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I cento fratelli

Di

Editore: Minimum fax

3.1
(66)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875213313 | Isbn-13: 9788875213312 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Matteo Colombo ; Prefazione: Jonathan Franzen

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    Romanzo controverso

    Fermo restando che l'idea di per sé è buona, anche se si adatterebbe più a un racconto che non a un romanzo, e inoltre è ben scritto e denso di significati, grazie all'atmosfera kafkiana a cui fa il verso; occorre però precisare che l'assenza quasi totale di una trama e il finale inconsistente, l ...continua

    Fermo restando che l'idea di per sé è buona, anche se si adatterebbe più a un racconto che non a un romanzo, e inoltre è ben scritto e denso di significati, grazie all'atmosfera kafkiana a cui fa il verso; occorre però precisare che l'assenza quasi totale di una trama e il finale inconsistente, lo rendono ahimè troppo noioso ed evanescente.

    ha scritto il 

  • 0

    Per il momento

    Per il momento siamo a pagina 75 e si sta ancora svolgendo la prima e unica scena del romanzo (che non ha divisione in capitoli), il raduno dei 100 fratelli in biblioteca. Quindi ancora non c'è stata un'azione, ma solo parole parole.
    Non so.

    ha scritto il 

  • 2

    I cento fratelli si riuniscono nella vecchia casa di famiglia per una cena durante la quale dovranno organizzarsi nella ricerca delle ceneri, andate disperse, del loro amato padre. Con il passare delle ore, l’aumento del tasso alcolico e dei litigi tra i vari membri della numerosissima famiglia, ...continua

    I cento fratelli si riuniscono nella vecchia casa di famiglia per una cena durante la quale dovranno organizzarsi nella ricerca delle ceneri, andate disperse, del loro amato padre. Con il passare delle ore, l’aumento del tasso alcolico e dei litigi tra i vari membri della numerosissima famiglia, la serata prenderà una piega quasi da incubo, fino al tragico epilogo in chiusura.
    Secondo libro che leggo di Donald Antrim, dopo “Votate Robinson per un mondo migliore”, ma nemmeno questo mi ha colpito più di tanto, anzi.
    Il romanzo parte abbastanza lento e non propriamente ben disposto verso l’inserimento del lettore, a fatica si seguono tutti quei nomi che compaiono in rapida successione, prosegue un po’ stancamente e confusionario, almeno fino alla scena della cena, dove le sorti dei cento fratelli sembrano ridonare un po’ d’aria allo scorrere narrativo delle pagine, che si concluderanno invece molto bene, con un colpo di scena inaspettato e l’incupirsi dei toni verso un’atmosfera quasi macabra e disperata.

    http://www.subliminalpop.com/?p=2461

    ha scritto il 

  • 2

    sull'onda di altri (suoi) libri vado di bieco completismo.

    una rottura di palle lunga centocinquanta abbondanti pagine, con una discreta premessa. se basta questo e un flusso disordinato di (poche) idee per accostarsi a pynchon, non andremo mai molto lontano (da pynchon).
    lui può e d ...continua

    sull'onda di altri (suoi) libri vado di bieco completismo.

    una rottura di palle lunga centocinquanta abbondanti pagine, con una discreta premessa. se basta questo e un flusso disordinato di (poche) idee per accostarsi a pynchon, non andremo mai molto lontano (da pynchon).
    lui può e deve fare di meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea è senz'altro accattivante: una marea di fratelli riuniti nella sterminata biblioteca della cadente villa di famiglia per ritrovare le ceneri del patriarca, finite chissà dove; lo svolgimento, però, che gran noia...

    ha scritto il