutti i thriller la storia prevale sui personaggi, ed è il motivo per cui non amo questo tipo di romanzi.
    Per non cocludere con una nota negativa, rinnovo i miei complimenti a Mario, perché non tutti sono in grado di scrivere un libro così.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelline e mezzo... quasi cinque

    Rispetto all'ultimo libro che ho letto (<em>L'erede, La spada del re</em>), ho notato un notevole miglioramento nello stile di Mario de Martino. Di solito tendo a non fidarmi troppo dei libri dei baby scrittori, ma devo dire che leggere <em>I figli di Atlantide</em> non è ...continua

    Rispetto all'ultimo libro che ho letto (<em>L'erede, La spada del re</em>), ho notato un notevole miglioramento nello stile di Mario de Martino. Di solito tendo a non fidarmi troppo dei libri dei baby scrittori, ma devo dire che leggere <em>I figli di Atlantide</em> non è stato molto diverso dal leggere il thriller di uno scrittore affermato: lo stile necessita ancora di alcune limature, e in alcuni punti si percepisce un po' troppo che chi scrive ha bisogno di esercizio, ma in compenso in altri punti non mi sembrava vero che lo scrittore avesse solo 17 anni. Un buon libro, dunque, forse addirittura il migliore che abbia mai letto, se messo a confronto con i "capolavori" di altri baby autori.
    L'unico difetto consistente è che il finale sembra affrettato o addirittura troncato a metà, e a questo punto non mi resta che aspettare il seguito! Insomma, non sarà l'<em>enfant prodige</em> della letteratura italiana, come lo descrivono nel risvolto, ma scommetto che non impiegherà molto a diventarlo. Quindi, Mario, continua così!

    Fa parte di "Letture di luglio 2011": http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2011/08/01/letture-di-luglio/

    ha scritto il 

  • 5

    Il thriller non è il mio genere e I Figli di Atlantide è il primo che ho letto.
    Mi ha colpito per la tecnica narrativa e la capacità di reggere fino in fondo una storia complessa, con svariati personaggi.
    Molto interessante l'approfondimento dei protagonisti, "giusti" e ben dosati i c ...continua

    Il thriller non è il mio genere e I Figli di Atlantide è il primo che ho letto.
    Mi ha colpito per la tecnica narrativa e la capacità di reggere fino in fondo una storia complessa, con svariati personaggi.
    Molto interessante l'approfondimento dei protagonisti, "giusti" e ben dosati i cambi di ambientazione.
    Un libro intelligente, che mi ha fatto venir voglia di leggere altri thriller, ma soprattutto di leggere le opere precedenti di Mario De Martino.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo assolutamente sapere come prosegue!!!

    Attendevo da tempo di poter mettere le mani (e gli occhi) su questo libro e finalmente nel giro di pochi giorni sono riuscito a godermelo tutto. Mario De Martino è stato per me una curiosa sorpresa, così giovane ma allo stesso tempo così abile a creare un intreccio degno dei più celebri scrittori ...continua

    Attendevo da tempo di poter mettere le mani (e gli occhi) su questo libro e finalmente nel giro di pochi giorni sono riuscito a godermelo tutto. Mario De Martino è stato per me una curiosa sorpresa, così giovane ma allo stesso tempo così abile a creare un intreccio degno dei più celebri scrittori d'oltreoceano. Ma non è solo la trama a fare il libro, bensì anche lo stile e la scrittura. Il continuo alternarsi di punti di vista, da quello dei tre ragazzi a quello dei membri della setta Chrysalis, dal Sig.Morgan a Robert Gray, funzionario dell'FBI, non risulta fastidioso ma, anzi, rende la lettura dinamica, sempre attrattiva e mai noiosa. In questo modo assistiamo agli eventi nella loro interezza, l'autore ci mette a conoscenza di ogni singolo fatto, ci permette di seguire tutti i personaggi nell'evolversi della trama, la quale, piano piano, si arricchisce di suspance e di mistero. La scrittura è semplice ma esaustiva, lo stile è essenziale e mai dispersivo o prolisso. Le descrizioni non sono pesanti e minuziose; nella loro minimizzazione c'è tutto ciò che occorre all'immaginazione del lettore per "vedere" ciò che sta leggendo. Per tutta la lettura non ho provato mai un attimo di noia ma sentivo sempre la voglia e l'entusiasmo di continuare a girare le pagine. Complice una trama intrigante, il fascino per il mito di Atlantide, una visione a 360 gradi delle vicende, la forte dinamicità del racconto e la continua suspance che accompagna il lettore fino alla fine. Una fine che, presumo e spero, non sia ancora "la FINE". Appare più come un finale "tronco", che taglia di netto la scena proprio al momento clue, lasciandoci con un po' di amaro in bocca ma con la forte curiosità di sapere cosa diavolo sta per succedere. Molti infatti sono i quesiti che rimangono nella testa del lettore: cosa contiene la cassetta trovata nell'ufficio di Covenat? Come verrà utilizzato il medaglione? Riuscirà l'agente Gray a venire a capo dei misteriosi omicidi? Come agirà la setta Chrysalis? Cosa succederà ai Figli di Atlantide? Spero tutte queste domande trovino risposta al più presto in un secondo volume ricco di azione e mistero come questo.
    L'unico fattore negativo, ma neanche troppo, l'ho riscontrato nei protagonisti che a mio avviso sono Ivan, Sarah, Seiji e Robert Gray. Mi sarebbe piaciuta una loro maggior caratterizzazione, più introspezione. Sebbene sia facile notare che Sarah abbia ricevuto maggior attenzione da parte dell'autore, avrei voluto conoscerla ancora più a fondo, per non parlare di Ivan o addirittura di Seiji, della quale vita non sappiamo nulla. Ma a parte questo, e credo che a Mario basti solo un po' più di esperienza, mi resta solo da dire che se a soli 18 anni Mario è riuscito a produrre un'opera simile, prevedo che fra qualche anno potremo soprannominarlo "lo Stephen King italiano"!

    ha scritto il