I capolavori

Di

Editore: Mondadori (Grandi classici 94)

4.5
(212)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 683 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804531401 | Isbn-13: 9788804531401 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anna Ravano , Adriana Bottini ; Prefazione: Joyce Carol Oates

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Morta suicida a soli trentuno anni, Sylvia Plath è assurta a simbolo dellerivendicazioni femministe del Novecento, ma soprattutto è stata una delle vocipiù limpide della letteratura americana contemporanea. A oltre quarant'annidalla sua scomparsa, questo volume raccoglie un'ampia scelta dei suoi versi,unitamente al romanzo "La campana di vetro" e alla raccolta di prose "JohnnyPanic" e "La Bibbia dei sogni". Con un saggio di Joyce Carol Oates.
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  • 0

    Perché bisogna analizzare e giudicare sempre tutto?!

    Non mi dilungo in moine ed apprezzamenti sulla Plath, personaggio che amo visceralmente.
    Quindi ovvio che sentendola "mia" come le mie stesse dita, potrei solo consigliarla e promuoverla, sempre che c ...continua

    Non mi dilungo in moine ed apprezzamenti sulla Plath, personaggio che amo visceralmente.
    Quindi ovvio che sentendola "mia" come le mie stesse dita, potrei solo consigliarla e promuoverla, sempre che ce ne fosse bisogno ...
    Quello che non sopporto è l'approccio intellettualistico, cerebrale e macchinoso, oltre che teorico, accademico e tronfio di chi si erge a detentore della suprema verità, imprimendo una sentenza perentoria su una persona, un tema, una questione.
    Mi spiace ma ho odiato il saggio/prefazione di Joyce Carol Oates. Si presuppone che, un saggio su Sylvia Plath, venga sviluppato da qualcuno dotato di sufficiente sensibilità artistica (e non solo) per poter abbracciare lo stile di questa dotatissima poetessa. Non credo che chiunque possa o debba apprezzare la Plath ma, trovo doveroso che un saggio introduttivo a quella che è una raccolta di "capolavori", sia redatto da qualcuno che tratti questa poesia come una figlia fragile da coccolare, da amare... Non come un' inanimata cavia utilizzata per avallare chissà quale tesi ... Per avvalorare le proprie ragioni su quella poetica contemporanea che viene dalla Oates bollata come tragica, minimalista, separata ( lei scorge in molti poeti moderni una separazione tra intelletto ed istinto).
    Mi duole ammettere di aver provato dolore e frustrazione nel sentire come veniva stuprata, vivisezionata e macellata la sublime arte di Sylvia Plath. Così freddamente analizzata, come un tedioso cadavere, certamente degno di nota, strutturalmente interessante e curioso ma pur sempre un cadavere, identico ad altri mille cadaveri. Un corpo che ha risentito delle influenze dell'epoca, di mentalità auto-distruttive ... NO! Non ci sto! Per quanto sia importante considerare il contesto storico-culturale, per quanto ci siano delle influenze poetiche che fungono da comune denominatore, rifiuto categoricamente il giudizio a mio parere così ristretto, tecnico e formale fornito nella (sin troppo lunga) stesura di questo saggio ... Non ne avevamo bisogno ... No, proprio no ...
    La poesia della Plath non può essere identificata, incasellata ed illustrata come la posologia di un analgesico. La sua è stata un'immersione nei cupi meandri dell'anima, un modo di esorcizzare i demoni, una trasposizione delle proprie sensazioni ... Provenienti da una personalità provata, difettosa, lacerata. Non ci è dato sapere dei problemi psichici della Plath nello specifico, quello che è assodato riguarda l'assoluta instabilità umorale, la sua incapacità di giustificare un mondo regolamentato, di coglierne la bonarietà, l' aspetto più leggero, fluttuante, mutevole. Il suo è un buio senza speranza. Un buio che ha provato con tutte le sue forze a dissipare per mezzo della scrittura. Quello che non mi stancherò mai di ripetere è che ogni singolo disagio psichico non può essere trattato come una mera conseguenza delle condizioni esterne, delle caratteristiche del contesto di appartenenza. E non è solo il problema psichico della Plath ad averne influenzato la poetica.
    Insomma, il discorso è troppo vasto, troppo complesso. Anche per la grande Joyce Carol Oates.
    Perché non tutto può essere definito o compreso pienamente. E per fortuna, ad ognuno resta la propria meravigliosa capacità interpretativa.

    Godetevi Sylvia, a prescindere da qualsiasi ridondante o saccente critica letteraria.

    Buon viaggio ...

    ha scritto il 

  • 4

    Trovo sempre particolarmente intensa la lettura degli scritti di qualcuno che è morto suicida. E questo è valso anche per Sylvia Plath, anzi: forse nel suo caso è stato anche più intenso, proprio per ...continua

    Trovo sempre particolarmente intensa la lettura degli scritti di qualcuno che è morto suicida. E questo è valso anche per Sylvia Plath, anzi: forse nel suo caso è stato anche più intenso, proprio per quanto c’è di autobiografico (e quindi, per certi versi, di davvero sentito) nelle opere che sono raccolte nel volume I capolavori di Sylvia Plath.
    La raccolta comprende il suo romanzo autobiografico La campana di vetro, diverse liriche, tra cui Ariel, pubblicata postuma dal marito della Plath, Ted Hughes, e diversi racconti e scritti in prosa che aiutano a completare il quadro. Ma è stata La campana di vetro a rendere davvero particolare questa lettura: si tratta dell’unico romanzo scritto dalla Plath, pubblicato inizialmente con uno pseudonimo, e racconta la depressione della protagonista, Esther, dipingendo in maniera molto vivida anche un tentativo di suicidio (molto simile a quello di Sylvia) e la terapia dell’elettroshock. La descrizione della campana di vetro, della sensazione di alienazione, di soffocamento che la protagonista prova è coinvolgente, ed è ancora più difficile da leggere sapendo che questo è l’alter ego di Sylvia, e che Sylvia poi sotto al peso di quella campana di vetro ha ceduto (e non importa, da questo punto di vista, se Sylvia volesse effettivamente suicidarsi oppure no, come suggerito da alcuni). L’ho trovata una lettura davvero strana, perché da una parte c’è una certa frivolezza nel racconto, soprattutto per quanto riguarda la parte che descrive lo stage della protagonista a New York, presso una rivista, dove diventa amica di una ragazza disinibita pur ammirandone una molto più propensa a fare sempre la cosa giusta. Anzi: le avventure da stagiste sono leggere, quasi divertenti. C’è anche una buona tensione tra quello che ci si aspetta da Esther – che diventi una moglie, una madre – e quello che invece Esther vorrebbe per sé. Infine, la descrizione della malattia, della sensazione asfissiante che dà alla protagonista, delle cure, sono davvero realistiche e quasi crude nella loro concretezza. È stata davvero la lettura più intensa dell’intera raccolta.
    Anche le liriche che compongono il resto della raccolta ci restituiscono l’immagine di una donna complessa, e questo emerge soprattutto in Ariel, interpretata dai critici come la rappresentazione della rinascita della poetessa. Ma in tutte le liriche si percepisce una tensione, un qualcosa che fa male ma che non sai spiegare esattamente cosa, e perché. Si tratta di liriche difficili, non immediatamente comprensibili, ma che proprio per questo ti spingono a pensare, a cercare di capire – e personalmente ho trovato sempre un po’ complesso separare quello che leggevo dalla consapevolezza che questa è l’autrice che si è praticamente spogliata davanti a me ne La campana di vetro, che l’autrice è la trentenne che ha preparato il latte ai suoi bambini e poi ha messo la testa nel forno. Non so fino a che punto sia necessario dimenticarsi di questo particolare; non so definire fino a che punto la consapevolezza del suicidio abbia pesato sul mio apprezzare le liriche, commuovermi leggendole. Ma so che una volta chiuso il volume ho rimpianto che il marito di Sylvia, il poeta Ted Hughes, abbia distrutto parte dei suoi diari, perché ho la sensazione che così abbiamo perso tanto, troppo.
    Non è una lettura semplice, anzi; la struttura della raccolta vi permette comunque di scegliere quando leggere cosa, e centellinare le pagine della Plath che per intensità non hanno nulla da invidiare a nessuno. Non leggetela se non avete il tempo, o la voglia, di pensare poi a quello che avete letto, perché sarete spinti a farlo anche senza volerlo. Oppure cominciate dai racconti che sono stati inseriti in questa raccolta: sono ottimi scritti, anche se secondo me non hanno la stessa potenza delle poesie o del romanzo. Sylvia Plath è un’autrice che va conosciuta un po’ alla volta, e credo che questa raccolta sia un’ottima base di partenza.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sono verticale"

    Ma preferirei essere orizzontale.
    Non sono un albero con la radice nel suolo
    che succhia minerali e amore materno
    per poter brillare di foglie ogni marzo,
    e nemmeno sono la bella di un’aiola
    che attir ...continua

    Ma preferirei essere orizzontale.
    Non sono un albero con la radice nel suolo
    che succhia minerali e amore materno
    per poter brillare di foglie ogni marzo,
    e nemmeno sono la bella di un’aiola
    che attira la sua parte di Ooh, dipinta di colori stupendi,
    ignara di dover presto sfiorire.
    In confronto a me, un albero è immortale
    e la corolla di un fiore non alta, ma più sorprendente,
    e a me manca la longevità dell’uno e l’audacia dell’altra.

    Questa notte, sotto l’infinitesima luce delle stelle,
    alberi e fiori vanno spargendo i loro freschi profumi.
    Cammino in mezzo a loro, ma nessuno mi nota.
    A volte penso che è quando dormo
    che assomiglio loro più perfettamente–
    i pensieri offuscati.
    L’essere distesa mi è più naturale.
    Allora c’è aperto colloquio tra il cielo e me
    e sarò utile quando sarò distesa per sempre:
    forse allora gli alberi mi toccheranno, e i fiori avranno tempo per me.

    Sylvia Plath

    28 marzo 1961

    ha scritto il 

  • 4

    "Avrei preferito di gran lunga essere malata nel corpo, che malata nella testa"

    Mi sono approcciata a quest'opera dopo aver letto -ed amato- i suoi Diari, qualche anno fa.
    Non è facile dire qualcosa su questa donna, perciò mi soffermerò sul libro e basta.

    "La campana di vetro" è ...continua

    Mi sono approcciata a quest'opera dopo aver letto -ed amato- i suoi Diari, qualche anno fa.
    Non è facile dire qualcosa su questa donna, perciò mi soffermerò sul libro e basta.

    "La campana di vetro" è IL romanzo della Plath ed UN romanzo sulla Plath: opera autobiografica, racconta uno spaccato di vita della giovane autrice, così tanto delusa, triste ed amareggiata da ammalarsi e tentare il suicidio -non una, ma più volte. Un libro potente, che descrive con crudezza e realismo gran parte di quello che ha passato. Mi è piaciuto, anche se devo dire che ho preferito i Diari, mi sono entrati più sottopelle.
    In questa raccolta sono poi ancora presenti una selezione delle sue poesie ed alcuni suoi racconti (e prose varie) presi da "Johnny Panic e la Bibbia dei sogni".

    Le poesie sono difficili. Innanzitutto, per me, alcune sono tradotte maluccio. Tempo fa avevo letto "Lady Lazarus" (una delle mie preferite) in un'altra traduzione, che ho preferito, questa mi ha parecchio deluso. Comunque, la sua opera poetica non è di facile comprensione, non ho amato tutte le poesie ma ho apprezzato particolarmente quelle di "Crossing the water".

    I racconti invece sono stati una piacevolissima sorpresa. Avendo letto comunque sempre solo qualcosa inerente alla sua vita (i diari, il romanzo), vederla alle prese con momenti di vite altrui (o, insomma, anche se fossero stati suoi, alcuni racconti sono ben mascherati) mi è piaciuto tantissimo. Molto fantasiosa, racconti (soprattutto i primi, gli ultimi sono saggi o pagine di diario un pochino più noiosi) a metà tra il vero ed il surreale, a volte onirici, a volte crudi nel loro essere realistici. Belli, veramente belli.

    Facendo una media tra le tre "opere" diverse, opto per un quattro stelline. Le poesie sarebbero un 3.5, il romanzo un 4, ed i racconti un 4.5 .

    ha scritto il 

  • 5

    Indispensabile

    Non posso chiedere di meglio che un edizione che racchiuda la maggioranza delle opere della Plath, tra i miei poeti preferiti. Naturalmente consiglio vivamente anche la lettura dei suoi Diari, non inc ...continua

    Non posso chiedere di meglio che un edizione che racchiuda la maggioranza delle opere della Plath, tra i miei poeti preferiti. Naturalmente consiglio vivamente anche la lettura dei suoi Diari, non inclusi in questa raccolta, illuminanti per capire a pieno i versi del Colosso e di Ariel.

    ha scritto il 

  • 5

    Poesie fitte di un indefinito mal di vivere che non le ha dato scampo.
    Per non farsi troppo contagiare, nella lettura fra una e l'altra va messa una pausa di banalità, una esperienza altrettanto trist ...continua

    Poesie fitte di un indefinito mal di vivere che non le ha dato scampo.
    Per non farsi troppo contagiare, nella lettura fra una e l'altra va messa una pausa di banalità, una esperienza altrettanto triste ma almeno concreta: un giro in un centro commerciale, ad esempio.

    ha scritto il 

  • 5

    Alcune poesie (non tutte: non sono in grado di capirle, o sentirle, tutte) sono toccanti. Il romanzo è brillante e onesto fino all'estremo limite. E i racconti (e le altre prose) sono semplicemente im ...continua

    Alcune poesie (non tutte: non sono in grado di capirle, o sentirle, tutte) sono toccanti. Il romanzo è brillante e onesto fino all'estremo limite. E i racconti (e le altre prose) sono semplicemente immensi: commoventi, divertenti, poetici.
    Un grazie, di cuore, e un abbraccio, alla ragazza che mi ha parlato di Sylvia Plath, consigliandomi con entusiasmo di leggerne le opere. Non dimenticherò.

    ha scritto il 

  • 4

    ci hai lasciate troppo presto...

    "Pensa. Ne sei capace. Soprattutto non devi fuggire nel sonno-dimenticare i dettagli – ignorare i problemi – costruire barriere fra te e il mondo e le allegre ragazze brillanti – ti prego, pensa, sveg ...continua

    "Pensa. Ne sei capace. Soprattutto non devi fuggire nel sonno-dimenticare i dettagli – ignorare i problemi – costruire barriere fra te e il mondo e le allegre ragazze brillanti – ti prego, pensa, svegliati. Credi in qualche forza benefica al di fuori del tuo io limitato."

    Diavolo, poteva non piacermi?

    ha scritto il 

  • 5

    La donna ora è perfetta.
    Il suo corpo
    morto ha il sorriso della compiutezza,
    l'illusione di una necessità greca
    fluisce nei volumi della sua toga,
    i suoi piedi
    nudi sembrano dire:
    Siamo arrivati fin q
    ...continua

    La donna ora è perfetta.
    Il suo corpo
    morto ha il sorriso della compiutezza,
    l'illusione di una necessità greca
    fluisce nei volumi della sua toga,
    i suoi piedi
    nudi sembrano dire:
    Siamo arrivati fin qui, è finita!

    - Sylvia Plath, Limite

    (contiene: Ariel, Winter Trees, Crossing the water, The colossus and other poems, La campana di vetro e "Johnny Panic e la bibbia dei sogni" e altre prose)

    ha scritto il 

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