I beati anni del castigo

Di

Editore: Adelphi (Gli adelphi, 54)

3.4
(833)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 107 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845910083 | Isbn-13: 9788845910081 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 3

    Non saprei definirlo...

    ...e non ho neanche ben capito se mi è piaciuto o meno.
    Lo stile narrativo è molto particolare, frasi brevi, "asciutte", un pò fredde forse: l'ho apprezzato, l'ho trovato affascinante e anche poetico ...continua

    ...e non ho neanche ben capito se mi è piaciuto o meno.
    Lo stile narrativo è molto particolare, frasi brevi, "asciutte", un pò fredde forse: l'ho apprezzato, l'ho trovato affascinante e anche poetico in alcune parti, quasi ipnotizzante. Allo stesso tempo, però, è una storia claustrofobica, permeata da un sottofondo costante di tristezza che mi ha trasmesso un certo senso di angoscia...in attesa di una svolta gioiosa e liberatoria che però non è arrivata.

    ha scritto il 

  • 5

    Di cosa si innamora una donna...

    " avevo l'impressione di un pericolo, del pericolo di vivere ciò che non esiste".
    Di fronte a un tale gioiello (e poi ho sempre un gran debole per i romanzo di formazione) come non sentire un pugno a ...continua

    " avevo l'impressione di un pericolo, del pericolo di vivere ciò che non esiste".
    Di fronte a un tale gioiello (e poi ho sempre un gran debole per i romanzo di formazione) come non sentire un pugno allo stomaco nel leggere il finale, uno scritto universale non ha bisogno di finale, certo, ma anche un "non finale" è una sospensione che bisogna saper scrivere senza far del male gratuito a chi lo legge e fare un impietoso torto alle protagoniste di un romanzo così perfetto, incisivo.
    Fleur, è necessario ci incontriamo al tuo prossimo romanzo, mi raccomando...

    ha scritto il 

  • 3

    L'innocenza è un invenzione dei moderni

    "Quando Frédérique mi invitava a quel genere di conversazione, che del resto ammiravo, regnava un'aria di punizione, una mancanza di leggerezza, non era frivola."

    Questo libro mi ha fatto pensare agli ...continua

    "Quando Frédérique mi invitava a quel genere di conversazione, che del resto ammiravo, regnava un'aria di punizione, una mancanza di leggerezza, non era frivola."

    Questo libro mi ha fatto pensare agli anni dell'inadeguatezza, quando da ragazzi, adolescenti, si cercava di farsi spazio nel mondo sociale, di farsi notare dalle persone dello stesso sesso ammirate, e ogni cosa diventava una prova, con un forte senso di essere o non essere all'altezza, con una paura del ridicolo ad aleggiare su ogni azione. Azioni tutte meditate, mai spontanee, che comportavano riflessioni sfiancanti, in un mondo di fatto piuttosto crudele, in cui si faceva agli altri quello che non volevi fosse fatto a te.

    Una narrazione asciutta che si limita a sussurrare, che lascia indovinare l'indicibile.

    Il collegio forse come simbolo estremo, in cui l'atmosfera cupa e arida inquieta e lascia un senso di torbido, un'aura di qualcosa che non riesci a capire bene, ma sai che è malsano.

    Si legge in un paio d'ore, dice pochissimo, turba e disturba assai.

    ha scritto il 

  • 4

    Vetusta è l'infanzia. (p. 87)

    "Ordine e sottomissione, non si può sapere quali risultati daranno nell'età adulta. Si può diventare dei criminali o, per usura, dei benpensanti." (p. 90)

    ha scritto il 

  • 3

    Fleur Jaeggy

    Gli anni del collegio, una giovinezza che è una sorta di limbo nell’isolamento bucolico della Svizzera. L’amicizia morbosa tra due ragazze, la distanza di rapporti familiari fondati su regola e appare ...continua

    Gli anni del collegio, una giovinezza che è una sorta di limbo nell’isolamento bucolico della Svizzera. L’amicizia morbosa tra due ragazze, la distanza di rapporti familiari fondati su regola e apparenza. Storia scritta per immagini e frasi brevi. Lettura rapida. Inquietante l’insistenza con cui la narratrice definisce una studentessa africana “la negretta”.

    ha scritto il 

  • 4

    "la vita l'abbiamo vista passare dalle finestre, dai libri, dall'alternarsi delle stagioni, dalle passeggiate. sempre di riflesso, un riflesso che sembra raggelato sui davanzali. "

    ha scritto il 

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