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I Pitard

Di

Editore: Mondadori (I Libri del pavone n. 130)

3.9
(374)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: A000147706 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Guido Cantini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    "La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento..." - Titanic, Francesco De Gregori

    "Les Pitard venne accolto dalla critica in modo entusiastico (1935); definito come <<un libro stupefacente, di potenza inaudita, un romanzo che si può considerare perfetto>>."
    Dissento con tutto questo entusiasmo e assegno le tre stelline solo per la "potenza inaudita" delle pagine ch ...continua

    "Les Pitard venne accolto dalla critica in modo entusiastico (1935); definito come <<un libro stupefacente, di potenza inaudita, un romanzo che si può considerare perfetto>>." Dissento con tutto questo entusiasmo e assegno le tre stelline solo per la "potenza inaudita" delle pagine che descrivono la tempesta nell'Atlantico settentrionale. Aldilà di quelle pagine, so di dire un'eresia per i tanti estimatori di Simenon (io lo amo, ma non ho apprezzato questo libro), ma mi sono rotta pesantemente i maroni. Emile Lannec, dopo anni passati come capitano di cargo altrui, riesce ad acquistare il "Fulmine del Cielo", aiutato economicamente dalla moglie Mathilde. La donna è una Pitard, appartiene ad una ricca e gretta famiglia di Caen e decide di seguire il marito nel primo viaggio del "Fulmine del Cielo". La traversata, già di per sé pericolosa e difficile, da Amburgo a Reykjavik, verrà prolungata perché Lannec accorrerà in soccorso del cargo di un amico, in balìa di una tempesta. Sarà tragedia, in molti sensi, perché prima interverranno grossi problemi coniugali a bordo, poi si dovrà affrontare l'impresa disperata di salvataggio. Nessuno dei tanti personaggi, da Lannec, alla moglie, ai membri dell'equipaggio, mi ha trasmesso empatia, anzi. La scrittura di Simenon è sempre un gradino sopra, ma è come se fosse stata sprecata in una trama a me indigesta.

    ha scritto il 

  • 3

    No, non l’ho trovato particolarmente bello..


    Lannec diviene armatore acquista in società Il “Fulmine del cielo” dopo anni passati a navigare.


    Con lui si imbarca la moglie Mathilde, una Pitard, figlia di commercianti con i soldi (nemmeno poi tanti) che come tutte le donne (lo sa bene ...continua

    No, non l’ho trovato particolarmente bello..

    Lannec diviene armatore acquista in società Il “Fulmine del cielo” dopo anni passati a navigare.

    Con lui si imbarca la moglie Mathilde, una Pitard, figlia di commercianti con i soldi (nemmeno poi tanti) che come tutte le donne (lo sa bene chi va per mare..) compromette gli equilibri dell’equipaggio.

    Lannec è tenuto in pugno da questa donna alla quale deve la sua fortuna, ma come spesso accade nelle coppie di Simenon quasi mai c’è un amore vero più spesso incontriamo un miscuglio di sentimenti che vanno dall’attrazione, all’interesse, alla cupidigia, all’abitudine. Le storie d’amore non sono il suo forte e al contempo sono anche la sua peculiarità.

    Comunque tornando al libro, direi che l’aspetto interessante è il ritmo con cui procede la narrazione, si percepisce davvero la confusione di una traversata col mare in tempesta, la difficoltà dei marinai, del nostromo, del telegrafista e dell’armatore. Serrati i dialoghi, frenetici i movimenti i cambi di scena, ma la trama rimane abbastanza vuota e di poco appeal..

    ha scritto il 

  • 3

    Simenon sa scrivere benissimo, nessun dubbio, ma alla fine il libro si riduce a poco e il finale mi ha lasciato alquanto a desiderare. Mi ha impressionato positivamente però la sua bravura nel tratteggiare il tarlo del capitano della nave, roso da dubbi che certo non andrò a svelare. Lettura comu ...continua

    Simenon sa scrivere benissimo, nessun dubbio, ma alla fine il libro si riduce a poco e il finale mi ha lasciato alquanto a desiderare. Mi ha impressionato positivamente però la sua bravura nel tratteggiare il tarlo del capitano della nave, roso da dubbi che certo non andrò a svelare. Lettura comunque piacevole e veloce, 3,5

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, sì sì, non come Bebè Donge, ma bello.
    La prima traversata commerciale di un cargo si dipana tra i continui battibecchi tra il capitano e la moglie, che è voluta salire tra l'equipaggio per tenere d'occhio marito e nave, dal momento che la sua famiglia, i ricchi Pitard, hanno contribuito a ...continua

    Bello, sì sì, non come Bebè Donge, ma bello. La prima traversata commerciale di un cargo si dipana tra i continui battibecchi tra il capitano e la moglie, che è voluta salire tra l'equipaggio per tenere d'occhio marito e nave, dal momento che la sua famiglia, i ricchi Pitard, hanno contribuito al suo acquisto. Traversata fatale. La scena del salvataggio da parte del cargo di un'altra nave alla deriva è meravigliosa, mi sono sentita gli schizzi delle onde in faccia! Ma la moglie del capitano Lannec, Mathilde Pitard, dico io, ma è scema? Che personaggi che inventa 'sto scrittore!

    ha scritto il 

  • 2

    mancano le qualità migliori di Simenon,che sono la sapientissima descrizione di ambienti e atmosfere, e la capacità di rendere vivo un personaggio con poche pennellate. Sembra scritto senza ispirazione,oppure ispirato da necessità che non sono di tipo letterario.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è uno dei miei Simenon preferiti, anche se Simenon è sempre un maestro, e gli elementi di ambiguità, di sottile e crescente tensione, ci sono tutti.


    Certo, l'ambientazione non è quella a cui ci ha più abituati (la Parigi di Montmartre-Place de Clichy e del Quai des Orfèvres, la son ...continua

    Non è uno dei miei Simenon preferiti, anche se Simenon è sempre un maestro, e gli elementi di ambiguità, di sottile e crescente tensione, ci sono tutti.

    Certo, l'ambientazione non è quella a cui ci ha più abituati (la Parigi di Montmartre-Place de Clichy e del Quai des Orfèvres, la sonnolenta provincia francese o la piovosa e piatta provincia fiamminga), ma chi conosce la biografia di Simenon ed ha letto le sue "Memorie intime" non si stupirà molto di questo romanzo che si svolge interamente in mare e che alcuni anche qui hanno definito una sorta di "romanzo conradiano".

    Simenon infatti aveva grande dimestichezza con il mare, assieme alla prima moglie o da solo intraprese lunghi viaggi sulla chiatta "Ginette" e poi su un cutter sui canali navigabili francesi e poi per mare.

    Doveva conoscere molto bene le particolarissime dinamiche che possono scatenarsi all'interno di un ristretto gruppo di persone obbligate a convivere per settimane o per mesi in uno spazio circonscritto come quello di una barca o di una nave e per di più in un mare in tempesta e in una situazione di oggettivo pericolo...

    ha scritto il 

  • 4

    Di Simenon avevo letto solo un racconto molti anni fa, con protagonista Maigret. Questo "I Pitard" invece non vede il celebre personaggio in scena, ma non se ne avverte la mancanza. E' un racconto lungo scritto con efficacia micidiale, senza fronzoli o compiacimenti, che ti mette davanti alla vic ...continua

    Di Simenon avevo letto solo un racconto molti anni fa, con protagonista Maigret. Questo "I Pitard" invece non vede il celebre personaggio in scena, ma non se ne avverte la mancanza. E' un racconto lungo scritto con efficacia micidiale, senza fronzoli o compiacimenti, che ti mette davanti alla vicenda in modo diretto, ammirevole. La vita di bordo sulla nave del capitano Lannec, i membri dell'equipaggio, l'inquietante moglie del capitano, tutto è tracciato con maestria, vivificato da uno stile che non si smetterebbe mai di lodare. Uno dei migliori libri che potessi scegliere per riavvicinarmi a Simenon.

    ha scritto il 

  • 3

    L’esperienza con i dieci romanzi di Simenon che ho letto in precedenza mi richiama alla memoria vicende ambientate in un contesto urbano, per lo più francese, che per me costituisce uno degli elementi di maggior fascino delle opere dell’Autore; per questo ho provato una certa sensazione di strani ...continua

    L’esperienza con i dieci romanzi di Simenon che ho letto in precedenza mi richiama alla memoria vicende ambientate in un contesto urbano, per lo più francese, che per me costituisce uno degli elementi di maggior fascino delle opere dell’Autore; per questo ho provato una certa sensazione di straniamento nell’imbattermi in un racconto che si svolge quasi totalmente in mare aperto.

    Altri ingredienti tipici dell’autore sono pur presenti, a partire dal protagonista, tipico carattere ossessivo simenoniano alle prese con oscure macchinazioni vere o presunte, ma è il mare a dominare tutto, un mare particolarmente grigio, freddo, ostile, plumbeo come il mare del Nord che circonda e isola l’equipaggio del “Fulmine del cielo” raggiunto solo dalle confuse comunicazioni radio di altri battelli lontani.

    I Pitard non mi sembra un capitolo imprescindibile della ricca bibliografia di Simenon: l’atmosfera avvince un po’ meno di quanto Simenon ci ha abituati (direi quasi “viziati”…), il racconto presenta inedite scene d’azione col battello che nel mezzo della tempesta va in soccorso ad un relitto di naufraghi, ma l’insieme lascia una sensazione di opera minore, anche per la brevità del testo che non consente un adeguato sviluppo della trama e delle psicologie dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Reminiscenze, calvados

    Questo libro si deve essere incastrato tempo fa in una di quelle ghiandole del corpo che regolano l'attività onirica: mi appare da anni, come accade per alcuni pezzetti di vecchi sogni, come una reminiscenza improvvisa. L'ultima, qualche giorno fa, è stata talmente vivida che ho deciso di rilegge ...continua

    Questo libro si deve essere incastrato tempo fa in una di quelle ghiandole del corpo che regolano l'attività onirica: mi appare da anni, come accade per alcuni pezzetti di vecchi sogni, come una reminiscenza improvvisa. L'ultima, qualche giorno fa, è stata talmente vivida che ho deciso di rileggerlo, intimamente convinto di assecondare una specie di segno del destino. Vabbè, ve lo anticipo, nessun magico destino si è compiuto. La verità è che non la ricordavo neanche benissimo la storia. Ma, fulmini del cielo!, che voglia di calvados, di aria grigia e di libertà. Lo penso sempre: un Simenon è il corrispettivo letterario del camino. Almeno una volta, d'inverno, non se ne può fare a meno.

    ha scritto il 

  • 4

    "Adesso, però, la nave era sua! Non era soltanto comandante ma anche armatore, e lei aveva preteso di seguirlo."
    Un sogno che si avvera per Lannec, finalmente ha la sua nave, anche se ha dovuto chiedere l'aiuto della suocera e accettare la moglie, Mathilde Pitard a bordo.
    I Pitard, questa famigli ...continua

    "Adesso, però, la nave era sua! Non era soltanto comandante ma anche armatore, e lei aveva preteso di seguirlo." Un sogno che si avvera per Lannec, finalmente ha la sua nave, anche se ha dovuto chiedere l'aiuto della suocera e accettare la moglie, Mathilde Pitard a bordo. I Pitard, questa famiglia che lui sente estranea, ostile e con cui non ha niente in comune. Tutto inizia male, la presenza di sua moglie a bordo crea disagio, litigano, si sente controllato, ed è tormentato da uno strano biglietto anonimo e minaccioso. "Ciò che non tollerava, che lo mandava in bestia, era che gli rubassero i piaceri della vita! E comandare una nave sua era un piacere che aveva inseguito per troppo tempo!" Sembra di essere sulla nave, immersi nella nebbia, di sentire il freddo, il gelo, gli scrosci della pioggia, di vedere le onde sempre più alte e di sentire Mathilde che urla la sua paura. ... leggere Simenon per me è sempre un piacere.

    ha scritto il 

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