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I barbari

Saggio sulla mutazione

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

3.8
(2030)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000111409 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Non-fiction , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
"Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna." (Alessandro Baricco)
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  • 4

    "E' un viaggio per viandanti pazienti, un libro."

    Adoro Baricco come scrittore di romanzi, ma lo ammiro ancora di più come saggista e giornalista e articolista. E in questa cruda ma reale analisi dei giorni odierni, secondo me, (ahimè!!) dice solo as ...continua

    Adoro Baricco come scrittore di romanzi, ma lo ammiro ancora di più come saggista e giornalista e articolista. E in questa cruda ma reale analisi dei giorni odierni, secondo me, (ahimè!!) dice solo assolute verità!!! I barbari sono tra noi, purtroppo, e la loro calata è inesorabile!!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Libro stimolante, ancorché scritto in uno stile colloquiale e giornalistico poco adatto al tema (o forse sì). Il dilemma tra la curltura (il vecchio) e i barbari che la distruggono (il nuovo che avanz ...continua

    Libro stimolante, ancorché scritto in uno stile colloquiale e giornalistico poco adatto al tema (o forse sì). Il dilemma tra la curltura (il vecchio) e i barbari che la distruggono (il nuovo che avanza) trava soluzione nel fatto che è una mutazione, e come tale deve essere affrontata, per non fare la fine della grande muraglia.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono fra quelli che Baricco lo leggono con piacere. Non tutto, ovviamente, ma uno che ha scritto "Oceano Mare" e "Una certa idea di mondo" secondo me merita sempre una chance.
    Questo libricino l'ho le ...continua

    Sono fra quelli che Baricco lo leggono con piacere. Non tutto, ovviamente, ma uno che ha scritto "Oceano Mare" e "Una certa idea di mondo" secondo me merita sempre una chance.
    Questo libricino l'ho letto quasi 10 anni dopo la sua uscita perché io non la penso come lui e volevo capire se riusciva a farmi cambiare idea. Ebbene NO, non ce l'ha fatta, non è riuscito a dare un'accezione positiva alla calata barbarica di cui scrive, ma, inaspettatamente, mi ha convinta che pure io, con le mie pretese da pseudo intellettualoide, sono ormai parte di un'evoluzione della specie.
    Il suo libro, che poi è la raccolta di una serie di articoli/riflessioni apparsi su un quotidiano, è piuttosto imperfetto e discontinuo, ma con qualche intuizione degna di nota che la rende una lettura comunque abbastanza piacevole.
    Ha scritto meglio e di meglio forse e la tesi sostenuta non mi ha persuasa che i nuovi barbari ci traghetteranno verso tempi migliori, ma ad ogni buon conto un libro che affascina nella sua provocatoria tesi iniziale.

    ha scritto il 

  • 5

    Non a tutti può piacere tutto, figuriamoci. Il (mio) problema è che non capisco come sia possibile che Baricco non piaccia. Certo non avrà scritto solo libri bellissimi, ma chi non ha un calo prima o ...continua

    Non a tutti può piacere tutto, figuriamoci. Il (mio) problema è che non capisco come sia possibile che Baricco non piaccia. Certo non avrà scritto solo libri bellissimi, ma chi non ha un calo prima o poi? (troppi più prima che poi) Nella saggistica lo trovo superlativo. Averne di divulgatori come lui. E' colto ed è affascinante, il fatto che ne sia consapevole lo rende agli occhi di molti uno snob troppo saccente. Ce ne sono a bizzeffe di scrittori troppo pieni di boria e lui francamente, non mi pare rientri tra questi. Forse a pensarlo saranno conservatori che hanno difficoltà ad accettarsi come nuovi barbari ;-) Buonissima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Stimolante analisi dei tempi moderni.
    Il miglior Baricco è nei saggi e non nei romanzi (come Piperno).

    "Il tempo corto che i barbari riservano ai pensieri non sembra...una precisa strategia per evitar ...continua

    Stimolante analisi dei tempi moderni.
    Il miglior Baricco è nei saggi e non nei romanzi (come Piperno).

    "Il tempo corto che i barbari riservano ai pensieri non sembra...una precisa strategia per evitare di affossarsi in una verità assoluta e fatalmente di parte?"
    cit.

    ha scritto il 

  • 4

    "Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'a ...continua

    "Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna."
    Questo saggio raccoglie le riflessioni – che l’autore fa – su Repubblica dal 12 Maggio al 21 Ottobre del 2006.
    Il libro gira tutto attorno ad un interrogativo centrale, che permea tutto il libro: (e quindi gli interventi) chi sono i Barbari? E che cos’è la mutazione?
    I barbari siamo noi tutti, siamo noi che accettiamo il cambiamento, e permettiamo al progresso di cambiarci, non arenandosi e non restando sulle nostre posizioni.
    I barbari sono gli esseri umani, che più o meno – consapevolmente o inconsapevolmente – cambiano i propri stili di vita, le leggi, i rapporti umani, ma sopratutti l’analisi della scala valoriale. Possiamo dire che i valori fondanti di un tempo solo gli stessi di oggi? Certo che no, e questo non è di certo un male. Le società che non accettano il progresso, e che non hanno una proiezione verso il cambiamento, sono destinate sul lungo periodo a crollare, a disfarsi, a finire.
    Baricco ci parla dei cambiamenti che hanno toccato i più svariati aspetti, dalla tecnologia, ai media, all’oggetto libro, prima ritenuto un vero e proprio patrimonio di lusso, ora invece, divenuto un oggetto da esibire, magari di cui vantarsi, e che non bada più alla sostanza stessa che contiene, ma al suo livello di vendibilità.
    Insomma, in questo libro uno Baricco che diviene un attento sociologo della realtà che ci circonda, ponendo come base di ogni fenomeno un elemento molto importante, la riflessione, ed è solo da essa che si può sperare in ogni epoca nel miglioramento.

    ha scritto il 

  • 5

    Purtroppo bellissimo.

    Alessandro Baricco è uno che ci sa fare. Affascina. Scrive bene. Eppure non mi piace perchè è troppo compiaciuto di sè. Ci tiene molto farlo notare, farlo pesare e mettere ben in chiaro la distanza i ...continua

    Alessandro Baricco è uno che ci sa fare. Affascina. Scrive bene. Eppure non mi piace perchè è troppo compiaciuto di sè. Ci tiene molto farlo notare, farlo pesare e mettere ben in chiaro la distanza insormontabile che passa tra lui e noi ed infine chiarire che noi non potremo mai essere come lui, raggiungere il suo livello. Per questo Baricco non gode della mia simpatia (cosa di cui lui, ovviamente, se ne impippa alla grande). Sempre per questo motivo, mi piacerebbe quando lo leggo, coglierlo in castagna, ovvero leggere delle cose banalissime vendute per eccelse e poter sbandierare a destra e a manca che egli non è che un ciarlatano, un venditore di fumo provetto. E invece, mannaggia, questo non mi è mai riuscito (non che tutti i suoi libri mi siano piaciuti: ho letto solo quelli di cui mi si parlava molto bene ed in effetti mi sono tutti piaciuti moltissimo. Accidenti.) e non mi riesce nemmeno con questo libro. Baricco dice delle cose giuste, intelligenti ed interessanti. Che condivido e che mi fanno venire voglia di condividere con persone con cui mi trovo bene. E mi fa chiudere questo libro con uno strano sentimento di soddisfazione e di antipatia. Ma decisamente arricchita e contenta di averlo letto.

    ha scritto il 

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