I Guermantes

Di

Editore: Einaudi

4.5
(415)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806124722 | Isbn-13: 9788806124724 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Bonfantini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    Apro l'e-reader per iniziare un nuovo pezzo di Recerche, mi viene un lampo. cerco nella libreria. lo trovo . Un libretto edito nel '76. 'invito alla lettura di Proust', Mursia. Me l'aveva regalato il ...continua

    Apro l'e-reader per iniziare un nuovo pezzo di Recerche, mi viene un lampo. cerco nella libreria. lo trovo . Un libretto edito nel '76. 'invito alla lettura di Proust', Mursia. Me l'aveva regalato il mio vecchio amico libraio, quando la sua libreria era un centro d'incontro...
    La dediica: 'A ...perchè impari a conoscere Proust e con lui la vita e i sentimenti'.
    Ho fallito almeno due volte la lettura di questa impegnativa opera, ma ora ci siamo, ho preso il passo giusto e la voglia. Forse dovevano passare 40 anni, conoscere, quel poco che si può, la vita e i sentimenti per riuscire a farcela, anche grazie a una persona vicina.
    Grazie a lei e all'amico libraio, i cui nomi iniziano con la stessa lettera. Appunto, i Nomi...

    ha scritto il 

  • 4

    [...] Ci siamo portati dietro le idee di "bellezza", "grandiosità di stile", "pathos", che a rigore potremmo illuderci di riconoscere nella banalità di un talento, di un volto corretti; e invece il no ...continua

    [...] Ci siamo portati dietro le idee di "bellezza", "grandiosità di stile", "pathos", che a rigore potremmo illuderci di riconoscere nella banalità di un talento, di un volto corretti; e invece il nostro intelletto si misura con l'insistenza di una forma della quale non possiede alcun equivalente mentale, da cui deve estrarre un'essenza ignota.[...] Ed è per questo che le opere veramente belle, se le ascoltiamo con sincerità, sono quelle destinate a deluderci di più, giacché la collezione delle nostre idee non ne ospita nessuna che corrisponda a un'impressione individuale.

    Caro Marcel, come non asserire le tue parole; tu stesso sei rimasto accecato, inizialmente, da giovani puerili fantasticherie legate al nome dei Guermantes, poi rivelatosi, ahimè per i tuoi sogni, distaccato dai costumi più alti e cortesi che lo caratterizzavano ormai da secoli: dissolutosi col Novecento.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dono della sintesi

    La sintesi, per un regista, uno scrittore, un artista in generale, è una qualità essenziale. Immaginate un regista che si limiti a filmare tutto ciò che vede e lo riproponga nudo e crudo, senza montag ...continua

    La sintesi, per un regista, uno scrittore, un artista in generale, è una qualità essenziale. Immaginate un regista che si limiti a filmare tutto ciò che vede e lo riproponga nudo e crudo, senza montaggio. Ne verrebbe fuori un mattone amorfo di sei ore, sfocato e inefficace. Un'autore dotato di sintesi mette a fuoco i suoi obiettivi, seleziona ciò che lo interessa e lo propone con un'economia di scrittura che acutizza e dirige le sensazioni del fruitore. Credo che Proust fosse patologicamente incapace di sintesi. Duecento pagine gli occorrono per descrivere un pranzo dalla duchessa di Guermantes: duecento pagine di dialoghi riportati con puntiglio. Oggi lo chiameremmo "sbobinamento".
    Rare sono le occasioni in cui Proust è veramente efficace, ma significative: accade ogni volta che racconta un evento capace di coinvolgerlo emotivamente. Queste situazioni si contano sulle dita di una mano: la morte della nonna, la visita a Charlus, l'annuncio della morte imminente di Swann. In queste occasioni, Proust è inaspettatamente secco ed efficace. In tutto cinquanta pagine su mille, capaci di commuovere, colpire e far fermare il lettore a riflettere.
    Tutto il resto, a dispetto della prosa lenta, scorre veloce e non lascia tracce.

    ha scritto il 

  • 4

    La seconda metà dell'opera molto lenta, a volte noiosa, ma non per demerito di Proust, la qual cosa sarebbe una bestemmia, bensì perché noiosa e oserei anche insulsa è l'alta società parigina di cui P ...continua

    La seconda metà dell'opera molto lenta, a volte noiosa, ma non per demerito di Proust, la qual cosa sarebbe una bestemmia, bensì perché noiosa e oserei anche insulsa è l'alta società parigina di cui Proust ci svela ogni vergogna, ogni dappocaggine, ogni ipocrisia e futilità, fino a provare rabbia e, nelle ultimissime pagine, addirittura orrore.
    Per cui, si faccia attenzione a non confondere intenti con demeriti: se risulta forse più lento dei precedenti, non incolpate Proust. Sempre sia lodato.

    ha scritto il 

  • 5

    Prosegue il percorso di formazione e di conoscenza del giovane narratore. Un cambiamento di casa lo porta molto vicino a quei favolosi Guermantes, che da fanciullo aveva idealizzato come divinità. Do ...continua

    Prosegue il percorso di formazione e di conoscenza del giovane narratore. Un cambiamento di casa lo porta molto vicino a quei favolosi Guermantes, che da fanciullo aveva idealizzato come divinità. Dopo aver esaminato e in parte dissacrato la società borghese che emerge nel primo libro, “Dalle parte di Swann”, dopo aver provato i primi tormenti d’amore ed essersi staccato pian piano dalla protezione familiare nel secondo volume “All’ombra delle fanciulle in fiore”, eccolo pronto a togliere il velo alle maschere e alle simulazioni della più alta classe sociale. Gli antichi feudatari delle terre di Combray, i Guermantes, legati alla antica storia di Francia, non sono diversi dagli altri: nei loro salotti emergono conversazioni banali, si evidenziano debolezze, ignoranze, boria magari travestita da una simulata originalità esteriore .Ma l’avvicinamento è lungo; prima ci sono la conoscenza con il giovane Saint-Loup, nipote dei Guermantes, con la permanenza del protagonista nella guarnigione militare del giovane ufficiale,la frequentazione del salotto della zia della amata duchessa Guermantes, la signora di Villeparisis, la conoscenza con il famoso Barone di Charlus, anche lui un Guermantes, la morte della cara nonna, il ritorno di Albertine, ormai matura e disponibile. E poi il famoso pranzo dalla Duchessa, lunghissimo ed estremamente vario, perché vi appaiono moltissimo personaggi illustri,di cui godibili sono i ritratti psicologici, come la principessa di Parma o il signor di Borodino. L’affresco che emerge è vivace ma abbastanza impietoso e pervaso da una sottile vena umoristica.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un peccato che alcune persone definiscano la scrittura di Proust lenta e pesante, in particolare in questo volume, quando invece ogni suo racconto "intermezzo" è un fluire così disteso, ogni sua pa ...continua

    E' un peccato che alcune persone definiscano la scrittura di Proust lenta e pesante, in particolare in questo volume, quando invece ogni suo racconto "intermezzo" è un fluire così disteso, ogni sua parola una vibrazione delle corde della sensibilità... le sue evocazioni e i suoi discorsi si stendono come uno dei sentieri di Combray, traboccanti di simbolismo e di sottigliezza, ogni sua allusione è rivelatrice, senza dover ricordare che il suo stile è così unico, così assolutamente irripetibile...

    ha scritto il 

  • 4

    Continua

    l'epopea, ci sono pagine più mature in questo
    terzo volume, il piccolo Marcellino cresce e fa esperienza,
    lasciando stare le vicissitudini sociali delle ultime 200 pagine
    a volte, dure da mandare giù ...continua

    l'epopea, ci sono pagine più mature in questo
    terzo volume, il piccolo Marcellino cresce e fa esperienza,
    lasciando stare le vicissitudini sociali delle ultime 200 pagine
    a volte, dure da mandare giù lo scrittore ci regala parole di riflessione su concetti più profondi fantastiche e incredibilmente significative

    ha scritto il 

  • 5

    L'Io narrante fa il suo ingresso in società, attraverso la porta principale, quella della famiglia dei Guermantes, nobili di antichissima origine.

    Proust riesce a smascherare la nobiltà, con tutte le ...continua

    L'Io narrante fa il suo ingresso in società, attraverso la porta principale, quella della famiglia dei Guermantes, nobili di antichissima origine.

    Proust riesce a smascherare la nobiltà, con tutte le sue cerimonie, credenze, consuetutini, e finisce col togliere la maschera a tutti noi: quello che l'apparenza copre è sempre e solo un essere umano, troppo umano.

    La storia va avanti e incominciano a prendere piede nuovi personaggi apparsi nei volumi precedenti, come il barone di Charlus, Saint-Loup e la duchessa di Guermantes.

    Non è come la seconda parte delle "Fanciulle", ma rimane un gran libro.

    Next Stop ---> Sodoma e Gomorra

    ha scritto il 

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