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I Vangeli apocrifi

Di

Editore: Einaudi (I Millenni)

4.1
(416)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 609 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 880609274X | Isbn-13: 9788806092740 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Marcello Craveri

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
I vangeli apocrifi sono una delle testimonianze più vive del cristianesimo primitivo. Qui i primi cristiani riversarono tutto il loro ingenuo bisogno di conoscere del proprio Salvatore e Maestro quanto i quattro Vangeli canonici non dissero. Così l'infanzia di Gesù nella casa di Nazareth, dopo i prodigi della sua nascita, o i misteri che accompagnarono e seguirono la sua morte vennero elaborati da una fantasia ricca di tutta la tradizione orientale ed ellenistica, con la freschezza di un mondo nuovo che stava sorgendo sulla decadenza dell'antico. Le letteratura popolare di tutti i tempi trova fra questi testi molte delle sue pagine migliori. In questa edizione, curata da Marcello Craveri, è presente anche un saggio di Geno Pampaloni.
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  • 4

    Άπόκρυφος vuol dire «segreto», «nascosto»,

    e nella terminologia religiosa indicava i libri segreti, rivelatori di verità occulte non facilmente assimilabili dalle masse dei fedeli e destinati perciò all’istruzione superiore degli iniziati, adepti di una setta. Nell’ambiente cristiano l’aggettivo fu inizialmente usato non in corrispondenza ...continua

    e nella terminologia religiosa indicava i libri segreti, rivelatori di verità occulte non facilmente assimilabili dalle masse dei fedeli e destinati perciò all’istruzione superiore degli iniziati, adepti di una setta. Nell’ambiente cristiano l’aggettivo fu inizialmente usato non in corrispondenza dell’elaborazione del canone, ma per definire i testi gnostici che si servivano di un linguaggio ermetico, ricco di simbolismi e di criptogrammi. Rifiutando, in parte, l’interpretazione gnostica del messaggio di Gesù e della sua persona, i Padri della Chiesa attribuirono al termini apocrifo, con cui gli stessi gnostici designavano le loro opere, il significato di spurio, bastardo e falso. Poi l’aggettivo venne indiscriminatamente esteso, nell’accezione dispregiativa, a tutti i testi sospetti di eresia o, comunque, non conformi alla «norma» dottrinale ufficialmente riconosciuta, ovvero a tutti gli scritti religiosi extracanonici, anche preesistenti alla formazione del canone stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Documenti compilati nei primi secoli dopo Cristo, raggruppati per tematiche e per aree culturali di provenienza:


    - vangeli dell'infanzia di Gesù;


    - vangeli della predicazione (i misteriosi giudeo-cristiani, di cui ci restano solo accenni, e che probabilmente rappresentano un'inter ...continua

    Documenti compilati nei primi secoli dopo Cristo, raggruppati per tematiche e per aree culturali di provenienza:

    - vangeli dell'infanzia di Gesù;

    - vangeli della predicazione (i misteriosi giudeo-cristiani, di cui ci restano solo accenni, e che probabilmente rappresentano un'interpretazione del messaggio cristiano non ancora influenzata dalla cultura ellenistica introdotta nel Cristianesimo nei vangeli canonici e da san Paolo; sono quindi scritti vicini al pensiero della comunità primitiva);

    - vangeli della Passione e Resurrezione;

    - ciclo di Pilato;

    - Assunzione di Maria;

    - vangeli gnostici;

    - vangeli manichei.

    Mi aspettavo di leggere un racconto della vita di Gesù piuttosto diverso da quello canonico (ad esempio, la relazione con la Maddalena), invece questi scritti si preoccupano soprattutto di colmare i vuoti dei vangeli canonici: l'infanzia di Cristo (splendido il primo miracolo di Gesù bambino, che illimpidisce l'acqua piovana che per gioco aveva incanalato in alcune fossette scavate nella sabbia; il significato ultraterreno del racconto non cancella l'immediatezza di una scena di gioco), la discesa vittoriosa di Cristo all'inferno, la storia di Pilato, della Vergine, di Giuseppe.

    Il vangelo gnostico di Tommaso è però lo scritto che più di tutti mi ha affascinato: riporta alcune massime insegnate da Gesù, parzialmente discordanti da quelle scritte nei quattro vangeli canonici (specie le beatitudini, che appaiono in una forma meno spiritualizzata e ancora cariche di uno spirito di denuncia sociale), se non addirittura nuove, di grande fascino.

    ha scritto il 

  • 0

    cose che succedono a pasqua

    questa mattina lavavo le tazze della colazione e sbadabam! sento un gran busso provenire dalla libreria. che cazzo è successo? chiudo l'acqua e vado a vedere. bah, pare tutto a posto, i libri a posto, fermi immobili precisi. ma cos'era? guardo di lato e vedo spuntare alcune pagine di un libro inc ...continua

    questa mattina lavavo le tazze della colazione e sbadabam! sento un gran busso provenire dalla libreria. che cazzo è successo? chiudo l'acqua e vado a vedere. bah, pare tutto a posto, i libri a posto, fermi immobili precisi. ma cos'era? guardo di lato e vedo spuntare alcune pagine di un libro incastrate nel retro della libreria, e mi ricordo che siccome è piena zeppa, a un certo punto ho iniziato a mettere dei libri anche dietro le file, tipo regali che non voglio più vedere perché mi fanno nostalgia o libri che so che non prenderò mai più in mano, o anche cose varie che erano a mezzo e son finite lì dietro per non sapere dove altro finire. così ficco la mano dietro il ripiano in questione per arrivare a prendere il libro incastrato, lo tiro fuori e non ci credo. davvero non ci credo. sono i vangeli apocrifi.
    come accidenti sono caduti da soli e così rumorosamente i vangeli apocrifi durante la santa mattina di pasqua? ma dai, è uno scherzo? finisco di lavare le tazze sghignazzando per questo che qualcuno, tipo mia madre, leggerebbe come un inequivocabile segno divino. vorrei chiamarla e raccontarglielo vista la telefonata di ieri sera, di quelle che in genere scattano durante le feste comandate, perché lei è una convinta credente e io una convinta non credente, e stiamo sempre lì a discutere, nel rispetto reciproco certo, ma che alla fine si conclude sempre con un altrettanto reciproco compatimento, con lei che mi dice "vabbè giovanna, mi dispiace per te" e io che le dico "no no mamma, è a me che dispiace per te" e ciao buona serata. comunque per farla breve poi niente telefonata, sono stata via tutto il giorno e mentre ero in giro ogni tanto ripensavo divertita a questa cosa della caduta rovinosa dei vangeli apocrifi e così, tornata a casa mi son messa a leggere qualcosa. anzi, mi son messa a leggere il vangelo di tommaso. e porca miseria, nel vangelo di tommaso ci sono davvero dei passi bellissimi, meravigliosi. ci sono alcune frasi apparentemente incomprensibili dette da gesù, che a pensarci bene se io incontrassi qualcuno che mi dice quelle frasi, certamente lo seguirei in capo al mondo. e lo so, è un vezzo di molti atei affermare che comunque gesù era un gran figo, che era un hippie, un rivoluzionario, un comunista e tutte quelle belle cose lì, e io non voglio rischiare neanche per scherzo di far parte di quella schiera di ammiratori pret-à-porter, ma insomma se ti metti seriamente a riflettere su gesù, è una specie di viaggio lisergico e non ne vieni più fuori, perché le cose che ha detto, davvero spalancano mondi.
    interrogato su come entrare nel regno dei cieli, lui così rispondeva:
    "quando farete in modo che due siano uno, e farete sì che l'interno sia come l'esterno e l'esterno come l'interno, e l'alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina, e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano, un piede al posto di un piede, un'immagine al posto di un'immagine, allora entrerete."
    ecco io se potessi glielo direi, a gesù, che questa cosa qui, io credo davvero di averla capita.
    e speriamo che mi faccia entrare.
    amen.

    ha scritto il 

  • 4

    Se si leggono gli uni si possono leggere anche gli altri

    "I vangeli apocrifi sono testi religiosi che si riferiscono come contenuto a Gesù. Il termine "apocrifo" ("da nascondere", "riservato a pochi") è stato coniato dalle comunità cristiane che se ne servivano, poiché erano libri, sovente con attribuzione pseudoepigrafa di qualche apostolo o discepolo ...continua

    "I vangeli apocrifi sono testi religiosi che si riferiscono come contenuto a Gesù. Il termine "apocrifo" ("da nascondere", "riservato a pochi") è stato coniato dalle comunità cristiane che se ne servivano, poiché erano libri, sovente con attribuzione pseudoepigrafa di qualche apostolo o discepolo, che venivano esclusi dalla pubblica lettura liturgica, in opposizione a quelli comuni, pubblici e manifesti, in quanto ritenuti portatori di tradizioni misteriose o esoteriche troppo profonde per essere a tutti comunicate. Con l'espressione "vangeli apocrifi" vengono indicati quei libri che sono stati esclusi dal canone della Bibbia cristiano.
    I vangeli apocrifi sono solitamente divisi in base a contenuto, genere e ambiente d'origine."

    Qui c'è il resto della scheda dettagliata, riassumerla è impossibile: http://it.wikipedia.org/wiki/Vangeli_apocrifi

    ha scritto il 

  • 0

    I bambini, che amore

    Come insegna Aristotele, la giustizia non è equa: “L’equo è sì giusto, ma non è il giusto secondo la legge, bensì un correttivo del giusto legale. Il motivo è che la legge è sempre una norma universale, mentre di alcuni casi singoli non è possibile trattare correttamente in universale” (Etica nic ...continua

    Come insegna Aristotele, la giustizia non è equa: “L’equo è sì giusto, ma non è il giusto secondo la legge, bensì un correttivo del giusto legale. Il motivo è che la legge è sempre una norma universale, mentre di alcuni casi singoli non è possibile trattare correttamente in universale” (Etica nicomachea, a cura di Claudio Mazzarelli, Rusconi, Milano 1993, libro V, 10). Che poi Aristotele non aveva assistito alla diatriba natura/cultura, dopo la quale tutta una serie di norme di convivenza civile diventano ancor più complicate da scrivere e far rispettare.

    Prendiamo la pedofilia, condita da tanti casi di cronaca più o meno interessanti e aneddotici e simbolici ed eloquenti (Tiberio Timperi che racconta di quel padre separato a cui tolgono il diritto di vedere il figlio perché “lo tocca” [!] quando gli fa il bidet; l’articolo di Antonio Armano sull’ultimo numero di Saturno e il caso del video amatoriale Forza Chiara; la docente che si fidanza con l’ex alunno diciassettenne e viene licenziata, salvo poi convolare a giuste nozze con lo stesso ragazzo appena lui raggiunge la maggiore età, pochi mesi dopo; ecc. ecc.). Non è un tema che scelgo a caso - sarebbe una deroga all’impostazione di questo blog, e derogare già alla seconda uscita… -, ma che mi salta agli occhi leggendo uno dei Vangeli aprocrifi, il Protovangelo di Giacomo, quando giungo al passo dove si parla del matrimonio di Giuseppe e Maria:

    VIII
    1. I suoi genitori se ne andarono pieni di ammirazione, ringraziando il Signore Iddio perché la bambina non si sera voltata indietro. Così Maria restò nel Tempio, allevata come una colomba e riceveva il cibo dalla mano di un angelo.
    2. Ma quando ella compì dodici anni, i sacerdoti tennero consiglio e dissero: - Ecco che Maria è giunta all’età di dodici anni nel Tempio del Signore: che faremo ora di lei, perché non abbia a contaminare il Tempio del Signore? - E dissero al sommo sacerdote: - Tu che sei preposto all’altare del Signore, entra e prega per lei, e ciò che il Signore ti indicherà, lo faremo.
    3. Allora il sommo sacerdote, indossato il mantello dai dodici sonagli, entrò nel Santo dei Santi e pregò per Maria. Ed ecco apparve un angelo del Signore che gli disse: - Zaccaria, Zaccaria, esci e chiama a raccolta i vedovi del popolo; ciascuno di essi porti un bastone, e di colui al quale il Signore darà indicazione con un segno miracoloso, essa sarà la sposa -. Uscirono pertanto i banditori per tutta la regione della Giudea, e risuonò la tromba del Signore e accorsero tutti.

    IX
    1. Anche Giuseppe, gettata l’ascia, uscì per unirsi agli altri; e riunitisi si recarono al cospetto del sommo sacerdote, portando i bastoni. Costui, presi i bastoni di tutti, entrò nel santuario e pregò. Poi, terminata la preghiera, raccolse di nuovo i bastoni, uscì fuori e li restituì loro: ma non apparve su di essi alcun segno. Ma l’ultimo bastone lo prese Giuseppe, ed ecco una colomba uscì dal bastone e volò sul capo di Giuseppe. Allora il sacerdote disse a Giuseppe: - Tu sei stato prescelto a ricevere la vergine del Signore in tua custodia!
    2. Giuseppe si schermì, dicendo: - Ho già figli, e sono vecchio, mentre essa è una fanciulla! Che io non abbia a diventare oggetto di scherno per i figli di Israele! - Ma lo ammonì il sacerdote: - Temi il Signore Dio tuo, e ricorda che cosa ha fatto Iddio a Datan, ad Abiran e a Core: come si è spalancata la terra ed essi sono stati inghiottiti, a causa della loro ribellione. Temi, dunque, o Giuseppe, che ora non debba accadere lo stesso alla tua famiglia!
    3. Allora Giuseppe, pieno di timore, prese Maria in sua custodia e le disse: - Ecco, ti ho ricevuta dal Tempio del Signore e adesso ti lascio nella mia casa e me ne vado a lavorare alle mie costruzioni, ma tornerò da te. Il Signore ti custodirà.

    (I Vangeli apocrifi, a cura di Marcello Craveri, Einaudi, Torino 2005, pp. 13-14. Sullo stesso episodio si vedano anche il Vangelo dello Pseudo-Matteo [p. 74] e la Storia di Giuseppe il falegname [230-231].)

    Al di là del fatto che poi Giuseppe non l’abbia proprio toccata, Maria, ma ci abbia pensato lo Spirito Santo, la questione resta valida. Nessuno si scompone per il fatto che una dodicenne vada in sposa a un uomo maturo. Qual era l’aspettativa di vita a quell’epoca? Presumo ben minore di quella attuale, e d’altra parte il menarca testimonia in maniera fisiologicamente incontestabile che la donna è fertile, quindi “pronta” a sostenere una gravidanza, la quale - fatta eccezione per interventi divini - comincia con un concepimento frutto di un rapporto sessuale (non entriamo nel merito della fecondazione assistita, altrimenti le cose si complicano ancor di più).

    Tutto questo giustifica la pedofilia? Nient’affatto, è ovvio. Soltanto, dimostra come le questioni siano sempre complesse, e proprio e soprattutto quando trattano temi particolarmente “spiacevoli”, vadano affrontate con schemi il più possibile malleabili e comprensivi di equità, oltre che di giustizia. Perché non è tutto sempre facile (si fa per dire) come nel film The Woodsman (2004, regia di Nicole Kassel, con un bravo Kevin Bacon), con un pedofilo che capisce quanto male abbia fatto alle sue vittime e quindi si trasforma in giustiziere contro i suoi ex-simili (ancor più raramente le vittime si mettono in contatto fra loro e reagiscono, come capita nel pur ben scritto romanzo Ruggine di Stefano Massaron). E nemmeno la realtà è così patinatamente noir, come nel libro di Mauro Marcialis, Dove tutto brucia, con i trafficanti di bambini, gli sbirri corrotti e la politica pigliatutto.

    Dobbiamo insomma fare i conti con ciò che è diverso da “noi” (ammesso che riusciamo a stabilire cos’è questo “noi” e chi lo compone), sia perché distante temporalmente, sia perché lo è geograficamente e culturalmente.
    Le supposte radici cristiane dell’Europa (al netto della diffusa pedofilia nei ranghi della Chiesa) pongono il problema sin dalla storia della madre di Dio, e l’abbiamo visto. Ma l’Europa ha il suo fondamento civile nella Grecia antica, dove i rapporti con ragazzi dai dodici anni in su (pederastia) erano pienamente accettati (mentre illeciti erano con bambini di età inferiori - e qui si chiamava pedofilia -, sebbene mai puniti realmente). Le fondamenta della nostra civiltà poggiano dunque su una società pedofila e schiavista, oltre che pesantemente misogina: sarà pur doveroso farci i conti.
    Quanto al confronto con culture “diverse”, consideriamo l’Islam: secondo la maggior parte delle fonti, una delle mogli di Maometto, Aisha, aveva sei anni al matrimonio e nove quando questo venne consumato, come racconta anche Kadel Abdollah ne Il messaggero.

    Al centro di ogni valutazione credo fermamente che debbano starci la dignità individuale e le scelte consapevoli di ogni essere umano. E stabilire a quale età tale consapevolezza sia riconoscibile e “legittimata” non dovrebbe essere compito del legislatore, che decide in astratto, prescindendo da qualsiasi valutazione contestuale. D’altro canto, chi può credere che sia razionale stabilire che il sottoscritto, fino al 16 maggio 1994, non potesse essere consenziente, e il giorno successivo sì, poiché aveva compiuto 18 anni? Mentre in altri luoghi e altri tempi ciò avviene a 21 anni, oppure a 16, oppure… Aristotelico convinto, credo che le nostre democrazie, per divenire un poco meno imperfette, dovrebbero rileggere l’Etica nicomachea e farne tesoro.

    E soprattutto dovrebbero comprendere che questi sono disgustosi epifenomeni che discendono da problemi che andrebbero affrontati in prima battuta, con consapevolezza “biopolitica”: perché nella maggioranza dei casi si tratta di derive tutt’altro che imprevedibili del colonialismo (nelle sue versioni più o meno aggiornate: si leggano le terribili pagine di Curzio Malaparte ne La pelle, quelle dedicate ai ragazzini napoletani venduti, o meglio affittati, ai militari delle truppe alleate) e dell’autoritarismo famigliare e sociale. Preoccuparsi di stringere a sé la propria borsetta o il proprio pargolo quando uno straniero/estraneo si avvicina non significa aver maggiore cura dei propri “beni”, ma far sì che i legami sociali lascino sempre più spazio alle aberrazioni e a coloro che, in una tale società, ci possono sguazzare, facendo leva su paure tanto legittime quanto strumentali. Anche perché, la borsetta o il pargolo, assai spesso, te lo portan via quelli che ci stanno più vicini. Ed è lì che bisogna prevenire, come si diceva in un celeberrimo spot, ché è sempre meglio di curare.

    [http://doppiozero.com/rubriche/531/201203/i-bambini-che-amore]

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta non completa ma curatissima. Testi divertenti, misteriosi, interessanti, ma anche pesanti, prolissi e ripetitivi. Consigliato per una ricerca.
    http://pcampitiello.blogspot.com/2012/01/i-vangeli-apocrifi-einaudi.html

    ha scritto il 

  • 0

    non penso si possa dare una valutazione "letteraria" ai vangeli apocrifi. non sono scritti bene, e non sono una lettura piacevole.
    però sono interessanti, illuminanti per certi versi: si vede quanta roba sia stata eliminata dal concilio di nicea, si capisce chiaramente perché sia stata elim ...continua

    non penso si possa dare una valutazione "letteraria" ai vangeli apocrifi. non sono scritti bene, e non sono una lettura piacevole.
    però sono interessanti, illuminanti per certi versi: si vede quanta roba sia stata eliminata dal concilio di nicea, si capisce chiaramente perché sia stata eliminata (troppi racconti che mostravano un gesù collerico e capriccioso) e, beh, si riflette su come sia stata creata la religione cristiana e su che basi.
    come lettura di per sé, una o due stellette, quattro per le riflessioni che lascia.

    ha scritto il