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I cancelli dell'inferno

Di ,

Editore: Longanesi (La gaja scienza)

3.7
(62)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 406 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830432997 | Isbn-13: 9788830432994 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Annamaria Raffo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
In una vita sul mare con la Numa, Kurt Austin ne ha viste tante, ma lo spettacolo che gli si presenta al largo delle Azzorre ha davvero dell'incredibile. La Kinjara Maru, un cargo giapponese, ha subito un attacco di pirati, che invece di depredarla e prenderne possesso, come accade di solito, le hanno dato fuoco e l'hanno affondata, lasciando solo una sopravvissuta: la moglie del capitano, che non ricorda nulla del terribile assalto. Solo una sensazione di stordimento, e poi la violenza dell'incursione a bordo di un manipolo di uomini incappucciati, dalle cui sevizie l'ha salvata solo l'intervento di Austin e dei suoi uomini. Perché tanta brutale ferocia? Che cosa trasportava quel cargo che non doveva arrivare a destinazione? L'anomalo attacco dei pirati è solo il primo tassello di un complicato puzzle che Kurt Austin, Dirk Pitt e i loro compagni dovranno completare se vogliono scongiurare una terribile minaccia che incombe sul mondo intero. Una minaccia che ha le sue origini in Africa, dove un feroce dittatore intende tenere in scacco le maggiori nazioni del mondo attraverso la creazione di una potentissima arma di distruzione di massa, con la quale è pronto a colpire le principali capitali mondiali. Un'arma alla quale manca solo un ultimo, determinante elemento... Per gli eroi della Numa la sfida, questa volta, sembra proprio impossibile.
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  • 3

    Ritorna l'avventura - 15 feb 15

    Dopo 8 co-writing lasciamo andare Paul Kemprecos versi altri lidi. E la premiata ditta Cussler & Co, imbarca nella sua factory un nuovo scrittore, Graham Brown. Per continuare la serie dei “NUMA file” ...continua

    Dopo 8 co-writing lasciamo andare Paul Kemprecos versi altri lidi. E la premiata ditta Cussler & Co, imbarca nella sua factory un nuovo scrittore, Graham Brown. Per continuare la serie dei “NUMA file”, cioè quella che vede per protagonista Kurt Austin, l’alter-ego in minore di Dirk Pitt. Cambiano gli aiutanti ma il prodotto non cambia, ripercorrendo, con poca inventiva i soliti binari della serie. Qui, poi, senza tanti fronzoli ambientalisti o altro. C’è il cattivo che ha una potente arma, i buoni che cercano di capire quale sia e come neutralizzarla, il comandante operativo dei cattivi che ingaggerà, prima o poi, una lotta mortale con Kurt, una bella che, sempre con Kurt, ingaggerà battaglie di altro tipo. Viene presa per i capelli anche la parte scientifica, che l’arma letale è una specie di super-conduttore del tipo impiegato dal CERN in Svizzera. Che andrebbe sempre in linea retta, quindi con poca gestibilità, se non venisse introdotto un mega campo magnetico, capace di deviare l’arma e dirigerla dove si vuole. Tipo un colpo di sponda a biliardo. In minore già dall’inizio, che assistiamo al tentativo di fuga di un russo con delle casse al seguito, subito ucciso con l’aereo che affonda al largo delle Azzorre. Ci si aspetta che questo sia un particolare importante, come in altre storie, invece, anche se ad un certo punto entra nella storia, ci entra così di sguincio, e senza lasciare troppi patemi (nelle casse ci sarebbero addirittura i diamanti della zarina Anastasia, e servirà soltanto a cementare il temporaneo feeling tra Kurt e la bella Katerina, oltre a fare in modo che i rapporti tra americani e sovietici siano più distesi). Poi entriamo nel fulcro: Kurt assiste all’affondamento di una nave e trova strane le motivazioni dei presunti pirati. Comunque fa in tempo a vedere che i morti della nave sono “strani”, che la nave affonda in modo irregolare, inoltre riesce a salvare la moglie del capitano (unica sopravvissuta, ma che sarà ignorata per tutto il libro, quindi che ce la mettiamo a fa’?) ingaggiando una prima lotta con il bieco Andras. Mentre Kurt e Joe partecipano ad una corsa di sottomarini alle Azzorre, i numeri due di questa sezione NUMA, i coniugi Trout, cercano di fare luce sull’affondamento della nave di cui sopra, ma vengono presi a silurate e rischiano di morire (forse il nuovo aiutante cercava di eliminare qualche personaggio per dare un’impronta propria, ma il vecchio Clive lo impedisce). Kurt salva anche un nuovo equipaggio di sottomarino da morte certa, nonché la bella Katerina che tentava di recuperare le casse di cui sopra, rimanendo impigliata nell’aereo (ma se no, Kurt che ce stai a fa’?). I tentativi alle Azzorre hanno lo scopo di far convergere scienziati che si occupano di magnetismo, per poi rapirli e portarli in Sierra Leone, dove il dittatore locale è il cattivo di turno. Che anni prima (ma neanche tanti) riesce a convincere un tecnico del CERN a disertare, per portare al suo servizio le capacità di costruire super-conduttori. E quindi per costruire l’arma di cui sopra (e su cui non torno). Ci sono un paio di scene di inseguimenti e scazzottate tra Kurt e la banda di Andras. C’è il rapimento della bella (ma Kurt non lo sa), e c’è il tentativo di far affogare i nostri due eroi, ma Kurt si inventa una manovra per sfuggire a morte certa. Intanto il dittatore della Sierra Leone, ritenendosi pronto alla bisogna, lancia un ultimatum all’America, che sferra un attacco alla nazione africana. Ma il raggio letale dei cattivi è devastante, e sarà solo l’intervento di Paul e Gamay Trout (dopo che il nostro è uscito dal coma, riprendendosi in una settimana… miracoli della carta stampata) a mandare fuori uso il super-conduttore principale. Mentre la parte del magnete, che sta all’interno di una petroliera in disarmo guidata dal bieco Andras, sarà oggetto delle attenzioni di Kurt. Che: 1) affitta un Ilyushin per avvicinarsi il più possibile alla nave; 2) compera un aliante (o mono-drive flight) rivestito di plastica invisibile al radar; 3) con l’aliante si lancia da 10.000 metri e plana verso la nave; 4) si lancia con un paracadute atterrando nell’unica zona d’ombra della nave stessa; 5) affronta da uno a uno un paio di scagnozzi, disarmandoli; 6) incrocia, non visto, Andras che sta facendo a vedere la nave a Katerina, in quanto vuole venderla ai russi; 7) trova la prigione di Katerina e la libera; 8) trova i generatori del magnete e li mette fuori uso prima che il dittatore africano possa utilizzarli; 9) fa imbufalire il bieco Andras, che comincia a cercarlo per tutta la nave; 10) con una sola pallottola nella pistola, riesce a capire che Andras si è fermato sotto l’impianto di raffreddamento, spara un colpo bucandolo, e facendo precipitare azoto liquido su Andras che viene “congelato” all’istante. Cioè, Batman gli fa un baffo al nostro eroe! Quindi, alla fine, tutto come avevo indicato all’inizio. Andras muore, il traditore muore, il dittatore muore, i coniugi Trout sono felici e contenti di aver salvato la patria con una carica di tritolo, Joe si fuma un sigaro, Kurt e Katerina … beh, questo non ve lo dico cosa fanno, ma se avete un po’ di immaginazione…. Il solito onesto prodotto della premiata ditta Cussler, dove tuttavia rimarchiamo l’assenza del solito cameo dell’autore che in genere è sempre presente, e la scrittura meno coinvolgente del nuovo co-autore rispetto al precedente Paul. Vedremo nel futuro, se e come proseguirà. Per ora mettiamo anche questo tra i libri del tempo del rilassamento, come una decina di minuti di yoga (anche se la lettura dura un po’ di più). Un’ultima quasi insignificante cosa: credo che il titolo inglese (Devil’s Gate) sia più per cancelli del Diavolo che dell’Inferno. Ma forse (spero) è una frase idiomatica.

    ha scritto il 

  • 3

    La coppia Kurt Austin-Joe Zavala non decolla nella mia classifica di gradimento anche per colpa di storie abbastanza piatte; qui l'idea di fondo non è malaccio, solo che poi tutto finisce in modo molt ...continua

    La coppia Kurt Austin-Joe Zavala non decolla nella mia classifica di gradimento anche per colpa di storie abbastanza piatte; qui l'idea di fondo non è malaccio, solo che poi tutto finisce in modo molto, troppo prevedibile

    ha scritto il 

  • 3

    Prendere un insieme di eroi tipicamente americani (eroe principale + spalla genialoide + squadra a supporto), un cattivo dittatore standard da manuale (in questo caso di uno stato africano, ma poco ca ...continua

    Prendere un insieme di eroi tipicamente americani (eroe principale + spalla genialoide + squadra a supporto), un cattivo dittatore standard da manuale (in questo caso di uno stato africano, ma poco cambia), gnocca spia russa d'ordinanza, conflitto post guerra fredda (ma con in più la Cina, sarà pur cambiato qualcosa in questi 10 anni) sullo sfondo; mischiare e far bollire a fuoco lento, servire caldo.
    Risultato: un film colossal USA in versione libro.
    Capiamoci, il libro scorre via piacevolmente, l'ambientazione (recuperi navali e in generale operazioni sottomarine) è molto interessante e ben narrata, è scritto bene e tutto, quindi è una lettura piacevole. Però non aspettatevi niente di più: nessun colpo di scena, le scene di tensione sono quella tensione da film in cui sai che tanto l'eroe buono non muore perché deve farsi la bella gnocca, eccetera.
    Insomma, niente di geniale, ma comunque una lettura piacevole.

    ha scritto il