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I cani e i lupi

Di

Editore: Edizione Mondolibri su licenza Adelphi

4.1
(1047)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    "La città ucraina, culla della famiglia Sinner, era, agli occhi degli ebrei che la abitavano, formata da tre distinte regioni, come sui quadri antichi: i rietti in basso, tra le tenebre e le fiamme dell'inferno, i mortali al centro della tela, rischiarati da una luce tranquilla e pallida, e, in a ...continua

    "La città ucraina, culla della famiglia Sinner, era, agli occhi degli ebrei che la abitavano, formata da tre distinte regioni, come sui quadri antichi: i rietti in basso, tra le tenebre e le fiamme dell'inferno, i mortali al centro della tela, rischiarati da una luce tranquilla e pallida, e, in alto, il regno degli eletti".
    Di solito con la Nemirowsky entro dentro nella storia, invece, questa volta, ne sono rimasta fuori, sempre nell'attesa che ci fosse una svolta o che succedesse quel qualcosa da farmi entrare in quei luoghi, in quelle vie, in quel tempo. Che il suo modo di scrivere sia asciutto ormai l'ho capito da tempo, ma forse in questo libro lo è particolarmente.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarà. Ma io con la Némirovsky ho un rapporto strano.
    I suoi libri mi piacciono, li leggo molto volentieri, ma non riescono mai a toccarmi realmente. Come se tra me e i suoi racconti ci fosse un velo. Sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Con la Nemirovsky, oramai, si va sempre a colpo sicuro che, grazie alla sua scrittura asciutta, scorrevole e raffinata, riesce a raccontare in modo delicato la dignità del popolo ebraico a cui appartiene, nonchè i loro pregi e difetti.
    Il titolo del romanzo è molto significativo perchè rapp ...continua

    Con la Nemirovsky, oramai, si va sempre a colpo sicuro che, grazie alla sua scrittura asciutta, scorrevole e raffinata, riesce a raccontare in modo delicato la dignità del popolo ebraico a cui appartiene, nonchè i loro pregi e difetti.
    Il titolo del romanzo è molto significativo perchè rappresenta la metafora di due ceti di ebrei, da un lato troviamo gli ebrei che ce l' hanno fatta, che sono riusciuti a salire al vertice della società ( I cani ); e dall' altro troviamo gli ebrei poveri che vivono nei ghetti i quali provano odio e disprezo gli uni verso gli altri.
    Protagonisti della storia sono Ada, Ben ed Harry Sinner che seppur uniti dallo stesso cognome sono divisi dalla condizione sociale e dalla fortuna, ma proprio come i cani e i lupi non riescono a rimanere indefferenti del richiamo dell' uno verso l' altro.

    Nonostante sia un ottimo romanzo non posso dare più di 4 stelline, perchè a causa di alcuni problemi in famiglia ne ho protratto la lettura più del dovuto, facendomi perdere un pò di " pathos " rispetto all' inizio.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/11/03/i-cani-e-i-lupi-irene-nemirovsky/


    “Poi si aprirono le danze e i giochi. Harry, accanto a una zia, se ne stava in piedi, un po’ in disparte. Madame Mimi andò a prendere Ada e insieme attraversarono la sala in tutta la sua lunghezza, sotto gli oc ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/11/03/i-cani-e-i-lupi-irene-nemirovsky/

    “Poi si aprirono le danze e i giochi. Harry, accanto a una zia, se ne stava in piedi, un po’ in disparte. Madame Mimi andò a prendere Ada e insieme attraversarono la sala in tutta la sua lunghezza, sotto gli occhi dei presenti, che osservavano la piccola Sinner mentre si avvicinava al ricco cugino per essergli presentata. Nessuno si stupiva del fatto che, nonostante la stretta parentela, ci fosse tra loro una distanza incolmabile: da una parte, i soldi e gli zii banchieri a Parigi; dall’altra, la bottega al ghetto, la cattiva educazione, la povertà...Semmai veniva giudicata sconveniente l’iniziativa di Madame Mimi. Ah, questi francesi...
    Madame Mimi fece segno a Harry.
    - Venga, caro, che qui c’è una graziosa fanciulla che vorrebbe conoscerla. Perché non la invita a ballare? Stanno per suonare un valzer delizioso.
    Harry alzò gli occhi e riconobbe la bambina scarmigliata, sudicia di polvere, con le mani graffiate, che era saltata fuori da un mondo spaventoso, ripugnante, un mondo di sudore, di sporcizia e di sangue, così lontano da lui eppure, in un certo modo misterioso e terribile, a lui affine. Gli si rizzarono i capelli in testa, come a un cagnolino, ben nutrito e curato, che sente nella foresta l’ululato famelico dei lupi, i suoi fratelli selvaggi. Indietreggiò di scatto.
    - No, no, io non ballo...”

    (Irène Némirovsky, “I cani e i lupi”, ed. Adelphi)
    Dopo essere rimasto molto soddisfatto da “Suite francese”, ho deciso di leggermi un altro romanzo di Irène Némirovsky, cioè “I cani e i lupi”, e se sono qui a scriverne è perché, comunque, mi è piaciuto, sebbene non sia paragonabile, a mio parere, all’altro che ho citato. Anche qui ci sono alcuni temi ricorrenti nell’opera dell’autrice, per esempio l’ebraismo e l’esilio, nello specifico quella che Ada, la protagonista del romanzo, è costretto a scegliere per salvarsi dai pogrom russi. I cani e i lupi citanti nel titolo sono gli ebrei che vivevano a Kiev all’inizio del 1900, ed è evidente il riferimento autobiografico, se non della vicenda narrata, almeno dei temi più generali. Ada Sinner vive nella parte bassa della città, dove ci sono poveri o comunque gente che, come suo padre, si arrabatta per sopravvivere; nella parte alta, in collina, ci sono invece, in mezzo a russi e polacchi, anche gli ebrei arricchiti, che sono riusciti, in virtù del loro potere economico, a farsi tollerare, e che sono guardati, dal basso, con un misto d’invidia, rabbia e ammirazione, da chi, in fondo, vorrebbe essere come loro e non ha avuto la forza di diventarlo.
    Un giorno Ada, ancora bambina, proprio nel mezzo di una violenta retata anti-ebraica, trova riparo nell’abitazione di Harry, anch’egli un Sinner di cognome, a simboleggiare un legame di sangue e di razza che sarà difficile negare, anche a onta delle differenze economiche. Anche Harry è ancora bambino, e quindi dall’incontro non scaturisce altro che una forte idealizzazione da parte della ragazzina. Anni dopo, costretti a emigrare in Francia, i due s’incontrano, nella condizione di esuli, ciascuno alle prese con una propria relazione. Ada, alla fine, ha ceduto all’insistenza di Ben, con il quale era cresciuta quasi da fratello e sorella; Harry, invece, completando il suo apparente processo d’inserimento nella cultura francese, si è sposato con Laurence, nonostante la contrarietà iniziale della famiglia, cattolica, della ragazza.
    A Pagini Harry non è più indifferente circa i sentimenti di Ada, anche perché è solo adesso, a distanza di tanti anni, che Ada svela realmente ciò che aveva sempre provato, sia pure in un mondo idealizzato da essa creato. Scattano, a questo punto, tutta una serie di dinamiche a quattro, che non riguardano solo aspetti passionali, che pure sono prevalenti, ma hanno motivazioni di più ampio raggio. Harry è, sempre più, un ebreo ricco, potente banchiere, mentre Ada e Ben sono ebrei che anche lì in Francia devono arrangiarsi per vivere. Ada, poi, che pure potrebbe sfruttare Harry per farsi largo, resta fedele alla sua passione per la pittura. Poi c’è Laurence, il quarto incomodo. L’autrice è brava nel tenere il lettore avvinto alla storia, non trasformandola mai in una stucchevole storia d’amore, ma a me è parso che sia meno efficace nello sfruttare le armi che più le ho riconosciuto in “Suite francese”, ad esempio il sarcasmo amaro dell’animo ferito.

    “Io non ho mai smesso di fantasticarci su...Eravamo soli, abbandonati, poveri, ma non avevamo nessuno tra i piedi, né quelli che odi, né quelli che ami”.

    ha scritto il 

  • 5

    tanto spietata nel mettere a nudo le crudezze della vita per gli ebrei nei paesi dell'est quanto generosa nel narrare le sofferenze (amorose e non) dei medesimi nella terra d'adozione, dove nessuno fa loro dimenticare chi sono e da dove provengono.


    potente come un maglio ed al contempo sot ...continua

    tanto spietata nel mettere a nudo le crudezze della vita per gli ebrei nei paesi dell'est quanto generosa nel narrare le sofferenze (amorose e non) dei medesimi nella terra d'adozione, dove nessuno fa loro dimenticare chi sono e da dove provengono.

    potente come un maglio ed al contempo sottile come la punta di un ago: una scrittrice unica.

    ha scritto il 

  • 4

    IL titolo del romanzo è significativo: da una parte i cani e dall'altra parte i lupi . I cani sono simbolo di quegli ebrei arricchiti che non ricordano o che non vogliono ricordare da dove sono venuti e che si sono man mano imborghesiti mescolandosi con la "gente comune". I lupi ...continua

    IL titolo del romanzo è significativo: da una parte i cani e dall'altra parte i lupi . I cani sono simbolo di quegli ebrei arricchiti che non ricordano o che non vogliono ricordare da dove sono venuti e che si sono man mano imborghesiti mescolandosi con la "gente comune". I lupi sono simbolo di quegli ebrei che lottano continuamente per riuscire a vivere e a superare le diversità. I geni sono gli stessi ma è difficile che cani e lupi possano andare d'accordo mescolandosi tra loro.
    Irene Nemirovsky è stata geniale in questo romanzo: con un cinismo che riscontro sempre nei suoi romanzi illustra la storia di tre personaggi Ada, Ben, Henry, le cui storie si intrecciano sin dall'inizio. Chi sarà il cane e chi sarà il lupo?

    ha scritto il 

  • 5

    una scrittura precisa, ma piena di grazia, di raffinata delicatezza.
    leggi dei pogrom e ti sembra di viverli. respiri la paura.
    ma dopo poche pagine la delicatezza delle parole te li lascia dietro alle spalle.

    e leggi di ada.
    ada che ama harry, un uomo senza valore.
    ...continua

    una scrittura precisa, ma piena di grazia, di raffinata delicatezza.
    leggi dei pogrom e ti sembra di viverli. respiri la paura.
    ma dopo poche pagine la delicatezza delle parole te li lascia dietro alle spalle.

    e leggi di ada.
    ada che ama harry, un uomo senza valore.
    tutti i personaggi sono senza valore, perche' c'e' ada.
    solo lei.
    questa donna.
    grandissima.
    ada ama di un amore che e' fatto di attesa.
    ada aspetta harry e, pur aspettandolo, contro ogni logica, continua ad amarlo.
    ada aspetta il suo amore.
    lo fa per tutta la vita.
    lo ama sopra tutto.
    lo ama senza fine.

    e ti viene da chiedere all'Universo: una volta, fosse anche per una sola
    volta, concedimi di essere amato cosi'.
    e aspettato.

    la prima cosa è il mio nome,
    la seconda è lo sguardo di chi mi ha abbandonato.

    ha scritto il 

  • 5

    "Tu vivi come su un'isola deserta," diceva Harry.
    "Non ho mai vissuto in altro modo. A che serve attaccarsi a quello che si dovrà perdere?"
    "Ma perchè si dovrebbe perderlo, Ada?"
    "Non lo so. E' il nostro destino. Tutto mi è sempre stato strappato."
    "Ma io allora? Io? Tu
    ...continua

    "Tu vivi come su un'isola deserta," diceva Harry.
    "Non ho mai vissuto in altro modo. A che serve attaccarsi a quello che si dovrà perdere?"
    "Ma perchè si dovrebbe perderlo, Ada?"
    "Non lo so. E' il nostro destino. Tutto mi è sempre stato strappato."
    "Ma io allora? Io? Tu però mi ami? Tieni a me?"
    "Quanto a te, è tutt'altra cosa. Ho vissuto senza vederti, e quasi senza conoscerti, e tu eri mio come lo sei adesso. Io, che temo sempre la disgrazia, non temo di perderti. Mi puoi dimenticare, lasciare, abbandonare, sarai sempre mio, e unicamente mio. Ti ho inventato, amore mio. Sei molto più che il mio amante. Sei una mia creatura. E' per questo che mi appartieni, quasi tuo malgrado."

    ha scritto il 

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