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I bambini non fanno mai i capricci

Di

Editore: Red Edizioni

3.5
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 94 | Formato: Altri

Isbn-10: 8874475225 | Isbn-13: 9788874475223 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Bandinelli

Genere: Children , Education & Teaching

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Descrizione del libro
Gli adulti, compresi i genitori, spesso chiamano 'capricci' tutte quelle manifestazioni dei bambini che trasgrediscono le regole del vivere pacifico, come per esempio pianti incomprensibili, impuntature, rifiuti immotivati di mangiare, di vestirsi, di salutare, di andare a letto e altri ancora. Ma 'capricci' non è la parola giusta. La verità è che ogni apparente 'capriccio' è qualcosa di ben diverso, che ha un'origine in qualche modo seria. Per esempio, il pianto ha molte ragioni differenti, da un banale malessere a una paura (paura dell'abbandono, del buio, di un improvviso rumore). Né 'capricci' sono le forme di aggressività, dai morsi agli spintoni, che i fratelli si scambiano per gelosia; o i nervosismi generati da eventi familiari (la malattia di un parente, la morte di un animale domestico, i dissapori fra i genitori). Questo libro aiuta a decifrare le motivazioni dei cosiddetti 'capricci', permettendo ai genitori di intervenire con affettuosa sapienza ed efficacia.
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  • 0

    Decisamente utile, e molto concreto! Ricco di esempi pratici da cui trarre spunti di riflessione, per imparare a capire cosa passa per la testa - e per il cuore - dei piccoli enigmatici esserini che quotidianamente ci sfidano:-)

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa sono i capricci? Come si manifestano e perchè? Cosa si può fare per prevenirli e risolvere senza drammi?
    In questo testo l'autrice, psicologa e giornalista, tenta di fornire spiegazioni pratiche, suggerimenti e tante utili analisi ai problemi quotidiani.
    Il concetto di 'capriccio' ...continua

    Cosa sono i capricci? Come si manifestano e perchè? Cosa si può fare per prevenirli e risolvere senza drammi?
    In questo testo l'autrice, psicologa e giornalista, tenta di fornire spiegazioni pratiche, suggerimenti e tante utili analisi ai problemi quotidiani.
    Il concetto di 'capriccio' come manifestazione inspiegabile, inutile e 'cattiva' che taluni adulti hanno viene subito demolito. Annientato. I capricci sono tutt'altro, nascondono bisogni difficili da spiegare, desideri, necessità e richieste. Ecco perchè capire e gestire un capriccio diventa necessario all'interno di un percorso educativo coerente, positivo e costruttivo che il genitore dovrebbe avviare insieme al proprio figlio.
    Essere genitore non è un mestiere facile, è il più difficile. E talune situazioni possono sembrare inspiegabili agli occhi di un adulto che non ricorda di averle provate o scatenate a sua volta da piccolo. In questo testo ci sono molte spiegazioni, idee, potenziali soluzioni utili per riflettere. Non esistono ricette infallibili o sciroppi miracolosi. Ma attraverso l'analisi del problema, della dinamica famigliare, dei sentimenti di tutti (fondamentale) e delle possibili soluzioni barra reazioni si può avviare un processo educativo amorevole, coerente e fermo. I figli hanno bisogno di amore e regole. E i genitori perfetti e infallibili non esistono. Allora bisogna imparare che ogni giorno è una sfida (in primis con se stessi, i propri modelli educativi, la propria infanzia) e ogni volta bisogna impegnarsi, costruire, tentare di capire (fondamentale). Poi certo, c'è la stanchezza, le preoccupazioni e il bisogno di ritagliarsi tempo per se. Assolutamente.
    Ma l'aspetto veramente importante, che aiuta il genitore nel percorso educativo (qualunque esso sia) è la consapevolezza che i bambini 'assorbono' tutto e si porteranno dietro per tutta la vita i sentimenti, le reazioni, gli atteggiamenti appresi nei primi anni di vita (è un apprendimento indiretto, copiativo, il più delle volte non consapevole ma radicato nel loro background, nel baglio di esperienze).

    'Le sensazioni sperimentate durante l'infanzia possono essere molto intense e difficili da dimenticare. Se da bambini impariamo a diventare ansiosi oppure ci sentiamo goffi o percepiamo che, per essere amati, dobbiamo cavarcela da soli, continueremo a provare le stesse cose anche da adulti, rischiando di insegnarle ai nostri figli. (pago.45)

    E ancora:

    Fra i 18 mesi e i 3 anni circa [...] quello che dite a vostro figlio, ciò che fate o non fate per lui adesso avrà ripercussioni notevoli e durature per:
    - la sua personalità;
    - la sua capacità di gestire emozioni forti;
    - la sua autostima;
    - le sue capacità sociali;
    - il suo atteggiamento nei confronti dell'autorità;
    - la sua indipendenza.
    (pag.74)

    Ascoltare, quindi, trasmettere amore, esternare i sentimenti, insegnare le regole e i limiti, accettarne i difetti, fornirgli gli strumenti (per gestire le emozioni, per imparare i comportamenti e le reazioni) e mettersi in discussione.
    E'un testo, questo, che consiglio a tutti i neo genitori o comunque a chi si occupa in particolare di bambini piccoli. Magari non si è d'accordo ma talune considerazioni possono diventare spunti di discussione con il patner o altri. E discutere è il primo passo verso la consapevolezza di un ruolo complesso, mutevole, che assorbe tante energie e non si esaurirà mai.

    ha scritto il