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I Pirati della Malesia

Di

Editore: Antonio Vallardi

4.0
(785)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000098526 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    La confuenza

    TRAMA: Nell’abbordaggio di una nave inglese Yanez incontra Kammamuri e Ada, diventata pazza dopo che i thugs l’avevano nuovamentre strappata a Tremal Naik, che è prigioniero del rajah di Sarawak, l’inglese James Brooke. Si scopre che Ada è cugina di Marianna, morta di colera poco dopo il matrimon ...continua

    TRAMA: Nell’abbordaggio di una nave inglese Yanez incontra Kammamuri e Ada, diventata pazza dopo che i thugs l’avevano nuovamentre strappata a Tremal Naik, che è prigioniero del rajah di Sarawak, l’inglese James Brooke. Si scopre che Ada è cugina di Marianna, morta di colera poco dopo il matrimonio con Sandokan; allora Yanez e la Tigre della Malesia partono per Sarawak per salvare Tremal Naik. Dopo varie avventure Brooke sconfigge Sandokan, che viene caricato su una nave di forzati diretta verso un lontano penitenziario ...
    E' il libro in cui confluiscono i due filoni, indiano e malese; da qui in poi si crea il quartetto Sandokan, Yanez, Tremal naik e Kammamuri.
    Bello, decisamente bello e anche leggermente diverso dal solito: meno giungle con il loro contorno di piante e animali feroci, più situazioni originali, prima fra tutte quella della nave dei forzati.

    ha scritto il 

  • 4

    Iniziare dal terzo libro del ciclo malese di Salgari, mi ha dato poco fastidio. A differenza delle altre mie letture salgariane, questa mi ha tenuta avvinta alle pagine. La trama è semplice e ben congegnata. Ci sono episodi interessanti che avrebbero meritato una maggiore meditazione da parte del ...continua

    Iniziare dal terzo libro del ciclo malese di Salgari, mi ha dato poco fastidio. A differenza delle altre mie letture salgariane, questa mi ha tenuta avvinta alle pagine. La trama è semplice e ben congegnata. Ci sono episodi interessanti che avrebbero meritato una maggiore meditazione da parte dell'autore, un respiro narrativo più libero. Ad esempio quello dello shock terapeutico inferto alla protagonista femminile per provocarne la guarigione, che comunque rimane un godevole cammeo. Lo stile,appunto, è un po' raffazzonato e frettoloso, come se l'autore non potesse concedersi diversamente al pubblico se non scrivendo pagine ritmate sui tempi contratti e consoni alla letteratura d'avventura. Però l'opera sopporta bene il peso degli anni e il personaggio di Yanez è memorabile. Certamente vale la pena di incontrarlo, ha uno spessore e un suo carattere che va oltre la letteratura di genere. Invece "la tigre della Malesia" esce da questa storia un po' mal ridotto, quasi imbalsamato nel mito. Si conferma così che nelle coppie famose,spesso, è la spalla a reggere il tutto...

    ha scritto il 

  • 5

    Parla di Sandokan, un grandissimo pirata della Malesia, che, disperato per la morte della moglie,va alla ricerca della cugina pazza e del suo fidanzato sfidando il Raja Brooke. (Riccardo)

    ha scritto il 

  • 4

    Yanez fuma moltissimo ma in questa edizione non lo trovo ad accendersi "l'ennesima sigaretta"; Kammamuri è il prode maharatto; le descrizioni di uccelli esotici e piante lussureggianti ricorrono -spesso identiche- in tutto il romanzo; all'inizio della narrativa le misure di lunghezza/profondità v ...continua

    Yanez fuma moltissimo ma in questa edizione non lo trovo ad accendersi "l'ennesima sigaretta"; Kammamuri è il prode maharatto; le descrizioni di uccelli esotici e piante lussureggianti ricorrono -spesso identiche- in tutto il romanzo; all'inizio della narrativa le misure di lunghezza/profondità vengono date in piedi (a volte con risultati comici) poi si passa al metrico decimale. La Tigre della Malesia è un eroe senza rivali, il sangue scorre a oceani ma è necessario che sia così. Per me è stato in parte un ritorno all'infanzia ma ora si impone una pausa.

    ha scritto il 

  • 4

    Il principale libro su cui è basato lo sceneggiato Sandokan, mito della mia adolescenza. Storia avventurosa ed affascinante, specie se si immagina Kabir Bedi come protagonista...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    "I pirati della Malesia" sarebbe il terzo libro del ciclo malese di Salgari, e segue "I misteri della giungla nera". Io ovviamente, da brava anarchica che rifiuta qualsiasi imposizione numerica giunta dall'alto, l'ho letto per primo ma avendo dimestichezza con il pim pum pam delle saghe esotico-p ...continua

    "I pirati della Malesia" sarebbe il terzo libro del ciclo malese di Salgari, e segue "I misteri della giungla nera". Io ovviamente, da brava anarchica che rifiuta qualsiasi imposizione numerica giunta dall'alto, l'ho letto per primo ma avendo dimestichezza con il pim pum pam delle saghe esotico-piratesche di Sandokan non è stato un gran problema destreggiarsi in una trama già di suo decisamente poco complicata.

    Ora, mi dicono dalla regia-wikipedia che Tremal-Naik, la Tigre dell'India, compare nel precedente romanzo di Salgari: scopriamo qui che è stato fatto prigioniero dagli inglesi (nella persona del perfido James Brook, storico nemico di Sandokan) e tocca al fedele Kammamuri cercare di salvarlo, con l'aiuto di Sandokan, incontrato per una di quelle botte di culo tipiche di una certa tipologia di romanzo (il naufragio della "Young India" sulle coste di Mompracem), conosciuto da due secondi ma già si rivela fedele alleato contro James Brooks per rispetto al suo valore e alla sua fedeltà al padrone.

    Tra gli scampati al naufragio anche Ada Corisant, cugina della famosa Marianna (morta di colera) e impazzita di dolore all'uccisione del padre. Anche in nome della gnocchina morta Sandokan si getterà a capofitto nell'avventura.

    Già che ci sono mentre liberano Tremal-Naik rovesciano il raja James Brooke e mettono sul trono un uomo giusto. Giusto nel senso che non massacra i pirati malesi per sport come fanno quei cattivacci degli inglesi (in questo, decisamente illuminato il parere di Salgari, e non sono sarcastica).

    +

    Ora, se questo genere di romanzo d’avventura lo chiamano “per ragazzi”, al maschile, un motivo sicuramente c’è, ovvero che le avventure di Sandokan sono a misura di ragazzo, o a misura di quello che ci si aspetta possa piacere a un ragazzo che dir si voglia.

    Quindi…
    Vi piace l’avventura, le ambientazioni esotiche, colpi di scena, combattimenti, uomini scaltri, un cattivo stronzo e inglese con la voce grossa e amicizie fraterne che qualunque appassionato di yaoi non mancherebbe di definire come minimo ambigue? Allora questi romanzi non potranno far altro che far ballare una virile samba alle vostre gonadi. Preferite anche nelle avventure che vedono protagonisti i miei sempre adorati pirati introspezione psicologica, bagni di sangue con dovizia di particolari macabri, atmosfere cupe, personaggi tridimensionali e complessi? Allora astenersi, prego.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto i libri su Sandokan da bambina,mi sono innamorata subito di quel modo di scrivere così appassionato e coinvolgente,ricordo con grande affetto le ore trascorse con Sandokan, Yanez, Tremalnike e Kammamuri.Questi libri hanno contribuito a fare di me una lettrice e avranno sempre un posto di ...continua

    Ho letto i libri su Sandokan da bambina,mi sono innamorata subito di quel modo di scrivere così appassionato e coinvolgente,ricordo con grande affetto le ore trascorse con Sandokan, Yanez, Tremalnike e Kammamuri.Questi libri hanno contribuito a fare di me una lettrice e avranno sempre un posto di primo piano nella mia libreria e nel mio cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero molto bello e avvincente. Un sacco di colpi di scena, buoni i dialoghi, personaggi credibili.
    Dopo la delusione di "I misteri della jungla nera", la mia considerazione di Salgari è decisamente migliorata :)

    ha scritto il 

  • 4

    Un tuffo nelle avventure del passato

    È bello rileggere i testi di Salgari sapendo che egli non visitò mai quei luoghi. Al giorno d'oggi, nonostante le possibilità di viaggiare siano aumentate a dismisura, non so se qualcuno sarebbe in grado di riprodurre quelle atmosfere con la stessa abilità di incantare.

    ha scritto il 

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