I cani e i lupi

Di

Editore: Edizione Mondolibri su licenza Adelphi

4.0
(1195)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace I cani e i lupi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Due premesse alle righe che scriverò.
    La prima riguarda l'autrice, la cui bravura e capacità non si discutono, ma che genera dubbi quanto a modalità: venti, venticinque romanzi e lavori vari concepiti ...continua

    Due premesse alle righe che scriverò.
    La prima riguarda l'autrice, la cui bravura e capacità non si discutono, ma che genera dubbi quanto a modalità: venti, venticinque romanzi e lavori vari concepiti in una ventina d'anni, poco meno dopo la sua morte, sembrano molti, oserei dire troppi. Da una parte c'è sempre il sospetto quando si assiste alla pubblicazione copiosa di opere postume, dall'altra viene da pensare che comunque una sorta di aridità di argomenti alla fine c'è, assieme al rischio di ripetersi. E qui veniamo alla seconda premessa, che riguarda gli ebrei e più in generale l'argomento dell'Olocausto, forse la più grande tragedia creata dall'uomo. E'innegabile che il ripetersi di temi già tante volte svolti, sviscerati nelle opere della Nemirowsky, faccia riflettere su qualcosa che forse non sarà politicamente corretto. Quanti editori sono disposti a pubblicare opere di un autore che in qualche modo si ripete? I cani e i lupi sono un romanzo lento che non decolla mai e che a tratti annoia. La Nemirowsky è abilissima a descrivere i dettagli di situazioni minimali, ma il lettore in che condizioni si viene a trovare? Qui l'autrice è senza dubbio brava a descrivere quel mondo di ascesa e caduta in rovina che pare proprio dietro l'angolo. Tra gli ebrei ogni cosa sembra avvenire in maniera repentina. Il finale del romanzo sembra portare una ventata di novità, ma alla fine tutto si rivela di una lentezza esasperante.

    ha scritto il 

  • 4

    I cani, i lupi, gli amori, gli ebrei.

    Questo libro racconta, sostanzialmente, di una storia d'amore. Ada Sinner è una bambina di sei anni che vive con il padre in una grande città ucraina. A casa Sinner vengono a vivere la zia Raissa e i ...continua

    Questo libro racconta, sostanzialmente, di una storia d'amore. Ada Sinner è una bambina di sei anni che vive con il padre in una grande città ucraina. A casa Sinner vengono a vivere la zia Raissa e i suoi due figli, Lilla e Ben. Durante un pogrom Ben e Ada sono costretti a fuggire da casa e cercano rifugio nella dimora di alcuni parenti ricchi, qui per la prima volta Ada incontra il cugino Harry (di cui già aveva sentito parlare) e se ne innamora per tutta vita. La storia è sostanzialmente la storia d'amore prima impossibile, poi reale e poi perduta per sempre tra Ada e Harry; un amore che va oltre qualsiasi tipo di definizione: non è fisico, non è intellettuale; sono le parole della stessa Ada a definirlo " Ho vissuto senza vederti , e quasi senza conoscerti, e tu eri mio come lo sei stato adesso Mi puoi dimenticare, abbandonare, lasciare, sarai sempre mio e unicamente mio, è per questo che mi appartieni quasi senza volerlo."
    Legata a questa enigmatica storia d'amore è la questione della razza ebraica. Gli ebrei nel libro vengono visti come coloro in grado di ammaliare e di trascinare a fondo tutto. Sono gli stessi ebrei ricchi che fuggono dagli ebrei poveri, fuggono cioè da loro stessi, in quanto prima erano anch'essi poveri. Fuggono dalla paura di poter essere come loro o di poterci tornare: durante un ballo l'ancora adolescente Harry non balla con Ada per paura di mischiarsi a lei.
    Eppure ciò che non si può evitare è il destino, e il destino dice che non si può sfuggire a se stessi. Ben, sposato con Ada e roso dalla gelosia per il suo amore per Harry, si intrufola nella banca di famiglia e la fa implodere rovinando tutto ciò che si può rovinare: una famiglia, un amore.
    Molto bella la scena finale: Ada partorisce un figlio, che l'autrice non dice di chi è (forse non ce n'è bisogno?), in un mondo con i nazisti alle porte. Una nuova vita nasce mentre un mondo lentamente sta per morire.
    Il libro è senz'altro piacevole, a volte scade nel mieloso e a volte la Nemirovsky cavalca alcuni luoghi comuni sugli ebrei.

    ha scritto il 

  • 4

    Partendo dal presupposto che amo Irène Némirovsky, i miei voti sulle sue opere variano semplicemente in base al mio gusto personale.
    Questo romanzo si colloca sicuramente dietro Jezabel.

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta del primo libro che leggo di Irène Némirovsky e l'ho trovato nel complesso delizioso, molto scorrevole e realistico nelle descrizioni, originale la trama. Mi ha però lasciata un po' perpless ...continua

    Si tratta del primo libro che leggo di Irène Némirovsky e l'ho trovato nel complesso delizioso, molto scorrevole e realistico nelle descrizioni, originale la trama. Mi ha però lasciata un po' perplessa la profonda cesura tra le due parti in cui si struttura il racconto, corrispondenti al vissuto dei protagonisti nelle due cità di Kiev prima e Parigi poi. Se infatti la prima parte è incentrata sull'interiorità della protagonista e ogni situazione viene dettagliatamente scandagliata secondo il suo punto di vista, l'arrivo a Parigi determina un'improvvisa accelerazione della narrazione. I salti temporali sono frequenti, le scene diventano povere di dettagli e quasi scompare l'interiorità di Ada con tutte le sue sfumature per lasciare spazio ai sentimenti dei protagonisti maschili del romanzo. La prosa si riprende nel finale anche se rimane la sensazione di avere letto due racconti differenti, di cui il primo lascia indubbiamente una traccia più profonda. Bellissime le descrizioni dei freddi e grigi inverni ucraini, della cui fioca luce riflette la narrazione della prima parte.

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa dire ?
    Assolutamente da leggere perché è magistrale . Irene Nemirovsky non delude mai , riesce a creare in modo impeccabile sia i personaggi che le ambientazioni; in questo romanzo c'è una piccol ...continua

    Cosa dire ?
    Assolutamente da leggere perché è magistrale . Irene Nemirovsky non delude mai , riesce a creare in modo impeccabile sia i personaggi che le ambientazioni; in questo romanzo c'è una piccola vena di speranza che però alla fine viene infranta a metà ma poi ritorna sul finale.
    Leggetelo

    ha scritto il 

  • 4

    Una piccola lezione di vita da parte della Némirovsky.
    Ho trovato la storia coinvolgente e scorrevole, carina nel complesso. Come romanzo, ovviamente, non è paragonabile ad altri della stessa scrittri ...continua

    Una piccola lezione di vita da parte della Némirovsky.
    Ho trovato la storia coinvolgente e scorrevole, carina nel complesso. Come romanzo, ovviamente, non è paragonabile ad altri della stessa scrittrice ma resta comunque una lettura piacevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Prima volta che Irene mi annoia... mancano le emozioni che la sua scrittura è capace di evocare, mancano dei personaggi incisivi. Mi sembra un po' buttato lì, come se non avesse avuto poi tanta vogli ...continua

    Prima volta che Irene mi annoia... mancano le emozioni che la sua scrittura è capace di evocare, mancano dei personaggi incisivi. Mi sembra un po' buttato lì, come se non avesse avuto poi tanta voglia di scriverlo. E' pregno di un fastidioso cinismo e di un pessimismo senza fine apparente, mentre è assente quel suo tipico disincanto così suggestivo...

    ha scritto il 

  • 2

    "La città ucraina, culla della famiglia Sinner, era, agli occhi degli ebrei che la abitavano, formata da tre distinte regioni, come sui quadri antichi: i rietti in basso, tra le tenebre e le fiamme de ...continua

    "La città ucraina, culla della famiglia Sinner, era, agli occhi degli ebrei che la abitavano, formata da tre distinte regioni, come sui quadri antichi: i rietti in basso, tra le tenebre e le fiamme dell'inferno, i mortali al centro della tela, rischiarati da una luce tranquilla e pallida, e, in alto, il regno degli eletti".
    Di solito con la Nemirowsky entro dentro nella storia, invece, questa volta, ne sono rimasta fuori, sempre nell'attesa che ci fosse una svolta o che succedesse quel qualcosa da farmi entrare in quei luoghi, in quelle vie, in quel tempo. Che il suo modo di scrivere sia asciutto ormai l'ho capito da tempo, ma forse in questo libro lo è particolarmente.

    ha scritto il 

  • 5

    A Kiev due cugini, ebrei poveri, abitanti dei bassifondi, fuggono nella città alta, in occasione di un pogrom. Infreddoliti, affamati, sono ammessi in extremis alla colazione del parente ricco, nel su ...continua

    A Kiev due cugini, ebrei poveri, abitanti dei bassifondi, fuggono nella città alta, in occasione di un pogrom. Infreddoliti, affamati, sono ammessi in extremis alla colazione del parente ricco, nel suo palazzo, un lontano cugino, anch'egli piccolo, ma molto più fortunato di loro.
    Passano gli anni, il ragazzino agiato incontra nuovamente la parente povera, questa volta a Parigi. Lei dipinge, lui è l'erede di un impero finanziario. Si innamorano, ma entrambi sono sposati, lei col cugino povero, lui con la rampolla di una famiglia agiata...

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per