I benandanti

Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento

Di

Editore: Einaudi (P.B.E. N.s. 146)

4.3
(186)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Ceco

Isbn-10: 8806161881 | Isbn-13: 9788806161880 | Data di pubblicazione: 

Genere: Storia , Religione & Spiritualità , Scienze Sociali

Ti piace I benandanti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Con questo volume (apparso in prima edizione nel 1966) Carlo Ginzburg ha ricostruito una vicenda, che getta nuova luce sul problema generale della stregoneria. l «benandanti» - cosí si chiamavano nel Friuli, tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, i portatori di un culto della fertilità - si presentarono in un primo tempo come difensori dei raccolti contro le streghe e gli stregoni. Poi, in meno di un secolo, sotto la pressione degli inquisitori, eccoli inaspettatamente assumere i tratti degli odiati antagonisti.
Questa trasformazione ha probabilmente valore esemplare. Le diramazioni al di là delle Alpi delle credenze imperniate sui «benandanti» consentono di avanzare un'ipotesi generale sul significato e le origini della stregoneria popolare.
«Il Ginzburg - ha scritto Alberto Tenenti su "Studi storici" - propone all'attenzione degli studiosi una massa di documenti che nessuno prima di lui aveva sfruttato. In un campo in cui le indagini sono cosí scarse e lo stesso ritrovamento di materiale nuovo è assai arduo, non si può non plaudire alla sua ricerca e annettere la piú grande importanza alle serie archivistiche da lui messe in luce».
Ordina per
  • 0

    fa un freddo di notte, in casa
    sai quando dicono fa più freddo in casa che fuori?

    sembra un'iperbole, e invece no penso
    spetta che cerco l'antigelo, quello della macchina e me lo

    do sugli occhiali
    [qu ...continua

    fa un freddo di notte, in casa
    sai quando dicono fa più freddo in casa che fuori?

    sembra un'iperbole, e invece no penso
    spetta che cerco l'antigelo, quello della macchina e me lo

    do sugli occhiali
    [quando penso all'antigelo mi vengono sempre in mente le

    lettere di Marx a un suo amico]

    ha scritto il 

  • 4

    Indagine accurata e scorrevole su queste figure presenti in area friulana nei secoli XVI e XVII, considerate propiziatrici del buon raccolto e avverse a fattucchieri et similia.
    Nel volgere di circa u ...continua

    Indagine accurata e scorrevole su queste figure presenti in area friulana nei secoli XVI e XVII, considerate propiziatrici del buon raccolto e avverse a fattucchieri et similia.
    Nel volgere di circa un secolo verranno assimilati dalla chiesa cattolica sempre di più alla stregoneria tout court e da ultimo - forse per lo scetticismo e il razionalismo della incalzante modernità - si dissolveranno nel ricordo della gente.
    Da strenue materialista ho fatto fatica a non liquidare benandanti e stregoni (nonostante gli sforzi contrari e direi riusciti dell'autore) iscrivendoli nella categoria dei ciarlatani.
    Comunque,rimossi questi pregiudizi illuministi, è stato interessante apprendere - tra le altre cose - come i benandanti affondino le radici in riti agrari antichissimi, preesistenti alla religione cattolica.

    ha scritto il 

  • 4

    Nati con la camicia

    La presenza in una area marginale come il Friuli, tra '500 e '600, di culti agrari antichissimi ancorati alla sovrapposizione colta di elementi legati alla stregoneria (elaborata ad opera di teologi e ...continua

    La presenza in una area marginale come il Friuli, tra '500 e '600, di culti agrari antichissimi ancorati alla sovrapposizione colta di elementi legati alla stregoneria (elaborata ad opera di teologi e inquisitori tra la metà del '200 e la metà del 400 per poi dilagare in Europa attraverso trattati prediche e raffigurazioni)è il tema di questo interessante libro.
    Tra storia delle tradizioni popolari e ricerca archivistica il libro pone luce sulla natura, "sospesa tra il si e il no", contradditoria del culto dei Benandanti. Nel corso di poco più di 50 anni (1575-1619)e attraverso le dichiarazioni degli accusati e dei giudici dell'Inquisizione si ritrovano i passaggi di un cambiamento di mentalità collettiva. La natura ambigua di culti antichi della fertilità contadina, con elementi un po' slegati tra loro, e il bisogno di capire, inquadrare, questi movimenti religiosi da parte di un elitè crea quel favoloso modo di cambiare natura delle cose.
    I benandanti, nati con la "camicia" amniotica, che combattevano (lasciando il corpo a casa) con verghe di finocchio le streghe con bastoni di sorgo si ritrovano dopo una serie di processi a considerarsi anch'essi streghe e stregoni. Partecipare ai Sabba, adorazioni del diavolo, sono indicazioni (estorte sotto varie pressioni) posteriori ricercate dalle élite religiose per riunire sotto una unica etichetta ciò che non si riesce a capire.
    Un periodo, quello riportato, di cambiamenti e di sforzi di sostituire le incongruenze degli stessi cambiamenti in un discorso più lineare. Il potere religioso soprattutto di Roma non era così terribile. La stessa mitezza delle condanne degli inquisitori friulana (quasi tutti appartenenti all'ordine francescano) ed in seguito (seconda metà del '600) all'azione moderatrice "esercitata da Roma che le condanne per stregonerie scomparvero quasi completamente dalla penisola italiana".
    Il danno però era fatto: un sincretismo che si perde nelle maglie dell'azione inquisitoria. Non più benandanti ma stregoni neppure tanto terribili...se non credi più alle streghe queste non possono farti male!

    ha scritto il 

  • 4

    Questo malandrino che sotto coperto di ovina pelle era arrabbiato lupo

    Bello, chiaro,esauriente,interessante. Accessibile a qualsiasi tipo di pubblico. Ci riporta indietro ad un universo mentale per noi quasi inimmaginabile, presentandoci testimonianze dirette, vocI di p ...continua

    Bello, chiaro,esauriente,interessante. Accessibile a qualsiasi tipo di pubblico. Ci riporta indietro ad un universo mentale per noi quasi inimmaginabile, presentandoci testimonianze dirette, vocI di persone esistite,pensieri di uomini e donne così lontani da noi nel tempo e nella sensibilità.

    ha scritto il 

  • 5

    Per tutti, in particolare per i friulani

    Credevo fosse un libro per adetti ai lavori, invece può essere letto da grande pubblico. In particolare è un libro da leggere per tutti i friulani, racconta un lato della nostra cultura.

    ha scritto il 

  • 4

    Noi siam quelli che vanno de fora

    Un libro molto interessante e ben documentato.
    Con tanti fatti e poche supposizioni personali ed un'esposizione chiara anche se talvolta ridondante.

    Le tradizioni friulane e venete tra cinquecento e s ...continua

    Un libro molto interessante e ben documentato.
    Con tanti fatti e poche supposizioni personali ed un'esposizione chiara anche se talvolta ridondante.

    Le tradizioni friulane e venete tra cinquecento e seicento, nel contrasto tra credenze del popolo ignorante e del clero acculturato, fra tradizioni orali di antica provenienza e regole inquisitorie per far confessare le streghe.

    Leggeremo così le confessioni dei benandanti, coloro che nascono con la camicia e devono forzatamente andare, la notte di giovedì, a combattere contro le streghe, impugnando gambi di finocchio contro canne di sorgo. Coloro che sanno guarire i mali e i malocchi, che volano via dal proprio corpo e rischiano di perdersi pur di proteggere le messi.
    E dagli atti dei processi assisteremo a come questo probabile antico culto agrario vada negli anni assimilandosi e sfumando nel sabba infernale, perdendo i suoi connotati per assumerne altri forse suggeriti dagli inquisitori.
    O, alle volte, quale forse la squallida realtà di evasione dietro a questo concetto di festa infernale.

    Lettura consigliata, impeccabile, folcloristicamente e etnologicamente interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    La colloana e la veste grafica credo non traggano in inganno: trattasi di saggio storico, non di testo ad effetti horror .....
    I benandanti erano sciamani diffusi in tutta l'area germanico/slava fino ...continua

    La colloana e la veste grafica credo non traggano in inganno: trattasi di saggio storico, non di testo ad effetti horror .....
    I benandanti erano sciamani diffusi in tutta l'area germanico/slava fino al ns Friuli Venezia Giulia. Venivano da tradizioni ancestrali pagane e si occupavano di proteggere i villaggi e soprattutto i raccolti. Incorsero anche loro nelle indagini dall'inquisizione anche se non finite nel sangue e roghi. Alla chiesa bastò distruggerne la reputazione.
    Interessante e scritto in modo che anche chi non ha fatto studi classici possa leggerlo (purché sia un lettore).

    ha scritto il 

  • 3

    testo sicuramente interessante, tuttavia trovo Ginzburg la abbia tirata troppo per le lunghe... 200 pagine che potevano risolversi in 40 (relegando il pittoresco dei processi in nota). Contenuti e sog ...continua

    testo sicuramente interessante, tuttavia trovo Ginzburg la abbia tirata troppo per le lunghe... 200 pagine che potevano risolversi in 40 (relegando il pittoresco dei processi in nota). Contenuti e soggetto interessante ma realizzazione poco saggistica; troppo "acchiappa lettori"...

    ha scritto il 

Ordina per