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I cavalieri

Testo greco a fronte

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.1
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817028886 | Isbn-13: 9788817028882 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Guido Paduano

Genere: Fiction & Literature , Humor , Political

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Descrizione del libro
Negli anni difficili della guerra del Peloponneso, Atene è governata da un demagogo arrogante e vigliacco, che asseconda i peggiori istinti e la credulità della massa. Liberare il paese da questo individuo è il compito assegnato all’azione comica, che tuttavia può venire realizzato solo applicando un paradosso, che scaturisce da una lettura acuta e amara della realtà: il demagogo, scelto dal popolo con libere elezioni, può essere scalzato solo da chi adoperi le sue stesse armi, e sia dunque peggiore e più spregevole di lui. Proprio questo avviene in una scintillante successione di scontri verbali condotti con la coerenza fantastica che caratterizza Aristofane; ma da questo successo germoglia in modo miracolistico e commovente il sogno di un popolo “ringiovanito” che ritrova di colpo i suoi poteri e soprattutto la sua dignità.
Nell’introduzione Guido Paduano illustra i temi della commedia inquadrandola nel contesto storico, e ne offre una nuova e limpida traduzione.
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  • 4

    Satira e filosofia per la conquista del poter

    Con i necessari distinguo le lotte per la conquista del potere e per il suo mantenimento sono sempre attuali. L'ironia e gli spunti legati al sesso, fatti dall'Autore, possono, facimente, trovare dei riscontri nell'attualità. Piacevole e divertente.

    ha scritto il 

  • 5

    SALSICCIAIO: «Dimmi: come potrò diventare un uomo potente? Sono un salsicciaio!»
    PRIMO SERVO: «Ma proprio per questo diventerai potente: sei spregevole; vieni dall'Agorà; e sei sfrontato.»
    SALSICCIAIO: «Non mi ritengo degno di tanto potere.»
    PRIMO SERVO: «Ahimè, per quale ragione dici di non ess ...continua

    SALSICCIAIO: «Dimmi: come potrò diventare un uomo potente? Sono un salsicciaio!» PRIMO SERVO: «Ma proprio per questo diventerai potente: sei spregevole; vieni dall'Agorà; e sei sfrontato.» SALSICCIAIO: «Non mi ritengo degno di tanto potere.» PRIMO SERVO: «Ahimè, per quale ragione dici di non essere degno? Mi sembra che tu abbia sulla coscienza qualche azione... onesta. Sei per caso figlio di gente per bene?» SALSICCIAIO: «No, per gli dèi! I miei sono gentaglia.» PRIMO SERVO: «O beato, che fortuna! È il meglio che ti potesse capitare per la carriera politica.» SALSICCIAIO: «Ma, mio caro, non sono un uomo istruito: conosco solo l'alfabeto, e, per giunta, male.» PRIMO SERVO: «Questo è il tuo unico difetto: conoscerlo, anche se "male". Governare il popolo non si addisce più ad uomini istruiti e di buoni costumi, ma ad ignoranti e schifosi.»

    (178-193)

    ha scritto il 

  • 3

    La politica tra attualità e allegoria

    L'allegoria di Aristofane di (del) Popolo che si lascia imbonire dal demagogo compiacente di turno ad uso e consumo dei suoi bisogni è davvero tagliente. Molte considerazioni sul popolo sono davvero azzeccate, tra tutte ho trovato interessante la critica che si muove al popolo che da singolo (da ...continua

    L'allegoria di Aristofane di (del) Popolo che si lascia imbonire dal demagogo compiacente di turno ad uso e consumo dei suoi bisogni è davvero tagliente. Molte considerazioni sul popolo sono davvero azzeccate, tra tutte ho trovato interessante la critica che si muove al popolo che da singolo (da cittadino) ragiona in maniera più moderata e cosciente rispetto a quando si ritrova tra i suoi simili, ovvero tra/nella massa. Provocatoria e anche un po' pericolosa la premessa: per sconfiggere un tiranno è necessario un altro tiranno più infame; per conquistare il potere è necessario usare le stesse armi del proprio avversario. Questo non dice niente a nessuno? La satira de I Cavalieri è pungente e divertente ma a tratti è snervante a causa del battibeccare tra il Salsicciaio e Plafagone che raggiungono livelli di bassezze da tappezzeria. E della sponsorizzazione del Coro della commedia di Aristofane ne vogliamo parlare? La pubblicità era l'anima del successo anche allora. Ancora attuale, come buona parte della letteratura greca.

    Precisa l'introduzione di Paduano.

    ha scritto il