I Promessi Sposi

(The Betrothed)

By

Publisher: Wildside Press

3.9
(9511)

Language: English | Number of Pages: 652 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Slovenian

Isbn-10: 1434495930 | Isbn-13: 9781434495938 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

Do you like I Promessi Sposi ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Alessandro Francesco Tommaso Manzoni (1785-1873) was an Italian poet and novelist. His novel "The Betrothed" (in Italian, "I Promessi Sposi") raised him to the first rank of literary fame. It is generally agreed to be his greatest work.
Sorting by
  • 5

    Storia di troppe letture infami

    I Lettura, Estate 1965, edizioni Salani 1923: volevo essere preparata per la V Ginnasio che avrei iniziato a ottobre. Non ci capii nulla: l’intreccio, che era quello che mi interessava, era tutto nas ...continue

    I Lettura, Estate 1965, edizioni Salani 1923: volevo essere preparata per la V Ginnasio che avrei iniziato a ottobre. Non ci capii nulla: l’intreccio, che era quello che mi interessava, era tutto nascosto tra le digressioni che non sapevo avessero questo nome e che chiamavo rottura di scatole. Saltare le pagine non serviva a nulla. Ero reduce dalla doppia lettura invernale dei Tre Moschettieri: mentre la Francia frizzava, la Padania appallava.

    II Lettura, anno scolastico1965- 66, edizione che non ricordo: lettura a coitus interruptus, un occhio al paragrafo uno alla nota. Commento a domicilio. Il mondo sobbolliva ma Lucia arrossiva e l’Innominato ci tritava i cabbasisi. Meno male che Gertrude c’era.

    III lettura alla maturità, IV con Marisa, V in solitaria, VI con Salvatore, VII con Benedetto, VIII con Vanni, IX Federico ( tutte tra il 1970 e 1998) : piccoli personaggi crescono: il Manzoni non era un cazzone.

    X lettura febbraio 2017, edizione EINAUDI – GALLIMARD : non solo Manzoni non era un cazzone ma ( nella mia lingua c’è una locuzione da poco sdoganata dall’ambiente di Ciprì e Maresco e molto usata da quello giovanile “normale”, ma che io non posso ancora usare con disinvoltura ) manco li vede non solo i vari Scott e Dumas, ma nemmeno il mio amatissimo Stendhal di Cronache Italiane. Per non citare gli esperti del dritto e del rovescio dell’animo umano dell’otto e del novecento, senza essere per questo infetto di estetismo e di libidine letteraria (cit. da P. Levi).
    Gli si perdona volentieri “la provvidenza” ( che in tutti questi anni di lettura ha perso la preponderanza che ci dicevano ci fosse e che vedevamo: “I vestiti dell’imperatore” insegnano a riguardo ), se non quella declinata da Don Abbondio: la Peste non era stata che un atto provvidenziale per liberare i giusti dal giogo degli ingiusti. E se Alex ha messo più di un pezzetto di sé nel pretuncolo vigliacchetto, mi viene da pensare che sotto sotto la provvidenza non fosse che un caso provvidenziale.

    Non di solo Dante, fortunatamente, possono vivere gli italioti!

    said on 

  • 0

    La Bella, la Bestia e l'Asino

    Che cos'è I Promessi Sposi ? E' davvero soltanto un romanzo storico perfetto e documentatissimo? La storia del mancato matrimonio tra Renzo e Lucia è davvero il filone narrativo principale dell'opera ...continue

    Che cos'è I Promessi Sposi ? E' davvero soltanto un romanzo storico perfetto e documentatissimo? La storia del mancato matrimonio tra Renzo e Lucia è davvero il filone narrativo principale dell'opera o non ne costituisce soltanto la cornice?
    Io credo che I Promessi Sposi sia, soprattutto altro: la storia di un percorso di conversione, di metamorfosi , che conduce l'Innominato, imbestiatosi a causa delle proprie azioni criminose, a recuperare la forma umana grazie a Lucia, portatrice di luce . E non credo siano un caso le numerosissime concordanze narrative con le Metamofosi di Apuleio. Va bene la Bella e la bestia, direte voi, ma l'Asino?Chi sia l’Asino ce lo rivela lo stesso Manzoni: nel capitolo XV , l’oste della Luna Piena (!!!!!) aiuta a mettersi a letto un Renzo evidentemente ubriaco, che fino a poco prima ha sproloquiato sui fatti della Rivolta dei forni assieme agli altri avventori, tra i quali una guardia in incognito, che l’oste ha naturalmente riconosciuto e la cui presenza lo costringerà di fatto a denunciare Renzo giocando d’anticipo per non essere a sua volta compromesso con l’autorità:

    L’oste gli diede l’aiuto richiesto; gli stese per di più la coperta addosso, e gli disse sgarbatamente – buona notte, – che già quello russava. Poi, per quella specie d’attrattiva, che alle volte ci tiene a considerare un oggetto di stizza, al pari che un oggetto d’amore, e che forse non è altro che il desiderio di conoscere ciò che opera fortemente sull’animo nostro, si fermò un momento a contemplare l’ospite così noioso per lui, alzandogli il lume sul viso, e facendovi, con la mano stesa, ribatter sopra la luce; in quell’atto a un di presso che vien dipinta Psiche, quando sta a spiare furtivamente le forme del consorte sconosciuto. – Pezzo d’asino! – disse nella sua mente al povero addormentato: – sei andato proprio a cercartela. Domani poi, mi saprai dire che bel gusto ci avrai. Tangheri, che volete girare il mondo, senza saper da che parte si levi il sole; per imbrogliar voi e il prossimo.

    In Renzo, infatti, la metamorfosi data dalla illuminazione della Grazia non avviene mai, neppure alla fine del romanzo; il suo orizzonte resta sempre umano, troppo umano, e la luce di Lucia illumina chi incontra sul proprio cammino, ma non colui che la conduce (in sposa), che porta il lume dietro e sé non giova .

    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2017/01/08/che-cose-i-promessi-sposi-non-solo-ma-anche/#more-3010

    said on 

  • 5

    Il classico dei classici

    Mai letto a scuola se non per qualche stralcio su varie antologie.
    Ripreso in età più adulta, è stata sicuramente una lettura piacevole e coinvolgente. Ammirabile anche la precisione storica di molti ...continue

    Mai letto a scuola se non per qualche stralcio su varie antologie.
    Ripreso in età più adulta, è stata sicuramente una lettura piacevole e coinvolgente. Ammirabile anche la precisione storica di molti dettagli non così secondari seppur, a tratti, un tantino noiosi. Ma è lo stesso Manzoni a segnalarlo in primis quindi, nulla da ridire in merito!

    said on 

  • 5

    Eh...

    Sono consapevole che potrebbe sembrare uno di quegli inutili giudizi su libri che tutti lodano e nessuno legge, ma... I promessi sposi sono un vero capolavoro di lingua e di stile.
    Non sono per nulla ...continue

    Sono consapevole che potrebbe sembrare uno di quegli inutili giudizi su libri che tutti lodano e nessuno legge, ma... I promessi sposi sono un vero capolavoro di lingua e di stile.
    Non sono per nulla d'accordo con l'idea di fondo del romanzo, che esista cioè una qualche provvidenza capace di far girare le cose nel verso giusto, ma ritengo che Manzoni sia stato capace di ideare una storia bellissima e di scriverla in maniera magistrale.
    Una sola considerazione: Manzoni, a metà Ottocento, scrive un italiano così scorrevole, piano e godibile che ancora oggi si legge con grande soddisfazione, molta di più di tanti "genii" attuali che scrivono robe illeggibili.

    said on 

  • 5

    La lettura de I PROMESSI SPOSI è stata più stimolante rispetto a quella scolastica.
    Non voglio dire che da studente, in 5° ginnasio, ho odiato questo romanzo come la maggior parte dei miei coetanei, m ...continue

    La lettura de I PROMESSI SPOSI è stata più stimolante rispetto a quella scolastica.
    Non voglio dire che da studente, in 5° ginnasio, ho odiato questo romanzo come la maggior parte dei miei coetanei, ma che qualcosa di importante mi era sfuggito, qualcosa che ora sento di aver recuperato.
    Innanzi tutto la notevole dimensione e precisione dell' “affresco secentesco”, l'essenziale funzione degli excursus storici, la profonda sostanza di alcuni personaggi minori, la natura inquieta e problematica della religiosità manzoniana.
    Quanto sopra fa suppore una lettura certamente non facile, ma spesso sono proprio le difficoltà, unite alla bellezza di un testo, che inducono il lettore ad approfondire per comprendere. Ed è ciò che farò anch'io!

    said on 

  • 5

    Renzo e Lucia sono due giovani onesti e di buoni sentimenti che stanno per sposarsi. Tutto è pronto per l’evento, ma Don Rodrigo, il signorotto del luogo, è invaghito di Lucia e impone al povero curat ...continue

    Renzo e Lucia sono due giovani onesti e di buoni sentimenti che stanno per sposarsi. Tutto è pronto per l’evento, ma Don Rodrigo, il signorotto del luogo, è invaghito di Lucia e impone al povero curato, per bocca dei suoi bravi, di non celebrare il matrimonio.

    Don Abbondio è un tranquillo curato di paese senza vocazione religiosa e non ha il coraggio di opporsi ai soprusi, quindi, terrorizzato, inventa delle scuse per non compiere il proprio dovere.

    Renzo è furioso, Lucia spaventata a morte.

    Gli unici su cui i giovani possono contare sono Agnese, madre di Lucia, e Fra’ Cristoforo. Quest’ultimo affronta di petto Don Rodrigo e, prima di essere allontanato dal convento, trova il modo di preparare la fuga dei promessi sposi.

    Renzo trova lavoro in una fabbrica tessile, Lucia viene accolta in un convento di suore. E’ lì che incontra la monaca di Monza, costretta alla vita monacale, ma indotta al peccato da un uomo. Anche Gertrude tradisce Lucia e la donna, rapita, rimane prigioniera nel castello dell’Innominato.

    Durante quella notte di prigione ne accadono di cose! Lucia fa il voto di non contrarre matrimonio e l’Innominato, fino a quel momento senza cuore, “a tu per tu” con la bontà e la disperazione di Lucia si converte. Incontra il Cardinale Borromeo, si confessa e libera la disperatissima giovinetta.

    A questo punto tutto sembra risolto, ma il voto di Lucia e la peste a Milano rimettono tutto in discussione. Ma la Provvidenza ha in serbo per i nostri protagonisti un epilogo felice.

    Ho amato questo libro fin da quando l’ho letto a scuola, ma erano passati più di 20 anni e ci voleva proprio una rilettura.

    E ho così scoperto che, seppur ricordando la storia dei due protagonisti, avevo dimenticato mille particolari.

    Non ricordavo la storia di Fra’ Cristoforo, né tanto meno la notte di prigionia di Lucia e l’animo in subbuglio dell’Innominato.

    Sempre commovente invece il racconto della peste e della deposizione sul carro dei defunti della bambina da parte della madre annientata dal dolore della perdita, ma anche consolata dal fatto che entro sera si sarebbero ricongiunte.

    Insomma, che dire? Niente; di fronte ad uno dei più bei capolavori della letteratura italiana, meglio limitare le parole.

    said on 

  • 4

    Manzoni fa ridere. Una leggenda a cui a scuola generalmente non si crede, soprattutto perché si fa finta di leggere. L'ironia riesce (quasi) a far dimenticare la morale da pregoni, la Divina Provviden ...continue

    Manzoni fa ridere. Una leggenda a cui a scuola generalmente non si crede, soprattutto perché si fa finta di leggere. L'ironia riesce (quasi) a far dimenticare la morale da pregoni, la Divina Provvidenza, i pianti e i voti di Lucia

    said on 

  • 0

    Mi arrendo

    Dopo aver provato per l'ennesima volta a leggere questo "capolavoro" della letteratura, posso dirmi sconfitta nuovamente dalla tonnellata di digressioni manzoniane che fanno perdere il ritmo alla stor ...continue

    Dopo aver provato per l'ennesima volta a leggere questo "capolavoro" della letteratura, posso dirmi sconfitta nuovamente dalla tonnellata di digressioni manzoniane che fanno perdere il ritmo alla storia. Ma erano proprio necessarie tutte quelle pagine di chiacchiere inutili??

    said on 

  • 5

    Ahimè molti, giudicandola ancora tramite i ricordi liceali nei quali veniva fatto leggere obbligatoriamente, lo considereranno ancora un mattone noioso. A tutti consiglio di rileggerselo con mente mat ...continue

    Ahimè molti, giudicandola ancora tramite i ricordi liceali nei quali veniva fatto leggere obbligatoriamente, lo considereranno ancora un mattone noioso. A tutti consiglio di rileggerselo con mente matura, lontano da obblighi di riassunti e temi, solo così si apprezzerà veramente la scorrevolezza e lo stile sublime di Manzoni.

    said on 

Sorting by
Sorting by