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I Figli di Atlantide

By Mario De Martino

(48)

| Others | 9788879051668

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Book Description

Robert Gray, funzionario dell'FBI di New York, indaga su un delitto che sembra senza soluzione. Gli unici indizi sono una stella a sei punte e una carta dei tarocchi. Gli unici punti di contatto tra Ivan, Sarah e Seiji sono invece un medaglione, un'a Continue

Robert Gray, funzionario dell'FBI di New York, indaga su un delitto che sembra senza soluzione. Gli unici indizi sono una stella a sei punte e una carta dei tarocchi. Gli unici punti di contatto tra Ivan, Sarah e Seiji sono invece un medaglione, un'antica civiltà, un'iscrizione arcana. I tre giovani vivono in tre luoghi diversi e lontani e non si sono mai incontrati. Ma le cose sono destinate a cambiare, perché sono stati scelti per sciogliere un enigma antico e sfortunato. Porteranno a termine una missione iniziata tanti, troppi secoli prima, una missione che affonda le sue radici nel pericolo e nell'irrazionale. Che intenzioni hanno i misteriosi adepti della setta Chrysalis? Quali terribili conseguenze porterà l'instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale? Sui governi di tutto il mondo incombe una minaccia terribile. La salvezza del genere umano dipende da Ivan, Sarah e Seiji, sempre che sappiano mettere a frutto il misterioso potere del medaglione e l'ammonimento in esso contenuto: Bene vixit qui bene latuit.

17 Reviews

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    Bene vixit qui bene latuit

    Dalla lettura di questo romanzo sono rimasta sorpresa per ben due fattori. Il primo, sarà ormai banale dirlo perché in rete è stato già detto più volte, è che l'autore dimostra uno straordinario talento, considerando la sua giovane età (diciassettenn ...(continue)

    Dalla lettura di questo romanzo sono rimasta sorpresa per ben due fattori. Il primo, sarà ormai banale dirlo perché in rete è stato già detto più volte, è che l'autore dimostra uno straordinario talento, considerando la sua giovane età (diciassettenne alla data di pubblicazione del libro, è bene ricordarlo) si è cimentato in un romanzo molto lontano da ciò che ci si potrebbe aspettare, un romanzo molto adulto, come contenuti e come stile di scrittura. Oltre alla perfetta padronanza di linguaggio, oltre alla scelta di termini vari e non ripetitivi, si nota anche un certo lavoro di background, uno studio approfondito della tematica trattata, cosa che nei romanzi contemporanei non è affatto una caratteristica da dare per scontata, non è infatti raro trovare romanzi assolutamente privi di nozioni esaustive e specifiche riguardo ai suoi contenuti, ma non è questo il caso di "I figli di Atlantide". Altro fattore rilevante è l'originalità della storia, che mi ha sorpresa proprio per la sua diversità, per il suo distinguersi dalle altre trame! Come costruzione narrativa il romanzo ha un taglio molto "cinematografico", in terza persona ma con frequenti cambi di "inquadratura" (passatemi il termine) che crea proprio l'idea di visionare un filmato, sensazione amplificata ulteriormente dal genere azione/poliziesco/thriller molto in voga nella produzione cinematografica americana. Sì, nonostante l'autore sia italiano l'ambientazione è del tutto straniera, ma non ne risente in credibilità, se provaste a leggere il libro senza sapere il nome dell'autore sono sicura che non ve ne accorgereste nemmeno!
    L'intreccio della storia è preciso e ben congegnato, ma proprio a causa dei molti intrecci e dei frequenti cambi di POV ho fatto un po' fatica all'inizio ad entrare in sintonia con le sue dinamiche, ma superate circa un centinaio di pagine (dico "circa" perché non vi è la numerazione, come di consueto per questa casa editrice) il problema si è risolto da solo. Come genere narrativo non posso dire che sia tra i miei preferiti, anzi, devo dire che i romanzi action/thriller solitamente non mi attirano proprio, ma, vuoi perché ero curiosissima di leggere qualcosa dell'autore, vuoi perché mi sono ripromessa di dare una possibilità ad ogni genere nessuno escluso, ho deciso di leggere "I figli di Atlantide" e non ne sono rimasta per niente delusa. De Martino è un'autore da tenere d'occhio e spero di leggere presto altri suoi romanzi.

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    eccentrika said on Jan 11, 2013 | Add your feedback

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    Nel 9.600 a.C. circa, l'isola di Atlantide viene inghiottita dal mare. Soltanto pochi abitanti riescono a salvarsi, assieme alle pietre che avevano fatto di quella di Atlantide una delle più evolute civiltà.
    Nell'estate del 1938, nella Valle di Anahu ...(continue)

    Nel 9.600 a.C. circa, l'isola di Atlantide viene inghiottita dal mare. Soltanto pochi abitanti riescono a salvarsi, assieme alle pietre che avevano fatto di quella di Atlantide una delle più evolute civiltà.
    Nell'estate del 1938, nella Valle di Anahuac, nell'America del Nord, un archeologo, Clinton Covenat, fa una scoperta molto interessante.
    Nel 2011, la vita di tre ragazzi viene sconvolta per sempre. Ivan, Sara e Seiji provengono da tre zone differenti del mondo: Londra, New York e Tokyo. Non si sono mai incontrati, ma sarà il destino ad unirli per sempre. Quando viene recapitato loro un invito a partecipare ad una conferenza sulle civiltà perdute dall'archeologo Matthew Morgan, le loro vite cambieranno per sempre.
    E' lo stesso archeologo che fa in modo che i tre entrino in possesso di un medaglione raffigurante un occhio, chiamato "L'Occhio di Atlantide": un amuleto che permetterà ai giovani di trovare le pietre di Atlantide, ma soltanto se essi lo vorranno veramente.

    Morgan, però, li mette anche in guardia: devono stare attenti, perché qualcun altro li sta cercando per impadronirsi delle pietre. Si tratta di Chrysalis, una setta, un'organizzazione rimasta nascosta per secoli e intenzionata ad instaurare il Nuovo Ordine Mondiale, una socierà ideale fondata sugli ideali del matematico Renato Cartesio. Benché questa setta non possa permettersi di uccidere i Figli di Atlantide, Sarah, Seiji e Ivan devono stare molto attenti a non farsi notare, soprattutto dopo essersi impadroniti della pietra di Anahuac, ovvero una delle pietre di Atlantide. Si trasferiscono anche a Londra, dove la loro ricerca della verità prosege senza tregua, per cercare di scoprire tutti i segreti e i retroscena della vicenda che li ha coinvolti contro la loro volontà. Accanto a quella dei Figli di Atlantide, si snoda la vita di Robert Gray, agente dell'FBI, intento a cercare di venire a capo di una serie di omicidi che si pensa possano essere legati ad un gruppo segreto.
    Riusciranno " i nostri eroi", alla fine, ad impedire che il Nuovo Ordine Mondiale venga instaurato sulle ceneri del vecchio mondo?

    Lavoro decisamente notevole se si considera che è stato realizzato da un ragazzo che all'epoca aveva solo 17 anni, anche se i difetti non mancano.
    Innazitutto, la parte iniziale è piuttosto confusionaria, non si riesce a capire subito di cosa si stia parlando. Così il finale, benché in questo caso la questione sia più chiara anche se è come se qualcosa "non tornasse". Insomma, ciò che accade lascia piuttosto perplessi, o forse sono semplicemente io a non essere riuscita a capirlo appieno.
    Altri ( piccoli) difetti sono questi: i Figli di Atlantide sono tre, ma l'autore sembra concentrarsi molto di più su due di loro, e precisamente Ivan e Sarah, mentre il povero Seiji deve accontentarsi di un ruolo quasi marginale. I pensieri dei personaggi sono un po' ripetitivi, è facile che nel giro di un paio di pagine lo stesso personaggio ripensi alle stesse cose e si ponga le stesse domande... il che, ad essere sinceri, annoia un po'. La storia non è male e l'autore riesce a svolgerne le fila con destrezza, ma alcuni passaggi, benché piuttosto verosimili, sono un po' improbabili e quindi difficilmente credibili. Sembra quasi che tutto venga semplificato, mentre a parer mio qualche volta qualcosa avrebbe anche potuto andare storto, giusto per aumentare un po' la tensione.
    Il libro di Mario De Martino, infatti, è lineare, ma sotto tutti i punti di vista: non mi pare di aver trovato incongruenze, ma nemmeno passaggi particolarmente coinvolgenti, che obbligano il lettore a tenere gli occhi incollati alle pagine e a trattenere il respiro per sapere come andrà a finire. Certo è un libro che prende e spinge ad andare avanti, ma che a mio parere non porta ad immedesimarsi nei personaggi nè ad affezionarsi ad essi, come succede invece con altri libri. Anche i personaggi non sono granché caratterizzati, hanno sì delle differenze che li distinguono gli uni dagli altri, ma manca "quell'analisi psicologica approfondita" che porta a comprendere pienamente i personaggi e tutto ciò che essi fanno.
    Lo stile asciutto ed essenziale, ma non banale, rende semplice e piacevole la lettura, aiutato in questo dallo svolgersi dei vari episodi, che, anche se non entusiasmanti, sono comunque interessanti e talvolta sorprendenti.
    Alla fine dei conti, Mario De Martino ha sicuramente una buona scrittura, ma mi pare esagerato definirlo " a buon titolo l'enfant prodige": non basta scrivere un buon libro a 17 anni per essere degli "dei della scrittura". Ci vuole di più, ma penso che questo giovane autore potrebbe, alla fine dei conti, arrivare là dove molti scrittori agognano di arrivare. Di sicuro, il suo è stato il miglior libro della Casini Editore che abbia letto fino ad adesso.

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    Chiara De Martin(Zaffira01) said on Jun 1, 2012 | Add your feedback

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    Un thriller che emoziona

    La Casini ha nuovamente fatto centro!
    I figli di Atlantide è un emozionante thriller che cattura il lettore già dalle prime pagine. L'azione è divisa in tre filoni: tre ragazzi, i discendenti della mitica Atlantide, e le loro peripezie; un agente del ...(continue)

    La Casini ha nuovamente fatto centro!
    I figli di Atlantide è un emozionante thriller che cattura il lettore già dalle prime pagine. L'azione è divisa in tre filoni: tre ragazzi, i discendenti della mitica Atlantide, e le loro peripezie; un agente dell'FBI che indaga su una setta misteriosa; le gesta della misteriosa organizzazione Chrysalis che vuol cambiare in mondo.
    I tre protagonisti sono ben caratterizzati. E' da sottolineare come, durante le varie pagine del libro, la loro psicologia cambia e matura in funzione al susseguirsi degli avvenimenti in cui si trovano invischiati. Una pecca del libro sono le sfumature della caratterizzazione dei tre ragazzi: tutt'e tre sono degli stranieri eppure hanno sprazzi di un carattere ed una cultura tipicamente italiani!
    La storia è avvincente - non mi stancherò mai di ripeterlo - e frenetica, tanto da catturare il lettore e tenerlo sempre col il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
    Il finale... be' non esiste un vero e proprio finale, tanto da lasciar presupporre che probabilmente il libro avrà un seguito ed un vero e proprio peccato: la scelta di un finale autoconclusivo avrebbe fatto prendere al libro sicuramente il massimo voto possibile.
    Non resta che lodare l'autore Mario de Martino che pur essendo giovanissimo, poco più che 17enne, ha scritto un vero capolavoro. Se ci sarà un seguito lo attenderò fervidamente.

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    Giovanni Stelitano said on Dec 17, 2011 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Un bel thriller da un autore giovanissimo

    Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a leggere qualcosa di Mario De Martino, un autore giovanissimo (non ha nemmeno vent'anni) che è già al suo quinto romanzo e ha spaziato dal fantasy, alla letteratura per ragazzi, all'horror e, infine, al th ...(continue)

    Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscita a leggere qualcosa di Mario De Martino, un autore giovanissimo (non ha nemmeno vent'anni) che è già al suo quinto romanzo e ha spaziato dal fantasy, alla letteratura per ragazzi, all'horror e, infine, al thriller.
    Ho sempre letto, nelle varie recensioni, che si tratta di un autore molto bravo. In effetti sì, è molto bravo. Ovviamente al di sotto di questo romanzo c'è un'operazione di editing, servita sopratutto, credo, a correggere le imprecisioni che in un testo simile sono inevitabili; ma secondo me gran parte della farina è del sacco dell'autore, per dirla con un proverbio.
    Un thriller, quindi. Non è il mio genere preferito, ne leggo pochi e perciò non sono in grado di giudicare con piena cognizione di causa, ma mi sembra che questo sia ben costruito.
    Sarah, Ivan e Seiji sono tre ragazzi provenienti da diverse parti del mondo che vengono invitati a una conferenza a New York dal misterioso professor Morgan. Non vi dirò altro della trama, se non che c'è un coinvolgimento diretto di Atlantide, aspetto che dona un che di fantastico al romanzo; rimarcato, forse, anche dal fatto che il libro non è autoconclusivo come in genere i thriller, ma lascia portoni spalancati per un seguito, secondo la tradizione del fantasy.
    Lo stile è perefetto, tanto da avere l'impressione che l'autore non sia un giovane italiano, bensì un affermato scrittore americano.
    Molto precisa la ricostruzione dei luoghi, nonostante immagino che in molti di questi Mario non sia mai stato.
    Una cosa carina, forse dovuta all'editore, è che certe parti sono presentate per immagini, come per esempio alcuni degli enigmi che i protagonisti devono risolvere.
    L'unica cosa che mi ha lasciata perplessa è la caratterizzazione dei personaggi, tutti un po' bidimensionali a parte Sarah che può essere considerata la protagonista, nonostante siano presentati i punti di vista anche di molti altri. Forse però dipende dal genere stesso; in fondo in quasi tutti i thriller la storia prevale sui personaggi, ed è il motivo per cui non amo questo tipo di romanzi.
    Per non cocludere con una nota negativa, rinnovo i miei complimenti a Mario, perché non tutti sono in grado di scrivere un libro così.

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    Rox said on Sep 17, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Others
  • ISBN-10: 8879051660
  • ISBN-13: 9788879051668
  • Publisher: Casini Editore
  • Publish date: 2011-02-23
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