I barbari

Saggio sulla mutazione

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

3.8
(2108)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000111409 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
"Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna." (Alessandro Baricco)
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  • 4

    Il Baricco-pensiero

    Libro che raccoglie trenta puntate comparse su "La Repubblica" nel 2006 e leggermente, molto leggermente aggiornate, infatti andrebbe letto con gli occhi di qualche pochi anni fa, ma comunque quel che ...continua

    Libro che raccoglie trenta puntate comparse su "La Repubblica" nel 2006 e leggermente, molto leggermente aggiornate, infatti andrebbe letto con gli occhi di qualche pochi anni fa, ma comunque quel che poi manca lo si intuisce.
    -
    Un saggio molto interessante e scritto in modo molto gradevole, divertente.
    -
    I "barbari" avanzano e creano la "mutazione".
    -
    Quanto sia stata enorme la crescita tecnologica degli ultimi anni, diciamo dal 1991 con la creazione della prima pagina Web:
    http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html

    Oggi, 8/8/2016 ore 23:38, vediamo:
    http://www.internetlivestats.com/
    ma tra qualche secondo vedremo altri dati.
    -
    Internet e Smartphone, in primo luogo, sempre connessi a tutto e di piu', Siti Social inclusi ed in primo piano, rapporti virtuali amplificati a scapito dei rapporti reali, pregi molti, difetti pure (questione di ridurli fin dove e' possibile).
    -
    La Tecnologia crea Tecnologia sempre piu' potente.
    -
    Baricco si muove su questi piani (e non solo) con molti riferimenti al passato.
    -
    Se pensiamo a quanto (ed a che alto livello) negli anni '60 e '70 si scrisse:
    http://www.filosofico.net/mcluhan.htm
    da chiedersi oggi cosa si potrebbe scrivere.
    Nulla.
    L'evoluzione, come le statistiche del link precedente, varia ogni minuto:
    http://www.internetlivestats.com/
    Francamente non ho trovato un saggio in materia di un certo valore (ed attualita').
    Invece interessanti ed istruttivi, per gli adulti, sono i saggi degli studenti:
    https://www.google.it/#q=saggio+su+internet
    -
    Descrizione, da quarta di copertina:
    "Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna.”

    ha scritto il 

  • 4

    Alcune prospettive davvero illuminanti.
    Sarebbe un bel saggio da studiare all'università.
    Questo si che è il Baricco che mi piace...mi sa che sono più in sintonia con il divulgatore che con il romanzi ...continua

    Alcune prospettive davvero illuminanti.
    Sarebbe un bel saggio da studiare all'università.
    Questo si che è il Baricco che mi piace...mi sa che sono più in sintonia con il divulgatore che con il romanziere (a parte casi rari!).

    ha scritto il 

  • 3

    «I barbari non tengono in gran conto la storia. Ma certo la mostra istintiva con cui rifuggono dal potere salvifico dell'anima ha molto l'aspetto del bambino che evita il tubo di scappamento su cui si ...continua

    «I barbari non tengono in gran conto la storia. Ma certo la mostra istintiva con cui rifuggono dal potere salvifico dell'anima ha molto l'aspetto del bambino che evita il tubo di scappamento su cui si è bruciato.
    È qualcosa di meno di un ragionamento: una mossa nervosa, animale. Cercano un contesto (una cultura) in cui un secolo come il novecento ritorni a essere assurdo, come avrebbe dovuto apparire anche a quelli che lo fabbricarono. E se pensate al surfing mentale, all'uomo orizzontale, al senso disperso in superficie, all'allergia per la profondità, allora qualcosa potete intuire dell'animale che va a cercarsi un habitat che lo tenga al riparo dal disastro dei padri.
    Il tempo corto che i barbari riservano ai pensieri non sembra un sistema per vietarsi idee che possano generare idolatrie? E quel modo di cercare la verità delle cose nella rete che intrattengono in superficie con altre cose, non sembra una infantile ma precisa strategia per evitare di affossassi in una verità assoluta e fatalmente di parte? E la paura per la profondità non è forse, anche, un riflesso condizionato dell'animale che ha imparato a sospettare di ciò che ha radici troppo profonde, tanto profonde da avvicinarsi al pericoloso statuto del mito? E il continuo svilimento della riflessione, che va a cercarsi forme volgari o commistioni impensabili, non sembra figlio dell'istinto portarsi dietro, sempre, un antidoto alle proprie idee, prima che sia troppo tardi? Se ci pensate, sono tutte mosse che potete trovare, pari pari, nei gesti di insofferenza delle avanguardie: solo che qui sono ottenute con un movimento naturale, non con un doppio carpiato dell'intelligenza.»

    "I barbari. Saggio sulla mutazione" di Alessandro Baricco.

    ha scritto il 

  • 1

    Non solo è ripetitivo, cosa dovuta al collage di puntate su repubblica, privo di ironia e inutilmente altezzoso, ma, come fa notare più d'uno, scopiazza, e non solo non indica da chi scopiazza, ma sco ...continua

    Non solo è ripetitivo, cosa dovuta al collage di puntate su repubblica, privo di ironia e inutilmente altezzoso, ma, come fa notare più d'uno, scopiazza, e non solo non indica da chi scopiazza, ma scopiazza pure male: esempio su tutti è la società dello spettacolo introdotta nei primi capitoli. Ma voi lettori, davvero pensate che prima di baricco nessuno abbia mai pensato di parlare dello spettacolo, della spettacolarizzazione o dell'accumulo di capitali?
    Se lo pensate questo saggio ve lo meritate proprio.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è che sia scritto male o non mi sia piaciuto ma ho faticato ad arrivare alla fine. Alla fine è un saggio sociologico e in alcuni punti diventa lento perchè molto descrittivo e riflessivo e per chi ...continua

    Non è che sia scritto male o non mi sia piaciuto ma ho faticato ad arrivare alla fine. Alla fine è un saggio sociologico e in alcuni punti diventa lento perchè molto descrittivo e riflessivo e per chi è nuovo a certe letture (tipo me) ci vuole un pò a comprendere a pieno il messaggio dell'autore che non si limita ad esprimere un concetto o la sua idea sullo stesso, ma pagina dopo pagina accompagna per mano il lettore affinché sia egli stesso a trarre le sue conclusioni, il tema della società in continua mutazione è trattato con molta cura e non sprofonda mai in una semplice "chiacchiera da bar" (cit.), cosa invece diffusa tra molti autori che trattano di questo tema, declassandolo ad un argomento frivolo e senza fondamenta.
    Non ci si deve aspettare un romanzo tipico di Baricco, ma nel complesso è una lettura piacevole e interessante, in cui traspare il suo stile unico.

    ha scritto il 

  • 1

    sui barbari sicuramente si è espresso meglio kavafis

    questo libro invece mi ricorda per quanto è stantio l'aula multimediale delle monache

    con gli schermi CRT e un odore di windows 98 nell'aere ...continua

    sui barbari sicuramente si è espresso meglio kavafis

    questo libro invece mi ricorda per quanto è stantio l'aula multimediale delle monache

    con gli schermi CRT e un odore di windows 98 nell'aere

    e qualche rudere anni 80

    con lo schermo nero e i caratteri arancioni/verdi

    a me capitavano sempre quelli arancioni

    ha scritto il 

  • 2

    sui barbari sicuramente si è espresso meglio kavafis

    questo libro invece mi ricorda l'aula multimediale delle monache

    con gli schermi CRT e un odore di windows 98 nell'aere

    e qualche rudere anni 80

    co ...continua

    sui barbari sicuramente si è espresso meglio kavafis

    questo libro invece mi ricorda l'aula multimediale delle monache

    con gli schermi CRT e un odore di windows 98 nell'aere

    e qualche rudere anni 80

    con lo schermo nero e i caratteri arancioni/verdi

    a me capitavano sempre quelli arancioni

    baricco però lo sconsiglio vivamente

    ha scritto il 

  • 4

    Baricco potrebbe parlare dell'acqua calda e aprirebbe comunque nuovi orizzonti e offrirebbe nuove prospettive da cui guardare paesaggi che pensavamo ci fossero già noti.
    Lo stile del libro, tipicame ...continua

    Baricco potrebbe parlare dell'acqua calda e aprirebbe comunque nuovi orizzonti e offrirebbe nuove prospettive da cui guardare paesaggi che pensavamo ci fossero già noti.
    Lo stile del libro, tipicamente baricchesco, risente del modo in cui è stato scritto (a puntate settimanali su 'La Repubblica') contribuisce a dare leggerezza ad una lettura che in mano a molti altri sarebbe stata alquanto più pesante e pedante.

    ha scritto il 

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