Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I Quattro Re

I Sovrani della Luce - Libro Primo

Di

Editore: Altromondo Editore

3.7
(26)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 534 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862812930 | Isbn-13: 9788862812931 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Science Fiction & Fantasy

Ti piace I Quattro Re?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Uno strano sogno scuote la vita della Principessa Lean. Un mondo di fuoco e distruzione le si presenta davanti con tutta la violenza possibile, insinuandole nel corpo terribili presagi. Mossa dalla paura e dall'angoscia, decide allora di scoprirne il significato. Ciò che le viene rivelato non lascia dubbi: dopo tremila anni dalla battaglia che diede origine a tutti i Mondi, Tharos, la Montagna Nera, si sta risvegliando, e con essa tutte le creature del Caos rimaste imprigionate nelle sue profondità. Il pericolo è imminente, le forze dell'Ombra si radunano ogni giorno contro quelle della Luce e Lean deve partire subito per riportare sulla Terra i Quattro Re Draghi, e dare voce all'antica Profezia pronunciata da Belzon, il primo Re che creò i Mondi.
Ordina per
  • 2

    In cui il povero lettore sventurato finisce in uno specchietto per le allodole e prende una cantonata micidiale.

    Qui su aNobii abbondano commenti entusiasti e complimenti a proposito di questo titolo e della sua autrice, che probabilmente, vedendo il suo scritto rigettato da case editrici di maggiore levatura, ha deciso di proporsi al pubblico tramite un editore di minori dimensioni.
    Lo dico senza mez ...continua

    Qui su aNobii abbondano commenti entusiasti e complimenti a proposito di questo titolo e della sua autrice, che probabilmente, vedendo il suo scritto rigettato da case editrici di maggiore levatura, ha deciso di proporsi al pubblico tramite un editore di minori dimensioni.
    Lo dico senza mezzi termini, decidere di farsi conoscere con un piccolo editore può essere pericoloso; non solo l'autore corre il rischio di non vedere la propria creazione negli scaffali di una libreria, ma spesso e volentieri c'è anche il problema (non indifferente) del prezzo... e I quattro re è incappato in entrambi perché, uno, nonostante negli anni passati abbia visitato tutte le librerie di Parma, questo titolo io non l'ho mai visto, e due, per quanto un bel libro non abbia prezzo (e ne sono convinta) sono comunque la prima a pensare che ventitré euro siano un'esagerazione bella e buona, soprattutto per un libro che non deve aver subito alcuna fase finale di editing o correzioni di alcun tipo.
    Io l'ho acquistato direttamente dall'autrice, ma il risparmio è stato davvero irrisorio; si parla comunque di, per me, un mucchio di soldi per un autore sconosciuto.

    Si fosse trattato di uno di quei libri capolavoro (come mi era dato sembrare leggendo i commenti su aNobii) non me ne sarebbe importato, anzi, sarei stata contenta di essere una dei pochi che poteva fregiarsi di possedere una perla rara e preziosa tra i numerosi scaffali della sua biblioteca personale... ma come si può evincere dalle stelline del commento finale, e probabilmente dal tono della mia discussione, per me non è stato così.
    Conclusa questa chilometrica premessa, passiamo direttamente al libro.

    E' un fantasy di quelli di vecchio stampo, con tanto di viaggio per salvare il mondo, i tre eroi protagonisti, in questo caso, devono trovare/svegliare quattro draghi per far avverare un'antica profezia che permetterà al genere umano di salvarsi dal malvagio Drago Ombra, se non ricordo male.
    Parto subito col dire che di fantasy di questo genere non ne ho letti molti, non sono mai stati i miei titoli preferiti (e forse questo ha contribuito a non farmi piacere fino in fondo il romanzo) ma la sottoscritta era davvero entusiasta di avere questo romanzo tra le mani, anzi, quando mi venne consegnato accantonai quello che stavo leggendo in quel momento e partii subito con I quattro re.
    La fiamma della mia passione si estinse in pochi giorni appena, purtroppo. Dopo cinque, soporiferi, interminabili capitoli iniziali, decisi di accantonare la lettura e riprenderla in tempi migliori.
    Da allora sono trascorsi due anni, e non vi è stata mai una volta in cui abbia osservato questo romanzo con concupiscenza, chiedendomi cosa potesse succedere oltre quei primi capitoli.
    Mi era dispiaciuto, soprattutto perché dalle mail che mi ero scambiata con Romina, mi era sembrata una ragazza molto cortese e gentile, ma soprattutto volenterosa nel voler condividere con altre persone la storia che aveva da raccontare. Meritava una seconda possibilità. Il suo libro meritava una seconda possibilità.
    Perciò alcune settimane fa ho ripreso in mano il romanzo e armata di coraggio ho ripreso a leggere, pregando di superare lo scoglio dei primi capitoli.

    Questa volta sono riuscita a concluderlo. Dopo quasi due settimane di lettura e, purtroppo, di numerose pagine saltate, sono arrivata alla fine, che però, essendo il primo episodio di una saga, non ha una fine.
    Ma torniamo alle pagine. Ebbene sì, ho saltato numerose pagine, arginato le chilometriche descrizioni del narratore onniscente che ho cordialmente detestato (ma questo è soggettivo) che portavano pressoché a nulla, solo a migliaia di parole come buttate a casaccio per aggiungere pagine a un romanzo che forse, alla fine dei giochi, ne avrebbe avute a malapena 250 (e questo forse sarebbe stato un bene)

    Mi dispiace sempre quando trovo libri così, pieni di pagine e pagine non solo di descrizioni, a volte, inutili, ma anche di avvenimenti (se ci sono) che non hanno nulla a che vedere con la trama e finiscono col far perdere la bussola a chi legge, il quale arriva a farsi domande come "Ma perché stanno facendo così?", "Qual è lo scopo di questo viaggio?", "Perché non hanno ancora incontrato nessuno ostacolo?", "Chi devono sconfiggere?"
    Sono parecchio stupide queste domande, ma durante la lettura, se mi capitava di soffermarmi troppo sulle descrizioni finivo davvero col dimenticare quale fosse il fulcro della storia, quale fosse il motivo del viaggio di Lean e compagni.
    Non ne sono sicura, ma così, di primo acchito, leggere un libro e non capire nulla di quello che succede tra le sue pagine non deve essere positivo.

    Altra nota dolente: la scrittura.
    E' un giudizio puramente soggettivo, ma visto che sto raccogliendo le mie impressioni sul romanzo, ho trovato necessario scrivere anche di questo.
    Il narratore onniscente, come già anticipato, non è il mio preferito, penso tuttavia che la Principato abbia compiuto degli errori durante la scrittura, come ad esempio il POV ballerino in ogni singola pagina del romanzo, che spazia da un personaggio all'altro come se niente fosse, il registro il linguistico, anche se corretti (salvo alcuni errori con i tempi verbali) è risultato tristemente impersonale, come se fosse la sterila cronaca di un viaggio, oppure un documentario.
    Anche se i sentimenti, le sensazioni vengono inserite all'interno delle pagine, sembrano rimanere sempre sullo sfondo, ci sono ma non si sentono, sembrano qualcosa privo di significato o spessore, e questo secondo me è strettamente legato al modo di scrivere dell'autrice, che non affonda nei sentimenti dei suoi personaggi, si limita a una breve descrizione superficiale, rimane a pelo d'acqua, non si immerge completamente.

    Ennesima lamentela (mi dispiace davvero, ma non posso farci nulla) i personaggi.
    Sul serio, non ho mai visto un gruppo così mal assortito, i tre cavalieri (che non hanno nulla di cavalleresco) più improbabili per garantire la salvezza del mondo.
    Non dico che Lean & Co. dovevano presentarsi come una Compagnia dell'anello bis, ma almeno presentarsi come personaggi sui cui non solo il popolo, ma anche il lettore potesse fare affidamento!

    Prima, la principessa. Davvero, non ho mai visto una creatura così boriosa, antipatica, so-tutto-io e rompiscatole in tutta la mia vita!
    Passi che sembra aver ricevuto un addestramento militare da paura (in un regno dove non si vedevano guerre da millenni) è comunque un personaggio del tutto improbabile, e nel quale è impossibile vedere non solo l'eroina del libro, ma anche una possibile salvatrice.
    Scorbutica, dal pessimo carattere e con una fiducia verso il prossimo che scende sotto il tacco delle scarpe, mi ha spinto più volte a domandarmi perché Alador e Melthor non abbiano deciso di abbandonarla al suo destino e mandarla a compiere la missione da sola.
    Della serie Ti credi furba, brava e super intelligente? Bene, vattene a salvare il mondo da sola, allora! Spero che tu muoia strozzata con un pezzo di mela, brutta stronza!
    Cattiveria a mille, ma davvero, come puoi apprezzare un personaggio così, che non fa che dispensare malumore e risposte mordaci ai suoi compagni di viaggio, solo perché quei due poveri stupidi stanno ubbidendo a un ordine di suo padre?
    Una diffidenza iniziale avrei potuto capirla perché di quei due non sapeva assolutamente nulla (e il padre, bello come il sole, l'ha affidata a loro!) ma alla lunga ti vengono due palle così, soprattutto perché la vedi dispensare dolcezza e carinerie varie a chiunque, pure a dei mangia-carcasse trovate in giro durante il viaggio.
    Ripeto, io l'avrei mollata appena il castello non fosse più stato in vista. Ci si vede principessa!

    Per quanto riguarda gli altri due, anche di loro non so cosa pensare, perché effettivamente nel corso della storia il loro ruolo ha davvero poco significato, e sia Alador che Melthor, a importanza, sono giusto una spanna sopra il cavallo di Lean, che se tanto mi da tanto compare molto più spesso e viene preso molto più in considerazione di questi due, sia da Lean che dalla scrittrice.

    Vengono presentati come cavalieri e, pertanto, dovrebbero essere pure soldati (o a conoscenza delle tecniche di guerra e simili... e qui mi ripeto: il loro mondo non ha visto una guerra in millenni)
    Se si aggiunge il fatto che sono entrambi uomini, una persona intelligente dovrebbe riuscire a capire che, in caso di difficoltà, possono essere un valido sostegno per la principessa e fornirle due utili braccia e due lame affilate, in caso di combattimento!
    E invece no, gente! O meglio, per quanto abbia letto e riletto, per scrupolo, le varie (poche) battaglie che intercorrono nella lettura, Alador e Melthor, anche in questo caso, sono utili quanto un bruscolino nell'occhio, in queste battaglie... perché Super Lean salva sempre loro il culo, come è ovvio che sia!
    Alador più che venire ferito o cercare di non farsi ammazzare come un idiota non ha fatto nulla, Melthor invece il più delle volte impugnava la spada per senso di disperazione, per cercare di combattere la paura di, be', tutto, praticamente.
    Persino i corvi gli fanno paura! Ma insomma, che cavolo di guerriero sei, si può sapere?!

    Non mi da fastidio che un personaggio abbia le sue debolezze o paure, anzi è preferibile perché ai miei occhi appare più umano e completo... ma leggere di un guerriero che probabilmente ha paura anche ad addormentarsi senza il lumino da notte è il colmo!
    Più volte la Principato ribadisce che i due hanno fatto numerose campagne militari e visto più battaglie di quelle che un uomo così giovane dovrebbe vedere; il lettore però a questo punto arriva a domandarsi: come accidenti hai fatto a sopravvivere fino ad oggi, se a malapena riesci a impugnare una spada?
    Altrimenti ci può essere:
    I nemici contro cui avete combattuto finora doveva essere un branco di imbecilli.
    In effetti però, Zorbon e compagni fanno davvero la figura dei deficienti. Bah, si vede che entrambi sono stati baciati dalla fortuna, quando erano in fasce.

    Per riassumere, se si trattasse di me e dovessi affidare il destino del mondo a tre personaggi come loro, proferirei dare inizio a una guerra civile o assoggettarmi direttamente al potente Drago Ombra, perché da un gruppo così non può nascere nulla di buono.

    Mi dispiace di essere stata così caustica nello scrivere questo commento, ma per me questo romanzo sarebbe da riscrivere tutto, partendo dalla caratterizzazione dei personaggi.
    L'una cosa che salverei è la descrizione fisica dei draghi. Quelle erano davvero carine.

    ha scritto il 

  • 3

    3/4 stelline

    "Quella sera l'aria era fresca e limpida anche sulle sue cime.Le stelle abbagliavano l'orizzonte con una luce profonda,mentre la Luna sbirciava tutto da una sottile falce bianca.Anche la Montagna sentiva che la notte era speciale,nn udiva le voci delle stelle,ma udiva un'altra voce,che le diceva ...continua

    "Quella sera l'aria era fresca e limpida anche sulle sue cime.Le stelle abbagliavano l'orizzonte con una luce profonda,mentre la Luna sbirciava tutto da una sottile falce bianca.Anche la Montagna sentiva che la notte era speciale,nn udiva le voci delle stelle,ma udiva un'altra voce,che le diceva che l'attesa era finita.Per millenni era stata sola e silenziosa ma qualla sera qualcosa..."
    Primo libro di questa saga fantasy:il male si risveglia dopo 3 mila anni,la protagonista,la principessa Lean si ritroverà ad intraprendere un viaggio alla ricerca dei 4 Re perchè si realizzi l'antica profezia.
    La storia ha in sè molte particolarità che la rendono interessante,ma è molto descrittivo sopratutto nella prima parte,pochi dialoghi,i cavalieri che accompagnano Lean sono poco approfonditi,meglio la seconda parte dove l'azione la rende più scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo Fantasy Classico

    Ecchimeeeeeeeeeee...
    Allora cosa dire su questo libro?
    Partiamo dicendo che mi è molto piaciuto... si si si.
    Tutta la parte iniziale è stata interessantissima... sulla creazione dell'universo etc... e anche le prime vicende per conoscere i personaggi, la festa etc etc.
    Nar ...continua

    Ecchimeeeeeeeeeee...
    Allora cosa dire su questo libro?
    Partiamo dicendo che mi è molto piaciuto... si si si.
    Tutta la parte iniziale è stata interessantissima... sulla creazione dell'universo etc... e anche le prime vicende per conoscere i personaggi, la festa etc etc.
    Narnag è un personaggio che mi è piaciuto tanto tanto...

    [SPOILER]

    il suo essere rifiutato... il dispiacere... e poi cacchio, l'incazzatura e lo scoprire una nuova natura e il piacere di tirare fuori la parte nera della sua anima... decisamente ha tutta la mia approvazione ghghghg

    [/SPOILER]

    All'inizio mi sembrava un pò lento ma poi tutta la storia dei sogni, etc... ha rivitalizzato subito la situazione.
    Anche il personaggio dell'amica della madre mi è piaciuto un sacco.

    Poi finalmente è partito il viaggio e da lì è stato tutto davvero appassionante. Appena calava un pò la tensione... zac... arrivava qualcosa. Anche i sentimenti della Principessa... l'allontanamento da casa, paura, diffidenza, dubbi... vederla affrontare tutte quelle cose *_*... bellissimo.
    Il pezzo nella città dello zio è stata davvero bella. Tutto quel mistero.

    Insomma molto appassionante... e poi la descrizione di tutte quelle creature... il lago della foresta di Aura. La mia immaginazione si è sfogata davvero bene :)

    E devo ammettere che mi è piaciuto molto anche l'ultimo incontro... si si, anche se è rimasto lì per poche pagine, per me è stato molto affascinante. Sarà che non è che da subito fosse buono o cattivo o fosse schierato... era e basta.

    Davvero è venuto su un libro ambientato in un universo bellissimo, ben descritto e interessante. Personaggi molto ben caratterizzati (quasi tutti)...

    E' un libro che rientra in uno schema classico per il fantasy però è molto avvincente e interessante. Ottimo davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    bel romanzo.

    scritto benissimo( veramente da fare invidia a tanti grandi scrittori) e con passione.
    libro lungo, ma che si fa leggere tranquillamente, con piacere, immergendoci in un mondo fantastico.

    assolutamente da leggere!

    ha scritto il 

  • 3

    al titolo ci devo ancora pensare

    molto molto carino questo primo libro della serie, oltre al fatto che i draghi sono adorabili *-* però non ho capito perchè i cattivi devono essere sempre neri e i buoni dorati.. il nero è così carino >.<

    ha scritto il 

  • 4

    Forza Narnag alè ale! (4stelle - )

    Grazie all'autrice ho potuto leggere questa sua opera prima, titolo a me sconosciuto. una recensione più ampia è presente nel forum Pensieri Tatuati (http://pensieritatuati.forumcommunity.net/) in cui sono attive diverse catene di lettura tra cui quella relativa a questo libro.


    Romina ha i ...continua

    Grazie all'autrice ho potuto leggere questa sua opera prima, titolo a me sconosciuto. una recensione più ampia è presente nel forum Pensieri Tatuati (http://pensieritatuati.forumcommunity.net/) in cui sono attive diverse catene di lettura tra cui quella relativa a questo libro.

    Romina ha indubbiamente una notevole fantasia. Lei parte dalla creazione dell'universo, momento molto interessante. Ha una abilità descrittiva non indifferente. Riesce a ricreare perfettamente volti, persone, luoghi. Forse eccede un tantino nelle descrizioni e questo rallenta la narrazione e il succedersi degli avvenimenti nella prima metà del libro.
    Di certo merita attenzione il viaggio di Lean e dei due Cavalieri (anche se io ultimamente ho deciso che parteggio per i cattivi XD) alla ricerca dei quattro re e la lotta contro Narnag e Tharos.

    Opera prima = scrittore in crescita.
    Prima di accostarsi a tutte le opere prime è bene ricordare questa formula per non incorrere in delusioni da "ma non è perfetto". Ovvio che non lo è: lo scrittore sta crescendo, il suo stile si va assestando e aggiustando. Ma se è uno scrittore che vale le potenzialità ci sono e sono già evidenti. La Principato ha tutte le carte in regole per continuare a narrare gli eventi e il viaggio degli eroi, la ricerca e la lotta, gli amori e le scoperte, le vittorie e le sconfitte...
    (però io tifo per Narnag ù.ù... Narnag, Narnag alè alè! *_*)

    ha scritto il 

  • 4

    Ho terminato la lettura di questo libro “rubando” ritagli di tempo alla scrittura, e questo già dovrebbe dirla lunga sulla volontà di arrivare alla fine (momentanea) della storia, e sulla capacità della narrazione di attirarti pagina dopo pagina seguendo i protagonisti nell’evoluzione degli event ...continua

    Ho terminato la lettura di questo libro “rubando” ritagli di tempo alla scrittura, e questo già dovrebbe dirla lunga sulla volontà di arrivare alla fine (momentanea) della storia, e sulla capacità della narrazione di attirarti pagina dopo pagina seguendo i protagonisti nell’evoluzione degli eventi.
    Sicuramente si può affermare che all’autrice non manca la fantasia: già dalle prime pagine, dove viene narrata quella che si può definire la genesi del mondo in cui la storia viene ambientata, in modo da darci subito una idea dell’evoluzione del mondo in cui andremo a ritrovarci. Non è inutile e nemmeno una lungaggine, una “genesi” si chiama così non a caso e serve a chiarirti subito le situazioni che andrai ad incontrare.
    Interessante anche come sono delineati i personaggi: non abbiamo eroi sboroni ma persone semplici nella loro umanità, con tutte le loro paure e ansie e preoccupazioni. Ognuno di loro nasconde segreti e misteri che vengono abbozzati ma non svelati, lasciando quella punta di mistero che è giusto svelare un po’ alla volta, anche perché mi viene da pensare che avrà un suo motivo di esistere e che avrà qualche importanza nel proseguo della storia.
    Le descrizioni sono particolareggiate, vanno a ricercare i dettagli dando un elegante “effetto visivo” al lettore, che non deve quindi dannarsi particolarmente per cercare di immaginare i paesaggi dove si svolge l’azione. Luci, colori, odori, suoni, paesaggi e sensazioni vengono descritti con minuzia di particolari… a volte anche troppo, piccola pecca. Ci sono dei punti in cui avrei sinceramente preferito più azione e dialoghi che introspezione e descrizioni, ma inutile dire che questi sono pareri personali che possono variare da lettore a lettore. La non abbondanza dei dialoghi è l’unica pecca che mi sento di osservare in questo libro, ma questo è un pensiero mio: in una lettura trovo che azione e dialoghi in abbondanza (specialmente gli ultimi) aiutano a rendere la storia più scorrevole e piacevole da leggere. Si può far conoscere molto dei personaggi, dei loro modi di pensare e interagire col resto della storia facendoli parlare, oltre che usare la narrazione in terza persona.
    Molto piacevole anche lo “sfondo ecologico” che viene dato al libro: natura e animali si ritagliano abbondanti spazi, rendendoli qualcosa di più che semplici luoghi dove spostarsi e compagni di viaggio: gli ultimi in particolare vengono trattati dalla protagonista con una umanità quasi commovente.
    In conclusione, un romanzo che vale assolutamente la lettura per chi apprezza il fantasy nella sue sfaccettature più classiche, ma anche per chi vuole affacciarsi a questa narrativa trovando una storia decisamente gradevole. E ora, non resta che aspettare il seguito per vedere come procede la ricerca della nostra Principessa e dei due cavalieri!

    ha scritto il 

  • 4

    L’eterna lotta tra il bene ed il male, il contrasto tra il buio e la luce, lo scontro infinito tra la vita e la morte, questo il concetto predominante nel primo libro “I Sovrani della Luce” del ciclo “I Quattro Re” di Romina Principato. Ma i temi rappresantati non finiscono qui e la lettura del r ...continua

    L’eterna lotta tra il bene ed il male, il contrasto tra il buio e la luce, lo scontro infinito tra la vita e la morte, questo il concetto predominante nel primo libro “I Sovrani della Luce” del ciclo “I Quattro Re” di Romina Principato. Ma i temi rappresantati non finiscono qui e la lettura del romanzo riserva una molteplicità di sorprese proprie della migliore tradizione del filone Fantasy. <br />I primi capitoli del libro raccontano l’articolata creazione dell’Universo attraverso la separazione dalle tenebre primordiali e dal silenzioso vuoto originario su cui regnava incontrastato l’Immortale Narnag, il Drago Ombra sovrano della Morte, ad opera di Belzon, il Drago D’oro dispensatore di Luce e di Vita e la loro lotta fratricida conclusasi con la sconfitta e il confino del primo nel Buio Eterno. Della necessità di garantire al neonato Universo la Pace e l’Armonia attraverso il governo di quattro Re “simboli degli elementi che creano la Vita, ciascuno legato all’altro da forti vincoli, fratelli tra loro e figli della Luce. Hidral “la creatura sovrana dei mari e dei fiumi, colei che comandava le piogge e le tempeste, dissetando la terra e l’erba che vi cresceva”, Skysor “la creatura dei venti, Sovrana dell’aria, fondamentale per vivere”, Flameron, “creatura del fuoco, Sovrana del vulcano custode della forza e della ferocia” ed infine Earthalor “robusta e saggia creatura della Terra che ne proteggeva la Vita e quella delle creature che di essa si nutrivano”. <br />Proseguendo nella lettura dell’avvincente racconto troviamo la dettagliata descrizione di colei che sarà la protagonista principale della storia: Lean, la principessa Eleanor futura regina del regno prospero e potente di Baharam, fanciulla dolcissima e all’apparenza delicata, dotata di un carattere risoluto e coraggioso oltre che di una spiccata sensibilità che le causa visioni e sogni premonitori. Proprio l’assiduo riproporsi di questi e la loro trasformazione in incubi, le faranno ben presto comprendere di essere stata prescelta per un’avventura molto più grande di lei, che le sconvolgerà la vita, ma dalla quale non potrà tirarsi indietro poiché diretta discendente di Belzon. Lei è la Predestinata e la sua missione, di vitale importanza, sarà quella di “dare voce alla Profezia, risvegliare i Re e sconfiggere Hellord”. <br />Attori secondari all’inizio ma che, con la loro genuina umanità conquisteranno sul campo il ruolo di coprotagonisti, sono gli altri due giovani, dai nobili natali, Alador e Melthor di Namal. Insieme tutti e tre saranno i Cavalieri della Profezia, coloro ai quali è affidata la speranza di sopravvivenza di Eanarth, la Terra. Loro, gli Eletti, si prodigheranno per garantire alla Luce la vittoria nella battaglia finale e quindi il trionfo della vita sul Caos, sulle Tenebre, su Hellord, il Signore degli Inferi e fedele servitore di Narnag, la Morte. <br />Il viaggio intrapreso dai tre Cavalieri per raggiungere l’isola di Haer su cui vive Skysor e metterlo al corrente dei diabolici disegni di Zorbon, il grande Drago Nero che si è rifugiato sul monte Tharos, manipolato da Hellor per appropriarsi del Mondo, è la colonna portante del romanzo su cui si sviluppano avventure meravigliose. In un clima fantastico a volte idilliaco, più spesso drammatico, scorrono le immagini di un mondo irreale dove draghi giganteschi di acqua, di terra, di cielo, i cui colori indicano il loro grado di malvagità, si alternano a piccole fate, animali mitologici o creati dalla prolifica fantasia dell’autrice, figure grottesche e terrificanti, scenari bucolici e ameni o paesaggi brulli e malinconici.<br />La trama risulta intrigante per la ricchezza di intrecci, per la varietà dei personaggi, per le sfaccettature originali che assumono i brevi episodi o le piccole vicende che, come affluenti di un grande fiume, nascono dalla storia principale ma subito trovano una loro esatta dimensione, una ragione di esistere e di brillare di luce propria. Il linguaggio è fluente, ricco di termini, suggestivo, colorato e profumato, nel senso che la Principato con abili passaggi riesce a dare vita alla narrazione, a farla percepire anche “con i sensi” al lettore, a portarlo all’interno della vicenda come spettatore-protagonista. L’attualità che ho riscontrato in alcuni tratti del romanzo, come l’amore per la natura, la salvaguardia dell’ambiente, la ricerca di una pace universale, di un’armonia tra gli uomini e l’universo che li circonda, il rispetto verso gli animali lo rendono estremamente reale benché debba complimentarmi con l’autrice per la spigliata, vivida, fervida fantasia che dall’inizio alla fine del libro non fa difetto neanche per un momento ma accompagna e sottolinea ogni capitolo. Gradito e simpatico il “Dizionario dei Draghi” inserito in appendice. Il pubblico a cui ne consiglio la lettura può essere di ogni età e in particolare chi segue ed è appassionato di Fantasy, di sicuro, non ne resterà deluso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La signora dei draghi

    Romina Principato. I quattro re. I Sovrani della Luce
    Ho iniziato con molto entusiasmo questo libro perché mi piacciono i libri di un certo “spessore”, e non sono rimasta delusa.
    La storia è assolutamente originale, l’autrice infatti ha creato un mondo fantastico, Eahnart. E quando dico ...continua

    Romina Principato. I quattro re. I Sovrani della Luce
    Ho iniziato con molto entusiasmo questo libro perché mi piacciono i libri di un certo “spessore”, e non sono rimasta delusa.
    La storia è assolutamente originale, l’autrice infatti ha creato un mondo fantastico, Eahnart. E quando dico creato intendo proprio che è partita dalla creazione di questo mondo. L’eterna lotta del bene del male assume i contorni della lotta tra la luce e l’ombra in cui l’essere primordiale è il drago. L’uomo viene dopo come custode della Profezia, che imporrà la chiamata dei quattro Re (signori rispettivamente dei quattro elementi primordiali aria, acqua, terra, fuoco) da parte del prescelto per difendere Eahnart dal ritorno dell’ombra.
    Il predestinato questa volta però è la giovane principessa Lean che, affiancata da due misteriosi cavalieri, Alador e Melthor, inizierà il viaggio alla ricerca dei Re.
    Mi sono piaciute moltissimo le descrizioni dei draghi e di tutte le altre creature fantastiche che compaiono nel libro, e in genere la descrizione dei paesaggi. Bellissima la cartina geografica!
    La Principato è riuscita a creare un vero mondo immaginario che non ha nulla da invidiare ai più noti libri della Troisi. La sua eroina poi non è arrabbiata, non èesaltata, è umana e ha paura ma anche il giusto coraggio.
    Il linguaggio poi è perfetto per creare quell’atmosfera che il romanzo richiede. Insomma un romanzo che potrebbe benissimo stare all’interno di una grande casa editrice.
    Come mia abitudine devo trovare anche un lato negativo, altrimenti che recensione è?
    La lunghezza. L’autrice spesso si dilunga troppo nelle parti descrittive creando aspettative che poi rimangono deluse. Cioè mi spiego meglio. Nonostante le sue 5oo e oltre pagine alla fine del libro rimangono molti dubbi: che fine ha fatto la madre di Lean? L’anello del drago che cosa indica? Quale oscuro segreto si cela nel passato dell’aitante cavaliere Alador?
    Troppe cose lasciate in sospeso che potrebbero irritare i lettori poco pazienti.
    Inoltre la prima parte del romanzo, che sicuramente è importante per la comprensione della storia, poteva essere illustrata all’interno del romanzo creando forse più suspence, ma è solo una mia opinione,che nulla toglie al mio giudizio positivo.
    Ora aspetto il seguito.

    ha scritto il