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I Malavoglia

Ciclo dei Vinti - Vol. 1

Di

Editore: Newton & Compton

3.7
(10787)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: 8879839829 | Isbn-13: 9788879839822 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Concetta Greco Lanza

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Al centro della narrazione sta la "Provvidenza", la barca più illustre dellaletteratura italiana, la più vecchia delle barche da pesca del villaggio. Lavicenda ruota intorno alla sventura dei Malavoglia, innescata proprio dal naufragio della "Provvidenza" carica di lupini presi a credito. Si snoda cosìtutta una trama straordinariamente complessa che non abbandona mai lo svolgersi doloroso del dramma. Il quale è una serie di rovesci, colpo su colpo controi Malavoglia, ogni volta che a forza di rassegnazione e coraggio riescono arialzarsi dal colpo precedente.
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  • 5

    Un affresco che racconta uno spaccato di vita, non solo dei Malavoglia ma di un intero paese della costa siciliana nel corso di alcuni anni.
    Come spesso capita per gli affreschi la sua grandezza è nel ...continua

    Un affresco che racconta uno spaccato di vita, non solo dei Malavoglia ma di un intero paese della costa siciliana nel corso di alcuni anni.
    Come spesso capita per gli affreschi la sua grandezza è nella veduta d'insieme, nella capacità di offrire al lettore le atmosfere di una vicenda famigliare ma anche di documentare il loro microcosmo.
    Peraltro, leggendo questo romanzo di oltre un secolo fa si vedono già l'Italia e gli italiani di oggi. Si assiste a beghe di paese dietro le quali si nascondono interessi privati, si ascoltano discorsi di persone che si lamentano perché le stagioni non sono più come una volta per colpa del telegrafo, sì, è sicuramente colpa del telegrafo... oppure ci si lamenta perché una volta, quando si era solo la gente del paese, tante cose brutte cose non succedevano, ma poi è venuta la gente da fuori... e naturalmente è sempre colpa dei parassiti, degli uomini dello stato che prendono soldi per non fare niente, che litigano di giorno e si accordano di notte...
    Un romanzo che è anche un documento storico e sociale scritto con una prosa che nella sua italianità impeccabile riesce però a ricreare il colore e la schiettezza piazzaiola dei discorsi di paese.
    Giustamente considerato uno dei capisaldi della letteratura italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    Il vocìo degli abitanti di Aci Trezza, che ci stordisce all'inizio, diventa poi la guida più sicura che ci conduce lungo le pagine di un romanzo struggente.
    E poi capiterà di guardare da una casa sicu ...continua

    Il vocìo degli abitanti di Aci Trezza, che ci stordisce all'inizio, diventa poi la guida più sicura che ci conduce lungo le pagine di un romanzo struggente.
    E poi capiterà di guardare da una casa sicura il mare in inverno, e pensare al naufragio della Provvidenza

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo triste e amaro, che propone una lucida analisi di una realtà senza idillio e fatta di sopraffazione e opportunismo: di fronte a tale crudezza, si scontrano le posizioni di un vecchio capofa ...continua

    Un romanzo triste e amaro, che propone una lucida analisi di una realtà senza idillio e fatta di sopraffazione e opportunismo: di fronte a tale crudezza, si scontrano le posizioni di un vecchio capofamiglia, ancorato alle tradizioni come un'ostrica che voglia sottrarsi alla rovinosa corrente che la strapperebbe allo scoglio, e il giovane nipote, proteso al progresso e ad una ricerca di successo che lo getterà in preda a quella stessa marea.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/01/i-malavoglia-verga.html

    ha scritto il 

  • 4

    I Malavoglia

    Il romanzo narra che presso Aci Trezza vive la famiglia Toscano la quale viene soprannominata Malavoglia.
    Il patriarca è Padron 'Ntoni, che vive presso la casa del nespolo insieme al figlio Bastiano d ...continua

    Il romanzo narra che presso Aci Trezza vive la famiglia Toscano la quale viene soprannominata Malavoglia.
    Il patriarca è Padron 'Ntoni, che vive presso la casa del nespolo insieme al figlio Bastiano detto Bastianazzo sposato con Maria detta Maruzza la Longa. Bastiano ha cinque figli: 'Ntoni, Luca, Filomena detta Mena, Alessi e Lia. Il principale mezzo di sostentamento è la Provvidenza una piccola imbarcazione utilizzata per andare a pesca. Nel 1863 'Ntoni, il maggiore dei nipoti, parte per la leva militare. Per far fronte alla mancanza, padron ‘Ntoni tenta un affare comprando una grossa partita di lupini da un suo compaesano. Il carico, affidato al figlio Bastianazzo perché li vada a vendere, sfortunatamente naufraga, assieme a Bastianazzo.
    Tornato del servizio militare, 'Ntoni non rappresenterà alcun sostegno alla famiglia.
    Luca, uno dei nipoti, muore nella battaglia di Lissa (1866) e questo determina l'annullamento delle nozze della figlia Mena con Brasi Cipolla. Il debito causerà alla famiglia la perdita dell'amata Casa del nespolo e via via la reputazione della famiglia andrà peggiorando. Un nuovo naufragio della "Provvidenza" porta Padron 'Ntoni ad un passo dalla morte, dalla quale, fortunatamente, riesce a scampare. In seguito Maruzza muore di colera. Il primogenito 'Ntoni deciderà di andare via dal paese per far ricchezze, ma una volta tornato ancora più impoverito, si dà al contrabbando e finisce in galera dopo aver accoltellato il Brigadiere don Michele.
    Padron 'Ntoni, ormai vecchio, muore senza riuscire a rivedere la sua vecchia casa. Lia, la sorella minore, vittima delle malelingue, lascia il paese e si abbandona all'umiliante mestiere della prostituta. Mena sceglie di rinunciare a sposarsi con compare Alfio, di cui è innamorata, e rimarrà in casa ad accudire i figli di Nunziata e di Alessi, che continuando a fare il pescatore ricostruirà la famiglia e potrà ricomprare la "casa del nespolo". Quando 'Ntoni, uscito di prigione, torna al paese, si rende conto di non poter restare a causa del suo passato di detenuto.

    Il modo di scrivere di Giovanni Verga mi piace molto perchè mescolando il discorso diretto con quello indiretto rende il tutto molto più espressivo e vicino al lettore. Inoltre per far capire meglio il carattere di ogni singolo protagonista usa spesso proverbi ed un linguaggio marinaresco.

    ha scritto il 

  • 4

    Telecamera fissa ad Aci Trezza

    Certe volte per conoscere un luogo non bisogna tanto girare: basta sedersi in mezzo ad una piazza e stare fermi. Allo stesso modo in questo romanzo non si cercano fronzoli, non si devono seguire i per ...continua

    Certe volte per conoscere un luogo non bisogna tanto girare: basta sedersi in mezzo ad una piazza e stare fermi. Allo stesso modo in questo romanzo non si cercano fronzoli, non si devono seguire i personaggi, ma li si aspetta guardandoli da una telecamera fissa, impersonale. I personaggi non sono eroi, non sono antieroi, non sono speciali, non sono normali. Sono persone guidate dai loro bisogni, soprattutto di natura socio-economica. Così si scoprono questi bisogni che diventano i fili conduttori della narrazione, e si scopre l'abilità di raccontare un mondo (e una società, e un momento storico) a partire da piccoli personaggi, da umane debolezze, da continui patti sociali ed economici. Con la telecamera sempre fissa, ad Aci Trezza, sui Malavoglia e sulle loro (soprattutto sfortunate) vicende.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro della coralità

    1) Scordare le letture scolastiche di questo capolavoro
    2) Scordare tutte le speculazioni narratologiche sull'uso dell'"indiretto libero"
    3) Dedicarsi a una nuova lettura dopo avere applicato l'epoché ...continua

    1) Scordare le letture scolastiche di questo capolavoro
    2) Scordare tutte le speculazioni narratologiche sull'uso dell'"indiretto libero"
    3) Dedicarsi a una nuova lettura dopo avere applicato l'epoché fenomenologica, e quindi dopo essersi liberati da qualsiasi pregiudizio
    4) Si apprezzerà il più bel romanzo corale della letteratura italiana e si entrerà in un mondo che oggi non esiste più, in cui natura e personaggi si muovono insieme e i sassi di Acitrezza fanno una sola cosa con Padron 'Ntoni. Solare eppure oscuro.

    ha scritto il 

  • 3

    MAssima espressione del verismo, non è una lettura di evasione nè tantomeno un romanzetto utile a staccare e fare un viaggio con la mente. Bisogna apprezzarne il contenuto e il valore nella corrente l ...continua

    MAssima espressione del verismo, non è una lettura di evasione nè tantomeno un romanzetto utile a staccare e fare un viaggio con la mente. Bisogna apprezzarne il contenuto e il valore nella corrente letteraria a ui appartiene ma non lo consiglio come lettura estiva.

    ha scritto il 

  • 1

    Quando la malavoglia ti viene a leggerlo...

    Al contrario di chi sostiene che i libri letti per forza al liceo siano a prescindere terribili, io, dal canto mio, ho letto moltissimi classici sotto ordine dei professori che mi sono piaciuti da mor ...continua

    Al contrario di chi sostiene che i libri letti per forza al liceo siano a prescindere terribili, io, dal canto mio, ho letto moltissimi classici sotto ordine dei professori che mi sono piaciuti da morire. Ma non è certamente il caso de 'I Malavoglia'.
    Il primo scoglio che si è posto tra me e la serena lettura di questo libro è innanzitutto quello linguistico: il dialetto siciliano permea eccessivamente l'opera, risulta pesante e patetico. Giustamente Verga voleva proporre un quadro realistico della sua terra, della miseria, dell'ignoranza, ma penso esistano modi più eleganti di farlo oltre al rendere impossibile la lettura a chi non è in grado di comprendere quello specifico dialetto.
    Sarà che ho sempre ritenuto sintomo di maleducazione rivolgersi ad un italiano in un dialetto a lui sconosciuto...o Verga pensava di essere letto solo dai suoi contemporanei e conterranei, oppure non so davvero spiegarmi l'uso di una lingua così 'impura' ed incomprensibile.
    Ma ciò che più mi urta è che questo romanzo venga considerato un romanzo famigliare. Il solo fatto che i personaggi della vicenda appartengano alla medesima famiglia non significa aver scritto un romanzo famigliare. Ai Malavoglia manca una componente fondamentale: la personalità. In mezzo alla marea di soprannomi, epiteti e minestroni linguistici di vario genere, non c'è nulla che faccia intuire la personalità, l'interiorità di questi individui. Appaiono così piatti, non suscitano interesse, anzi, a me hanno creato ripugnanza nella loro banale piccolezza.
    Tutto questo non mi fa pensare ad una famiglia allo sbando, cosa che probabilmente Verga si era proposto di mostrare, quanto più una famiglia formata da individui che sono la caricatura malriuscita di uomini. Probabilmente era anche questo l'intento, ma non mi ha affatto convinta.
    Anche la vicenda dei Buddenbrook ci mostra una famiglia 'atipica', che vive una situazione di decadenza, ma sicuramente con molta più maestria, classe e criterio.
    Che dire? Trovo patetico che libri come questo vengano ancora proposti nelle scuole italiane come esempi di grande letteratura a discapito di capolavori, anche più recenti rispetto agli antiquati Malavoglia, che oltre ad insegnare l'italiano ai giovani sono anche in grado di insegnar loro l'importanza dell'interiorità.

    ha scritto il 

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