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I Greci e l'irrazionale

Di

Editore: Sansoni

4.3
(130)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 407 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8838348006 | Isbn-13: 9788838348006 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Virginia Vacca De Bosis ; Contributi: Arnaldo Momigliano

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: History , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Riproposto con una nuova introduzione, una presentazione di Arnaldo Momigliano e un più completo apparato bibliografico, il libro racconta l'evoluzione del pensiero greco come un percorso che alterna il mito e la ragione, il razionale e l'irrazionale, i misteri orfici e le divinità olimpiche. Un'approfondita e documentata analisi storico-sociale che spiega la coesistenza, in miracolosa armonia, di espressioni di pensiero così differenti tra loro e rivela come, dietro l'apparente rigore del sapere filosofico, i Greci conservassero un'attrazione per l'ignoto e per "il furore profetico". Un equilibrio reso possibile dalla struttura di vero e proprio laboratorio di convivenza della "polis" greca, capace di dar spazio a gruppi sociali d'ispirazione mistica.
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  • 5

    Non siamo solo ragione!

    "Anche noi abbiamo conosciuto per esperienza diretta una grande epoca di razionalismo,caratterizzata da progressi scientifici che le epoche precedenti avrebbero ritenuto impossibili, e che presentò all'umanità la prospettiva di una società assai più aperta di tutte quelle finora conosciute. E neg ...continua

    "Anche noi abbiamo conosciuto per esperienza diretta una grande epoca di razionalismo,caratterizzata da progressi scientifici che le epoche precedenti avrebbero ritenuto impossibili, e che presentò all'umanità la prospettiva di una società assai più aperta di tutte quelle finora conosciute. E negli ultimi quarant'anni abbiamo potuto avvertire anche qualche cos'altro: i sintomi inconfondibili di un ripiegamento di fronte a quella prospettiva [...] Già una volta nella storia un popolo civile cavalcò fino a raggiungere l'ostacolo, se lo trovò davanti e non saltò".

    Un libro enorme, che ci mette in guardia dal considerare la razionalità come unica fonte di conoscenza e di retto vivere fra gli uomini.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo

    Mi sono innamorata di questo libro, è bellissimo, molto critico - l'autore ha una posizione ben precisa su ogni argomento e questo mi piace - ma anche completo e esauriente. E devo ancora finirlo di leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Concordo pienamente con le altre recensioni che hanno compiuto l'opera costruttiva di porre l'accento sull'importanza e la ricchezza di questo testo. Il mio modesto contributo sarà dunque quello di appore qualche nota distruttiva al suo contenuto. Due sono a mio avviso i limiti di questo libro: ...continua

    Concordo pienamente con le altre recensioni che hanno compiuto l'opera costruttiva di porre l'accento sull'importanza e la ricchezza di questo testo. Il mio modesto contributo sarà dunque quello di appore qualche nota distruttiva al suo contenuto. Due sono a mio avviso i limiti di questo libro:
    1) I richiami troppo superficiali a Freud e alla psicanalisi, che alle volte semplificano troppo i fenomeni descritti da Dodds. Leggere il demone di Platone come una sorta di Super-Ego (p. 86) che impone un preciso modello di condotta è ad esempio un'impoverimento di quanto è scritto nelle pagine del Timeo, che difende le sue tesi eudaimonistiche soprattutto a partire da argomentazioni di natura cosmologica e geometrica.
    2) Lo stesso motivo di cui sopra porta ad una descrizione e ad una critica troppo sommaria delle scuole ellenistiche nel capitolo "Il timore della libertà". Anche se non così esplicitamente, Dodds sostiene infatti che i filosofi di quest'epoca mortificano le spinte irrazionali del comportamneto umano stabilendo un'ideale etico (un Super-Ego...) superiore e dunque per certi versi irrealizzabile. Questo è falso soprattutto per quel che riguarda l'epicureismo, che pur ponendo l'atarassia quale fine dell'esistenza affermava che l'uomo ha bisogno di dare spazio costruttivo all'ira e al sentimento di favore per trascorrere un'esistenza beata. E poiché queste due emozioni non sono provate dagli esseri che incarnano la realizzazione di questo ideale di felicità (di questo presunto Super-Ego...), ossia gli dèi, ne segue che una persona che vuole raggiungere il benessere non deve solo cercare di vivere conformemente a ragione, ma anche studiare e dare sfogo alle spinte dell'Es.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto bello, interessante e talvolta illuminante.
    Contrariamente a quanto si pensi, il modo in cui ragioniamo è sempre lo stesso da millenni, l'irrazionalità del mondo europeo è sempre quella...
    Da leggere!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo, fondamentale. Anche se non sono stato sempre d'accordo con le sue idee, il libro di Dodds mi ha sempre spinto al confronto. E questo è molto di più di quanto ci si aspetti da un libro su una cultura "morta".

    ha scritto il 

  • 5

    un classico della saggistica riguardante l'antica grecia. un libro che si fa leggere molto bene e che fa capire ad ogni pagina, anche ai più ottusi anti-umanisti, a coloro che ritengono lo studio delle lettere antiche un'occupazione per buontemponi, quanto ancora oggi, nel XXI secolo, la letterat ...continua

    un classico della saggistica riguardante l'antica grecia. un libro che si fa leggere molto bene e che fa capire ad ogni pagina, anche ai più ottusi anti-umanisti, a coloro che ritengono lo studio delle lettere antiche un'occupazione per buontemponi, quanto ancora oggi, nel XXI secolo, la letteratura greca antica sia attuale per i suoi temi, per come sono affrontati, e per quale motivo la sua conoscenza, fuori da ogni sterile nozionismo, sia in grado di offrire un contributo essenziale alla formazione dell'uomo moderno.

    ha scritto il