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I compagni sconosciuti

By Franco Lucentini

(48)

| Paperback | 9788806166885

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Book Description

13 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non capirsi, cercarsi e trovarsi. Un momento storico difficile da raccontare che lucentini sa dipingere con poche efficaci pennellate. Una lettura veloce e meravigliosa.

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    utti said on Feb 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Tre stellette alla memoria

    Ho letto che fu pubblicato nel ’51, nel primo dopoguerra.
    Deve avere un po’ frastornato quest’esercizio di stile, rivolto più all’entourage “intellettuale che ai lettori! Fin quasi alla fine del racconto, ho pensato che fosse un incubo del protago ...(continue)

    Ho letto che fu pubblicato nel ’51, nel primo dopoguerra.
    Deve avere un po’ frastornato quest’esercizio di stile, rivolto più all’entourage “intellettuale che ai lettori! Fin quasi alla fine del racconto, ho pensato che fosse un incubo del protagonista, che riviveva ciò che aveva realmente passato nella Vienna bombardata e occupata, in cui si mescolavano il russo, il tedesco, il polacco in un esperanto approssimativo. Un vivere l’alienazione della torre di Babele.
    E invece no! E’ tutto vero. Vorrebbe essere un inno alla solidarietà tra i popoli dopo la catastrofe, la dimostrazione che nonostante il muro delle lingue, se si vuole e ci si mette il cuore, ci si capisce eccome! Sarà anche vero, anzi è sicuramente vero ma solo se ci si trova in quello stato necessità. Perché quando si vuole trasmettere questo messaggio ad un lettore fuori da quel contesto, allora sì che è questi a rimanere estraniato a chiedersi che vor dì. Perché non si tratta solo di curare una gamba in cancrena di un sifilitico o di salvare un disgraziato che vuole buttarsi giù da un ponte, che sarebbero bastati Florence Nightingale e un passante lappone, ma si racconta di amicizie e di corrispondenze di amorosi sensi, tutte cose bellissime ma altamente improbabili se si fossero svolte così come Lucentini ce le racconta. Perché al di là del linguaggio verbale è nota la fondamentale importanza di quello corporeo dei gesti, degli sguardi e della mimica facciale che lo scrittore si guarda bene dal comunicarci.

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    Maria Francesca e basta said on Feb 15, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Frammento di viaggio al termine della notte. Sorprendente pur nella personale desuetudine degli ultimi tempi ad una scrittura "neorealista" e ad un racconto che non vuole dire una Storia ma solo raccogliere schegge di intima disperazione.

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    Achabjazz said on Jan 20, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Spesso il male di vivere ho incontrato

    Che scrittore, Lucentini! Con poco riesce a tratteggiare un'epoca e qui, soprattutto, sempre con poco dispiega pian piano un'angoscia (che da "grande", in seguito, quasi ripudierà), un male di vivere che in tante forme e gradazioni tutti hanno più o ...(continue)

    Che scrittore, Lucentini! Con poco riesce a tratteggiare un'epoca e qui, soprattutto, sempre con poco dispiega pian piano un'angoscia (che da "grande", in seguito, quasi ripudierà), un male di vivere che in tante forme e gradazioni tutti hanno più o meno conosciuto dai venti ai trent'anni. Ma mai saputo descriverla con tanta potente delicatezza e ineluttabilità.

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    aurelio63 said on Nov 19, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    2007

    Non sono in grado di giudicarne l’impatto innovativo. E’ sicuramente scarno, essenziale, senza vie traverse che allontanino il protagonista dal suicidio.
    Uno, dalla vita ai margini, un po’ perché vive di contrabbando in una Vienna dopoguerra mult ...(continue)

    Non sono in grado di giudicarne l’impatto innovativo. E’ sicuramente scarno, essenziale, senza vie traverse che allontanino il protagonista dal suicidio.
    Uno, dalla vita ai margini, un po’ perché vive di contrabbando in una Vienna dopoguerra multilingue e multi profuga, e un po’ perché malato di sifilide (?) ferito da una fucilata che non guarisce mai, abbandonato da una che non si sa, decide di morire. “””Averci la salute, e uno se ne sbatte i coglioni di tutto il resto. Però, se uno si ricorda bene, anche quando uno ci aveva la salute, era lo stesso””” Qualcuno, anime buone, cerca di dargli affetto e calore umano ma l’idea fissa è quella e uno, se ce l’ha, non rinuncia, anzi i rapporti umani, proprio perché tali, fanno soffrire di più.
    “””Ma come torna indietro, uno, per queste strade che uno non conosce?”” Non si può.
    Lo vedrei bene in un adattamento teatrale …..
    Ricca la postfazione.
    Se vi dà fastidio la presenza di dialoghi in più lingue (tedesco, polacco, russo) lasciate perdere. Anche se proprio questo è uno dei motivi che induce un effetto di alienazione.

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    Anina e "gambette di pollo" sotto i 5000 ... said on Jul 30, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Averci la salute, e uno se ne sbatte i coglioni di tutto il resto. Però, se uno si ricorda bene, anche quando uno ci aveva la salute, era lo stesso." p. 15

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    Angelo C. said on Jul 7, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Paperback 105 Pages
  • ISBN-10: 8806166883
  • ISBN-13: 9788806166885
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2006-01-01
  • Also available as: Others
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