I Malavoglia

Di

Editore: Alberto Peruzzo Editore

3.7
(10988)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000163564 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole, anzi ad Acitrezza ha un modo tutto suo di brontolare, e par la voce di un amico."

    Sto seguendo, un po' per gioco, un po' con serietà, la Reading Challenge del mio gruppo di lettura, e al punto 7 c'è "Rilettura di un classico letto alle medie" e io ho scelto questo, che ho amato mol ...continua

    Sto seguendo, un po' per gioco, un po' con serietà, la Reading Challenge del mio gruppo di lettura, e al punto 7 c'è "Rilettura di un classico letto alle medie" e io ho scelto questo, che ho amato molto all'epoca, quando tutti lo schifavano, a me invece era piaciuto tanto. Talmente tanto che ancora mi ricordavo il nome della barca dei Malavoglia. La famosa Provvidenza. E così, complice il rispetto della reading Challenge ho riletto con immenso piacere questa meravigliosa storia di una famiglia disgraziata, povera e sfortunata a cui la sorte non è certo benevola. E ho amato fino alla commozione Padron 'Ntoni con la sua filosofia spicciola, ma che ci "azzecca" sempre; e 'Ntoni, suo nipote, che non accetta la sua povertà e vuole sempre fuggire via; e Alessi e Nunziata, che nella loro semplicità, e con il loro amore, sono l'unica speranza per uscire dalla miseria e per riscattare i Malavoglia dal loro infame destino. Bellissimo, sono felice di averlo riletto, mi è piaciuto ancora di più della prima volta....quanti anni sono passati?? Solo più di una quarantina.....o mamma!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Mai 'na gioia

    Povertà, malattia inguaribile. Forse il primo romanzo italiano dedicato interamente agli umili. E, contrariamente a Manzoni, la provvidenza è solo una barca, che non premia la fede.

    Audiolibri LIBRIV ...continua

    Povertà, malattia inguaribile. Forse il primo romanzo italiano dedicato interamente agli umili. E, contrariamente a Manzoni, la provvidenza è solo una barca, che non premia la fede.

    Audiolibri LIBRIVOX, ottima lettura di Lisa Caputo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    La lettura di questo romanzo è inizialmente spiazzante. Improvvisamente, non appena cominciamo a leggere, veniamo catapultati nel mondo di Aci Trezza, dei suoi pescatori e, fra questi, dei Malavoglia, ...continua

    La lettura di questo romanzo è inizialmente spiazzante. Improvvisamente, non appena cominciamo a leggere, veniamo catapultati nel mondo di Aci Trezza, dei suoi pescatori e, fra questi, dei Malavoglia, senza che nessuno, nemmeno il narratore, possa (anzi, voglia) guidarci in questo paesino. Di conseguenza sarà difficile inizialmente capire chi siano i numerosi personaggi che popolano il romanzo, e che spesso vengono indicati con diversi nomi e soprannomi.
    Protagonisti del romanzo sono sicuramente i Malavoglia (padron 'Ntoni, Bastianazzo, la Longa, 'Ntoni, Mena, Alessi e Lia) ma il ruolo giocato dagli abitanti di Aci Trezza è fondamentale: essi non sono un elemento di contorno ma concorrono allo sviluppo della vicenda e ci mostrano (con i loro comportamenti, i loro pregiudizi, i loro vizi e le loro virtù) i meccanismi sociali che animano una realtà paesana tardo-ottocentesca.
    Non mi soffermo sulla serie di [sciagure che si abbattono sulla famiglia protagonista: chiunque conosca la vicenda, proverà forte empatia per i Malavoglia, soffrirà più di loro sapendo anticipatamente che, fino alle ultime pagine, la serenità sarà per loro una conquista faticosa, sofferta, sacrificata

    ha scritto il 

  • 3

    Ascolta i vecchi e non la sbagli.

    Incipit
    "Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n'erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all'opposto ...continua

    Incipit
    "Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n'erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all'opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev'essere. Veramente nel libro della parrocchia, si chiamavano Toscano, ma questo non voleva dir nulla, poiché da che il mondo era mondo, all'Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull'acqua, e delle tegole al sole."

    Oh Padron 'Ntoni, Mena, La Longa, Alessi, Luca, Bastianazzo, 'Ntoni, Lia, e poi la Santuzza, zio Crocifisso, don Giammaria, compare Piedipapera, Rocco Spatu, e tutti gli altri.
    Oh quelle sere, all'ombra del nespolo, con le scodelle, e il telaio di sanT'Agata, e le voci della Maruzza e la vergogna e la paura e i proverbi di padron 'Ntoni.
    Grazie Verga per la Sicilia della sciara, per i proverbi dei vecchi, per Trezza, per la Provvidenza.
    A scuola non si apprezzano i Malavoglia neanche come Toscano.

    ha scritto il 

  • 4

    Guardate quante stelle che ammicanno lassù! rispose Mena dopo un pezzetto. Ei dicono che sono le anime del Purgatorio che se ne vanno in Paridiso.

    Da Catanese che sono; leggere "I Malavoglia", per ren ...continua

    Guardate quante stelle che ammicanno lassù! rispose Mena dopo un pezzetto. Ei dicono che sono le anime del Purgatorio che se ne vanno in Paridiso.

    Da Catanese che sono; leggere "I Malavoglia", per rendermi conto che loro sono talmente reali e identici a tutti i disgraziati che ancora vivono in questa città, mi rende difficile sopportare l'opera perché poco è cambiato in questa città da quel ritratto di Verga. A me piange il cuore a farne parte di questo quadro.
    La censura rispecchia realisticamente il mondi di valori di Aci Trezza e la psicologia dei paesani, più elementare, più semplice e più chiusa rispetto a quella borghese di Verga, ma l'autore riesce a sottolineare una presenza suggestiva nella natura di questa società circolare e stagnata. La modernità è duramente colpita e demolita secondo le leggi della morale "religione della famiglia" che allontanano del tutto LIa e 'Ntoni dalla famiglia e li conducono ad un triste destino. Saranno Alessi e Mena a ricostruire la famiglia e il suo onore, personaggi che non rischiano mai il loro nome e la loro vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Che altro si può aggiungere su un libro così immenso? Un autore tacciato di «scrivere male» solo perché non si era capito il lavoro geniale che c'era alle spalle: il grande lavoro di recupero linguist ...continua

    Che altro si può aggiungere su un libro così immenso? Un autore tacciato di «scrivere male» solo perché non si era capito il lavoro geniale che c'era alle spalle: il grande lavoro di recupero linguistico che soltanto Goliarda Sapienza nella sua Arte della gioia tenterà di imitare. Una storia tragica, piena, ma che lascia comunque tanto spazio alla riflessione. Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Il perché dei classici

    "I Malavoglia" è uno di quei libri che ti ritrovi per casa, che incontri nell'antologia delle scuole medie, che ne senti sempre parlare ma che non ti dai mai la pena di leggere perché pensi che sia un ...continua

    "I Malavoglia" è uno di quei libri che ti ritrovi per casa, che incontri nell'antologia delle scuole medie, che ne senti sempre parlare ma che non ti dai mai la pena di leggere perché pensi che sia una palla micidiale, una storia triste e funesta creata apposta per ammorbare gli studenti di tutt'Italia e via dicendo. E così è stato anche nel mio caso, fino a dieci giorni fa.
    Stanca della voce metallica del computer che mi legge gli ebook mentre dipingo, ho cercato sul sito di audiolibri gratuiti Librivox qualcosa da ascoltare e mi sono imbattuta nuovamente in questo romanzo, e senza troppa convinzione ho fatto il download. Voglio ringraziare Lisa Caputo, la persona che ha prestato la voce per la registrazione e che sinceramente è stata un apporto notevole, il suo accento siciliano è stato senz'altro un valore aggiunto al libro che si è rivelato comunque bellissimo.
    Di fatto se i classici sono definiti tali e rimangono a galla nel tempo hanno il loro perché, ed è sicuramente l'universalità che li caratterizza, il rimanere sempre attuali nei loro concetti fondamentali.
    Per fortuna alcune situazioni qui descritte, soprattutto relative alla condizione femminile, non sono più così in uso... o almeno non lo sono nella parte di mondo in cui vivo.
    Lo stile è moderno, mi aspettavo una scrittura più arcaica, invece Verga ci offre un fraseggio non molto diverso da quello che si potrebbe ascoltare dalla bocca dei nostri nonni.
    La storia è triste, inutile negarlo, ma non porta il lettore alla lacrima facile, bensì ad una pietà discreta e dignitosa. I dialoghi fra i numerosi personaggi ci calano in una realtà di comari pettegole, di poveracci sognatori e poveracci che i sogni li hanno persi, di gente umile che si adatta a condizioni di vita con rassegnazione, di guerra tra miserabili che si aggàiano per roba di poco valore. Leggendo queste conversazioni popolane si capisce cosa sia il verismo, una reale trasposizione della verità senza creare macchiette o falsi eroi, senza esagerare ciò che la vita offre.
    Parlare oltre di questo libro mi sembra inutile, ci saranno recensioni, riassunti e tesi a non finire in merito, voglio solo dire a chi leggerà questo mio commento di dedicarsi a questo romanzo prima di arrivare ai 45 anni, contrariamente a come ho fatto io... magari non leggetelo troppo presto, perché si corre il rischio di non apprezzarlo come si deve, ma nemmeno di lasciarlo nel dimenticatoio fino ad una maturità avanzata.

    ha scritto il 

  • 4

    E' giusto o meno proporre libri come questo negli anni della scuola?
    Dipende. Dipende soprattutto da chi te li propone, dalla sua capacità di farti cogliere fino in fondo l'essenza dell'opera. Io ho a ...continua

    E' giusto o meno proporre libri come questo negli anni della scuola?
    Dipende. Dipende soprattutto da chi te li propone, dalla sua capacità di farti cogliere fino in fondo l'essenza dell'opera. Io ho avuto la fortuna di avere un'insegnante molto brava che ai tempi delle medie ci fece leggere alcuni brani del romanzo: credo che oggi sia merito suo se ho ripreso in mano il libro per leggerlo integralmente, scoprendo ovviamente sfumature un tempo impercettibili.
    E' un romanzo davvero molto bello. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare è anche incredibilmente attuale, tanto che - linguaggio a parte - potrebbe benissimo essere stato scritto oggi. Dolorosissima la storia di questa famiglia di onesti lavoratori sferzata dai rovesci della sorte, decisamente verosimili la piccineria e la meschinità della gente di paese in fondo non così distante da quel che è oggi "l'italiano medio".

    ha scritto il 

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