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I cani di Riga

Di

Editore: Marsilio

3.7
(1786)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Svedese , Catalano , Norvegese , Olandese , Finlandese

Isbn-10: 8831789546 | Isbn-13: 9788831789547 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: G. Puleo

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Sulle coste svedesi, in un freddo mattino d'inverno, da un peschereccio che sifa strada tra la neve viene avvistato un gommone di salvataggio: a bordo cisono due cadaveri. Le indagini portano l'ispettore Wallander a est: la poliziadi Ystad ha le prove che i due uomini sono stati uccisi e che l'imbarcazioneveniva dalla Lituania. Kurt Wallander parte per Riga: non passerà molto tempoprima che si renda conto di essere vittima di una cospirazione legata aidrammatici cambiamenti politici dei Paesi Baltici: la caduta dell'UnioneSovietica è ormai consegnata alla storia, ma in Lituania, ora stato sovrano,alcune forze di potere lavorano nell'ombra in accordo con la mafia russa.
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  • 2

    Wallander in trasferta

    Secondo libro della serie Wallander: un peschereccio avvista un canotto alla deriva e avvisa le autorità: a bordo si trovano due cadaveri.
    Dovrebbe essere un poliziesco svedese, ma ci ho trovato poco di poliziesco e poco di svedese. E' infatti più un thriller di spionaggio, ambientato preva ...continua

    Secondo libro della serie Wallander: un peschereccio avvista un canotto alla deriva e avvisa le autorità: a bordo si trovano due cadaveri.
    Dovrebbe essere un poliziesco svedese, ma ci ho trovato poco di poliziesco e poco di svedese. E' infatti più un thriller di spionaggio, ambientato prevalentemente a Riga, capitale della Lettonia.
    Si è costretti a leggere un bel numero di pagine sulla crisi nell'Europa dell'Est, pagine un po’ noiose a mio avviso.
    Il delitto, il complotto e ideali opposti, fanno da cornice a questo libro ambientato nei paesi baltici in quel clima politico-sociale caratteristico dell'inizio degli anni '90.
    Libro meno avvincente del precedente.

    ha scritto il 

  • 5

    Wallander goes to Latvia!

    un po' troppo spy story, per i miei gusti anche se il giallo tiene bene. Wallander goes to Latvia! e torna in Svezia e ritorna in Lettonia. un giallo scritto a poca distanza dalla caduta del muro, in cui le vicende di corruzione, omicidi e droga la fanno da padrone e presagiscono la situazione od ...continua

    un po' troppo spy story, per i miei gusti anche se il giallo tiene bene. Wallander goes to Latvia! e torna in Svezia e ritorna in Lettonia. un giallo scritto a poca distanza dalla caduta del muro, in cui le vicende di corruzione, omicidi e droga la fanno da padrone e presagiscono la situazione odierna. al prossimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo Libro con Wallander

    Era da più di 10 anni che non leggevo più Mankell (più per numerosi altri autori preferiti che per una "colpa" da parte sua) ed avevo questo libro in lista d'attesa da tempo. E' stato bello ritrovare Kurt Wallander con il suo essere "umano" con vari problemi. In questa indagine un pò solitaria lo ...continua

    Era da più di 10 anni che non leggevo più Mankell (più per numerosi altri autori preferiti che per una "colpa" da parte sua) ed avevo questo libro in lista d'attesa da tempo. E' stato bello ritrovare Kurt Wallander con il suo essere "umano" con vari problemi. In questa indagine un pò solitaria lo porta fino in Lettonia dove la situazione politica è complicata. Interessante mix tra thriller (anche se l'indagine "poliziesca" passa quasi in secondo piano) e spy story per analizzare i problemi della Lettonia e delle repubbliche baltiche (il romanzo risale al 1992).

    ha scritto il 

  • 3

    Sarà per la prossima volta?

    Ancora perplessità su Mankell e il suo Wallander dopo la seconda “avventura”. Meno coinvolgimenti familiari (resta il padre, scorbutico pittore amatoriale), più adrenalina oltre i confini nazionali. Ma restano piste di indagine aperte e mai chiuse, idee che sembrano buone e sfuggono in pochi atti ...continua

    Ancora perplessità su Mankell e il suo Wallander dopo la seconda “avventura”. Meno coinvolgimenti familiari (resta il padre, scorbutico pittore amatoriale), più adrenalina oltre i confini nazionali. Ma restano piste di indagine aperte e mai chiuse, idee che sembrano buone e sfuggono in pochi attimi...Rispetto all'opera prima (Assassino senza volto) c'è la giusta suspence al momento di individuare definitivamente il colpevole, che è parte attiva nella storia. Interessanti le descrizioni paesaggistiche delle repubbliche baltiche del dopo URSS, passi avanti nell'ambientazione. Un po' troppo introspettivo (per i miei gusti) il protagonista, che nell'unica vicenda sentimentale sembra capitato lì per caso. Se questo non è un “così così”...

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel giallo

    Mi piace come scrive Mankell, ed in particolare questo libro presenta una trama che tiene col fiato sospeso fino alle ultime pagine. Gli sviluppi vengono presentati in un contesto molto grigio, che rispecchia sia lo stato d'animo del commissario Wallander che quello di una Lettonia alle prese con ...continua

    Mi piace come scrive Mankell, ed in particolare questo libro presenta una trama che tiene col fiato sospeso fino alle ultime pagine. Gli sviluppi vengono presentati in un contesto molto grigio, che rispecchia sia lo stato d'animo del commissario Wallander che quello di una Lettonia alle prese con i grandi stravolgimenti dei primi anni '90.

    ha scritto il 

  • 4

    Non posso dire che mi è piaciuto come il primo leggo per diletto ormai...però nonostante l'atmosfera opprimente che pervade tutta la storia è un bel libro coraggioso. Bisogna dargli merito se fossi il popolo Lettone gli darei almeno una laurea ad honorem.
    Perché, chi se ne mai fregato un tu ...continua

    Non posso dire che mi è piaciuto come il primo leggo per diletto ormai...però nonostante l'atmosfera opprimente che pervade tutta la storia è un bel libro coraggioso. Bisogna dargli merito se fossi il popolo Lettone gli darei almeno una laurea ad honorem.
    Perché, chi se ne mai fregato un tubo dei Lettoni? Eppure vien voglia di andare lì, e ripetere filo per segno il tutto fino ad innamorarsi di Baiba Liepa.

    ha scritto il 

  • 3

    Neve e gelo sul mare

    Non mi è piaciuto, è prosa vecchia, lenta e faraginosa. La trama potrebbe funzionare, ma il protagonista è palloso assai. Forse è colpa dell'autore che è spesso prolisso e ripetitivo.

    ha scritto il 

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