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I biscotti salati di nonna Sultana

Di

Editore: La Giuntina

3.2
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Altri

Isbn-10: 8880572105 | Isbn-13: 9788880572107 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Vogelmann

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Con uno stile immaginifico e poetico, Dan Benaya Seri conduce il lettore nell'atmosfera popolare di una Gerusalemme scomparsa, dove, nel quartiere bucariota, il tempo è scandito da Elkotzer il lattaio che sveglia la gente alla preghiera, dall'arrivo del chamsìn, il vento caldo del deserto, e dalle feste del calendario ebraico. Però sono gli occhi malati di nonna Sultana, memoria incerta di una realtà perduta, a dare senso e continuità alla storia che tra tabù, equivoci, istinti e pregiudizi ancestrali sembra procedere leggera e semplice come la vita dei suoi protagonisti. Ma questo microcosmo cela anche i germi di una tragedia che neppure nonna Sultana riuscirà a evitare.
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  • 4

    Libro duro, in cui la vita della comunità e della famiglia si dipana tra ignoranza, povertà e superstizione. Gli uomini sembrano completamente estranei al mondo della vita famigliare, persi ora nel rimpianto della prima moglie amatissima, ora dagli incubi di una donna inesistente ora dalla demenz ...continua

    Libro duro, in cui la vita della comunità e della famiglia si dipana tra ignoranza, povertà e superstizione. Gli uomini sembrano completamente estranei al mondo della vita famigliare, persi ora nel rimpianto della prima moglie amatissima, ora dagli incubi di una donna inesistente ora dalla demenza. Delle tre donne mamma Zohara è certamente la più tormentata, aggrappata alla volontà di non rendersi conto della deformità e dei problemi del figlio. Questo atteggiamento inasprisce i rapporti e condiziona negativamente tutta la vita della famiglia: manca la luce, la luce della fede, della gioia. Anche le pratiche religiose sono ridotte a pura superstizione. Clara è ingenua, limitata, praticamente succube della suocera, senza un briciolo di coscienza né di se stessa né della situazione. Nonna Sultana invece, pur nella sua cecità, che è solo fisica, è il collante, la memoria storica non solo della famiglia, ma anche dell’intera comunità, a stento integrate nel tessuto della città. I profumi della terra ma anche il vento del deserto fanno da contrappunto a questa storia, fatta soprattutto di ignoranza e pregiudizio.

    ha scritto il 

  • 2

    Onirico

    Ho apprezzato la trama di questo piccolo libro, un bello spaccato della societa' ebraica (di inizio secolo? A un certo punto parlano di pogrom, quindi 1880-1920?), con dei personaggi che rispecchiano tutte le caratteristiche tipiche (e internazionali) di un ceto basso di una piccola comunita'. Ig ...continua

    Ho apprezzato la trama di questo piccolo libro, un bello spaccato della societa' ebraica (di inizio secolo? A un certo punto parlano di pogrom, quindi 1880-1920?), con dei personaggi che rispecchiano tutte le caratteristiche tipiche (e internazionali) di un ceto basso di una piccola comunita'. Ignoranza, nel senso di poca conoscenza, superstizione, vergogna, invidia ma anche solidarieta' tra vicini. La storia di questa coppia di sposi, evidentemente entrambi con un ritardo mentale, e' avvelenata da una madre-suocera che non vuol vedere cio' che e' chiaro, non si capisce se per troppo amore o per non ammettere il "problema" a se stessa...
    Peccato per lo stile di scrittura, che non sono riuscita ad apprezzare. Viene definito immaginifico e poetico, purtroppo io questa poesia non l'ho colta, a me sembra piu' onirico, e nel senso dispregiativo del termine.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro di grandi tristezze, disperazione, odio ed ignoranza, in una situazione di povertà assoluta, in un contesto ambientale e sociale molto misero.
    Queste tre donne: Clara, moglie sedicenne di Yitzchak lo zoppo il quale è rispettivamente nipote di nonna Sultana e figlio di mamma Zohara, ...continua

    Libro di grandi tristezze, disperazione, odio ed ignoranza, in una situazione di povertà assoluta, in un contesto ambientale e sociale molto misero.
    Queste tre donne: Clara, moglie sedicenne di Yitzchak lo zoppo il quale è rispettivamente nipote di nonna Sultana e figlio di mamma Zohara, sono portatrici della responsabilità e della conduzione di tutto il loro mondo e debbono provvedere ad ogni cosa. Queste poverette non hanno le capacità ne la giusta preparazione per comprendere i meccanismi della vita e della quotidianità, quindi si affidano alle proprie superstizioni o tradizioni piene di tabù e pregiudizi.
    Quasi sempre rassegnate a questa sola vita che conoscono e che le abbruttisce sempre più, quando si lasciano andare a brevi sprazzi di speranza o gioia suscitano tanta tenerezza.

    Per mia ignoranza, in questo racconto, che mi ha molto colpita, qualcosa mi sfugge: forse non ho saputo coglierne riferimenti o allegorie.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo un romanzo vivace e pepatino con la tipica famiglia ebrea tutta mamma e ironia. Invece ho trovato solo mamma e tragedia!
    Tanta tristezza e tanto risentimento famigliare, una coppia di puri di cuore (ma assai mancanti di intelletto)che si ritrova sposata senza neppur sapere che ...continua

    Mi aspettavo un romanzo vivace e pepatino con la tipica famiglia ebrea tutta mamma e ironia. Invece ho trovato solo mamma e tragedia!
    Tanta tristezza e tanto risentimento famigliare, una coppia di puri di cuore (ma assai mancanti di intelletto)che si ritrova sposata senza neppur sapere che vuol dire in un quartiere povero di Gerusalemme in un epoca che non viene mai specificata (inizi 900?).
    La nonna Sultana e i suoi biscotti non mi sono sembrati così fondamentali come il titolo faceva supporre.
    Ci sono troppe poche note di spiegazione per i termini ebraici.

    ha scritto il 

  • 3

    storia di famiglia tragica, in una città che non esiste più- tra allucinazioni, pazzia e speranze fino alla tragedia finale. (tra il vento del deserto e i lampi di memoria della vecchissima nonna sultana). interessante, anche se è come se mancasse qualcosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo di più!

    Lento e farraginoso, fino all'ultimo ho sperato che andasse a parare da qualche parte, ma invano. Il titolo è allettante, ma a parte quello non posso dargli più di 2 stelline.

    ha scritto il