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I beati anni del castigo

Di

Editore: Adelphi

3.4
(810)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 107 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845910083 | Isbn-13: 9788845910081 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Teens

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Descrizione del libro
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  • 4

    Vetusta è l'infanzia. (p. 87)

    "Ordine e sottomissione, non si può sapere quali risultati daranno nell'età adulta. Si può diventare dei criminali o, per usura, dei benpensanti." (p. 90)

    ha scritto il 

  • 4

    Fleur Jaeggy

    Gli anni del collegio, una giovinezza che è una sorta di limbo nell’isolamento bucolico della Svizzera. L’amicizia morbosa tra due ragazze, la distanza di rapporti familiari fondati su regola e appare ...continua

    Gli anni del collegio, una giovinezza che è una sorta di limbo nell’isolamento bucolico della Svizzera. L’amicizia morbosa tra due ragazze, la distanza di rapporti familiari fondati su regola e apparenza. Storia scritta per immagini e frasi brevi. Lettura rapida. Inquietante l’insistenza con cui la narratrice definisce una studentessa africana “la negretta”.

    ha scritto il 

  • 4

    "la vita l'abbiamo vista passare dalle finestre, dai libri, dall'alternarsi delle stagioni, dalle passeggiate. sempre di riflesso, un riflesso che sembra raggelato sui davanzali. "

    ha scritto il 

  • 4

    Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza trascorsi nei collegi svizzeri sono descritti con immagini cupe, fosche... purtroppo però ma non esiste una trama vera e propria.
    Nonostante questo la scrittu ...continua

    Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza trascorsi nei collegi svizzeri sono descritti con immagini cupe, fosche... purtroppo però ma non esiste una trama vera e propria.
    Nonostante questo la scrittura mi ha impressionata per la sua precisione e la bellezza delle figure che rievoca.
    Tutto ruota intorno al sottile “piacere dell’andare in fondo alla tristezza”, perché “vi è come un’esaltazione, leggera ma costante, negli anni del castigo, nei beati anni del castigo”. E questo piacere è contagioso.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libro dalla bella scrittura, distaccata e indulgente come l'animo che si ha quando ci si rivolge al passato, dopo tanti anni. Ci sono frasi o brevi periodi su cui è uno scempio passare distratta ...continua

    E' un libro dalla bella scrittura, distaccata e indulgente come l'animo che si ha quando ci si rivolge al passato, dopo tanti anni. Ci sono frasi o brevi periodi su cui è uno scempio passare distrattamente perché sono atmosfere, destini delineati in poche parole: "...di sfuggita, mentre parlava, mi parve di cogliere nel suo sguardo una strana luce, come i fiocchi di neve, folli e vani, che sembrano fermi nell'aria".
    Così la storia passa come passano le giornate ordinarie, lasciando l'eco di un affetto che colora l'insipienza; dell'indulgenza con cui si accarezza la lontananza e una sobria malinconia arresa all'inevitabilità del non ritorno.
    Bella, bella scrittura un po' snob e che ancora si concede il lusso di sussurrare, di sfiorare senza strattonare, lasciando libero il lettore di catturarla o lasciarla andare.

    ha scritto il 

  • 3

    Per carità, è scritto bene (meglio di "La Paura del Cielo"), però che noia. Trama inconsistente, non si capisce mai cosa l'autrice voglia trasmettere al lettore. Poco più di cento pagine che finiscono ...continua

    Per carità, è scritto bene (meglio di "La Paura del Cielo"), però che noia. Trama inconsistente, non si capisce mai cosa l'autrice voglia trasmettere al lettore. Poco più di cento pagine che finiscono abbastanza in fretta, trasmettendo poco e niente.

    ha scritto il 

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